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Al centro delle ricerche di engramma è la tradizione classica nella cultura occidentale: persistenze, riprese, nuove interpretazioni di forme, temi e motivi dell'arte, dell'architettura e della letteratura antica, nell'età medievale, rinascimentale, moderna e contemporanea.


engramma è la rivista on-line del Centro studi classicA 'Archiettura, civiltà, tradizione del classico', dell'Università IUAV di Venezia: un laboratorio di ricerche costituito da studiosi e da giovani ricercatori, nato come 'Seminario di tradizione classica' nel marzo 2000, coordinato da Monica Centanni.


engramma
ha cadenza mensile: dal settembre del 2000 al dicembre 2007 sono stati pubblicati 60 numeri. La rivista presenta una versione inglese e una versione latina della testata -sommario di ogni numero.

I contributi pubblicati in engramma (saggi, recensioni, tavole iconografiche) sono raggruppati nelle sezioni dei Temi di ricerca: Monumenta, Warburg e l'Atlante, Internet e Umanesimo, Pubblicità e tradizione classica,
Gallerie iconografiche.


Una delle coordinate metodologiche degli studi di tradizione classica in engramma è la lezione di Aby Warburg (1866-1929).

Proprio una suggestione scientifica raccolta da Warburg dà il nome a engramma. Secondo la definizione proposta nel 1908 dal neurologo Richard Semon nel suo studio Mneme, ciascun evento esperienziale agisce sulla materia cerebrale lasciando su di essa una traccia: l'"engramma". L'analisi che Semon applica alla materia nervosa dell'individuo viene estesa da Warburg alla memoria culturale. L'engramma diventa, così, simbolo e immagine in cui si riconoscono una carica energetica e una esperienza emotiva che rimangono impresse nella memoria culturale come segno persistente.

In questo senso e con questa intenzione è da leggere, secondo Warburg, il significato di forme, temi, simboli, motivi dell'arte classica nelle età post-classiche: come segni forti, carichi di senso, capaci di incidere la tabula della memoria culturale e che nel loro insieme disegnano una mappa delle costanti della memoria occidentale – miti, figure, parole, simboli – in un campo di indagine che si apre sulle risonanze culturali tra Rinascimento, Antico e Contemporaneo. Il soffio demonico degli dei antichi, la potenza dei loro miti e delle loro immagini, non si dissolve nelle epoche di oblio, ma si traveste e perdura nell'impulso all'epifania e alla rappresentazione: traccia di una linea discontinua, a tratti carsica, che disegna il grafico dei temi e delle figure dall'antichità classica nelle loro rapsodiche riemersioni; fili intrecciati che compongono il variegato tessuto della memoria occidentale.

Zum Bild das Wort: uno dei motti adottati da Aby Warburg per la sua impresa richiama la necessità di ridare "la parola all’immagine". In engramma le immagini vengono trattate non come corredo illustrativo, ma come materiale primario di studio e di comunicazione della ricerca.*

Lo stile di ricerca warburghiano mira a ricostruire un "matrimonio alchemico" tra immagine e parola, e trova pertanto nella pubblicazione web – nella dimensione ipertestuale e nella tecnologia informatica – la sua forma espressiva più consona. Engramma è una rivista esclusivamente on-line: anche nel campo degli studia humanitatis la pubblicazione in rete si configura attualmente come il mezzo e luogo di verifica delle nuove metodologie di ricerca e come veicolo di comunicazione dei risultati.

Negli ultimi anni engramma ha promosso anche una serie di iniziative culturali, particolarmente nella città di Venezia, alcune delle quali, come il convegno annuale "Luminar. Internet e Umanesimo", sono ormai diventate appuntamenti fissi per gli 'addetti ai lavori'.

 

Il seminario classicA si riunisce ogni mercoledì, dalle ore 15 in poi, presso IUAV, Palazzo Badoer, San Polo 2468, Venezia. A seguire, dalle ore 17.30, la redazione di engramma.


*in attesa di una definizione della normativa relativa ai diritti sulle immagini nelle pubblicazioni web di tipo non-commerciale, per tutte le immagini pubblicate nella rivista, engramma è a disposizione degli aventi diritto per eventuali fonti iconografiche non individuate (per uno status quaestionis del dibattito sul 'diritto all'immagine' v. Droits des Images, in "Images Re-vues").