"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

102 | dicembre 2012

ISBN:978-88-98260-47-8

titolo

Mese per mese

Lettura dei registri superiori del Salone dei Mesi di Schifanoia

a cura di Marco Bertozzi e Alessandra Pedersoli

'Mese per mese' è una guida alla lettura della decorazione dei registri superiori del ciclo iconografico del Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia. Il complesso sistema ideato da Pellegrino Prisciani si sviluppa dalle scene della vita alla corte Borso d'Este, raffigurata nel registro inferiore, per poi salire verso il 'cielo', dove le divinità tutelari di ciascun segno zodiacale sono mostrate in trionfo. Nello spazio di transizione da un registro all'altro compaiono alcune figure oscure, di difficile interpretazione: i decani.

Sette i comparti conservati, cinque i comparti perduti (sulla riscoperta ottocentesca del paramento pittorico del Salone di Schifanoia e sulle ragioni tecniche della perdita dei cinque riquadri, si vedano i saggi di Marco Bertozzi e Maurizio Bonora, in questo stesso numero di Engramma). Per ciascun mese conservato (marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto e settembre) sono descritti e interpretati i due registri superiori: la fascia con le divinità in trionfo e i tre decani di ciascun segno; per i cinque comparti ricostruiti (ottobre, novembre, dicembre, gennaio, febbraio) la descrizione è limitata al registro mediano, con le annotazioni di Maurizio Bonora sul puntuale lavoro ricostruttivo e le fonti letterarie impiegate, congiuntamente alle descrizioni proposte da Marco Bertozzi.

Parete est

Mese di Marzo

Mese di Aprile

Mese di Maggio

Parete nord

Mese di Giugno

Mese di Luglio

Mese di Agosto

Mese di Settembre

Parete ovest

Mese di Ottobre

Mese di Novembre

Mese di Dicembre

Parete nord

Mese di Gennaio

Mese di Febbraio

Premessa alla lettura dei decani

Marco Bertozzi

Le immagini dei decani sono poste sulla fascia mediana degli scomparti e accompagnano, tre per segno, le costellazioni zodiacali. Ogni decano occupa, dunque, uno spazio di dieci gradi e corrisponde a una decade di ciascun mese. La divisione dello zodiaco in 36 decani (a Schifanoia ne restano, integri, solo 21) è di antica origine egizia: le stelle che indicavano il sorgere del sole si succedevano, in questa funzione, ogni dieci giorni circa (Neugebauer [1957] 1974, pp. 106-120). In seguito, le stelle del mattino egizie vennero incorporate nello zodiaco e diventarono rappresentazioni di costellazioni extra-zodiacali oppure la combinazione di parti delle costellazioni boreali e australi (in greco paranatellonta) che sorgono e tramontano insieme ai singoli gradi o campi dell’eclittica, accompagnandoli in direzione nord o sud. Con il termine decano, che corrisponde quindi a dieci gradi dello zodiaco, non si deve però intendere una semplice unità di calcolo: si tratta anche di una figura di natura divina, in cui si riflettono gli attributi e le qualità di stelle e costellazioni che transitano in quella definita sezione di spazio celeste.

La cosiddetta “sfera barbarica” di Teucro il babilonese, composta in lingua greca (in terra d’Egitto) nel primo secolo a.C., descrive le stelle e costellazioni (paranatellonta) che appaiono nei singoli decani. La sfera di Teucro peregrinò fino in India, per tornare poi verso Bagdad, dove l’astrologo Albumasar (IX secolo d.C.) la rielaborò nel suo Introductorium in astronomiam, descrivendo le figure corrispondenti ai decani secondo la tradizione arabo-persiana, indiana e greco-tolemaica. Il trattato di Albumasar fu, in seguito, tradotto in latino (nel XII secolo) da Ermanno di Carinzia e da Giovanni Ispano, diffondendosi poi nell’Occidente medievale, anche attraverso vari compendi scritti da Leopoldo d’Austria, Ludovico de Angulo, Ibn Ezra, Pietro d’Abano e altri (testi che contengono significative e utili varianti per comprendere i decani di Schifanoia).

Inoltre, anche Picatrix (un trattato arabo di magia astrologico-talismanica, composto in terra di Spagna e fatto tradurre in castigliano, nel 1256, da Alfonso “el Sabio” e diffusosi poi in versione latina) costituisce una fonte di rilievo, sia per i decani di Schifanoia che per alcune parti della fascia superiore degli scomparti.

Bibliografia di riferimento
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