"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

143 | marzo 2017

ISBN:978-88-98260-00-0

titolo

Dioniso in Sicilia

Editoriale di Engramma 143

Elena Flavia Castagnino Berlinghieri 

Alcuni toponimi svelano ancora in Sicilia l’antico legame con il vino: il Murgentinum da Murgenta (Morgantina), il Tauromenitanum o da Tauromenion (Taormina), l’Haluntinum da Haluntium (San Marco d’Alunzio); mentre la Contrada Bonivini è il toponimo parlante di una diffusa e consolidata attività produttiva che si riconosce nella generosità della terra di una piccola lussureggiante contrada del netino che, originando buoni frutti e una pluralità di vitigni, suggella appunto la nascita di vini degni di essere ricordati come ‘buoni’. Alla serie degli antroponimi è invece legato il Pollios di Siracusa, vino amabile che sembra derivare il suo nome dal re tracio Pollio che, secondo la tradizione, governò Siracusa nel VII secolo a.C. e che era originario della Tracia – non a caso la regione che aveva dato i natali a Dioniso.

Concepito da studiosi del mondo antico – archeologi, storici, filologi – questo numero monografico di Engramma si rivolge non solo alla cerchia ristretta degli specialisti, ma anche al lettore che ama il vino, la Sicilia, i miti antichi e le loro tracce vive nella nostra attualità. Decodificare le immagini che proponiamo, e leggere i singoli contributi è una chiave per accostarsi alla prassi del ‘bere greco’ in modi diversi: comprendere il particolare contesto socio-antropologico in cui è sorta, in Sicilia, la cultura del vino; entrare nel vivo del simposio e riviverlo nel segno pieno dell’euphrosyne; ma anche vedere quale ricchezza di tradizione c'è dietro la straordinaria cantina dei produttori vinicoli siciliani.

Questo volume monografico traccia la rotta di un lungo e affascinante viaggio nel tempo e nell’antica cultura del vino. Partendo dall’espansione della vite domestica dalla regione della Transcaucasica (Georgia, Armenia e Azerbaigian), considerata patria ancestrale della viticoltura, e giungendo nel mondo greco e romano con l’affermazione della sua ‘coltura/cultura’ del vino, si focalizza l’attenzione sulla Sicilia, dove la storia del vino e della vite si intrecciano come edera alla storia della cultura umana, accompagnandola fino ai nostri giorni.

Patrick E. McGovern ci introduce alla storia della biotecnologia della vite, per rintracciare le linee guida del DNA della cultura del vino nelle più antiche testimonianze della sua coltivazione e diffusione nel bacino del Mediterraneo da Oriente a Occidente, esaminate con il supporto delle più innovative metodologie di analisi biomolecolare e archeobotaniche.

La ricostruzione dell’intero ciclo produttivo del vino, analizzato anche attraverso lo studio dei palmenti rupestri, delle officine e della circolazione delle anfore, viene presentato da Gloria Olcese (con Andrea Razza, Domenico Michele Surace) in relazione ai luoghi di produzione e di rinvenimento. Grazie alla presenza di diverse culture e di numerosi palmenti, distribuiti eterogeneamente sul territorio italiano, emerge come la Sicilia rappresenti un’area campione esemplare per lo studio dell’intero ciclo di produzione vincola, con caratteristiche peculiari sia nell’ambito delle attività produttive che del commercio. Del contenitore da trasporto più noto del mondo antico, l’anfora, Claire Calcagno illustra le varietà tipologiche e morfologiche, e ci mostra i più importanti carichi navali con anfore vinarie rinvenuti nel Mediterraneo in contesti di relitti e non solo.

Monica Centanni ci accompagna, quasi letteralmente, nel ‘simposio’ attraverso una disamina acuta delle fonti letterarie, trasmettendoci quel valore esperienziale dell’euphrosyne vissuto nel segno del piacere e della grazia simposiale: è il mondo di Dioniso, con i suoi epiteti e i suoi mille nomi, teonimi ed epiclesi che costellano l’universo del pantheon greco.

Il percorso che Maria Luisa Catoni propone si fonda sulla convergenza di fonti scritte e fonti visuali. La pratica simposiale è restituita attraverso la lettura incrociata di raffigurazioni della pittura vascolare attica, unitamente ai testi della lirica arcaica e tardo-arcaica.

Clemente Marconi fornisce una disamina dell’ampia varietà di forme vascolari create dai ceramisti greci in relazione alle diverse azioni rituali, a testimonianza del valore sociale del simposio nel mondo greco. L'analisi si concentra su un selezionato repertorio iconografico di vasi provenienti da contesti siciliani, caratterizzati oltre che dalla forma vascolare, da significative scene di simposio, come quella del cratere del Pittore della Scacchiera con scena di kottabos, gioco tutto siciliano come testimoniano le fonti, presentate dallo stesso autore in un secondo contributo dedicato in particolare al gioco simposiale.

Dopo un breve ed efficace excursus sulla storia della numismatica antica, Lorenzo Lazzarini inquadra i tipi monetali connessi alla natura, sia al regno animale (es. delfini, tori), sia al regno vegetale (es. palma, selino, spiga di orzo/grano), per scendere poi di scala nella descrizione delle monete contraddistinte dal grappolo d’uva, dalla vite, dal kantaros e dallo stesso Dioniso, tracce concrete dell'onore che ogni polis che produce vino riserva al dio.

Infine, il contributo di Elena Flavia Castagnino Berlinghieri propone uno spaccato del paesaggio produttivo della Sicilia vitivinicola antica con i suoi vini considerati tra i grands crus dell’antichità, le sue cantine, le sue tecniche colturali, i sistemi di lavorazione, come pure le modalità di gestione e organizzazione nello scenario produttivo. In particolare, si analizza il caso della Villa del Tellaro e dei suoi pavimenti musivi, che, nel manifestare uno stretto legame con il vino e il culto dionisaco, svela l’ideologia aristocratica dell'ignoto dominus della tarda antichità, il quale verosimilmente, scegliendo quei temi iconografici, intendeva anche esaltare la sua propria produzione vinicola.

in copertina: Bacco e Arianna, gruppo fittile con tracce di sovradipintura, 50 a.C-50 d.C. (Sicilia), Oxford, Ashmolean Museum of Art and Archaeology

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