
Mettere in moto i classici
Un'operazione dada-warburghiana su due 'icone' del made in Italy
Giulia Bordignon, Katia Mazzucco, Federica Pellati
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| Agenzia Armando Testa, Bella Scoperta, immagine pubblicitaria per una fiera automobilistica, 2006 | Agenzia D'Adda, Lorenzini, Vigorelli, BBDO, La grande musica viaggia con BMW, immagine pubblicitaria per la partnership tra una casa automobilistica e la stagione lirica del Teatro alla Scala, 2006 |
Due immagini-simbolo (rispettivamente del Rinascimento e della musica operistica: la Gioconda di Leonardo e Giuseppe Verdi di Boldini) universalmente riconosciute come 'classici' del made in Italy sono animate dal vento che ne agita i capelli. La 'trovata' pubblicitaria da un lato richiama il dinamismo dell'automobile (il prodotto reclamizzato), dall'altro propone una rinnovata energia espressiva per queste 'icone': l'irriverente intervento, di ascendenza dadaista (la Gioconda con i baffi di Duchamp), su immagini ritenute intoccabili per la loro aura (anche mediatica) conferisce nuova vita ai due ritratti mediante l'evocazione del movimento.
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| Leonardo da Vinci, La Gioconda, 1503-1506, olio su tavola, Parigi, Louvre | Giovanni Boldini, Ritratto di Giuseppe Verdi, 1886, olio su tela, Fondazione Giuseppe Verdi, Milano | Marcel Duchamp, L.H.O.O.Q., 1919, ready made, collezione privata | Banconota italiana da 1000 Lire con l'effige di Giuseppe Verdi, 1971 |
Il concept pubblicitario agganciato alla moderna 'provocazione' artistica trova però un'inaspettata conferma nella trattatistica rinascimentale: fin dal 1893 le ricerche di Aby Warburg sui dipinti di Botticelli hanno messo in luce come, negli scritti di Leon Battista Alberti e dello stesso Leonardo (e dunque nella pratica artistica del primo Rinascimento: si veda La nascita di Venere), i capelli mossi dal vento fossero un espediente 'retorico', il mezzo espressivo più idoneo a recuperare una 'cifra' della classicità, che dimostrava la capacità dell'artista di conferire alle sue figure una vita "intensificata" (senza che allora ci fossero chiome scompigliate per le corse in automobile).
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| Sandro Botticelli, La nascita di Venere (part.), 1483-1485, tempera su tavola, Firenze, Galleria degli Uffizi |
La tendenza [
] a fissare i movimenti transitori nei capelli e nelle vesti,
corrisponde a una corrente dominante nei circoli artistici dell'Italia settentrionale
a partire dai primi tre decenni del Quattrocento, la quale trova nel Liber
de pictura dell'Alberti la sua espressione più pregnante. [Il] passo
dell'Alberti suona: "Dilettano nei capelli, nei crini, ne' rami, frondi
et veste vedere qualche movimento. Quanto certo a me piace nei capelli vedere
quale io dissi sette movimenti: volgansi in uno giro quasi volendo anodarsi
ed ondeggino in aria simile alle fiamme, parte quasi come serpe si tessano fra
li altri, parte crescano qua et parte in là [
]. A medesimo ancora
le pieghe faccino; et nascano le pieghe come al troncho dell'albero i suo' rami.
In queste adunque si seguano tutti i movimenti tale che parte niuna del panno
sia senza vacuo movimento. Ma siano, quanto spesso ricordo i movimenti moderati
et dolci, più tosto quali porgano gratia ad chi miri, che meraviglia
di faticha alcuna".
Aby Warburg, Sandro Botticellis "Geburt der Venus" und "Frühling".
Eine Untersuchung über die Vorstellungen von der Antike in der Italienischen
Frührenaissance, Hamburg-Leipzig 1893 (trad. it. La "Nascita
di Venere" e la "Primavera" di Sandro Botticelli. Ricerche sullimmagine
dellantichità nel primo Rinascimento italiano, in Aby Warburg, La rinascita del paganesimo antico, a cura di G. Bing, Firenze [1966]
1996, pp. 1-58)
"Non usare le affettate acconciature o capellature di teste, dove appresso
de' goffi cervelli un sol capello posto piú da un lato che dall'altro,
colui che lo tiene se ne promette grande infamia credendo che i circostanti
abbandonino ogni lor primo pensiero, e solo di quel parlino e solo quello riprendano;
e questi tali hanno sempre per lor consigliero lo specchio ed il pettine, ed
il vento è loro capital nemico sconciatore degli azzimati capelli. Fa
tu adunque alle tue teste i capelli scherzare insieme col finto vento intorno
ai giovanili volti, e con diverso rivoltare graziosamente ornarli. E non far
come quelli che li impiastrano con colle, e fanno parere i visi come se fossero
invetriati; umane pazzie in aumentazione, delle quali non bastano i naviganti
a condurre dalle orientali parti le gomme arabiche, per riparare che il vento
non varii l'egualità delle loro chiome, che di piú vanno ancora
investigando".
Leonardo da Vinci, Trattato della pittura, a cura di A. Borzelli, Lanciano
1947
dicembre 2006