
La ninfa svelata
(1485-1525)
Giulia Bordignon e Monica Centanni
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Verso la metà degli anni 80 del Quattrocento, a Firenze, emerge un tema iconografico prima inedito, che entrerà, per qualche decennio, nel repertorio degli artisti del rinascimento italiano: una fanciulla distesa, spesso abbandonata al sonno, che viene scoperta, osservata o risvegliata, da una figura maschile. Il soggetto ha una prima, evidente, valenza simbolico-didascalica come raffigurazione delliniziazione allamore della nymphe, ovvero della giovane sposa; per questo primo significato compare soprattutto sul supporto ligneo e nel formato allungato bene adatto ai cassoni e alle testiere nuziali (figg. 3, 4, 5; ma anche fig. 2, con "sofistica" variazione sul tema). Il tema della ninfa dormiente che viene risvegliata al piacere, ha con tutta probabilità anche una, altrettanto forte, valenza allegorico-filosofica, in evidente consonanza con la ricercata armonia della coincidentia oppositorum cara al neoplatonismo fiorentino e in particolare in riferimento al connubio tra Virtus e Voluptas, a Virtù riconciliata con Amore [Wind (1958) 1999]. Una prima versione – linventio dei dipinti botticelliani (figg. 2, 1) – il tema risente della temperie estetico-filosofica dell'Academia fiorentina, con tutta probabilità si ispira direttamente al nuovo platonismo dello stesso Marsilio Ficino e si alimenta delle immagini e delle fabulae antiche che Angelo Poliziano andava riscoprendo proprio in quegli anni (figg. 1, 2, 3, 4, 5): nei testi letterari greci e latini, compulsati con avidità dagli intellettuali del tempo, il desiderio amoroso è descritto con estrema vividezza e la rivalutazione di eros acquista, in chiave neoplatonica, una significativa funzione ermeneutica e teoretica. |
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![]() 1. Allegoria e ecfrasi: la Calunnia di Apelle Sandro Botticelli, La Calunnia di Apelle, tempera su tavola, Firenze, Uffizi 1495 ca. |
Il montaggio si apre con la Calunnia di Botticelli (fig.1), in cui il fondale architettonico mostra, in tre diversi riquadri, figure di fanciulle semidistese di fronte a un personaggio maschile che le osserva con attenzione (figg. 1.a, 1.b, 1.c) (su questo tema iconografico nel fondale della Calunnia, vedi in engramma: Viero 2005a, Viero 2005b): si tratta di episodi di risveglio amoroso, tratti da fonti antiche (Bacco e Arianna) ma anche moderne (la novella di Cimone e Efigenia della quinta giornata del Decameron di Boccaccio). Il gusto per la riconversione ecfrastica dai testi antichi, e la lettura dei miti classici in chiave allegorica, caratterizza anche gli altri dipinti fiorentini della tavola, in cui troviamo Venere, Arianna e Procri ma anche lo stesso Marte atteggiati nella postura già antica della figura recubans (figg. 2, 3, 4, 5). In questo primo gruppo di rappresentazioni compaiono spesso figure di satiri o satiretti (figg. 1.a, 1.c, 2, 4, 5), ma laccento non cade sulla naturale lussuria che caratterizza, già nella mitologia antica, lethos di questi esseri semiferini, quanto piuttosto sulla potenza della voluptas che i satiri sono chiamati a manifestare con la loro presenza e ad attivare con il loro intervento nella scena. Si tratta di una voluptas interpretata in chiave tutta positiva, come tramite per lo svelamento o il risveglio erotico, che, in prospettiva neoplatonica, corrisponde alla rivelazione divina in grazia della potenza damore (Arianna si desta per Dioniso: figg. 1.c, 5; Marte si desta per Afrodite: figg. 2, 3). |
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![]() 1.a 'Conversioni amorose' nel fondale della Calunnia 1: Teseo contempla Arianna dormiente? (oppure: Cimone contempla Efigenia dormiente?) Sandro Botticelli, Teseo e Arianna? (Cimone e Efigenia?), "Quadro 47": part. da La Calunnia di Apelle, tempera su tavola, Firenze, Uffizi 1495 ca. |
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![]() 1.b 'Conversioni amorose' nel fondale della Calunnia 2: Cimone contempla Efigenia dormiente Sandro Botticelli, Cimone e Efigenia?, "Quadro 14": part. da La Calunnia di Apelle, tempera su tavola, Firenze, Uffizi 1495 ca. |
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![]() 1.c 'Conversioni amorose' nel fondale della Calunnia 3: Bacco scopre Arianna svelata dai satiri Sandro Botticelli, Bacco e Arianna?, "Quadro 8": part. da La Calunnia di Apelle, tempera su tavola, Firenze, Uffizi 1495 ca. |
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![]() 2. Allegoresi nuziale 1: il riposo del guerriero (risvegliato dal gioco dei satiri) Sandro Botticelli, Marte e Venere, tempera su tavola, Londra, National Gallery, 1483 ca. |
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![]() 3. Allegoresi nuziale 2: la veglia di Venere, il riposo di Marte e il lusus 'erotico' Piero di Cosimo, Marte e Venere, olio su tavola, Berlino, Gemäldegalerie, 1486-1510 ca. |
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![]() 4. Allegoresi nuziale 3: il fauno 'risveglia' la ninfa Piero di Cosimo, Morte di Procri, olio su tavola, Londra, National Gallery, 1510 ca. |
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![]() 5. Allegoresi nuziale 4: Bacco e Arianna (svelata) invitati a nozze Bartolomeo di Giovanni, Nozze di Peleo e Teti, tempera su tavola, Parigi, Louvre, 1490-1500 |
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![]() 6. Voyeurismo mitologico: i satiri spiano gli dei amanti addormentati Andrea Mantegna, Coppia addormentata, disegno, Londra, British Museum, 1497 ca. |
Da Firenze presto il tema migra alle corti del nord in particolare nellarea veneta, mantovana (figg. 6, 7, 8, 9, 10) e ferrarese (11, 12, 13, 14). Nelle corti del nord-italia (soprattutto Mantova e Ferrara) il tema varia per forma e per contenuto. In un disegno mantegnesco (fig. 6), per esempio, Marte e Venere entrambi dormienti, come il piccolo Eros accanto a loro sono sì scoperti, ma non risvegliati: i satiri, figure degli istinti primari e bestiali (non più della potenza anagogica di voluptas) ora insidiano Afrodite e per lei anche la casta ninfa delle fonti (figg. 7, 8). Da notare che questa chiave di lettura del tema, fortemente moralizzata, ha fortuna anche grazie alla diffusione dei modelli formali che escono proprio dalla bottega di Mantegna (fig. 7.a, 7.b), che in quegli anni lavora al ciclo di dipinti mitologico-allegorici per Isabella dEste. |
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![]() 7. La purezza della ninfa e le insidie dei vitia: Mantova amymos Lorenzo Leonbruno, Amymone, collezione privata, 1495-1505 ca. |
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![]() 7.a Diffusione dei modelli mantegneschi 1: Invidia/Ignorantia cavalca Vitium Andrea Mantegna, Zuffa di dei marini, incisione, Roma, Gabinetto delle stampe, ante 1494 |
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![]() 7.b Diffusione dei modelli mantegneschi 2: Marte tra Voluptas e Castitas Andrea Mantegna, Marte tra Venere e Diana, disegno (penna e acquerello), Londra, British Museum, 1490-1500 |
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![]() 8. La purezza della ninfa e le insidie dei vitia: diffusione nelle incisioni Girolamo Mocetto, Amymone, incisione, Londra, British Museum, 1504-1506 ca. |
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![]() 9. Alma nympha: la 'fonte' di tutte le cose svelata dal satiro Satiro svela una donna dormiente, incisione dall'Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna, Venezia 1499 |
La 'Madre di tutto' dellHypneromachia Polyphili (fig. 10) rappresenta invece lacme della versione allegorico-sapienziale del tema. Lillustrazione delledizione aldina del 1499 (fig. 9) è dedicata alla ninfa svelata come 'genitrice di tutte le cose', PANTWN TOKADI. E proprio in quanto alma Venus, in questo gruppo la fanciulla scoperta (fig. 10) o risvegliata dai satiri (fig. 11) allatta o trae a sè i piccoli nel sonno: secondo liscrizione che compare in unimmagine della serie (fig. 10.a) la figura femminile è altresì identificabile come Virtus, e quindi lazione dei satiri, che svelano/rivelano la Virtù madre di tutto, pare conservare ancora una connotazione allegorica positiva. |
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![]() 10. Alma nympha: diffusione del tema nelle incisioni Benedetto Montagna, Satiri che svelano una donna dormiente, incisione, Parigi, Bibliotheque Nazionale, 1510 ca. |
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![]() 10.a Alma nympha: diffusione del tema nelle placchette decorative (pseudo) Fra Antonio da Brescia, Satiri che svelano una donna dormiente, placchetta dall'incisione di Benedetto Montagna, Firenze, Museo Nazionale del Bargello, post 1510 |
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![]() 11. Alma nympha: la sveglia del satiro Maestro del 1515, Ninfa e satiro che suona un organetto, incisione, New York, Metropolitan Museum, 1515 ca. |
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![]() 12. Ecfrasi bacchica 1: Lotis/Vesta svelata da Priapo Giovanni Bellini (e Tiziano), Il festino degli dei, olio su tela, Washington, National Gallery, 1513 ca. |
Accanto al trend allegorico (filosofico o morale), la fortuna del tema si alimenta anche dellesercizio di riconversione pittorica dalle fabulae antiche in particolare degli episodi mitici tratti dalle fonti di più recente scoperta, come Filostrato e Nonno di Panopoli soprattutto tra Venezia e Ferrara, dove lavorano gli artisti al servizio di Alfonso dEste, fratello della marchesa di Mantova: ecco che la ninfa è di nuovo Arianna abbandonata nellestasi dionisiaca (fig. 13, dalle Immagini di Filostrato), ma anche Lotis/Vesta scoperta da Priapo (fig. 12, dai Fasti di Ovidio), o Nicea violentata durante un sonno ebbro dallo stesso Dioniso (fig.14, dalle Dionisiache di Nonno). Comunque l'iniziale connotazione filosofico-sapienziale evapora e, alla corte di Alfonso dEste, il tema diventa con Bellini (fig. 12), ma soprattutto con Tiziano (figg. 12, 13) e poi con Dosso (fig.14), un topos iconografico in cui il mito è destinato a diventare poco più che un pretesto, e via via a dissiparsi nel genere dei 'baccanali' e nella totale deriva di senso del repertorio ludico-erotico dei giochi di ninfe e satiri en plein air. |
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![]() 13. Ecfrasi bacchica 2: 'Arianna' in estasi Tiziano, Baccanale degli Andri, olio su tela, Madrid, Museo del Prado, 1520 ca. |
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![]() 14. Ecfrasi bacchica 3: Nicea ebbra Dosso Dossi, Allegoria con Pan, olio su tela, Los Angeles, Getty Museum, 1524 ca. |
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![]() 15. Nympha absoluta Giorgione, Venere, olio su tela, Dresda, Gemäldegalerie, 1505-1510 ca. |
La tavola si chiude con lopera di Giorgione (fig. 15): un precoce passo in avanti per la assoluta emancipazione del soggetto dalle fonti e dai modelli mitici, un prototipo delle tante maye desnude che popoleranno, di là in avanti, il repertorio della pittura occidentale. Nella straordinaria invenzione giorgionesca va persa anche la marcatura, se non la cifra, mitologica: Venere ora è una fanciulla sola, bellissima e languidamente addormentata. È una ninfa assoluta, e offre la sua nudità allo sguardo di un satiro che il pittore, con mossa di genio, confina fuori del dipinto, chiamando lo spettatore a interagire con la scena, a mettere in gioco la sua propria voluptas. La bella ninfa addormentata di Giorgione, però, pare già in attesa di quello che, nella riemersione del mitema a distanza di secoli nell'arte e nella letteratura folklorica e romantica, sarà il suo Principe Azzurro (figg. fuori tavola A, B, C). |
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| La Bella Addormentata |
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![]() A. Edward Burne-Jones, Sleeping Beauty, acquerello, Manchester City Art Gallery, 1871 |
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![]() B. Henry Meynell Rheam, Sleeping Beauty, matita e acquerello, collezione privata, 1899 |
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![]() C. Walt Disney, Sleeping Beauty, film di animazione, USA 1959 |
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dicembre 2006