Il saggio dal cartaceo al web

La trasposizione in Internet di testi e ricerche legati agli studia humanitatis, tradizionalmente concepiti per la pubblicazione a stampa, è la questione principale che si trova ad affrontare la rubrica Saggi di Engramma.

Nel passaggio dalla stampa al medium virtuale le esigenze delle differenti scritture possono trovarsi in conflitto, e comunque porre il problema dell'ibridazione tra la struttura più lineare della forma ‘testuale’ e la struttura ‘ipertestuale’ del web. Inoltre, Internet richiede congenitamente semplicità e immediatezza, mentre il saggio cartaceo permette una distensione più fluente e discorsiva. Pubblicare saggi in web costituisce dunque uno stimolo a ripensare la struttura-saggio. Lo stile di ricerca di Engramma, sulla scorta della lezione warburghiana, esalta il colloquio tra testi e materiali figurativi: il "matrimonio alchemico" tra parola e immagine (così Kurt Forster, curatore dell'edizione in lingua inglese degli scritti di Warburg) trova un veicolo di comunicazione ideale nella modalità non lineare, ma interconnessa, ramificata del web.

Il contenitore Saggi si offre come un luogo privilegiato per questa sperimentazione.

Alla necessità di creare nuove regole per un linguaggio tutto da inventare, si accompagna anche un altro problema. La ‘credibilità’ della pubblicazione di contributi scientifici originali in Internet, secondo le convenzioni scientifiche e accademiche correnti, dipende ancora dall'auctoritas della pubblicazione in cartaceo: l'edizione nel web viene comunemente considerata come la presentazione divulgativa di una ricerca la cui autorevolezza si basa comunque sull'esistenza materiale di un 'archetipo' edito a stampa.

Se il problema dell’autorevolezza delle ricerche on-line è particolarmente urgente per quanto riguarda i saggi, altri materiali di Engramma come P&M o Eureka!/Esperidi risentono meno di tale questione, data la natura e la forma dei loro contenuti pensati direttamente per il web.

La sfida di Engramma è proporre saggi originali, rigorosi sotto il profilo scientifico, esclusivamente in versione on-line. L'obiettivo quindi è concorrere, in consonanza con l'azione svolta da altri gruppi di ricerca e istituzioni scientifiche, a un disegno che in contrasto con una diffidenza ancora diffusa, ma già sorpassata, punti al riconoscimento di autorevolezza per un prodotto 'scientifico' di fatto non ancora riconosciuto come tale (sul copyright e sull'auctoritas nel web si veda Luminar II. Internet e Umanesimo).

La forma-saggio ‘tradizionale’ ha già in sé alcuni elementi di ipertestualità in nuce: nuclei di ipertesto sono già il sistema del rimando alle note, alle appendici, ai corredi illustrativi, agli indici. Anche l'anticipazione del contenuto della ricerca data nei sommari o, nelle riviste scientifiche internazionali, da un breve riassunto (abstract) è una forma elementare di ipertesto.

Engramma eredita e sviluppa l'embrione di architettura ipertestuale già presente nel saggio cartaceo presentando:

– un abstract che illustra sinteticamente i contenuti centrali della ricerca e agevola anche la lettura a schermo;
approfondimenti con schede didascaliche (ad esempio: il link nel saggio di Camin, 'Finis ab origine pendet': Lorenzo Lotto, George Wither e il puer della rinascita)

L'assenza di un apparato di note nei saggi pubblicati risponde a un'opzione metodologica (propria del Seminario di Tradizione Classica che dà vita a Engramma): ripulire il testo dagli eccessi di stratificazione argomentativa, in vista di una nuova sintesi ipertestuale.

Internet si propone oggi, anche negli studi umanistici, come uno strumento di ricerca importante. Tutti i saggi pubblicati in Engramma sono corredati di una bibliografia di riferimento specifica: un elemento che concorre non solo all'esibizione della strumentazione usata nella ricerca, ma anche una volta di più, alla funzione di Internet, e dei suoi motori di ricerca, come strumento di approfondimento bibliografico. Si vedano ad esempio il saggio di Bonoldi e Centanni su Isabella d’Este, il saggio di Dal Co su Piranesi, il saggio di Daniotti su Baldung Grien.

La differenza più evidente del saggio on-line rispetto a quello cartaceo riguarda la consistenza e l'impaginazione delle immagini: nei saggi di Engramma le figure sono inserite direttamente nel fluire del testo (si veda ad esempio il lavoro di Pinotti, Mater Gonzaga: una dama del Rinascimento ritratta nella Madonna dal collo lungo di Parmigianino). Si tratta di vere e proprie icone che frantumano la lettura, ma che perciò diventano fari-guida per l’occhio, soprattutto nella lettura del saggio a video. Sullo schermo le immagini, presentate in dimensioni ridotte, sono cliccabili e ingrandibili, in modo tale da permetterne una piena visibilità. In alcuni casi il medium web è più sfruttato perché il valore dell’immagine ha in sé un maggiore risalto rispetto al contributo testuale: un esempio è il saggio di Camin, 'Finis ab origine pendet': Lorenzo Lotto, George Wither e il puer della rinascita, che si fonda essenzialmente su un confronto di tipo iconografico.

Immagini inserite, dunque, nel discorso del saggio non solo come apparato illustrativo del testo, ma come documenti altrettanto importanti, dotati di una eloquenza autonoma. Di più, sotto il profilo estetico i colori, la luminosità e la definizione di dettaglio apprezzabile soltanto nello schermo, restituiscono al lettore il piacere dell'immagine. Un privilegio, questo, del web rispetto al cartaceo che Engramma cerca di sfruttare al meglio.

Gli indici della rubrica aprono una panoramica sull'intreccio di temi e argomenti e in generale sulla pluralità di interessi verso cui è diretta la ricerca di Engramma. Le tematiche dei saggi, sulla traccia dello studio della tradizione classica occidentale, attraversano l'Antico, il Rinascimento, il Contemporaneo. La variazione disciplinare spazia dall'Iconologia, all'Archeologia, alla Filosofia, e a quella che può definirsi più in generale Storia della cultura.

Contributi vari, di discipline o ambito cronologico diverso, sono accolti in Engramma in quanto tutti, in qualche misura, pur nella diversità di temi e di percorsi ermeneutici, si pongono in dialogo con il metodo warburghiano. Il rapporto con Warburg comunque non è vincolante, ma 'sciolto': la "scienza senza nome", più che un canone da seguire pedissequamente, è un riferimento esemplare. È, come insegnava Giorgio Pasquali, "una pietra di paragone" e quindi anche uno stimolo capace di disegnare una linea di ricerca originale.

Dall'Antico al Contemporaneo, passando per il Rinascimento, ambito di indagine privilegiato – e spesso esclusivo degli studi iconologici. L'oscillazione cronologica dei materiali in Engramma invece dà ragione del carattere di non esclusività del periodo rinascimentale come campo di applicazione del metodo warburghiano.

La scelta dei saggi è dettata anche dall'urgenza dell'attualità, sempre comunque filtrata da un'ottica attenta alle tematiche della tradizione classica occidentale. Ad esempio 'Occidente' negli echi di guerra, uno scritto corale firmato dalla redazione e suggerito dai tragici avvenimenti di New York, 11 settembre 2001. Anche formalmente questo è un saggio per cui è stata pensata una struttura ad hoc. La diversità degli argomenti affrontati e la pluralità degli autori ne hanno modellato la forma: si è deciso per una divisione del testo per temi, visualizzati e organizzati da un breve indice in testa alla prima pagina e quindi linkati, attraverso un sistema di ancore, direttamente all'argomento relativo.

I contenuti che trovano spazio nella rubrica sono anche testi inediti in Italia, selezionati per la loro importanza e per la loro attinenza al campo di ricerca di Engramma, presentati in lingua originale, tradotti e affiancati da un breve testo di accompagnamento: ad esempio l’intervista ad Anselm Kiefer, a cura di Zadra, o l’articolo di Edgar Wind, La Menade sotto la croce, a cura di Bordignon.

In alcuni casi i materiali pubblicati come saggio che presentavano un ricco corredo iconografico, omogeneo per tematica e soggetto, hanno suggerito l’opportunità di costruire una serie iconografica compatta, che ha poi trovato autonoma configurazione nella rubrica Gallerie: ad esempio la Galleria sul Paleologo a cura di Pedersoli che nasce come sviluppo del saggio della stessa autrice su Giovanni VIII Paleologo: un imperatore e il suo ritratto.

Organica alla logica del web è la forma del 'saggio per immagini', una tipologia sperimentale che rappresenta la conquista di una maggiore familiarità con il linguaggio ipertestuale. Un esempio è quello della ricerca di Gelussi, La Danza di nudi di Antonio del Pollaiolo (1460-1475). L’accostamento eloquente di figure su una medesima tabella permette con un semplice colpo di mouse il richiamo sullo schermo di altri documenti essenziali alla comprensione della serie di partenza. Alla fine della pagina è presente un breve testo, che riconferma quello che immagini e collegamenti ipertestuali dicono già anticipatamente in altro modo, comunque chiaro ed esaustivo. I problemi tecnici di resa grafica e di sistemazione delle immagini on-line hanno dunque portato a ripensare alla struttura teorica del saggio convenzionale. Lo schema di impaginazione nel saggio per immagini deve essere di per sé immediatamente significante: le difficoltà tecniche risultano estremamente indicative tanto della questione percettiva e comunicativa quanto del procedimento ermeneutico da affrontare nella nuova presentazione ipertestuale della ricerca.

Spostare continuamente in avanti l’orizzonte della ricerca in forme tutte nuove ancora da inventare: il linguaggio web, duttile perché ancora in una fase di infanzia, ancora alla ricerca delle sue parole, si inserisce plasticamente nel gioco millenario della memoria occidentale, che, tramandando, tradisce forme e modelli traducendosi per il tramite dei veicoli più avanzati della téchne.