Engramma does speak English
Engramma
latine loquitur

La Rivista di Engramma presenta il sommario dei suoi contenuti in due versioni, una inglese e una latina. Accanto alla versione inglese, lingua di comunicazione scientifica internazionale, ci si può chiedere quale sia oggi il senso di una versione latina.

Come per l’inglese, la scelta del latino è dovuta a una volontà di comunicazione non solo tra studiosi della tradizione classica, ma anche con il circuito degli umanisti in rete.

Non si tratta, dunque, di una scelta esoterica, esotica o elitaria: il latino, che può considerarsi la lingua per eccellenza della tradizione classica attraverso i secoli, si è rivelato anche uno strumento utile all'elaborazione teorica delle ricerche del Seminario di Engramma.

La procedura della traduzione, con la resa in latino di termini ‘tecnici’ legati al vocabolario warburghiano (quali ad esempio "postura"> habitus, "figura in secondo piano"> figura reducta), ha permesso di riflettere sulla precisazione degli ambiti semantici e di mettere a fuoco e le accezioni dei singoli termini. Questa riflessione è stata condotta in collegamento con l'elaborazione di un lessico specifico anche per quanto riguarda la versione inglese.

Rispetto al progetto iniziale in cui era prevista una traduzione quasi integrale dei materiali pubblicati mensilmente nella rivista (in particolare dei saggi interpretativi delle tavole dell’Atlante, come si vede in Archive e in Archivium), negli ultimi numeri di Engramma si è optato per una soluzione meno impegnativa e, nel contempo, più in sintonia con la prassi in uso nelle pubblicazioni scientifiche: una copertina-sommario articolata in abstracts/compendia che riassuma e presenti i contenuti del numero.

Sia la english cover che la latina frons si presentano in una veste grafica autonoma rispetto alla copertina italiana.

Engramma presenta nel web i propri contenuti, che vengono pertanto tradotti dall'italiano all'inglese e al latino, ‘lingue franche’ della koinè culturale occidentale. Nel contempo però, anche in nome del pluralismo e del multilinguismo propri della paideia classica, viene riconosciuta l'importanza del confronto con i testi di autori in lingua originale, antica o moderna, e del colloquio diretto con il lavoro di studiosi in altre lingue.

In questo senso all'interno della rivista hanno trovato spazio la pubblicazione in lingua originale di testi e saggi inediti in italiano. Fra questi, il testo rinascimentale: Giorgio da Trebisonda, In libros Platonis de Legibus praefatio; George Wither, Finis ab origine pendet; il saggio del 1937 di Edgar Wind, The Maenad Under the Cross; una testimonianza dell'artista contemporaneo Anselm Kiefer, Heimat ist alles, was in mir an Erinnerungen vorhanden ist (dall'intervista "Nachts fahre ich mit dem Fahrrad von Bild zu Bild").

Ma sono anche incoraggiati ­ e saranno progressivamente incentivati ­ interventi di studiosi e collaboratori (vedi ad esempio: Elizabeth Thomson, Trying Walking in a Hero's Shoes) chiamati a intervenire in Engramma offrendo l'apporto delle loro ricerche, ma anche il contributo di un pensiero articolato secondo suoni, morfologia e sintassi diversi. La peculiarità di ogni sistema retorico-linguistico è, ovviamente, una ricchezza intraducibile e non omologabile, e la transnazionalità della rete è il più dinamico conduttore anche per questo nuovo impulso alla feconda circolarità delle lingue e dei saperi.