engramma la tradizione classica nella memoria occidentale

 

La Rivista di engramma, n.35 agosto–settembre 2004
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Warburg (1866-1929)
Atlante: storia
Atlante in mostra
conferenze
allestimento

Cronologia della vita e delle opere di Aby Warburg


1866
13 giugno. Aby Warburg nasce ad Amburgo da una famiglia di importanti banchieri ebrei.

1876-85
A tredici anni rinuncia al diritto di primogenitura in favore del fratello Max, in cambio dell’impegno da parte di quest’ultimo a far fronte per tutta la vita a ogni sua richiesta di acquisto di libri. Nasce in questo modo leggendario la Biblioteca Warburg, il cui onere finanziario sarà sostenuto dalla famiglia durante tutta la vita del suo fondatore.
Nonostante l’opposizione dei familiari, decide di dedicarsi allo studio della storia dell’arte e approfondisce lo studio del greco, del latino e della storia antica.

1886
Inizia a Bonn lo studio della storia dell’arte, dell’archeologia e della filosofia. Segue le lezioni di Carl Justi, Henry Thode, Kekulé von Stradonitz, Hermann Usener, Karl Lamprecht.

1888
Si reca per il semestre estivo a Monaco, dove segue il corso di Storia dell’arte di A. Riehl.
Alla fine di ottobre parte per Firenze con un gruppo di giovani studiosi al seguito di August Schmarsow, docente di Storia dell’arte a Breslavia. Durante il soggiorno comincia ad elaborare le ipotesi sull’arte del primo Rinascimento fiorentino che confluiranno nella sua dissertazione di laurea.
Avanza alla famiglia le prime richieste di finanziamento e sovvenzione per la propria collezione di libri e di riproduzioni di opere.

1889
A causa dello scetticismo di Justi nei confronti del suo metodo, Warburg lascia l’Università di Bonn e si reca a Strasburgo presso Hubert Janitschek.

1891-92
8 dicembre. Warburg presenta la dissertazione su Botticelli all’Università.
La tesi viene pubblicata l’anno seguente con il titolo La “Nascita di Venere” e la “Primavera” di Sandro Botticelli. Ricerche sull'immagine dell'antichità nel primo Rinascimento italiano.

1893
In ottobre riparte per Firenze dove intraprende uno studio sulle feste fiorentine del XVI secolo a partire da alcuni disegni della Biblioteca Nazionale, realizzati dal Buontalenti nel 1589. Il lavoro viene pubblicato in italiano nel 1895 (I costumi teatrali per gli Intermezzi del 1589: i disegni di Bernardo Buontalenti e il "Libro di conti" di Emilio de’ Cavalieri).

1895-96
Si reca a New York in occasione delle nozze del fratello Paul. Chiede l’assistenza della Smithsonian Institution di Washington per effettuare nel 1896 un viaggio attraverso le regioni degli indiani pueblos. Durante il viaggio raccoglie appunti, disegni, il nucleo di una interessante collezione di manufatti e scatta circa 200 fotografie.

1897
Tornato in Germania, tiene tre conferenze commentando i materiali raccolti durante il viaggio americano.

1898
13 ottobre. Sposa Mary Hertz, conosciuta in Italia dieci anni prima. Con lei si trasferisce a Firenze e riprende le proprie ricerche sull’arte del Quattrocento e la sua committenza.

1899
Tiene alla Kunsthalle di Amburgo un ciclo di conferenze su Leonardo da Vinci.

1900-3
Progetta insieme all’amico André Jolles un romanzo epistolare sul tema della Nympha, approfondendo la sua ricerca sull’opera del Ghirlandaio.
Nel 1901 pubblica un saggio sui rapporti tra arte fiorentina e arte fiamminga al tempo di Lorenzo il Magnifico.
Nel 1902 pubblica altri due lavori sul primo Rinascimento fiorentino: Arte del ritratto e borghesia fiorentina. Domenico Ghirlandaio in Santa Trinita. I ritratti di Lorenzo de’ Medici e dei suoi familiari e Arte fiamminga e primo Rinascimento fiorentino. Studi.
Prosegue instancabilmente la raccolta di libri.

1904-7
Si trasferisce con i familiari ad Amburgo.
Tiene una conferenza sui rapporti tra l’arte italiana e quella nordica, pubblicata nel 1905 con il titolo Scambi di civiltà artistica fra Nord e Sud nel secolo XV.
Nello stesso anno pubblica anche il saggio Delle “imprese amorose” nelle più antiche incisioni fiorentine, tradotto in italiano dall'amico fiorentino Giovanni Poggi.
Nel 1906, impegnato nel comitato per l’organizzazione del Congresso di Storia dell’Arte di Dresda, gli viene proposta una cattedra a Breslavia, che però rifiuta. Così accade anche nel 1912 per una cattedra a Halle.
Nel 1905 pubblica il saggio Dürer e l’antichità italiana, presentato nell’ottobre dello stesso anno a un incontro di filologi tedeschi. Due anni dopo, nel 1907, pubblica anche una ricerca sugli arazzi e i panni dipinti, Contadini al lavoro su arazzi di Borgogna, e l’importante lavoro su Francesco Sassetti Le ultime volontà di Francesco Sassetti.

1908-9
Approfondisce lo studio della storia della mitografia e della tradizione astrologica.
Acquista una villa in Heilwigstraße ad Amburgo e vi si trasferisce con la famiglia e la già molto consistente raccolta di libri. Inizia così ufficialmente l’attività di Privatgelehrter.
Lo studio approfondito della Sphaera di Franz Boll, saggio fondamentale sull’astrologia arabo-ellenistica, e il fecondo scambio di idee con lo studioso gli forniscono una traccia fondamentale per l’interpretazione del ciclo di affreschi di Palazzo Schifanoia.

1910-11
In viaggio verso Ferrara con il proprio assistente, Wilhelm Waetzoldt, e l’amico Carl Georg Heise, visita anche Venezia, Bologna e Ravenna.
Nel 1911 incontra per la prima volta il giovane storico dell’arte viennese Fritz Saxl, che nel 1913 diviene suo assistente.

1912-13
È fra i promotori del Congresso Internazionale di Storia dell’Arte che si svolge a Roma. In questa occasione tiene una conferenza che è ritenuta il battesimo dell’Iconologia: un’interpretazione degli affreschi di Palazzo Schifanoia sulla base della tradizione arabo-indiana. Il lavoro viene pubblicato negli Atti del convegno nel 1922 con il titolo Arte italiana e astrologia internazionale nel Palazzo Schifanoia di Ferrara, assieme alla breve comunicazione sugli affreschi di Piero della Francesca ad Arezzo.
Nel marzo del 1913 pubblica un articolo sugli arazzi dei Valois (Aeronave e sommergibile nella immaginazione medievale), breve estratto di una ricerca iniziata quindici anni prima.
Da sempre appassionato filatelista, nel 1913 offre all’editore Teubner un libro sulle raffigurazioni nei francobolli.

1914-18
Nella primavera del 1914 è a Firenze per una conferenza sul primo Rinascimento italiano e lo stile classicheggiante, pubblicata in estratto nel maggio dello stesso anno, L’ingresso dello stile ideale anticheggiante nella pittura del primo Rinascimento. Per la prima volta elabora con Saxl la possibilità di trasformare la propria biblioteca in un istituto di ricerca vero e proprio.
In ottobre promuove la pubblicazione della rivista illustrata “La guerra del 1914”, periodico pubblicato in italiano. Il secondo e ultimo numero uscirà nell’aprile 1915.
Prima e durante il conflitto mondiale concentra tutta l’attività della biblioteca nell’archiviazione dei resoconti dei media sull’andamento della guerra. Il conflitto che divide la Germania, sua patria d’origine, e l’Italia, suo paese d’adozione, è causa per lui di un grave dissidio interiore.

1919-23
Colpito da un grave crollo nervoso, dopo alcuni mesi trascorsi tra Amburgo e una clinica privata di Jena, nell’aprile del 1921 si affida alle cure di Ludwig Binswanger a Kreuzlingen, in Svizzera, presso la clinica psichiatrica Bellevue, dove rimane fino al 1924. Prima del ricovero porta a termine il saggio su Lutero. Nel 1920 il lavoro è pubblicato con il titolo Divinazione antica pagana in testi ed immagini dell’età di Lutero.
Su richiesta di Max Warburg, dal 1920 Fritz Saxl assume la direzione della biblioteca, trasformandola in un luogo di ricerca estremamente attivo e attirandovi giovani studiosi tra i quali Erwin Panofsky, Ernst Cassirer, Gertrud Bing.

1923
21 aprile. Per dimostrare di essere nuovamente in grado di affrontare gli impegni della ricerca, tiene una conferenza sul rituale del serpente rielaborando i materiali del viaggio compiuto ventisette anni prima nel Nuovo Messico e in Arizona.

1924-29
Torna ad Amburgo in agosto e riprende ufficialmente le attività di studio, ricerca e divulgazione con una serie di conferenze e mostre i cui temi spaziano dalle raffigurazioni astrologiche all'opera di Rembrandt, dalle illustrazioni tratte da opere di Ovidio alla storia delle feste.
Elabora una nuova tecnica di lavoro e di presentazione della propria ricerca, basata sull'accostamento di immagini su grandi pannelli. Dal maggio 1928 lavora sempre più assiduamente al progetto dell’Atlante figurativo, che sarà destinata, con l'anno seguente, a rimanere incompiuta.
Nel frattempo si avvicina anche a nuovi temi di ricerca: il rapporto tra Burckhardt e Nietzsche, l’opera di Manet, il pensiero di Giordano Bruno.
Nell’autunno del 1928 intraprende un viaggio in Italia e, tornato ad Amburgo l’anno successivo, rielabora e modifica le sequenze di immagini dei pannelli dell’Atlante (penultima e ultima serie) e stende una introduzione all’opera.
Il 26 ottobre del 1929 muore in seguito a un infarto cardiaco.

Gli scritti che Warburg pubblicò nel corso della propria vita furono raccolti e riuniti in volume da Gertrud Bing nel 1932 (Aby Warburg, Gesammelte Schriften. Die Erneuerung der heidnischen Antike. Kulturwissenschaftliche Beiträge zur Geschichte der europäischen Renaissance, a cura di G. Bing [1932]; nuova edizione a cura di H. Bredekamp, M. Diers, Akademie Verlag, Berlin 1998). Nel 1966 Gertrud Bing curò anche la traduzione italiana di un’ampia selezione di questi saggi, pubblicata con il titolo La rinascita del paganesimo antico (Aby Warburg, La rinascita del paganesimo antico, a cura di G. Bing, tr. it. di E. Cantimori [1966] La Nuova Italia, Firenze 1996).


Approfondimenti:

>> Aby Warburg: profilo

>> materiali su Aby Warburg in engramma