| Studiare Mnemosyne, progettando una mostra sull'Atlante: dal diario di Venezia-2004 una partitura per l'opera-Atlante Chi vuole potrà pure contentarsi di una flora fatta delle piante profumate più belle, ma da esse non si ricava una fisionomia vegetale della circolazione delle linfe: questa si svela solo a chi esamini la vita nel suo intreccio sotterraneo di radici. Aby Warburg I pannelli sono stati montati su parallelepipedi neri, disposti lungo un percorso labirintico che si snodava lungo il salone centrale passante della Fondazione Levi e tre sale laterali attigue (la descrizione della struttura nel Diario dell'allestimento di Fernanda De Maio). A fare da guida al progetto è stata l'idea di presentare l'Atlante come una grande partitura, orchestrata dal suo autore secondo un disegno generale complesso nelle articolazioni, ma semplice e chiaro nella struttura. I 63 pannelli che compongono l'ultima versione dell'opera (la cosiddetta "versione Daedalus") sono stati divisi in 14 percorsi: I-XII, più 2, alpha e omega, in apertura e in chiusura. Le scansione interna proposta, così come i titoli dei singoli percorsi e la loro spiegazione, è frutto delle ricerche dei singoli studiosi che fanno parte del Seminario di tradizione classica, ma, anche e soprattutto, del proficuo lavoro corale svolto in preparazione dell'allestimento. Ci siamo sentiti autorizzati a procedere a questa partizione da alcuni dati – difformità, lacune e salti nella numerazione progressiva dei pannelli – che implicitamente denunciano la presenza di articolazioni interne nell'opera: - le prime tre tavole sono siglate con lettere anziché cifre: una chiara marcatura di una sezione di apertura dell'opera, che abbiamo nominato come percorso alpha; - tra tavola 8 e tavola 20, tra tavola 64 e tavola 70 c'è una lacuna nella numerazione: in questi due punti abbiamo posto una cesura (tra i percorsi II e III, e tra i percorsi X e XI). Oltre ai dati oggettivi che segnalano la presenza di gruppi all'interno dell'opera, nello stabilire i confini fra i percorsi abbiamo preso in considerazione anche l'omogeneità relativa riscontrabile in alcuni gruppi di pannelli: - Le tavole A, B, C – contrassegnate eccezionalmente da lettere anziché cifre – sono poste all'inizio dell'Atlante, e rappresentano l'apertura tematica dell'opera: i tre pannelli sono stati raggruppati nel percorso alpha. - Le tavole 1-8 presentano tutte materiali archeologici e sono stati suddivise in due percorsi contigui: opere di carattere astrologico e di provenienza orientale ed ellenistica il percorso I (tavv. 1, 2, 3); opere di epoca ellenistica e imperiale romana, per lo più note in età rinascimentale il percorso II (tavv 4, 5, 6, 7, 8). - Il gruppo di tavole numerato da 20 a 27, che abbiamo definito come percorso III, comprende materiali, per lo più astrologici, di provenienza mediorientale (tav. 20 e 21) e, a seguire, attraverso la mediazione dei trattati (tavv. 22, 23a, 24, 26), una serie di pannelli quasi 'monografici' sui luoghi italiani che dalle teorie astrologiche orientali mutuano i soggetti per i grandi cicli iconografici di Palazzo della Ragione di Padova (tav. 23), del Tempio Malatestiano di Rimini (tav. 25), di Palazzo Schifanoia a Ferrara (tav. 27). - Le tavole da 28/29 a 36 presentano un repertorio di diversi 'veicoli' della tradizione (i capolavori di Piero della Francesca, ma anche i preziosi arazzi borgognoni, così come gli oggetti d'uso quotidiano e le illustrazioni popolari), e segnalano che la linea di circolazione dei temi e dei soggetti dall'asse est-ovest si sposta ora sull'asse Nord-Sud (e ritorni): ponendo una cesura non netta con la serie precedente, abbiamo definito con questo gruppo il percorso IV. - Le tavole da 37 a 49, cronologicamente e geograficamente molto omogenee, illustrano l'irruzione dei modelli antichi nell'arte del rinascimento del nord Italia: abbiamo ritenuto di ripartirle tra il percorso V (Pollaiolo e Botticelli: tavv. 37, 38, 39); il percorso VI (emersione delle Pathosformeln del dolore e del lutto: tavv. 40, 41, 41a, 42); e il percorso VII (Ghirlandaio e Mantegna, Ninfa, Fortuna, grisaille: tavv. 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49). - Da tavola 50/51 a tavola 64 si trovano materiali non omogenei dal punto di vista stilistico e geografico, ma unificati dal tema delle forme di sopravvivenza, ma anche dello 'spaccio in cielo', degli dei antichi nell'età della Riforma: tra questi pannelli abbiamo individuato il percorso VIII (ascensione al cielo e ricadute: tavv. 50/51, 52, 53, 54, 55, 56), il percorso IX (Dürer e la cosmologia: tavv. 57, 58, 59), il percorso X (le monarchie cinquecentesche e gli dei al servizio del potere: tavv. 60, 64). - Dopo una lacuna nella numerazione dei pannelli, il gruppo da 70 a 75 presenta due modi diversi della ricezione dei temi e delle forme antiche in età barocca: la teatralizzazione del mito nell'art officiel e in Rubens, la introspezione meditativa in Rembrandt (percorso XI). - Le tavole 76 e 77 presentano la riemersione di engrammi archetipici nell'iconografia celebrativa, sportiva, pubblicitaria di documenti contemporanei (percorso XII). - L'Atlante si chiude – percorso omega – con una illuminazione sulle simbologie dei corpi del potere e sul patto tra potere religioso e potere temporale, condotto utilizzando i documenti di un evento contemporaneo (tav. 78: i Patti lateranensi del 1929 tra Stato italiano e Chiesa di Roma), e ponendo l'accento sulla sublimazione simbolica del sacrificio (tav. 79). Per una descrizione dei temi specifici dei percorsi si rimanda al sommario Iter per labyrinthum, con collegamenti ai contenuti dei singoli pannelli. Come si può cogliere scorrendo questa rassegna, alcuni percorsi sono definiti più nettamente, altri risultano più sfumati: nei punti in cui le cesure non sono nette, i confini fra i percorsi risultano più fragili. Così, ad esempio, accade tra tavola 27 e tavola 28/29 in cui in realtà continua il discorso sui veicoli della tradizione; tra tavola 56 e tavola 57 dove, attraverso i Tarocchi, continua un percorso mantegnesco; o tra tavola 77 e tavola 78, unite nell'esperimento della verifica della persistenza degli engrammi nella contemporaneità. La definizione della serie di percorsi alpha/I-XII/omega si è rivelata utile per tracciare un organigramma della struttura interna dell’Atlante, una radiografia della sua ossatura principale. Ma la lettura di queste scansioni è servita anche a fare emergere il gioco di intrecci e di rimandi interni che in Mnemosyne collegano a distanza pannello a pannello, e ciascun gruppo di tavole ad altri gruppi, incrociando i diversi percorsi. L'esperienza di studio sulle singole tavole e sulla struttura generale dell'Atlante maturata in questi anni di ricerca aveva già evidenziato corrispondenze e collegamenti interni tra un pannello e l'altro, a volte suggellati da vere e proprie 'citazioni d'autore'. Ad esempio elementi delle tavole 4-8 – le tavole dei modelli ("antike Vorprägungen" come Warburg stesso annota) – ricompaiono nelle tavole 37-49 che di quel primo gruppo di esemplari archeologici rappresentano gli apografi rinascimentali "in stile anticheggiante". L'esempio più significativo è forse il caso del Laocoonte che compare come esemplare antico in tavola 6 e ricompare, citato nelle sue copie e varianti, come tema guida della tavola 41a (ma già anticipato in un disegno di Mantegna in tavola 37: sulla latitanza del gruppo marmoreo vaticano, nel pannello dedicato al Laocoonte, rimando al mio contributo pubblicato in engramma, L'originale assente). In questo senso le tavole 37-49 che abbiamo raggruppato nei percorsi V, VI, VII, possono essere considerate l'espansione del nucleo definito come percorso II che raggruppa i monumenti antichi accessibili agli artisti rinascimentali. Un altro esempio di collegamento a distanza tra pannelli è la postura estatico-patetica della Menade, già presente nel gruppo-modelli in un esemplare 'originale', il bassorilievo romano in tavola 6, ripresa in un rilievo neoattico e citata come modello per una Maddalena sotto la Croce di Bertoldo di Giovanni in tavola 25 (in dettaglio): la stessa opera rinascimentale riappare poi in tavola 42 (per intero), dove la postura viene inserita all'interno di un pannello che propone varie figure del Compianto di Cristo esemplate sui modelli antichi. Procedendo dalla storia delle idee Warburg indaga quali tra le formule di esperienza che hanno avuto sanzione artistica nell’antichità siano rinate a nuova vita nell’arte rinascimentale. I risultati di tali indagini vengono dimostrati nell’Atlante ad oculos e nella forma più ampia. Fritz Saxl Altri casi esemplari di citazioni interne: la figura della 'Ninfa pensosa', dal modello di un sarcofago romano in tavola 4, alla deduzione di Manet, attraverso un'incisione di Marcantonio Raimondi (da disegno dal sarcofago antico di Raffaello) in tavola 55. O ancora: il disegno della Zuffa degli dei marini di Mantegna in tavola 49, che riappare in una copia düreriana in tavola 57 (nel caso specifico per siglare puntualmente la veicolazione dei soggetti tra Sud e Nord). Torniamo a ribadire che il sistema di partizione e di intrecci che proponiamo ha avuto una sua validità per la costruzione di una sceneggiatura dell'allestimento veneziano, ed è utile, come strumento di lavoro, per suggerire uno schema di lettura della partitura e dell'orchestrazione interna dell'opera-Atlante. Ma rimane comunque, come ogni categorizzazione, un sistema arbitrario e ampiamente suscettibile di verifiche e di ulteriori revisioni. << indietro | avanti >> | Multum in parvo (dal diario dell'allestimento) Fernanda De Maio immagini backstage |