engramma la tradizione classica nella memoria occidentale

 

La Rivista di engramma, n.35 agosto–settembre 2004
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Warburg (1866-1929)
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Aby Warburg (1866-1929): profilo


Aby Warburg (1866-1929), storico della cultura e investigatore partecipe della storia dell'arte, inaugura con le sue ricerche un metodo per la storia della tradizione classica, proponendo una mappa delle costanti della memoria occidentale – miti, figure, parole, simboli – in un campo di indagine che si apre sulle risonanze culturali tra Rinascimento, Antico e Contemporaneo.

Nato ad Amburgo da un’importante famiglia ebrea di banchieri, fin dagli studi universitari a Bonn il suo interesse si concentra sulla storia dell’arte, l’archeologia, l’antropologia e la storia delle religioni. Il suo primo viaggio a Firenze tra 1888 e 1889 rappresenta l’inizio di un rapporto privilegiato con l’arte e la cultura italiane.

A partire dalle sue prime ricerche (il saggio su La Primavera e La Nascita di Venere di Botticelli) l’interesse di Warburg per le opere d’arte si configura come un’indagine a tutto campo sulla cultura occidentale, dall’esame delle fonti iconografiche e letterarie all’analisi delle circostanze storiche e culturali della creazione artistica.

La sua attenzione per documenti e materiali che normalmente non rientrano nello studio della storia dell’arte, e un metodo che supera i tradizionali confini fra discipline, contro una lettura puramente estetizzante dell’opera artistica, inaugurano il filone di studi dell’iconologia.

Tra i principali oggetti e temi della sua ricerca: l’espressione della vita intensificata tramite figure ed elementi accessori in movimento nelle opere rinascimentali (la figura della ‘Ninfa’); le feste, il teatro, la circolazione e riproduzione di immagini nelle corti italiane ed europee; l’arte del ritratto nella Firenze del Quattrocento e gli scambi culturali ed artistici con le Fiandre; la tradizione astrologica arabo-persiana e la migrazione delle divinità planetarie testimoniata in grandi cicli astrologici (importante la sua interpretazione degli affreschi di Palazzo Schifanoia a Ferrara) e nella cultura dell’Europa della Riforma (il saggio su Lutero); la persistenza in età moderna di miti e riti ancestrali.

L’ampiezza dello spettro degli interessi di Warburg è riscontrabile nei suoi studi, come anche nella struttura della Biblioteca da lui creata (oggi a Londra, presso il Warburg Institute), basata sulla “regola del buon vicinato” – l’affinità tematica e concettuale – fra i testi.

L’Atlante di immagini intitolato alla memoria – Mnemosyne – rimasto incompiuto alla morte dello studioso, è il lascito più originale e rappresenta la summa delle sue ricerche. Attraverso l’indagine sulla permanenza delle forme dell’Antico nell’arte rinascimentale italiana e nordeuropea, Warburg interroga la tradizione occidentale, scoprendo i suoi meccanismi e riattivando punti nevralgici e zone d’ombra.


Approfondimenti:

>> Cronologia della vita e delle
opere di Aby Warburg


>> materiali su Aby Warburg in engramma