LUMINAR. INTERNET E UMANESIMO: IL TEMA e IL NOME
Dal 2002 engramma,
in collaborazione con la Fondazione Querini Stampalia e l'Università
Iuav di Venezia, promuove annualmente due giornate di studio
il convegno "Luminar. Internet e Umanesimo", che giunge nel febbraio 2006 alla
quinta edizione: l'obiettivo è analizzare e approfondire l'affinità
tra scienze umane e nuove tecnologie, e studiare le possibilità che Internet
offre alle discipline umanistiche.
La rivoluzione tecnica, estetica ed ermeneutica, provocata dall'invenzione del
computer e dall'attivazione di Internet apre la via a un nuovo intreccio fra
i saperi, inducendo 'studiosi', 'tecnici', 'umanisti' e 'scienziati' a mettere
a confronto le diverse pratiche e teorie, a ragionare sulla nuova sintassi e
sul nuovo stile di ricerca.
La storia degli studi storico-umanistici è contrassegnata da crisi di
passaggio, fasi tecnologicamente rivoluzionarie che di volta in volta hanno
conferito un moto di accelerazione e una direzione al progresso del sapere:
agli albori della civiltà occidentale è stato il passaggio dall'oralità
alla scrittura; in età tardoantica il passaggio dal volumen al
codice; nel XV secolo l'invenzione dei caratteri mobili e della stampa.
Ora Internet si propone come un orizzonte ulteriore che apre inedite prospettive
di registrazione della memoria e di costruzione della conoscenza: la nuova dimensione
della rete interessa le modalità di reperimento dei dati e quindi la
diffusione dei risultati della ricerca, ma coinvolge anche la metodologia di
studio, lo stesso stile della ricerca. In questa nuova sfida il computer connesso
alla rete si propone come indispensabile strumentazione tecnica, ma anche come
vera e propria, nuovissima, 'macchina umanistica'.
Grazie alla nuova tecnica di ricerca e di composizione dei dati che Internet
ha inaugurato, si realizza dunque la possibilità di esplorare zone di
confine e di far interagire saperi diversi, ma viene anche attivata la sperimentazione
di forme espressive e di nuovi procedimenti di indagine.
Il nome "Luminar" compare in un grande romanzo visionario di Ernst
Jünger, Eumeswil, pubblicato nel 1977.
Posta ai confini occidentali del Mediterraneo, tra il deserto e l'oceano, in
un Medioevo prossimo venturo, Eumeswil è "la città in cui
nulla più è reale e tutto è possibile". Nella rarefatta
scenografia del romanzo, il Luminar è lo strumento principale di ricerca
in uso al protagonista, lo storico Martin Venator: è uno schermo interattivo
che registra e coordina i dati del passato, e quindi, su richiesta, ne riproduce
e ne restituisce la memoria.
Il Luminar jüngeriano, che ricompone come in un film i frammenti del sapere, prefigura lo spazio virtuale di Internet: il Luminar è la nuova invenzione che la tecnica mette al servizio della memoria storica. Si dà la possibilità di recuperare gli spolia del passato, ma essi vanno però messi in relazione tra loro per divenire elementi storicamente eloquenti. Dal contatto tra i diversi materiali si produce un attrito da cui scaturiscono scintille di senso: la macchina è il filtro tecnico che consente di far riemergere pezzi di memoria, e poi di trasformare le scintille in energia ermeneutica, catturare i dati in quadri storici.
L'impiego della tecnica
pone la questione della selezione dei materiali, della puntualità delle
interrogazioni, del vaglio delle risposte: si rende disponibile un repertorio
di fonti testi e immagini ricco e suggestivo, ma nel contempo
indiscreto e sterminato che richiede un intervento orientato, di scelta e di
discrezione. La metodologia che lo studioso affina, usando la strumentazione
e configurando il suo lavoro, concorre alla creazione di una rete che si sviluppa
nella fluidità di nessi (che Jünger definisce come "punti chiave"),
e intreccia snodi di senso sempre nuovi tra i diversi tracciati del sapere.
gennaio 2006