Ciascun gli occhi del corpo a della mente
Porga a quel che per noi se gli
dimostra
E vedrà spressamente
Quel vizio, ch'assai regna all'età
nostra;
E quanto poca gente
La Verità conosca in questa vita,
Che di vario colo s'e travestita.
D'asin gli orecchi ha 'l Re ch'n altro
siede,
Perchè sempre ha l'intendar per
obietto;
Appresso se gli vede
Cieca Ignoranza, e 'nsieme van
Sospetto.
Da questi due procede
Ch'a chiunque viene gli occhi e le
man porge
E rade volte il ver dal falso scorge.
L'Innocenza per terra è strascinista
Dalla falsa Calunnia, che vien via
D'ardenti faci armata,
A denotar che lume al mal ne dis.
Maga scinta e stracciata
L'Invidia è innanzi che non par che
goda
Se non del mal, quand'ella il vegga et
oda.
La tarda Penitenza in negro manto
Guardo la Verità ch'è nuda e pura;
Gli occhi suoi versan pianto
Ch'ognun se stesso alfin nel ver
misura.
Notate il nostro canto
Tutti, non pur ciascun ch'impera e
regge,
Perch'in questa figura il ver si legge.
Color ch'allato alla Calunnia vanno
Fede del falso con lor sottil'arte
Appresso il Re gli fanno
La Verità celando a parte a parte
L'uno, da sé, e l'Inganno,
L'altra e la Fraude, e così tuttatrè
Fanno al Signor parer quel che non è.