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Tracia ellenistica:
intervista all'archeologo bulgaro Georgi Kitov sulle
recenti scoperte archeologiche
a cura di Laura Bumbalova |
Georgi
Kitov nel tumulo Golijama Kosmatka |
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Qualche mese fa in Bulgaria è stata fatta un'importante
scoperta archeologica: La Rivista di engramma propone un'intervista
all'archeologo bulgaro Georgi Kitov, autore dei recenti rinvenimenti
nella Valle dei Re traci.
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Secondo Erodoto (Storie V, 3) i confini della Tracia
arrivavano dal cuore dell'Europa fino all'estremo settentrione:
perciò lo storico afferma che "il popolo dei Traci
è il più numeroso di tutti, secondo solo agli
Indi". La Tracia, sede di una civiltà molto antica
in dialogo fra gli altri con Sciti e Micenei, entra nel cono
di luce della storia nel 492 a.C., quando il territorio viene
occupato dai Persiani, durante la spedizione condotta da Dario
I contro la Grecia. In seguito alla ritirata persiana, la Tracia
si emancipa come regno autonomo, ad assetto feudale. Nell'ultimo
quarto del V secolo i re traci intrattengono rapporti continuativi,
diplomatici e commerciali, con le città greche: ad Atene
vivono molti meteci traci e il paese è una zona di reclutamento
di mercenari per le spedizioni militari di Atene e delle altre
poleis. Culti traci, misterici e dionisiaci, si diffondono
anche in Grecia. Nel 342 a.C. la Tracia viene conquistata da
Filippo II ed entra nell'area di influenza della Macedonia,
che va consolidando in quel tempo la sua egemonia militare verso
nord e verso oriente. Filippo inaugura un'importante programma
di urbanizzazione, ma la conquista definitiva del paese avviene
ad opera del giovane Alessandro che, appena succeduto al padre,
sottomette la tribù ribelle dei Triballi nel 335 a.C.
Dopo la morte di Alessandro, nel 323 a.C., il territorio, che
dai tempi di Filippo era governato da uno stratego macedone,
si costituisce come regno ellenistico, alle dipendenze dei diadochi
alessandrini, prima Antipatro e poi Lisimaco: l'onomastica della
nobiltà locale testimonia che accanto ai nuovi 're' macedoni
sussistono dinastie di re indigeni. A seguito della conquista
di Alessandro, tra IV e III secolo a.C. fioriscono in Tracia
l'arte e la cultura ellenistiche.
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1. Perché gli archeologi parlano di una
"Valle dei Re traci" nel cuore della Bulgaria?
Perché nella regione tra Pavel Banija e M_gli_ nei
pressi della città di Kazanl_k, sul corso del fiume
Tund_a, vi sono un gran numero di templi, tombe e sepolcri
di re, in numero maggiore rispetto a qualsiasi altro posto
della Bulgaria. Qui tra la fine del IV e gli inizi del III
secolo a.C. esisteva la capitale del re odriso Sevte III,
la città da lui fondata con il nome di Sevtopolis.
La tomba di Sevte è stata scoperta e studiata nel
2004.
2. Se volessimo definire una pianta dei luoghi della
Valle dei Re traci, quali siti archeologici potremmo indicare
come i più significativi?
Sono molti. Ne elenco alcuni dei più importanti nell'ordine
della loro scoperta:
- la tomba di Kazanl_k, trovata casualmente nel 1944. Qui
si trovano alcuni affreschi molto importanti databili tra
la fine del IV e gli inizi del III secolo a.C. che rappresentano
delle scene miliari, un banchetto funebre, due carri in
corsa, ornamentazioni vegetali, geometriche e zoomorfe;
- il tumulo Ostru_a (complesso sepolcrale e cultuale), scoperto
e studiato nel 1993 dalla spedizione tracologica di ricerca
sui tumuli (TEMP), da me diretta. Si tratta di una struttura
unica nel suo genere, costituita da sei vani distribuiti
in due file su un'area di circa 100 m2. La camera funeraria
centrale è scavata in un enorme blocco di pietra
pesante 60 quintali. In esso è stato ricavato il
letto rituale, i cui piedi imitano le zampe di un animale.
Il soffitto è suddiviso in alcune decine di fasce
decorate con ritratti di uomini e donne, scene di lotta
tra uomini e animali, ornamenti geometrici e vegetali. Gli
altri vani sono rettangolari, solo uno è di forma
circolare. La parte sud-occidentale non è stata saccheggiata
e in essa è stato trovato lo scheletro di un cavallo
in perfetto ordine anatomico, decorato da ornamentazioni
vegetali e animali in argento, due vasi d'argento deformati
e altro;
- il tumulo Sa_ova, in cui le ricerche di TEMP sono iniziate
nel 1995. Si tratta di un tempio del IV-II secolo a.C.,
usato come tomba alla fine del III-inizi del II secolo a.C.;
- il tumulo Golijama Arsenalka, scavato da TEMP nel 1995.
È un tempio in pietra del V-IV secolo a.C., con una
facciata monumentale, un vano rettangolare e uno circolare
con copertura a cupola e con pavimentazione a lastre molto
grandi;
- il tumulo Sarafova, tomba mausoleo del IV-III secolo a.C.
scoperta nel 1995 da TEMP. Presenta un corridoio in pietra
e due camere in mattoni. Le pareti sono ricoperte da uno
spesso strato di stucco e sono colorate con delle fasce
in giallo, rosso, marrone e altri colori. Nel corridoio
è stato sacrificato e sepolto un cavallo, scoperto
in perfetto ordine anatomico;
- il tumulo Helvecija, studiato da TEMP nel 1996. Una struttura
monumentale in pietra con corridoio, atrio e camera rettangolare.
Le pareti e parte della pavimentazione sono ricoperte da
uno spesso strato di calce. Nell'atrio e nella parte orientale
del corridoio sono stati scoperti scheletri di cavalli;
- il tumulo dei grifoni, scavato da TEMP nel 1996. Si tratta
di un tempio monumentale in pietra, simile a quello del
tumulo Golijama Arsenalka, ma con un corridoio lungo e con
pavimentazione ricoperta da calce;
- il tumulo _u_manec, un edificio monumentale unico nel
suo genere, studiato nel 1996 da TEMP, costruito nel V secolo
a.C. come tempio e usato come tale almeno per centocinquant'anni.
È costituito da un corridoio-giardino, un atrio rettangolare
con una volta semicilindrica e una camera circolare con
copertura a cupola. L'atrio è appoggiato su una colonna
con capitello, e su una colonna poggia anche la cupola della
camera circolare. Essa si conclude a disco da cui fuoriescono
radialmente 15 lastre in pietra che simboleggiano i raggi
del sole. I muri laterali del vano circolare presentano
sette semicolonne doriche. Nell'atrio sono stati sacrificati
quattro cavalli e due cani o lupi;
- il tumulo Golijama Kosmatka, scavato da TEMP nel 2004.
Nella seconda metà del V secolo a.C. sotto un cumulo
di terra è stato costruito un tempio monumentale
con un viale di grandi dimensioni che porta verso la facciata:
questo tempio ha un corridoio di 13 metri e tre vani disposti
uno di seguito all'altro. Il primo è rettangolare
e in esso si trova la sepoltura sacrificale di un cavallo.
Il secondo è circolare con copertura a cupola, mentre
il terzo è una camera monolitica con una loggia rituale.
In essa agli inizi del III secolo a.C. è stato sepolto
il re tracio Sevte III. Attenzione meritano anche quattro
tombe nelle vicinanze di M_gli_ e una presso il villaggio
Orjahovica vicino a Stara Zagora, scoperte anch'esse nel
2004.
3. La sua spedizione ha scoperto alcuni siti importanti:
Starosel e Aleksandrovo nel 2000, Svetica e Golijama Kosmatka
nel 2004. In che modo questi luoghi si inseriscono nel contesto
della Valle dei Re traci?
Sia Starosel che Aleksandrovo si trovano nelle terre controllate
dalla più importante tribù dei Traci, gli
Odrisi. Nonostante le strutture che abbiamo scoperto si
differenzino per la pianta e per le soluzioni dello spazio,
esse sono tipiche della tradizione architettonica tracia,
visibile chiaramente nella Valle. I tumuli Golijama Kosmatka
e Svetica si trovano nel cuore della Valle dei Re traci
e arricchiscono la nostra idea riguardo l'importanza della
regione e la sua funzione nello sviluppo politico, religioso
e culturale dell'antica Tracia.
4. Che cosa ha provato nel momento delle sue scoperte?
Ci racconti delle sensazioni, delle emozioni che un archeologo
prova davanti al passato che riemerge.
Ogni scoperta nell'archeologia è legata a sensazioni
profonde ed emozionanti. I membri della nostra équipe
sono privilegiati perché trovano più frequentemente
oggetti e strutture uniche. Ogni archeologo ha i suoi riti,
che rispetta e compie all'inizio del lavoro di scavo e davanti
a ogni scoperta. Il rapporto con l'oggetto dopo un secolare
riposo rappresenta un serio esame per la pazienza dell'archeologo,
ma porta anche molte emozioni. Le emozioni, però,
non si possono descrivere, esse devono essere provate personalmente,
o perlomeno devono essere osservate sul posto.
5. È vero che era usanza dei Traci trasformare i
templi in tombe per i personaggi di spicco? E Starosel era
un tempio?
L'aristocrazia tracia usava i templi più rappresentativi
per la sepoltura dei nobili e per i sovrani: questi personaggi,
che in vita erano stati onorati come esseri semidivini,
dopo la morte erano venerati come divinità. La venerazione
e l'adorazione dei loro resti trasformava anche il tempio
in una sorta di mausoleo. Uno dei templi più importanti
si trova collocato nel tumulo _etni_evo vicino a Starosel.
Esso ha una scalinata monumentale ad uso cerimoniale e due
laterali, un lungo corridoio, incorniciato da due alti muri
e due ampi vani, uno rettangolare e uno circolare. I templi
venivano chiusi da enormi e pesanti porte in pietra, che
hanno lasciato profonde tracce nel pavimento a causa delle
frequenti aperture e chiusure. I bordi delle scale e delle
porte sono logorati dall'entrata e dall'uscita di numerosi
fedeli. Nell'edificio vi sono tracce di ristrutturazioni.
Tutte queste caratteristiche dimostrano che queste costruzioni
non sono progettate semplicemente come tombe, bensì
come templi usati per più di un secolo. Tali osservazioni
sono registrate nella maggior parte degli edifici nei tumuli
studiati da TEMP.
6. Come si presentano queste tombe nel contesto
paesaggistico? Tutti i tumuli sparsi per la pianura tracia
nascondono una tomba? Come si fa a distinguere un ammasso
di terra da una tomba?
I tumuli sono ormai un elemento caratteristico del paesaggio
della Bulgaria. Vi è una certa regolarità
nella loro disposizione, che esigerebbe una serie di approfondimenti.
Oltre ai tumuli sepolcrali veri e propri, vi sono i monumenti
simbolici (cenotafi), quelli votivi e quelli inutilizzati.
Distinguere i tumuli funerari dagli altri è difficile,
quasi impossibile, prima di un'analisi del sito. Alcuni
degli accumuli di terra destinati alle sepolture non sono
stati usati, in altri poi le tombe sono state distrutte
dall'erosione quando si trovavano ancora negli strati superficiali.
7. Come ha fatto, per esempio negli scavi del 2004,
a capire che proprio Svetica e Golijama Kosmatka dovevano
essere scavate? Che tipo di ricerca preliminare è
stata fatta?
In buona parte questo è un segreto professionale.
Vi è anche l'elemento dell'intuito, come vi è
pure un serio rischio di insuccesso, che però per
la maggior parte è giustificato. Noi, inoltre, siamo
obbligati a tenere conto dei tombaroli, dobbiamo cercare
di salvare quanto è rimasto dopo la loro barbarie
e di arrivare prima di loro. Sul tumulo Svetica le misurazioni
geofisiche sono state fatte dall'équipe italiana
della fondazione Lerici alla metà degli anni sessanta.
La pianta di cui noi disponevamo era senza punti di riferimento,
ed è stata quindi poco funzionale al nostro lavoro.
Avevamo già definito il luogo di inizio dei lavori,
quando il geofisico Nikola Tonkov ha fatto misurazioni e
ha registrato un'anomalia, confermando l'esattezza delle
nostre ipotesi. Nessuna misurazione preventiva invece è
stata eseguita per il tumulo Golijama Kosmatka. La scoperta
del tempio è il risultato di un'analisi della forma
del tumulo e di una buona dose di spirito d'avventura (e
anche di rischio). I membri della nostra équipe affermano
che le divinità trace ci amano, ci stimolano, ci
appoggiano e ci proteggono. E noi le ringraziamo libando
con il vino in loro onore.
8. Quale delle due tombe è stata scoperta
per prima?
Svetica. Gli scavi sono iniziati il 17 agosto e a tarda
sera del 19 agosto si sono concluse le analisi sulla tomba
murata e sono stati rimossi e portati via per la conservazione
tutti i materiali archeologici che si trovavano in essa.
9. Quali tipologie di tombe sono diffuse nel mondo
tracio? E la Svetica e Golijama Kosmatka a che tipologia
appartengono?
Una sistematizzazione dell'architettura tracia dei tumuli
non si può ancora fare, in quanto continuano ad essere
scoperte (soprattutto da TEMP) combinazioni sconosciute
nella scelta della pianta e dello spazio. Io ho stabilito
diverse tipologie in base alle diverse caratteristiche -
numero delle camere, materiale costruttivo, forme della
fondamenta etc. La tipologia è definita soprattutto
in relazione alla forma dei vani: in base a questo criterio
gli edifici sotto i tumuli si suddividono in edifici a pianta
quadrangolare, circolare e mista. Il tempio nel tumulo Golijama
Kosmatka appartiene a una tipologia mista: presenta infatti
due vani rettangolari e uno circolare. La struttura di Svetica
non è quella di un tempio o di una tomba, in quanto
si tratta di una tomba a forma di sarcofago murato.
10. Che cosa ha trovato nel tumulo Svetica?
La tomba a sarcofago Svetica è una delle poche tombe
di questo tipo in Bulgaria. In essa è stata effettuata
una sepoltura orfica di un re tracio della seconda metà
del V secolo a.C. Sul pavimento sono stati deposti solo
parti delle sue gambe e della testa. L'inventario dei reperti
è rappresentato da degli oggetti in metallo: una
maschera, phiale in oro, un vaso in argento simile a una
phiale, un'idria in bronzo come anche molti manici e fondi
di altri vasi, due grandi anfore e due brocche greche a
figure rosse. Le armature ritrovate sono costituite da una
corazza in bronzo con parti in ferro, punte di lancia, spade
in ferro e 144 punte di freccia in bronzo. D'oro è
uno splendido anello-sigillo con la raffigurazione di un
atleta in riposo.
11. Qui nella tomba Svetica è stata trovata
la maschera d'oro: quale ipotesi ha formulato su di essa?
La maschera d'oro è certamente l'oggetto più
prezioso della tomba. A differenza delle maschere micenee
e macedoni, essa rappresenta il volto di un uomo vivo, è
ricavata da una spessa lastra d'oro e pesa molto più:
ben 673 grammi. La figura presenta caratteri fortemente
personalizzati: dalla maschera ci osserva un uomo duro,
sicuro di sé, quasi feroce. Nello stesso tempo i
suoi occhi chiusi dimostrano una sensazione di grande piacere.
Pare quasi di vederlo nel momento in cui ha bevuto il vino
dalla phiale e l'ha poi posata sul suo volto; in quel momento
i suoi ospiti e sudditi rimangono stupiti nel vedere la
trasformazione di un mortale in un dio d'oro. Mediante la
maschera d'oro il personaggio afferma la propria autorità
e influenza.
12. Che cosa ha trovato nella tomba Golijama Kosmatka?
L'inventario di questo tumulo è di particolare rilievo
sia per la quantità, che per la qualità, che,
infine, per il valore materiale degli oggetti. Nella camera
monolitica di Sevte III sono stati trovati più di
settanta oggetti: armi, simboli del potere, vasi, bardature
per cavalli. Il peso dell'oro trovato nella camera supera
il chilo. D'oro sono un vaso, una corona di foglie di quercia,
tutti i finimenti del cavallo, così come la spada
e la corazza del re. Una particolare importanza hanno due
vasi in argento sui quali vi sono iscrizioni con il nome
di Sevte.
13. Nel tumulo Golijama Kosmatka invece è
stata trovata una testa di bronzo. Potrebbe fare un'ipotesi
su che cosa essa rappresenta?
La testa di bronzo è un pezzo di una statua, una
straordinaria opera d'arte antica, realizzata da uno dei
grandi scultori greci. L'analisi stilistica permette di
affermare che essa risale alla fine del IV secolo a.C. Una
serie di argomentazioni consente di affermare con grande
probabilità che la testa come i reperti della camera
centrale si possano collegare al re tracio Sevte III.
14. Che cosa si può dire sulla datazione
di queste due tombe, Svetica e Golijama Kosmatka?
Per la tomba a sarcofago Svetica ho già indicato
una datazione: seconda metà del V secolo a.C. Il
caso di Golijama Kosmatka è molto più complesso;
si pensa che il tumulo sia stato fatto nella prima metà
del V secolo a.C. e che durante la seconda metà dello
stesso secolo parte dell'accumulo di terra sia stato tolto
per costruire il tempio. In seguito iniziò nuovamente
il riempimento del tumulo, che per motivi a noi ignoti non
venne completato; sul tempio rimane tuttora un'incavatura
visibile. Il tempio è stato usato per più
di un secolo, qui infatti venivano svolte le cerimonie destinate
all'élite della società, che per non essere
disturbata chiudeva la porta di marmo a due ante. All'inizio
del III secolo a.C., quando re Sevte III morì, il
rito del suo funerale ebbe luogo nel tempio. Gli oggetti
necessari per la sua vita nell'aldilà vennero disposti
nella monolitica camera sarcofago.
Durante gli scavi abbiamo trovato nel vano rettangolare
i resti del sacrificio di un cavallo. Abbiamo notato che
gli ingressi verso le prime due camere sono stati murati
utilizzando i pezzi della porta in marmo che in precedenza,
come ho detto, veniva usata per il rito. Il corridoio ha
subito un incendio ed è stato riempito di pietra
e terra. Sette metri davanti alla facciata è stata
seppellita per scopi rituali la testa dalla statua del sovrano.
Essa era ben fissata, in modo da stare in piedi, era ricoperta
da pietre di diverse dimensioni e da terriccio. La facciata
era stata sommersa, la strada che porta alla facciata riempita,
le tracce del funerale eliminate. Fino a poco tempo fa nessuno
nella Valle sapeva che il tempio fu trasformato nell'ultima
dimora per l'anima di Sevte. Così... fino agli inizi
d'ottobre 2004.
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marzo-aprile 2005
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