| engramma 42,
luglio-agosto 2005, numero monografico |
Presentazione. Il lavoro
di ricerca attorno a La calunnia di Apelle di Sandro Botticelli
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La Rivista di engramma dedica
questo numero monografico alla fortuna e alla tradizione delle fonti letterarie
e iconografiche della Calunnia di Apelle.
Nel IV secolo a.C. Apelle, pittore di corte di Tolomeo,
dipinge un quadro a soggetto allegorico, intitolato La Calunnia.
A distanza di secoli, nel II secolo d.C. Luciano di Samosata descrive
in una sua ekphrasis l'opera del famoso pittore ellenistico e
il suo significato iconografico e iconologico. Dal primo Quattrocento
l'esempio lucianeo, recuperato dagli umanisti e citato anche da Leon Battista
Alberti come modello di pittura antica, è il tramite per la riconversione
in immagine del soggetto ellenistico da parte degli artisti rinascimentali,
in gara con i grandi maestri del passato.
A partire dal settembre 2001 all'interno del Seminario di Tradizione Classica
si è costituito un gruppo di ricerca per l'analisi della Calunnia
da un punto di vista iconografico, testuale, iconologico. Questo numero
di engramma raccoglie una prima serie di contributi che convergono
intorno alla più celebre e nota raffigurazione della Calunnia:
il dipinto di Sandro Botticelli.
Seminario Calunnia
di Apelle: Diario di lavoro settembre 2001-luglio 2005
Si presentano qui i risultati di una nuova campagna fotografica sull'opera
botticelliana, realizzata ad hoc da engramma per approfondire
l'analisi del 'testo' figurativo, e si relaziona sull'indagine del contesto
storico e artistico dell'opera.
Il lavoro di studio dei dettagli filologici e figurativi ha
portato frutti diversi: da una parte ha precisato le varianti testuali della
traduzione umanistica del passo ecfrastico, dall'altra ha aperto nuove prospettive
di ricerca iconografica delle singole figure.
Lo sfondo del dipinto, una sorta di 'ipertesto' animato da figure all'antica,
viene analizzato sia in relazione ai soggetti (per esempio la Pathosformel
'donna abbandonata'), sia in relazione alle sue possibili fonti letterarie,
soprattutto il Decameron di Boccaccio.
La rubrica 'Gallerie' presenta infine un importante contributo alla storia
della fortuna dell'opera a partire dal recupero del testo di Luciano (a
corredo delle immagini sono le traduzioni rinascimentali del passo in latino,
italiano, francese, tedesco) fino alle versioni ottocentesche.
Tutti i contributi presentati in questo
numero fanno parte del più ampio progetto di ricerca del Seminario
di Tradizione Classica, tuttora in corso: prevista a breve è la
pubblicazione di un'altra serie di approfondimenti tra cui un rendering
sul dipinto botticelliano e una galleria di ritratti di umanisti protagonisti
del contesto storico-culturale del Rinascimento fiorentino.
luglio 2005
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