"Warburg aveva torto...": una lezione di metodo di Gertrud Bing (da applicare al caso dei "tre faunetti")

I "tre faunetti" trovati nel 1488 in una vigna a Roma vengono presentati correttamente da Warburg come l'esito trionfale di una "caccia di cose antiche". Ma Warburg arriva ad affermare anche che il rinvenimento anticiperebbe la "scoperta" del Laocoonte di quasi vent'anni. Sulla scorta di Burckhardt infatti,Warburg sostiene l'identificazione dei "tre faunetti" rinvenuti nel 1488 con una replica del 'Laocoonte'.
Sul punto specifico, come ha ribadito da ultimo Salvatore Settis, Warburg sbaglia: la piccola scultura trovata dai cercatori di antichità per conto dei Medici non era un bronzetto e, molto probabilmente, non era neppure una replica del gruppo scultoreo ricordato da Plinio. Si trattava invece, molto probabilmente, del gruppo dei Satiri in lotta con i serpenti già a Graz (Settis 1999, 20-21 e n. 6, con bibliografia).



Dunque la prova addotta da Warburg di una tensione verso il Laocoonte prima del "ri-trovamento" (corsivo mio) del vero 'Laocoonte', alla luce degli aggiornamenti critici viene a cadere.
Non è, ovviamente, l'unico "errore" che Warburg commette nel corso delle sue ricerche; come ammoniva puntualmente Gertrud Bing:
"Parecchie sue attribuzioni e derivazioni devono essere corrette alla luce delle cognizioni moderne" (Bing in RPA 1966, XIII).
Bing introduceva così la segnalazione di un'altra – più clamorosa – svista di Warburg: la deduzione del gesto del David "del Pollajuolo" – in realtà attribuito poi ad Andrea del Castagno – dalla postura del Pedagogo del gruppo dei Niobidi.


Nel caso, si tratta di un vero e proprio abbaglio che va contro i dati assodati della disciplina storico archeologica: il Pedagogo infatti – nota Bing – "fu ritrovato appena nel 1583 ed è fortemente restaurato".
Bing però, nel rilevare puntualmente l'errore del Maestro, riconosce che sotto quell'errore si cela un'argomentazione che non va obliterata in fase di correzione dell'errore stesso. Infatti nonostante Warburg sul punto avesse torto, la posa che come rilevava lo studioso stesso "non appare antica" è comunque una derivazione dall'antico "di fatto documentata da antichi manoscritti di origine classica: bisogna guardarsi bene dal respingere, insieme con i suoi errori, anche i suoi argomenti" (Bing in RPA 1966, XIII).