| Laocoonte vulgato Un considerevole numero di documenti relativi alla subitanea fama del 'Laocoonte' e all'accendersi immediato di interesse nei confronti dell'opera, sono stati raccolti da Sonia Maffei in Settis 1999, pp. 85 ss. La prova più eclatante della diffusione dell'immagine e della sua riconoscibilità è la trasfigurazione satirico-burlesca di Tiziano, di cui c'è traccia in un'incisione di Nicolò Boldrin conservata agli Uffizi: il gruppo è ridisegnato facendone protagonisti uno scimpanzè e i suoi piccoli.
Nel saggio che Lorenzo Bonoldi presenta in questo stesso numero 25 della Rivista di engramma si può apprezzare, in positivo e in negativo, la fortuna dell'opera, prima avidamente desiderata dalla corte mantovana, e poi a distanza di pochi anni a tal punto inflazionata da indurre Giulio Romano a proporre invece, nel Palazzo Ducale di Mantova, una variante sul tema (ma con citazione): saggio di Lorenzo Bonoldi. |