Tavola 41a

Pathos della sofferenza. Morte del sacerdote [cfr. tav. 6]

Leidenspathos. Tod des Priesters. [cf. Tafel 6]

Il montaggio del pannello 41a prosegue all’interno dell’Atlante il discorso sulla ripresa ‘moderna’ di una figura antica – nel pannello 6 – all’interno di quel gruppo di tavole (4-8) dedicato proprio alla presentazione delle cosiddette “preformazioni antiche”. Immagine patetica esemplare della sofferenza è la figura di Laocoonte, il sacerdote incolpevolmente punito.
Il pannello propone, attraverso opere di epoche differenti non ordinate cronologicamente e di generi molto diversi, l’immagine della punizione di Laocoonte come emblema e allegoria della sofferenza e del patire (così nel Ripa).
L’assemblaggio di opere lascia, inoltre, emergere questioni centrali del pensiero warburghiano: il ‘problema’ dell’antico patetico-ellenistico come modello rinascimentale e la questione del Laocoonte come tema pre-inventato, rispetto all’effettiva scoperta dell’opera romana nel 1506. Significativo è infatti notare in questo pannello monografico, dedicato a una figura emblematica del pathos antico, l’assenza del Laocoonte per eccellenza, ossia proprio il marmo vaticano.
In connessione a tale figura emblematica del patire, le tavole contigue nella serie dell’Atlante offrono altri spunti di riflessione sul tema della riemersione del Pathos antico. Nel pannello 41
vediamo infatti assemblate diverse opere che raffigurano scene di sacrificio e aggressione violenta, come le incisioni con la Morte di Orfeo e Pirro e Polissena – relazione semantica e formale tra figure del mito già offerta proprio dalla sequenza dei pannelli 5 e 6. Nelle opere del pannello 42, tutte immagini di compianto si sprigiona, in altra declinazione, il Pathos del cordoglio delle Menadi-prefiche che piangono sul corpo ormai sacrificato del defunto (tema di nuovo associabile ai compianti di Alcesti e Meleagro già nel pannello 5). Nelle tavole 41 e 42, come nell’ ‘intermezzo’ del pannello 41a, terreno d’indagine sono opere più o meno uniformemente collocabili tra la seconda metà del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento.