Monica Centanni, Katia Mazzucco
La conquista del cielo: guerra e tecnica. Lettura di tavola C del Bilderatlas Mnemosyne di Aby Warburg
La tavola C presenta un'impostazione apparentemente lineare e progressiva: dalle prime conquiste della 'scienza' moderna (la rappresentazione delle orbite planetarie, delle loro traiettorie e delle loro misure dopo Keplero) alle ultime sue acquisizioni (la trasmissione via telegrafo di immagini). Lo sguardo di Warburg si concentra qui sulla potenza dei diversi mezzi di riproduzione (le macchine della tecnica), e sulla accresciuta possibilità di trasmissione delle "idee figurate" che ne deriva.
La prima immagine in alto a sinistra (il modello meccanico di Keplero per lo studio e la rappresentazione delle orbite planetarie) e l'ultima in basso a destra (il volo dello Zeppelin e le foto trasmesse per via telegrafica) non funzionano come incipit ed explicit narrativi; e non è identificabile neppure, come in altri pannelli, un'immagine-fulcro, attorno alla quale si costruisce l’impaginazione della tavola.
Nella composizione della tavola risulta però fondamentale l'inserimento della figura con i Figli del pianeta Marte, tratta da un manoscritto di area tedesca datato 1404: l'immagine ha diverse valenze e funzioni. Si tratta dell'unica rappresentazione 'artistica' del montaggio: l'unica figura che fa della tavola C una tavola congruente rispetto alla costruzione dell'Atlante della Memoria; senza l'inserimento di questa immagine il pannello C potrebbe infatti far parte di un Atlante sui 'progressi della scienza e della tecnica’. Inserendo la figura eccentrica con i Figli di Marte – ovvero i mestieri, le inclinazioni e le attività dei nati sotto il pianeta – Warburg ottiene come primo effetto di conferire a questa tavola un valore teorico e una complicazione di significato consonante alla polisemia che contraddistingue tutti gli assemblaggi dell'Atlante.
Il legame tematico tra la la pagina del manoscritto e le altre figure va ricercato nel tipo di considerazione che Warburg, esplicitamente, dedica alla scienza astrologica: scostandosi dalla vulgata illuministica lo studioso riconosce nell'astrologia una forma 'scientifica' di sapere. In questo senso il potere demonico delle divinità antiche, catasterizzato in segni astrali, pianeti e costellazioni, si presenta come un modo diverso di descrizione del cosmo, apparentabile alla cosmologia e all'astronomia delle civiltà arcaiche. La potenza delle divinità si trasmette alle loro raffigurazioni fisiche: disegnati nel cielo, i profili degli dèi e dei demoni antichi diventano punti di orientamento, tanto astrologico quanto astronomico.
Nel marzo del 1927, impegnato nel lavoro della mostra su "astrologia e astronomia", Warburg annotava (il frammento di diario è stato di recente tradotto da Maurizio Ghelardi):
E' interessante che gli antichi pitagorici non abbiano sviluppato l'astrologia, poiché la loro concezione del numero era troppo cosale. Solo grazie alla geometria platonica l'aspetto matematico-mistico cominciò ad esercitare un influsso decisivo. Ma gli dei greci dovevano essere sotterrati ancora più a fondo prima che l'elemento mitologico potesse essere distrutto nell'ambito astronomico attraverso le artificiali indicazioni dei meridiani e dei paralleli celesti. In realtà solo in questo momento (o già?) ebbe inizio il confronto fra tropo e metafora, confronto che in Europa finì con Keplero.
Si presenta qui, nella sua prima schematizzazione 'tecnica' (quella astrologica) un altro dei temi portanti della tavola: l'idea, che passa attraverso tutte le figure, dell'orientamento nel cosmo. Il filo tematico percorre in modo continuo la struttura della tavola: tutte le figure sono legate alla progressiva acquisizione di una "immagine coerente del cosmo" (così Kurt Forster), che avviene primariamente grazie alla proiezione di una sua configurazione teorica. L'orientamento è la premessa indispensabile per la conquista del cosmo da parte dell’uomo, e questa avviene grazie all'invenzione di macchine tecnologicamente sempre più avanzate: veicoli (aereo, dirigibile), strumenti e apparecchiature per lo studio e la misurazione (astrolabi, atlanti astronomici moderni, strumentazioni di bordo), mezzi per catturare e trasmettere via etere le immagini (la fotografia, il telegrafo). In questo senso anche il catasterismo tardo-antico (e poi medievale e rinascimentale) viene considerato come una pulsione di riavvicinamento della terra al cielo e, soprattutto, come uno dei tentativi di appropriazione del cosmo tramite la conoscenza.
Un altro tema che unisce fra loro le figure della tavola è la diffusione e veicolazione delle immagini, specie dal punto di vista della riproducibilità tecnica. L'efficacia della stampa come nuovo medium di circolazione del XV secolo, con specifico riferimento a previsioni astronomico-meteorologiche, è sottolineata da Warburg nel saggio su Lutero del 1920:
La stampa illustrata di tipo sensazionale [...] cercava di far effetto per esempio alla dieta di Worms creando il panico del diluvio ad opera di un Seytz. Si sente l’intervento dell’illustrazione silografica come potente nuovo espediente agitatorio per influenzare il pubblico non dotto.
Ancora Warburg sull'uso politico-propagandistico delle profezie astrologiche:
La paura dei prodigi naturali vaticinati in cielo e sulla terra, condivisa da tutt’Europa, fu assunta a servizio della stampa quotidiana: se il pensiero erudito aveva preso il volo già in virtù della stampa a lettere mobili, ora, con l’arte grafica illustrativa, anche l’immagine, il cui linguaggio era per giunta internazionalmente comprensibile, ebbe le sue ali; fra Nord e Sud queste ominose ed eccitanti procellarie saettavano in qua e in là, mentre ogni partito cercava di assicurare questi "slogans figurati" (come si potrebbero chiamare) della sensazione cosmologica al servizio della propria causa.
I 'figli' dei pianeti nel montaggio di tavola C si trovano ancora sulla pagina di un manoscritto, ma presto passeranno a decorare i cicli astrologici dei palazzi cortesi (si pensi agli affreschi di Palazzo Schifanoia a Ferrara, nella tavola 27 dell'Atlante). A partire dalla fine del XV secolo, grazie al perfezionarsi delle tecniche incisorie, anche i soggetti astrologici trovano nel nuovo medium la via per una diffusa e capillare circolazione nell'Europa delle corti: la migrazione delle divinità, già avviata dal processo di catasterizzazione ellenistica, si trasmette, di travestimento in travestimento, nel passaggio fra gli "stili" dal Nord al Sud e viceversa. Con le ali della stampa le incisioni astrologiche, riprodotte in numerose copie e sempre più facilmente accessibili al grande pubblico, sono pronte a diventare anche strumento di orientamento e di indottrinamento 'scientifico'. Le immagini dei demoni antichi cavalcano così di epoca in epoca le diverse tecniche riproduttive.
La tavola C rappresenta dunque, a prima vista, il progresso della tecnica come lotta all'irrazionale e come mezzo tutto umano per fronteggiare la prepotenza della natura. In questo senso è centrale l'immagine dello Zeppelin: nel settembre del 1929 il dirigibile di Eckner aveva compiuto per la seconda volta la traversata atlantica, inverando la credenza positistica della vittoria dell'uomo sulle forze della natura. A quanto emerge dai frammenti dei suoi diari, Warburg era stato impressionato soprattutto dalla manovra compiuta dall'equipaggio per evitare una tempesta segnalata in tempo dai moderni strumenti di bordo; aveva infatti annotato, icasticamente, così :
La colonna di mercurio come arma contro Satana Fobos.
Come segnalato da Ernst Gombrich, in un primo momento Warburg aveva associato l'immagine contemporanea del dirigibile, tratta dai giornali del settembre 1929, alla figura del Pesce sospeso nell'aria dai Practica di Leonhard Reymann, del 1524 (che rappresentava la costellazione sotto cui in quell'anno sarebbe avvenuta una nefasta congiunzione planetaria). Il documento faceva già parte del materiale di ricerca sull'età della Riforma, e nel saggio Divinazione antica pagana in testi ed immagini dell'età di Lutero, l'immagine rappresentava il panico suscitato dalla superstizione astrologica. L'inserzione in tavola C del Pesce astrale avrebbe concretizzato dunque visivamente lo spunto di riflessione offerto dal saggio su Lutero di circa un decennio prima. Il pesce volante nell’illustrazione del XVI secolo era figura profetica di un'incontrollabile calamità naturale: giustapposto ai ritagli dei giornali tedeschi con le baldanzose e trionfanti fotografie di tutt'altro tipo di volo, avrebbe proposto una facile prefigurazione del nuovo aereomobile. In tavola C invece il Pesce astrale è solo lo Zeppelin: non più demone contro cui la scienza vittoriosa impugna le armi, ma macchina progettata per superare la potenza della natura e per evitarne – grazie alla sofisticata strumentazione – gli effetti devastanti.
Nella successione delle due immagini I Figli del pianeta Marte e il disegno delle orbite della Terra e di Marte (secondo Keplero) il montaggio propone un ulteriore complicazione di senso: il demone che la scienza dovrebbe sconfiggere con le sue armi non è semplicemente la potenza naturale, o genericamente la superstizione astrologica: è Marte. La figura del dio accostata alla potenza prometeica della téchne è proprio il demone della guerra e della distruzione che, dal punto di vista della figurazione geometrica dell'orbita, eccede la configurazione di un movimento armonico delle sfere planetarie (e consente a Keplero di formulare la sua rivoluzionaria teoria astronomica).
Così Warburg nella conferenza su Franz Boll del 1925, riferendosi all'immagine che in tavola C compare in alto a sinistra:
Riguardo alla volta celeste si potrebbe affermare che la tragedia prometeica dell’uomo consiste in questo: su di noi non esiste un firmamento stabile […]. Nel Mysterium Cosmographicum di Keplero del 1596 è raffigurato, come immagine emblematica dell’armonia delle sfere, un sistema di corpi solidi regolari inscatolati l’uno nell’altro. Ciascuno di questi corpi in conformità con la dottrina pitagorica presente in Platone rappresenta una sfera […]. Ma proprio riguardo all’orbita di Marte – come Keplero dovette riconoscere – non bastava più il sistema fino allora conosciuto, che poneva il cerchio come unità di moto a base dei moti dei pianeti. Mancava l’introduzione dell’ellisse nella cosmografia matematica.
Nella positivistica fiducia nel progresso della scienza si innesta così una nota di angoscia: se i demoni astrologici avevano configurato in passato un tentativo di rappresentazione scientifica del cosmo, il montaggio del pannello C mostra però che la deriva della téchne sta nel suo utilizzo non a fini di conoscenza ma di distruzione. Nel segno di Marte.
L'apparente positivismo della tavolta C risulta quindi clamorosamente smentito dall'inserzione dei bellicosi Figli del pianeta Marte, che diviene in questo senso l'accesso privilegiato per entrare nell'ottica compositiva della tavola, la chiave prospettica che ne orienta il senso e che ordina la sequenza delle figure: "punto di partenza fisso in direzioni diverse" per dirla con Warburg.
La potenza incandescente e straordinaria della tecnica non rappresenta pertanto un'univoca evoluzione verso il bene e la conoscenza: al centro del dibattito culturale post-bellico – in una temperie, per altro, che Warburg interiorizza e incarna fino al limite dello squilibrio mentale – sta d'altronde proprio il tema della tecnica al servizio della distruzione. Già nella celeberrima conferenza del 1923 sul "Rituale del Serpente" Warburg concludeva il suo excursus sulla relazione tra riti-superstizioni-miti e progresso tecnologico con un attacco alla tecnica come assassina dello spirito:
Il telegrafo e il telefono distruggono il cosmo. Il pensiero mitico e il pensiero simbolico, nel loro sforzo per spiritualizzare il rapporto fra l'uomo e il mondo circostante, creano lo spazio per la preghiera o per il pensiero; il contatto elettrico istantaneo uccide.
Nel discorso proposto dalla tavola C la considerazione della tecnica tuttavia è indubbiamente più complessa e articolata. La chiave prospettica ci viene offerta ancora una volta dall'immagine dei Figli del pianeta Marte. La tecnica, dono prometeico, affronta demoni e potenze oscure e, a volte, vince anche la violenza immanente alla natura. Ma l'attacco per la conquista del cosmo sferrato da parte dell'uomo, armato della sua intelligenza e degli strumenti di cui si dota, è hybris e ha la sua deriva nei monstra tecnologici, mirabilia e tremendi prodigi. La tecnica è un'altra forma di magia, che per sua natura ha a che fare con quelle stesse potenze che illusoriamente crede di debellare. Come nota Warburg "per monstra ad sphaeram": tragicamente la costruzione imaginale di un ordine cosmico si può inventare soltanto grazie all'energia di quelle potenze demoniche; ma quella forza, se implacata, promette comunque derive di distruzione.
Da qui i collegamenti con la tavola precedente (B) e con la seguente (1) interessano temi generali più che singole immagini.
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tavola B | tavola C | tavola 1 |
Tavola C fa infatti parte del gruppo di tavole iniziali siglate con le lettere A B C, un gruppo in certo modo a sé stante, che apre una porta di accesso alle possibili vie di interpretazione dell'Atlante: Tavola A apre un discorso molto preciso sulle migrazioni geografiche e temporali delle divinità antiche – poste in relazione significativa con un altro tracciato genealogico, l’albero folto della gens Tornabuoni; tavola B mostra con le sue figure l’umano desiderio di riflettersi nel cosmo e di riflettere in sé il cosmo; il cosmo è l'universo misurato, rappresentato e conquistato da quella téchne che nella tavola C rivela anche la propria deriva annientatrice.
Il tema centrale della tav. B si può definire quindi ‘l'uomo e il cosmo’: orientamento attraverso l'avvicinamento delle stelle all'uomo, corrispondenze tra macrocosmo e microcosmo, configurazioni astrali nel corpo (melothesia) e monstra del corpo (teratologia). Si tratta dei primi passi della conquista medico-scientifica nella visione del corpo umano proposto come metafora e rappresentazione del corpo cosmico. La presa di distanza dal corpo "mostruoso" marcato dai segni astrologici è la premessa necessaria per tracciare il disegno del corpo "virtuoso" (Leonardo e Dürer); allo stesso modo, il superamento dell'astrologia in Keplero mediante l'applicazione della matematica alle figurazioni demoniche, prelude allo studio scientifico delle orbite astrali.
Con la successiva tavola 1 iniziano, anche cronologicamente, gli excursus in profondità dei tracciati dell'Atlante, già tutti presenti nei pannelli di apertura A, B, C. Il discorso sulle rappresentazioni demoniche in forma astrologica continua con l'immagine di Perseo (nella tavola 1 è riprodotto per intero un pannello della mostra sull'astrologia organizzata alla KBW nel 1925). Ricompare in tavola 1 anche il tema dell'orientamento, considerato sotto il rispetto della lettura/decifrazione: il medium prescelto è la pratica mantica dell'epatoscopia, da Babilonia all’Etruria.
Bibliografia di riferimento
Kurt W. Forster, Introduction to Aby Warburg, [1999] tr. it. di Giulia Bordignon, Aby Warburg cartografo delle passioni, in Kurt W. Forster, Katia Mazzucco, Introduzione ad Aby Warburg e all'Atlante della Memoria, a cura di Monica Centanni, Bruno Mondadori, Milano 2002
Ernst H. Gombrich, Aby Warburg. An Intellectual Biography, [1970] tr. it. di Alessandro Dal Lago e Pier Aldo Rovatti, Aby Warburg. Una biografia intellettuale, Feltrinelli, Milano [1984] 2003
Aby Warburg, Gesammelte Schriften. Die Erneuerung der heidnischen Antike. Kulturwissenschaftliche Beiträge zur Geschichte der europäischen Renaissance, a cura di Gertrud Bing con la collaborazione di F. Rougemont, Teubner, Leipzig-Berlin 1932; nuova edizione a cura di H. Bredekamp, M. Diers, Akademie Verlag, Berlin 1998
Aby Warburg, Tagebuch der Kulturwissenschaftlichen Bibliothek Warburg, a c. di K. Michels, C. Schoell-Glass, Akademie Verlag, Berlin 2001
Aby Warburg - Ernst Cassirer, Il mondo di ieri. Lettere, a cura di Maurizio Ghelardi, Nino Aragno Editore, Torino 2003
Aby Warburg, Bildersammlung zur Geschichte von Sternglaube und Strenkunde, a c. di U. Fleckner, R. Galitz, C. Naber, H. Nöldeke, Dölling und Galitz, Hamburg 1993
Aby Warburg, Mnemosyne. L’Atlante della memoria di Aby Warburg, Santa Maria della Scala, Siena 29 aprile-13 luglio, Galleria degli Uffizi, Firenze 19 dicembre 1998-16 gennaio 1999, Biblioteca Hertziana, Roma 19 gennaio-6 febbraio, Museo Archeologico Nazionale, Napoli 10 febbraio-27 febbraio; ricostruzione dell’Atlante a c. di M. Koos, W. Pichler, W. Rappl, G. Swoboda, materiali a c. di I. Spinelli e R. Venuti, Artemide edizioni, Roma 1998
giugno 2004, nuova edizione