| La rinascita
del paganesimo antico (Erneuerung der heidnischen Antike)
Scheda editoriale
a cura di Katia Mazzucco |
1932 i primi due volumi dell'opera completa: Die
Erneuerung der heidnischen Antike
I saggi di Warburg sono stati raccolti dopo la sua morte (1929) a cura della
sua assistente, Gertrud Bing (Gesammelte Schriften. Die Erneuerung der heidnischen
Antike. Kulturwissenschaftliche Beiträge zur Geschichte der europäischen
Renaissance, con la collaborazione di Fritz Rougemont, Leipzig-Berlin 1932).
Gli scritti sono ordinati tematicamente: antichità e cultura borghese
fiorentina; scambi culturali tra Nord e Sud; antichità e vita contemporanea
nel Rinascimento; antichità italiana in Germania; dei olimpici e demoni
astrali; scritti "occasionali". La raccolta è corredata in
appendice da note con appunti e integrazioni che Warburg aveva apportato ai
testi già pubblicati e, come nel caso del saggio dedicato al ciclo di
affreschi di Schifanoia, da aggiornamenti critici curati dagli editori, Fritz
Saxl e altri studiosi dell'Istituto.
L'opera vede la luce nella Germania dell'ascesa del Nazionalsocialismo e passa
quasi sotto silenzio (ma v. la recensione positiva all'opera pubblicata in Italia
da Mario Praz). Il piano editoriale
elaborato da Fritz Saxl prevedeva, dopo i due volumi dei saggi pubblicati in
vita, la pubblicazione di: Bilderatlas (v. scheda
editoriale su Mnemosyne); conferenze rimaste inedite e saggi minori;
raccolta dei frammenti per una teoria dell'espressione (Grundlegende Bruchstücke
zu einer pragmatischen Ausdruckskunde); lettere, aforismi e note autobiografiche;
catalogo della Biblioteca. A causa del trasferimento dell'Istituto da Amburgo
a Londra, e poi dello scoppio del conflitto mondiale, il piano editoriale si
interrompe. Gli scritti selezionati e raccolti da Bing restano per decenni l'unica
testimonianza edita di scarsa risonanza della ben più ampia
attività scientifica di Aby Warburg. Eco della sua impresa si diffonde,
dopo la guerra, attraverso l'attività del Warburg Institute e le opere
della cosiddetta "scuola warburghiana".
1966 la prima traduzione: La rinascita del paganesimo
antico
La prima traduzione della raccolta dei saggi di Warburg è in lingua italiana
ed esce nel 1966 per opera di Delio Cantimori. Curata da Gertrud Bing, La
rinascita del paganesimo antico (prima edizione in "Il pensiero storico",
tr. it. di Emma Cantimori) pubblica un'ampia selezione della raccolta del 1932,
adottando una presentazione cronologica dei saggi: dallo scritto sui dipinti
mitologici di Botticelli (1893) a quello dedicato alla divinazione nell'epoca
di Lutero (1920). Agli scritti selezionati dalle Gesammelte Schriften
si aggiunge inoltre una versione del testo della conferenza sullo "stile
ideale anticheggiante" (1914), inedito in tedesco.
Il panorama culturale italiano si andava in quegli anni aggiornando, accogliendo
come alternativa al formalismo storico-artistico imperante proprio le novità
metodologiche degli studi legati al Warburg Institute. La selezione dalle Lectures
di Fritz Saxl, uno dei più stretti collaboratori di Warburg, è
tradotta per Laterza nel 1965 (La storia delle immagini); dello stesso
anno è la traduzione Einaudi di Arte e Illusione di Ernst Gombrich,
successore di Bing alla direzione dell'istituto londinese. Nel 1966 La Nuova
Italia pubblica anche il primo volume della Filosofia delle forme simboliche
di Ernst Cassirer.
Sempre nel '66 Carlo Ginzburg pubblica il saggio dedicato al discusso "metodo
warbughiano" (Da A. Warburg a E.H. Gombrich. Note su un problema di
metodo, già in "Studi medievali" serie III, VII, 1966,
pp. 1015-1065, ora in Miti, emblemi, spie, Einaudi, Torino 1992, pp.
29-106): è Ginzburg il primo a notare come la repentinità degli
aggiornamenti tutta relativa, considerate le date originali di composizione
delle opere in Italia sia spesso sinonimo di superficialità.
Ristampata fino al 1998 da La Nuova Italia, l'edizione Bing (-Cantimori) della
Rinascita attualmente non è più disponibile.
1980: le Ausgewählte Schriften
Del 1980 sono le Ausgewählte Schriften und Würdigungen
(Herausgegeben von Dieter Wuttke in Verbindung mit Carl Georg Heise, Verlag
Valentin Koerner, Baden-Baden 1980), un'ulteriore selezione, ordinata cronologicamente.
Non sono compresi nella raccolta, tra gli altri, il saggio del 1895 sui disegni
del Buontalenti e gli "scritti brevi" come quelli dedicati alle imprese
amorose (1905), agli scambi di civiltà tra Nord e Sud (1905), agli arazzi
di Borgogna (1913). Corredano e supportano gli "scritti scelti" anche
importanti contributi critici di: Gertrud Bing, Fritz Saxl, Edgar Wind, Ernst
Gombrich, Leopold Ettlinger, Dieter Wuttke. Di quest'ultimo sono il primo nucleo
di una bibliografia critica su Warburg e una mappatura dei materiali d'archivio
che fino agli inizi degli anni novanta con l'avvio della nuova catalogazione
dei materiali conservati presso il Warburg Institute Archive (ancora in corso)
rappresenta l'unico riferimento sistematico alle carte di lavoro e ai
numerosi inediti warburghiani.
Sull'onda degli studi della Scuola di Francoforte e della ripresa delle tematiche
benjaminiane, in Germania si rinnova l'interesse per l'opera di Aby Warburg,
particolarmente dal versante degli studi filosofici.
1990: gli Essais Florentins
In Francia, dove l'opera di Warburg è già nota soprattutto nella
traduzione italiana, nel 1990 è pubblicata la raccolta dei "saggi
fiorentini" (Essais Florentins, Klincksieck, Paris 1990). Curata
da Eveline Pinto autrice anche dell'introduzione la raccolta mantiene
l'ordine cronologico e la selezione di testi già delle Ausgewählte
Schriften, ma non pubblica il saggio del 1907 sui panni dipinti e comprende
invece il testo sullo stile ideale anticheggiante già nella Rinascita
del paganesimo antico.
1998: il nuovo piano editoriale tedesco
Un'edizione completa diretta da Horst Bredekamp, Michael Diers, Kurt
W. Forster, Nicholas Mann, Salvatore Settis, Martin Warnke dell'opera
di Warburg è ora in corso per i tipi della Akademie Verlag. Del 1998
è la ristampa della Erneuerung der heidnischen Antike del 1932,
curata da Horst Bredekamp e Michael Diers.
Nel 2000 e nel 2001 sono stati pubblicati anche l'Atlante Mnemosyne e
i diari della biblioteca Warburg (Der Bilderatlas MNEMOSYNE, a cura
di Martin Warnke in collaborazione con Claudia Brink, Akademie Verlag, Berlin
2000; Tagebuch der Kulturwissenschaftlichen Bibliothek Warburg, a cura
di Karen Michels, Charlotte Schoell-Glass, Akademie Verlag, Berlin 2001).
1999: dal Getty Research Institute la prima traduzione
inglese
Settant'anni dopo morte di Warburg esce l'edizione americana degli scritti dello
studioso (The Renewal of Pagan Antiquity, a cura di Kurt Forster, tr.
ingl. di David Britt e Kurt Forster, Getty Research Institute for the History
of Art and the Humanities, Los Angeles 1999). Si tratta di una traduzione dell'edizione
curata da Bing nel 1932, ordinata dunque per aree tematiche di ricerca. Condotta
sulla base di un approfondito studio dei materiali d'archivio, la traduzione
è corredata anche dal poderoso apparato di addenda (note e appunti di
Warburg e integrazioni critiche e bibliografiche editoriali).
Il volume è introdotto da un saggio di Kurt Forster che traccia un articolato
profilo biografico e intellettuale di Aby Warburg. Al pubblico anglofono è
restituita assieme alla complessità dell'opera anche quella dell'autore,
figura a lungo misconosciuta e fraintesa o deformata dal ritratto gombrichiano.
La traduzione è presentata a Londra il 26 ottobre 1999 il settantesimo
anniversario della morte di Warburg da sir Ernst H. Gombrich.
2004: una nuova traduzione italiana
L'edizione italiana delle opere complete di Warburg, che segue solo in parte
quella tedesca, è in corso per Nino Aragno Editore (v. la presentazione
dell'impresa Aragno in collaborazione con il Warburg Institute di Londra).
Nel 2002 è pubblicata la traduzione dell'edizione Akademie Verlag del
Bilderatlas (Mnemosyne. L’Atlante della immagini, a cura
di Maurizio Ghelardi, Nino Aragno Editore, Torino 2002); dell'anno successivo
è il carteggio Warburg-Cassirer (Il mondo di ieri. Lettere,
a cura di Maurizio Ghelardi).
Nel 2004 esce il primo volume dei saggi La rinascita del paganesimo antico
e altri scritti (1889-1914), a cura di Maurizio Ghelardi, che comprende
una nuova traduzione degli scritti raccolti nel 1932 più alcuni inediti,
ed esclude i resoconti di conferenze e i testi già destinati ad altri
volumi dal piano editoriale italiano. Il secondo volume comprenderà gli
scritti del decennio 1919-1929.
La traduzione restituisce nuova eloquenza ai saggi della Rinascita, integrando
gli scritti compresi quelli in origine pubblicati in italiano
sulla base dei testi originali e di altri documenti d'archivio. Il celebre saggio
sui dipinti mitologici di Botticelli è dunque corredato dalle cosiddette
"quattro tesi" e il testo della conferenza del 1914 sullo stile ideale
anticheggiante si presenta, rispetto all'edizione italiana del 1966, in una
forma ampiamente rivista che comprende anche le originali appendici.
Alle opere pubblicate in vita si aggiungono inoltre "altri scritti":
una relazione delle attività della Kulturwissenschaftliche Bibliothek
Warburg in apertura del volume; seguono testi e frammenti di varia origine e
natura (gli appunti sulla Cappella Brancacci, su Ghiberti e Lessing, le lettere
di Warburg e Jolles sul tema della Ninfa e una lettera sulla storiografia artistica
indirizzata a Goldschmidt). Questi scritti in alcuni casi note frammentarie
dense di significato espresso quasi aforisticamente sono pubblicati in
ordine cronologico assieme ai saggi compiuti, redatti invece nella forma complessa
e rigorosa che caratterizza lo stile della scrittura scientifica di Aby Warburg.
febbraio 2005