NOTA 2

Esistono molteplici versioni dell'Atlante e, in particolare, nel registro dell'Archivio Warburg sono catalogate cinque diverse sequenze di fotografie delle tavole, ognuna delle quali incompleta e costituita al suo interno da ulteriori diverse combinazioni e temporanee variazioni. Warburg infatti utilizzava la sua immensa collezione di immagini per realizzare un certo numero di pannelli secondo un'idea portante e, una volta soddisfatto del loro contenuto, li fotografava, ma successivamente li smontava per fare una nuova e ulteriore composizione che soddisfacesse un altro scopo e che, pur utilizzando a volte le stesse immagini, mirasse alla visualizzazione di un'idea differente. Il registro dell'Archivio e dell'Istituto Warburg, aggiornato al novembre 2000, presenta otto paragrafi riguardanti Mnemosyne e ognuno indica la natura dettagliata del materiale catalogato e la sezione in cui esso è stato collocato:

102. Mnemosyne I. Notes, 1927-1929. (appunti scritti da Warburg mentre lavorava a questo suo progetto)

103. Mnemosyne II. 1929. (diverse stesure che Warburg fece dell'introduzione all'Atlante)

104. Mnemosyne III. Critical Comment. (commenti di Saxl e Bing all'Atlante)

105. Mnemosyne IV. 1928-1929. (prima versione dell'Atlante con relative note dell'autore)

106. Mnemosyne V. 1929. (seconda versione composta da 59 tavole contrassegnate da numeri e lettere)

107. Mnemosyne VI. 1929. ‘Penultimate Version’. (terza versione composta da 68 pannelli e varie note di commento)

107. Mnemosyne VI. 1929. ‘Penultimate Version’. (quarta versione composta da 128 tavole, numerate da uno 1 a 65, con tre tavole non numerate e la maggior parte in duplice copia)

108. Mnemosyne VII. 1929-1930. (quinta versione composta da 92 pannelli).

Attraverso queste otto sezioni in cui il materiale si divide, si dirama una complessissima rete di varianti e di modifiche alle cinque principali versioni di Mnemosyne e inoltre ogni versione registrata comprende una notevole quantità di note e appunti, scritti a commento del progetto e delle sue successive fasi di realizzazione non solo da Warburg, ma anche da chi collaborò al lavoro o lo studiò una volta portato a termine, come Saxl, Bing e Gombrich.

L'unica versione dell'Atlante finora pubblicata, vale a dire l''ultima versione' ufficialmente riconosciuta dall'Istituto Warburg, comprensiva di 63 tavole, è datata 1929 ed è catalogata all'interno dell'Archivio Warburg con la dicitura 108.8.1 Mnemosyne VII. 1929-1930. Esistono due pubblicazioni italiane di questa versione: la prima, datata 1998, consiste nel catalogo di una mostra itinerante curata da Italo Spinelli, direttore dell'Associazione Culturale Mnemosyne di Roma, e da Roberto Venuti, professore dell'Università di Siena, che resero possibile per la prima volta in Italia l'esposizione al pubblico dei pannelli dell'Atlante; la seconda è l'edizione italiana, curata da Maurizio Ghelardi e pubblicata da Aragno Editore nel 2002, dell'Atlante edito in Germania, a cura di Martin Warnke e Claudia Brink per la Akademie Verlag nel 2000.