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Gennaio
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Giovanna Pasini
1542 circa: fonti concordi
sulla reinvenzione dello specchio di vetro.
Dalla scoperta tecnica ai
riflessi in un'impresa di Pittoni e in un quadro di Tintoretto |
Gli specchi di
cristallo raggiunsero, a Venezia, il massimo grado di perfezione
tecnica quando, [
] si pensò di eliminare le inevitabili
irregolarità di superficie [
] con un trattamento di
levigatura analogo a quello adottato per la finitura degli specchi
di metallo. Lidea venne proprio ad un fabbricatore di spechi
dazal (così venivano detti a Venezia gli specchi
metallici), il veneziano Vincenzo Redor, intorno al 1540. La mariegola
[statuto] dei merciai, dei quai facevano parte allora gli specchiai,
lo chiama primo inventor et fondator di spechi cristalini
in questa nobilissima Città di Venetia (ASV, Mariegola
dei Marceri, Sala Diplomatica).
Paolo Zecchin, Gli specchi Veneziani, Rivista della stazione
sperimentale del vetro, n. 6, 1993.
Che a quelli dellArte
degli Specchieri de Cristallo di questa città sia concesso
che possino levar Scuola , la qual Scuola debba esser eretta con
tutte le altre condition et obligationi delle Scuole piccole de
questa Città, come ad altre Arti simili è stato
concesso . BMC,
Mariegola degli Specchieri (Ms. IV, 35; cod. Cicogna), 18
agosto 1569.
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Perché
ferisca co suoi raggi il Sole
Specchio dacciaio, o di cristallo eletto,
In parte alcuna danneggiar nol suole,
Anzi quel ne riman purgato e netto.
Tal, chin chiara virtù specchiar si suole;
Purga ogni macchia, et ogni suo difetto:
E col lume, che trae da raggi sui
Fa di se stesso paragone altrui
Ludovico.Dolce, in
Battista Pittoni, Imprese di diversi principi,Duchi, Signori
e d'altri personaggi et huomini letterati et illustri, Venezia
1567, tav. XXXV, impresa Del Magnifico M. Bernardo Nani.
"Tutte le linee di fuga si
riuniscono a fascio in un unico punto (al di fuori del margine
del dipinto) [...]. Uno degli assi visivi virtuali passa attraverso
lo specchietto di Venere, così come questo si riflette
nella rondaccia, e termina nell'utensile da toletta posto in primo
piano sul modello, passando così dal piano dell'oggetto
fittizio a quello dell'oggetto reale [...] [è] il raggio
di luce rivelatore di Apollo".
Erasmus Weddigen, Nuovi percorsi
di avvicinamento a Jacopo Tintoretto. Venere, Vulcano e Marte:
l'inquisizione dell'informatica, in atti del convegno internazionale
di Studi (Venezia,24-25 novembre 1994) Jacopo Tintoretto. |
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