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Giugno
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Lorenzo Bonoldi
Odino sul monte Ida
in veste di Mercurio
Persistenza
di un modello iconografico celtico, mutuato dalla tradizione
classica, nella produzione pittorica fiamminga della prima metà
del XVI secolo.
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Est locus in mediis nemorosae
vallibus Idae / [...] / hinc ego Dardaniae muros excelsaque tecta
/ et freta prospiciens arbore nixus eram; / ecce, pedum pulsu visa
est mihi terra moveri: / [...] / constitit ante oculos actus velocibus
alis / Atlantis magni Pleionesque nepos / [...] / inque dei digitis
aurea virga fuit. / Tresque simul divae, Venus et cum Pallade Iuno,
/ graminibus teneros inposuere pedes. / Obstupui, gelidusque comas
erexerat horror, / cum mihi 'pone metum!' nuntius ales ait: / 'arbiter
es formae; certamina siste dearum, / vincere quae forma digna sit
una duas.'
Ovidio, HeroidesXVI,vv. 53-70
C'è un luogo tra le
valli del boscoso Monte Ida. [...] Da là, guardando le
mura e le alte case della città di Dardano e il mare, io
[Paride] stavo, appoggiato ad un albero: ma ecco che mi parve
che la terra tremasse, sotto il peso di passi. [...] Comparve
davanti ai miei occhi, condotto da ali veloci, il nipote del grande
Atlante e Pleione [Mercurio] [...] e fra le dita del dio
c'era il caduceo d'oro. Insieme, tre dee, Venere e Giunone e Pallade,
sull'erba posarono i loro piedi delicati. Rimasi attonito e un
brivido freddo mi fece rizzare i capelli: allora il messaggero
alato mi disse: «Non avere paura! Tu sei il giudice della
bellezza: poni fine alla contesa delle dee e scegli quale sia
degna di vincere le altre due in bellezza ».
Traduzione di m.c.
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Deum maxime Mercurium colunt. Huius sunt plurima simulacra, hunc
omnium inventorem artium ferunt.
Hunc viarum atque itinerum
ducem, hunc ad quaestus pecuniae mercaturasque habere vim maximam
arbitrantur.
Cesare, De bellogallico, VI, 17
I Galli venerano soprattutto
il dio Mercurio. Di questo dio si trovano moltissime raffigurazioni:
dicono che sia l'inventore delle arti, la guida delle vie e dei
viaggi; credono che abbia grandissimo potere sui guadagni e sui
commerci.
Traduzione di m.c.
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L'attitudine di Odino ai viaggipuò
essere messa in relazione con il carattere "commerciale" deldio,
che pare suggerito dall'equazione Odino=Mercurius
secondol'interpretatio romana. Di
Odino si sa in particolare che possiede due corvi,
Huggin "pensiero" e Muninn "memoria":
essi di giorno volano per il mondo e alla sera gli riportano le
notizie di tutto ciò che hanno visto e udito.
Gianna Chiesa Isnardi, I
Miti Nordici, 1991.
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