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Maggio

Redazione di engramma

Traduzione del gesto dell’orante
Infedeltà filologica e intelligenza del significato nella riconversione
ecfrastica di Botticelli dalla
Calunnia di Apelle descritta da Luciano



"Apelle si vendicò della calunnia [che aveva subito] con questo quadro. Sulla destra siede un uomo con orecchie molto grandi, poco diverse da quelle di Mida: protende la mano verso Calunnia che sta ancora incedendo. Vicino, in piedi, stanno due donne: Ignoranza — credo — e Diffidenza. Dall’altra parte sta avanzando la Calunnia, una figura di donna bella in modo straordinario, accalorata e tutta agitata, come contrassegnata dal furore e dall’ira; nella mano sinistra ha una fiaccola accesa, con l’altra mano trascina per i capelli un giovane che alza le mani al cielo e chiama a testimoni gli dei [...]"
Luciano, De calumnia 4-5, (tr. m.c.).



"Lodasi leggendo quella dischretione della Calumnia, quale Luciano raconta dipinta da Apelle; parmi cosa non aliena dal nostro proposito qui narrarla per admonire i pittori in che cosa, circa alla inventione, loro convenga essere vigilanti. [ … ] consiglio ciascuno pittore molto si faccia familiare ad i poeti, rethorici et ad li altri simili dotti di lettera, sia che costoro doneranno nuove inventione o certo ajuteranno ad bello componere sua storia, per quali certo adquisteranno in sua pictura molte lode et nome".
Leon Battista Alberti, Della Pittura III, [1476] ed. Mallé 1950, pp.104-105; Grayson [1973] 1980, pp.53-54.


"La naturale supposizione che proprio Poliziano, il dotto amico di Lorenzo de’ Medici […] abbia fornito a Botticelli il concetto, diventa certezza per il fatto che il pittore si allontana <dal testo> negli stessi particolari in cui se ne allontana il poeta [ … ]. Botticelli <fa> i conti con le idee che degli antichi aveva la sua epoca, [ … ] quasi si trattasse di una potenza che esigeva o resistenza o soggezione".
Aby Warburg,
La ‘Nascita di Venere’ e la ‘Primavera’ di Botticelli. Ricerche
sull’immagine dell’antichità nel primo rinascimento italiano
[1893], in
La rinascita del paganesimo antico, [1893] Firenze 1966, pp. 5 e 58.