| Francesca Martinuzzi Iconoclastia e potere delle immagini: Dirck Volkertszoon Coornhert, incisore olandese Nel Prentenkabinet del Rijksmuseum di Amsterdam si conserva una serie di stampe dal titolo De ontaarding van de katholieke geestelijkheid oftewel de achtergronden van de opstand en de Beeldenstorm (La degenerazione del clero cattolico ovvero le origini della rivolta e della furia iconoclasta); esemplare integro risalente al 1604. Le incisioni, realizzate tra il 1572 e il 1576 dallumanista olandese Dirck Volkertszoon Coornhert su disegni di Adriaan De Weert, appartengono alledizione tarda di Hendrik Hondius. Le dodici tavole interpretano le vicende politiche e religiose che interessarono i Paesi Bassi nella seconda metà del XVI secolo, soprattutto lo scontro crudo e violento tra la chiesa cattolica e le nuove sette e chiese riformate. Per quanto la prima tavola della serie indichi come autore dei disegni il pittore olandese Adriaan De Weert (A de weert Invent), una quantità di indizi ha portato la critica a ritenere, con fondate ragioni, che lideatore del soggetto sia stato Dirck Volkertszoon Coornhert (DVC f(ecit)), umanista originario di Amsterdam, noto agli studiosi olandesi soprattutto per la sua attività politica e per la copiosa produzione letteraria. Coornhert fu autore di numerosi scritti polemici, tra i quali il poderoso Van de Predestinatie, Verkiezinge en Verwerpinghe Godes ontwarringe (Chiarimento sulla predestinazione, sulle scelte e sui rifiuti di Dio) dove sono raccolte le sue confutazioni delle teorie di Calvino. Ma scrisse anche versi in neerlandese e varie traduzioni: pubblicò la versione del De Officiis di Cicerone, del De Beneficiis di Seneca, di buona parte dellOdissea, del De consolatione Philosophiae di Boezio; tradusse anche, dal francese, cinquanta novelle del Decameron di Boccaccio. Zedekunst, dat is Wellevenskunste (Arte morale, o arte del bene vivere) è la sua opera principale, uno scritto etico uscito nel 1585. Nella produzione di Coornhert si trovano anche dieci commedie allegoriche di argomento moralizzante: una di queste, la Comedie van Israel, presenta diversi e significativi punti di contatto con la serie di tavole qui presa in esame. Nella Comedie vediamo il protagonista Israel (indicato nella lista dei personaggi come t Volck, il popolo) perdersi nel labirinto del peccato. Appaiono in scena la menzogna, il buon consiglio, il signore della ricchezza e del lusso, i cattivi consiglieri del re che governano in sua vece; compaiono oggetti dai poteri quasi magici come gli occhiali, episodi di idolatria e iconoclastia, richiami alla debolezza della carne e alla pratica alchemica tutti elementi riscontrabili con esattezza anche nelle tavole. Datata 1575, e probabilmente mai andata in scena, la Comedie van Israel non è necessariamente la fonte delle immagini, ma testimonia quanto meno una consonanza nei processi tra creazione iconografica e letteraria. La trama della Comedie infatti è più articolata rispetto al messaggio delle tavole, i personaggi sono più numerosi, e meno complessi, in quanto figure univocamente allegoriche, costruite in una sintassi moralizzante che ha chiara e immediata funzione didattica. La serie di dodici tavole si svolge in maniera abbastanza lineare, nel rappresentare alcune delle allegorie presenti nel testo scenico, ma lapparenza nasconde una trama densa di rimandi iconografici, letterari e culturali. Coornhert aveva cominciato a praticare larte del bulino spinto da necessità economiche; e tutte le circa trecento incisioni da lui realizzate si basano su disegni altrui; tutto ciò sembra aver convinto gli studiosi che la produzione di immagini sia sempre stata un ripiego, unattività secondaria, basti pensare che le uniche ricerche specifiche su Coornhert incisore risalgono soltanto a quindici anni fa. Tuttavia, numerosi indizi ci inducono ad approfondire lanalisi delle incisioni, che sembrano rivelare una complessità degna di maggiori attenzioni. Come è già stato osservato da altri, le numerose corrispondenze e somiglianze tra stampe prodotte in periodi lontani, e realizzate in collaborazione con artisti diversi, suggeriscono che il ruolo di Coornhert non fosse soltanto riprodurre in segni e immagini idee altrui; nel caso della collaborazione con De Weert, già Van Mander nel 1604 parlava di incisioni realizzate "secondo Coornhert". Lideazione di forme e allegorie rispecchia infatti pienamente la sua cultura, propria di un umanista capace di filtrare in sé gli stimoli esterni e di offrire poi, distillato, il suo punto di vista sul mondo. Sulla scena di questa Comedie per immagini compaiono diversi personaggi allegorici. Il Lupo in veste dagnello Unaltra figura attorno alla quale si raccoglie un nucleo forte di significato, è certamente Seductio LErcole gallico avrà unampia fortuna anche come figura mitico-simbolica rappresentativa dellidentità nazionale: in questo senso sarà adottato dalla casa reale francese e dalla nascente nazione dOlanda. Si suppone a ragione che Coornhert non potesse essere insensibile a questa valenza: anni dopo, in unincisione di Goltzius (brillante allievo di Coornhert) comparirà un Ercole possente Nellinterpretazione di Coornhert altri fattori intervengono ad arricchire e complicare ulteriormente lallegoria della Seduzione. Oggetti simbolici come le maschere, gli occhiali e gli scacciapensieri Abbiamo visto come Coornhert tratti una figura di origine biblica, come ne trasformi e rielabori unaltra di ascendenza classica e rinascimentale; ora osserveremo come, nelle stampe, trovino posto anche personaggi storici. Seduzione, menzogna, ignoranza, pace apparente costituiscono un circolo senza via di uscita, che confonde la vista e toglie ogni prospettiva alluomo. "Quaenam beata sors si chiedeva Boezio esse potest ignorantiae caecitate?". Unoscurità, una notte profonda simile a quella che nellApocalisse sorge dal baratro spalancato sugli abissi, dal quale "salì un fumo come il fumo di una grande fornace; il sole e laria si offuscarono per il fumo della voragine" (Ap. 9,2). A spezzare la cecità e a sollevare i veli dellignoranza Cristianesimo, classicità, storia: non sono ancora esauriti i mondi a cui Coornhert allude, mostrandoci lapparenza dei suoi personaggi. Ancor più che in Seductio o in Abusus, leco della tradizione grottesca dei paesi del Nord si ritrova nella figura che chiude la serie, la Seditio Landrogino e lermafrodito sono entrambi simboli di unione e di avvicinamento: la Seditio immaginata da Coornhert invece rappresenta il dissenso, la divisione, la rivolta. Lincisore utilizza dunque un simbolo convenzionalmente semantizzato per significare il suo esatto contrario. Ciò che qui vediamo dividersi è il corpo della chiesa cattolica nel senso di universale così come fu immaginata da Erasmo: "Ecclesia catholica [ ] non solum est una civitas, verum etiam unum corpus". Coornhert è realmente preoccupato dalla divisione della cristianità, di quella chiesa invisibile e spirituale unita dalla fede, oltre i ritualismi. Ancora una volta riconosciamo leco erasmiana: "Nihil est seditione perniciosius. Haeretici ac Schismatici semper conati sunt Ecclesiam discindere: [ ] qui moniti nolunt ab impiis sectis ac seditionibus conatibus respicere, hos fine monet Gehennae incendium. Nec omnino falsum est, quod dicunt quidam, invisibile esse Ecclesiam Solus enim Deus introspicit corda hominum, ac vere novit, qui sint ipsius". Dal vacillare dellottimismo intellettuale di Coornhert nasce questimmagine. Lumanesimo rinascimentale, di stampo platonico, ha creduto nellesistenza di un essere originario, composto dei corpi di un uomo e di una donna che, separati, continuano a cercarsi e chiamano questa ricerca amore. Ma Seditio ha perso ogni memoria di tutto ciò. Le due metà del corpo che si va sdoppiando, se mai continueranno a cercarsi, lo faranno con le intenzioni peggiori, animate da ribellione e vendetta. Sullo sfondo della tavola 12, si assiste alla rappresentazione storica di questo tracollo. La corruzione ha fatto il suo ingresso trionfale nella chiesa cattolica, coincisa fino allora con la cristianità intera, contaminata dai vizi, lunità si è spezzata e ora assistiamo e le conseguenze sono illustrate: il clero è cacciato dalle chiese e dai conventi Queste tavole, che Coornhert realizza alcuni anni dopo il Beeldenstorm, sono il ricordo di quegli episodi e allo stesso tempo la loro rielaborazione simbolica. Secondo Coornhert, la rivolta olandese poteva essere portata a buon termine solo da un popolo unito dalla concordia e guidato dallideale della tolleranza. Egli si sentiva in dovere di intervenire ovunque fossero minacciate la libertà religiosa e di pensiero, e lo fece in molti casi, anche con diversi suoi scritti: Aengheheven dwang in der conscientiën binnen Hollandt (La coercizione delle coscienze in Olanda, 1579), Synodus of van der conscientiën vryheyt (Sinodo, ovvero della libertà di coscienza, 1582), Wortel der Nederlantsche oorloghen (Radici delle guerre nei Paesi Bassi, 1590), Proces van t ketter-dooden (Processo alluccisione degli eretici, 1590), Verantwoordinghe van t proces (Responsabilità del processo, 1590). Dopo aver messo a rischio la propria incolumità nascondendo opere darte in casa, in esilio Coornhert si guadagna da vivere producendone di nuove. Ricercato da cattolici e riformati per le sue idee scomode e difficilmente inquadrabili, esce di scena: esule e ridotto al silenzio, sceglie di utilizzare un linguaggio difficile per un messaggio altrettanto difficile. è indicativo che, privato di altri mezzi di espressione, egli utilizzi proprio le immagini stampate per affrontare la questione della validità del linguaggio figurativo. Coornhert non compare esplicitamente come autore ma si riserva il compito di scriverne le didascalie (versi trilingui in latino, francese e neerlandese). Ironiche più che aggressive, non costituiscono il testo dorigine dei disegni, ma unaggiunta, un commento garbato al racconto iconico. Immagini e parole scorrono in parallelo, fornendoci dettagli diversi; ma, mentre le prime sono di per sé complete e ricche di significati letterali e simbolici, i versi risultano quasi insensati se letti autonomamente. Già nelle commedie, Coornhert stesso aveva programmaticamente sostenuto di voler scrivere in forma di dipinto, descrivendo i suoi personaggi in maniera tanto accurata e minuziosa da farceli vedere. Quando poi, con il bulino, parla per immagini, intesse il racconto di significati tratti dalla vita, dalla storia, dalla temperie culturale dellepoca. Unultima considerazione riguarda luso delle parole e delle immagini. Mentre con i suoi scritti Coornhert grida e affronta direttamente in maniera violenta gli avversari (è famosa la sua disputa con Calvino, che allaccusa di cieco dogmatismo risponde con una serie di insulti "ce brouillon, ce porceau, ceste beste sauvage, ce chien mastin"), le sue immagini parlano unaltra lingua. Coornhert in esse sceglie, apparentemente, la discrezione, ma è una discrezione attiva, umanistica, di impronta erasmiana. Ridotto al silenzio, si oppone al clamore, non compare mai ma interviene comunicando per allusioni, e lasciandosi trasportare dal suo gioco, si potrebbe anche scoprire che neppure questa volta lumanista ha voluto, o saputo, rimanere dietro le quinte. E forse nelluomo con il corno che volge le spalle alla follia Bibliografia 1499 Francesco Colonna, Hypnerotomachia Polyphili ubi humana omnia non nisi somnium esse docet. Atque obiter plurima scitu sane quam digna commemorat, Venetiis, Aldi Manutii (rist. anast. a cura di Marco Ariani, Mino Gabriele, Milano 1998) 1542 Andreae Alciati Emblematum libellus, Parisiis, Apud Christianum Wechelum (rist. anast. Darmstadt 1967) 1550 Andreae Alciati Emblemata denuo ab ipso Autore recognita, hac, quae desiderabantur, imaginibus locupletata, accesserunt nova aliquot ab Autore Emblemata suis quoque eiconibus insignita, Lugdunum, apud Mathiam Bonhomme (rist. anast. 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