| Lorenzo Bonoldi
Euro: il rovescio della medaglia.
Osservando il fenomeno Euro dal punto di vista della storia delle immagini si scoprono non pochi elementi interessanti legati allintroduzione della nuova moneta europea. Un primo spunto significativo riguarda la differenza di trattamento riservato alle banconote rispetto alle monete: all'uniformità della banconota (comune a tutti i paesi) sembra corrispondere l'intenzione di affievolire progressivamente le differenze e le individualità nazionali. Nelle banconote è infatti rappresentata un'Europa senza confini, un'Europa tuttavia politica e non geografica, come dimostrato dall'inserzione delle colonie francesi doltremare (intervento che ha creato non pochi problemi nella realizzazione di un prototipo 'corretto'). Il tema dellapertura e dellunione è poi ribadito dalla scelta delle raffigurazioni presenti sulle euro-banconote: ponti e finestre nei diversi stili architettonici della storia dellarte europea (classico, romanico, gotico, rinascimentale, barocco, del ferro e del vetro e contemporaneo). Si tratta di modelli astratti, non di raffigurazioni di monumenti reali. Ciò è dovuto al fatto che, essendo i Paesi dellunione quindici e i pezzi delle euro-banconote solo sette, inevitabilmente qualche nazione sarebbe stata tagliata fuori da questo repertorio iconografico. Si è così optato per immagini neutre in cui tutti gli stati potessero in qualche modo riconoscersi. A far da controcanto al ruolo "unificatore" della banconota è stata chiamata la moneta, cui è stato affidato il compito di rappresentare le diverse identità nazionali. Come noto, le euro-monete presentano due facce, una nazionale e una comune. Sulla faccia comune delleuro è raffigurata una carta dell'Europa, su cui, a differenza di quanto avviene per le banconote, sono segnati i confini di ogni Paese. Sullaltro lato, quello nazionale, quindici diversi simboli diversificano ed identificano le singole sovranità statali. Da sempre il potere statale si autorappresenta nel veicolo efficace della moneta e, apponendovi a sigillo unimmagine significativa e riconoscibile, ne garantisce il valore. Lesistenza di una faccia nazionale sulle euro-monete ha comportato per ogni Paese la necessità di scegliere delle immagini simboliche, significative e riconoscibili a cui affidare questo importante compito. Nella seguente tabella sono riportate le descrizioni delle quindici facce nazionali della moneta da un euro.
Analizzando le diverse immagini presenti sulle facce nazionali delleuro è possibile suddividerle in tre categorie differenti: figure metonimiche, figure simboliche e ritratti di monarchi in profilo. Il primo gruppo è costituito da quelle raffigurazioni che vengono ritenute, secondo il comune sentire nazionale e internazionale, rappresentative dell'identità del Paese. In questo gruppo, ad esempio, rientra lintera serie italiana, che raffigura particolari di opere darte e monumenti (questa volta reali e non ideali come quelli delle banconote). Si tratta di immagini metonimiche, rappresentazioni di dettagli di figure, immagini di immagini che, pur non essendo simboli, restituiscono per figure lidea dellidentità nazionale. In tal senso è da sottolineare che la Venere di Sandro Botticelli raffigurata sui 50 eurocent italiani non è la rappresentazione di una divinità pagana simile alla Venus Victrix delle monete di Giulio Cesare. Si tratta invece di una sorta di "cartolina numismatica" raffigurante il particolare di una delle più celebri e inflazionate opere dellarte italiana, a cui la celebrità della forma (non la natura divina del soggetto) ha conferito il privilegio di apparire sulla moneta sonante. Sempre nella serie italiana è da segnalare un fatto curioso legato alla raffigurazione del volto di Dante, coniato sulla moneta da 2 euro. Sebbene il poeta sia considerato il padre della letteratura italiana e abbia un senso vederlo raffigurato sulla moneta circolante di più alto valore, il suo ritratto riprodotto sul tondello è un particolare tratto dalle Stanze Vaticane affrescate da Raffaello, stanze che, come è noto, non si trovano in territorio italiano, ma allinterno della Città del Vaticano, stato autonomo che possiede una versione propria delleuro, e che potrebbe avocare a sé la "proprietà" dellimmagine (cosa che, ad esempio, la Francia farebbe subito se il governo Italiano scegliesse di coniare sulle sue monete il viso della Gioconda di Leonardo). Anche gli euro austriaci, con il ritratto di Wolfgang Amadeus Mozart, rientrano in questa categoria. Attraverso limmagine del famoso compositore austriaco si è voluto celebrare la grande tradizione della nazione in campo musicale. Tuttavia luso inflazionato della figura una delle immagini più diffuse in tutta lAustria ha dato vita ad un fatto curioso. Infatti, se generalmente sono le monete vere e proprie a influenzare la forma di dolciumi, nel caso delleuro austriaco sembra essere accaduto il contrario: in virtù della fortuna iconografica del ritratto del celeberrimo musicista, la moneta presenta forti somiglianze con i noti cioccolatini chiamati Mozartkugeln. Il secondo gruppo di immagini comprende quei simboli che identificano lidentità nazionale grazie alla loro auctoritas storica (laquila degli euro tedeschi, la civetta di quelli greci, larpa di quelli irlandesi) o un valore allegorico ricostruito ex novo (come lalbero delleuro francese, creato appositamente per la nuova moneta ma affiancato dal motto tradizionale "LIBERTÉ ÉGALITÉ FRATERNITÉ"). Fra le immagini appartenenti a questa categoria merita unattenzione particolare quella della Marianna di Francia, coniata sulle monete da 1, 2 e 5 centesimi. Innanzitutto va ricordato che Marianna non è la personificazione della repubblica francese, ma un suo simbolo. Per questo motivo è stato possibile attribuirle sembianze e volti di donne reali, generalmente le più belle di Francia, fra cui Brigitte Bardot, Catherine Deneuve e Mirelle Matthieu. Nel 2000 il Collegio dei Sindaci di Francia ha eletto Laetitia Casta "Marianna del terzo millennio". La top model ha così posato come modello per la realizzazione di un busto distribuito poi in tutti i municipi del Paese. Ora i tratti del suo viso garantiscono in tutta Europa il valore degli eurocent coniati in Francia. La terza e ultima categoria di immagini monetali raggruppa le teste coronate dei monarchi europei, presenti sugli euro emessi da Belgio, Lussemburgo, Olanda, Spagna, Principato di Monaco e Città del Vaticano. Queste teste si distinguono dalle altre presenti sulle euro-monete per due principali motivi: in primis rappresentano personaggi viventi (verosimilmente quindi, gli euro "monarchici", essendo legati ai ritmi biologici delle successioni dinastiche, cambieranno raffigurazione più rapidamente rispetto a quelli "repubblicani"). In secondo luogo, a differenza delle altre teste, i ritratti dei monarchi europei sono, conformemente alla tradizione, ritratti in profilo, con lunica eccezione di Re Juan Carlos di Spagna, raffigurato in tre quarti. La presenza del profilo del regnante sulle monete è una delle poche tradizioni che, senza intervalli di oblio (a partire dall'influenza della monetazione di Alessandro su quella dei principes romani), collega direttamente il mondo contemporaneo a quello antico. La moneta, infatti, intesa come fenomeno statale, nasce in stretta correlazione con il potere monarchico del Princeps. È il re a garantire il valore della moneta, e lo fa apponendovi il proprio sigillo, emblema o simbolo. Non molto più tardi a questo simbolo (generalmente una protome taurina o leonina) si sostituisce un profilo, che può essere quello della divinità protettrice dello stato (in contesti democratici) In un secondo momento limmagine del monarca, che in origine serviva alla moneta per garantire il suo valore, passa a servirsi essa stessa della moneta come veicolo di diffusione. Il gesto rituale della sparsio, il lancio sul popolo di monete con leffigie del sovrano in determinate occasioni (intronizzazioni, matrimoni, trionfi e altro), che simbolicamente corrisponde allesposizione e alla distribuzione del suo "corpo mistico", trova nella circolazione monetaria la propria amplificazione: i profili degli imperatori romani arrivarono dove essi stessi non misero mai piede e le popolazioni della lontana Britannia conoscevano il volto della massima autorità dellimpero, pur non avendolo mai visto direttamente. La valenza simbolico-ritrattistica affidata all'effigie del sovrano coniata sulle monete trova successivamente unimportante eco e una forte conferma nella medaglistica rinascimentale, per la quale la medaglia è raffigurazione ufficiale del signore e dono ufficiale da distribuire alle altre corti. Laddove poi si sia verificata le caduta del regime monarchico e la conseguente istituzione della repubblica, ai profili dei monarchi si sono sostituiti quelli delle personificazioni degli stati, che, in genere, mutuano la loro iconografia da quella della turrita dea Tyche. In questo modo profili di divinità e personificazioni, di re e pontefici, di capi di stato e generali, hanno attraversato per secoli le strade d'Europa, veicolati dalle monete su cui erano coniati. Lintroduzione dellEuro ha costituito per questo variegato panorama iconografico una sorta di "periodo del Terrore al contrario". Sono infatti cadute, non sotto i colpi della ghigliottina, ma sotto quelli dei conii delle zecche, le teste delle divinità pagane, delle personificazioni e delle allegorie delle vecchie monete nazionali, mentre sono rimaste salde quelle cinte da corone. Queste ultime, inoltre, dal momento che le euro-monete possono circolare liberamente in tutti gli stati indipendentemente dalla zecca che le ha battute, hanno visto aumentata la loro auctoritas: un turista italiano in visita a Berlino può pagare una birra con monete recanti il ritratto del re di Spagna. Allo stesso modo il profilo di Beatrice dOlanda garantisce il valore delle monete che stanno nelle tasche portoghesi come di quelle conservate nei borselli greci. Lantico rito della sparsio trova così nuova vita nella moneta unica: i profili dei sovrani, garantendo il valore della moneta su cui sono coniati, giungono ad avere potere anche al di fuori dei confini geografici dei loro regni. Potenziamento o neutralizzazione della loro auctoritas? Dal punto di vista della storia delle immagini, fra gli euro coronati quelli più interessanti sono quelli emessi della Città del Vaticano e del Principato di Monaco. L'euro del Principato di Monaco è l'unico a presentare i profili accollati di due personaggi, il principe Ranieri e lerede Alberto. Il modello iconografico di questa composizione è desunto dalla numismatica e dalla glittica antica e venne utilizzato spesso anche nella medaglistica rinascimentale. Generalmente, però questo modello è adottato per marito e moglie o per madre reggente e figlio minorenne. Il suo utilizzo per due uomini è attestato solo in rare ed eccezionali occasioni (si pensi ad esempio alla moneta con i profili accollati dellimperatore Costantino e di Alessandro il Grande). La scelta di Ranieri di apparire insieme al figlio Alberto nella coppia antinomica "senex et puer" pare essere legata alla legge Salica, ancora in vigore in casa Grimaldi: il corpo del Re, senex di ottantuno anni, cerca nuovo vigore e garanzia di sopravvivenza nella gioventù dellerede puer (ma anche pericolosamente ancora àpais). Riguardo la faccia nazionale delleuro vaticano è nota la spinosa questione che ne ha segnato la genesi. In difesa della laicità dellEuropa, il rappresentante della Francia, paese un tempo governato dal Cristianissimo, ha posto un veto irrevocabile contro la presenza di simboli religiosi sulle monete. Di conseguenza leuro pontificio reca l'immagine di Karol Wojtyla senza il suo titolo e il suo nome di Papa, senza l'anno di pontificato e senza paramenti sacri o simboli religiosi, rompendo così la tradizione della monetazione vaticana precedente. Unultima notazione riguarda un problema di carattere terminologico: fino ad ora si è parlato di una faccia nazionale e di una comune. La catalogazione numismatica, tuttavia, ha due termini ben precisi per indicare le facce di una moneta: "recto" e "verso". Ma nella nuova moneta europea qual è il recto e quale il verso? Cosè "testa" e cosa "croce"? Nei manuali di numismatica si definisce "recto" la "faccia più importante" della moneta. A questa definizione del tutto arbitraria se ne affianca unaltra, desunta dalla pratica: il recto di una moneta è la faccia che reca la rappresentazione dellautorità che emette la moneta stessa. Considerando che leuro è una moneta internazionale emessa da un collegio di stati indipendenti, si potrebbe definire "recto" o "testa" la faccia recante la raffigurazione degli stati europei aderenti alla moneta unica (ovvero la faccia comune). In questottica diventerebbe "verso" o "croce" la faccia nazionale. A tale assegnazione di nomi e ruoli si possono muovere però alcune obiezioni. In primis qualche motivata perplessità sorge già davanti alla presenza sulla faccia comune di Svezia, Danimarca e Regno Unito, stati facenti parte della comunità economica europea ma non aderenti alleuro. Inoltre tale scelta terminologica ci porterebbe a definire "verso" quella faccia nazionale su cui, negli stati monarchici, è coniato il profilo del sovrano. Avremmo così una "testa" sul lato "croce" della moneta, il che ingenera una certa confusione nella convenzione del nostro linguaggio. Scambiando i termini sorgono nuovi problemi. Se è infatti vero che la numismatica conosce numerosi casi di medaglie e monete con recto differente e uguale verso (situazione degli euro se si optasse per questa suddivisione terminologica), va ricordato che la moneta greca da un euro riproduce sul lato nazionale il recto di un antico tetradramma ateniese del V secolo a.C., assumendo così, per auctoritas dellantico, valore di "croce". Insomma, pare che ci siano alcuni euro testa/croce ed altri testa/testa o croce/croce, situazione che pone forti limiti, per lo meno di reperibilità, alla pratica "numis-mantica" del "testa o croce".
Bibliografia Ernesto Bernareggi, Istituzioni di Numismatica antica, Milano, 1973. Sergio Bertelli, Il corpo del Re. Sacralità e potere nellEuropa medievale e moderna, Firenze, 1990. Remo Cappelli, Manuale di numismatica, Milano, [1965 ]1990 . Francesca Franco, Il seno denudato: da simbolo ad allegoria. Immagini del femminile fra Rinascimento e Controriforma, tesi di laurea, Università Ca Foscari di Venezia, anno accademico 1999-2000. Michel Pastoreau, Les emblèmes de la France, Paris, 1998. Fabio Sironi, Signor Euro (intervista a Robert Kalina, disegnatore delle euro-banconote), "Carnet", anno VIII, n. 1, pp.32-37, gennaio 2002. Andrea Tornielli, Ave o Moneta, il Papa è con te, "Panorama", anno XL, n. 1, p.16, gennaio 2002. Numerose informazioni sono state tratte dal sito della Banca Centrale Europea: http://www.euro.ecb.int |