| Giulia Camin 'Finis ab origine pendet': Lorenzo Lotto, George Wither e il puer della rinascita
Il dipinto di Lorenzo Lotto raffigurante il binomio compositivo putto/teschio è stato oggetto di una lunga serie di interpretazioni molto disparate fra loro: interpretazioni che nella maggior parte dei casi, oltre a creare uninutile confusione interpretativa, appaiono spesso come forzature. Pur non essendoci unopinione omogenea al riguardo, lipotesi più diffusa è quella che suole vedere in questa tavoletta una raffigurazione della vanitas umana. In realtà gli elementi che compongono il dipinto, e soprattutto la percezione che deriva dalla sua osservazione, chiedono di mettere in discussione tale chiave di lettura. Certo, lallusione alla morte è inequivocabile e indiscutibile, ma in realtà la suggestione data dalla corona di alloro (celebrazione di vittoria, ma siamo certi che il trionfo sia quello della morte sulla vita?), il cuscino bianco su cui è poggiato il teschio (poggiato non frontalmente ma lateralmente, particolare tuttaltro che irrilevante) e lo sguardo chino del putto che cerca di stabilire un rapporto dialettico con chi losserva, indicando il teschio, sono elementi che ci inducono a non fermarci allinterpretazione di una semplice riflessione sulla morte come fine di tutto: pare delinearsi invece unallusione alla morte come sonno temporaneo. Le poche interpretazioni critiche che hanno individuato in questo dipinto un significato diverso da quello della vanitas hanno considerato il putto una raffigurazione di Cupido, o di Amor, che trionfa sulla morte, una sorta di Eros e Thanatos. Ritengo plausibile uninterpretazione più ampia; se realmente Lotto avesse voluto dare questa precisa connotazione, avrebbe aggiunto senza remore dettagli che potessero caratterizzare in modo più specifico il puer come Amor. Tale chiave interpretativa trova conferma nellanalisi di un emblema più tardo che raffigura lo stesso tema iconografico. Lemblema Lepigramma di questo emblema si presenta come una celebrazione della ciclicità della vita, una sorta di inno alla Life-eternall, espresso con una serie di riferimenti e spunti che provengono dal mondo della natura e che non fanno che ribadire il significato positivo della raffigurazione. Lemblema quindi si presenta senza dubbio come celebrazione della vita eterna: ma questa chiave di lettura è applicabile anche al dipinto di Lorenzo Lotto. Anche il putto con teschio lottesco, che testimonia la stessa ratio compositiva e semantica, propone unaccezione che si allontana decisamente dallinterpretazione di un genius of death, per approdare a quella di puer della rinascita: incoronando il teschio non vuole esprimere una riflessione sulla morte come conclusione di tutto, ma piuttosto sulla morte intesa come sonno temporaneo, oltre il quale cè ancora vita. Il trionfo quindi non è quello della morte sulla vita, ma esattamente lopposto. È la vita che vince sulla morte. Interessante notare la somiglianza tra lo sfondo visibile dalla finestra, nel dipinto di Lotto un vero e proprio Fensterlandshaft e il borgo sullo sfondo nel paesaggio dellemblema di Wither. Il binomio compositivo putto/teschio conobbe una fortuna iconografica significativa soprattutto in ambito germanico, ma una lunga serie di raffigurazioni ne testimonia la diffusione e la persistenza in zone diverse e periodi disparati. Analizzando le immagini a disposizione si deduce un processo semantico per cui tale soggetto è venuto ad assumere, a seconda del periodo e dei contesti storico-culturali, accezioni diversificate. La stessa identica composizione compare nelle Immagini degli dei degli antichi di Vincenzo Cartari del 1571 Una moneta di Zuan Boldù Nel Seicento tale serie iconografica assume un significato esattamente rovesciato rispetto allesempio di Wither, come vanitas Ma di tutte le raffigurazioni a disposizione lemblema di Wither, oltre a essersi rivelato un confronto fondamentale per decrittare il dipinto del Lotto, è anche uno dei pochi e fortunati casi in cui lassoluta certezza interpretativa è supportata da un testo esplicativo.
Emblema XLV, da
*La redazione di engramma ringrazia Gavina Cherchi per le indicazioni su George Wither.
Studi su George Wither Jane Farnsworth, "An equall and a mutuall flame", George Withers Collection of Emblemes 1635 and Carouline court culture in Deviceful Settings: the English Renaissance Emblem and its contexts: selected papers from the Third International Emblem Conference, Pittsburgh, 1993, edited by Michael Bath and Daniel Russel, New York 1999 Christopher Hill, George Wither and John Milton, English Renaissance Studies presented to Dame Helen Gardner for her seventieth Birthday, London 1980 George Wither, Collection of Emblemes Ancient and Moderne, 1635 (rist. anast. con introduzione di Michael Bath, Oxford 1985) Bibliografia essenziale sul soggetto iconografico putto/teschio Horst W. Janson, The Putto with the Deaths Head, "Art Bulletin" XIX, 1937, pp. 423-449 Mauro Lucco, Le fonti figurative in Lorenzo Lotto. Il genio inquieto del Rinascimento, a cura di David Alan Brown, Peter Humfrey e Mauro Lucco (catalogo della mostra), Milano 1998, pp. 15-19 Jean Seznec, Youth, Innocence and Death, "Journal of the Warburg and Courtauld Institutes" I, 1937, pp. 298-303 Alberto Veca, Vanitas e il simbolismo del tempo, Bergamo 1981
|