Introduzione all'Atlante della Memoria Giulia Bordignon |
Lo spazio del pensiero si configura secondo Warburg come un intervallo di oscillazione tra la fantasia e la ragione, tra la visione del mondo religiosa e quella matematica. "Alluomo artista, che oscilla tra la visione del mondo matematica e quella religiosa, in modo tutto particolare viene in soccorso la memoria, sia quella della personalità collettiva sia quella dellindividuo: non senza creare un accrescimento di spazio del pensiero, ma rafforzandolo - ai poli-limite del comportamento psichico - la tendenza alla quieta contemplazione o allabbandono orgiastico. Essa fa un uso mnemico del patrimonio ereditario inalienabile, ma non con una tendenza essenzialmente protettrice, poiché anzi nellopera darte interviene tutto il furore della personalità passionalmente fobica, sconvolta dal mistero religioso e impegnata a formare lo stile, come daltro canto la scienza deputata a registrare conserva e trasmette la struttura ritmica in cui i monstra della fantasia diventano maestri di vita che decidono lavvenire". Nellambito della creazione artistica la consapevolezza di questa oscillazione è presieduta e accresciuta dalla memoria, sia sociale sia individuale, che non interviene però come elemento di stabilizzazione di un patrimonio tradizionale, ma aumenta ed estremizza la distanza tra limpulso passionale e religioso dellartista da un lato e la struttura della realtà che la scienza imposta come razionale, modificandone dallaltro laspetto demonico che vi attribuisce la fantasia. "Questa duplicità tra una funzione anti-caotica - che può essere definita così poiché la forma dellopera darte, scegliendo lunico, stabilisce contorni netti - e labbandono allidolo creato, preteso oculatamente dallosservatore e voluto dal culto, genera quegli imbarazzi delluomo spirituale che dovrebbero costituire il vero e proprio oggetto di una scienza della cultura che abbia eletto a suo tema la storia psicologica per immagini dello spazio intermedio tra impulso e azione. Il processo di de-demonizzazione delleredità di impressioni fobiche abbraccia sul piano del linguaggio gestuale lintera gamma delle emozioni, dalla prostrazione meditativa al cannibalismo omicida, e conferisce alle manifestazioni del dinamismo umano - anche negli stadi che stanno tra i due poli-limite, come lottare, camminare, correre, danzare, afferrare - il sigillo di quella esperienza inquietante che luomo colto del Rinascimento, cresciuto con uneducazione religiosa medievale, considerava un terreno proibito in cui potevano avventurarsi solo degli empi dal temperamento sfrenato". Latto artistico si pone a metà strada tra contemplazione e "presa sulloggetto", coagulando gli aspetti empirici del reale entro una forma unica e precisa, ma anche abbandonandosi a essa come a un idolo: le fasi di questo processo polare si fanno per Warburg oggetto privilegiato di studio, diventando una "storia psicologica per immagini". Traccia basilare è il processo di de-demonizzazione della gestualità e del dinamismo umano in tutta la loro gamma emotiva, ripercorrendo il quale si può delineare una "diagnosi delluomo occidentale": questa tematica si manifesta nellesperienza esaltante ma rischiosa dellintellettuale del Rinascimento, che, uscito dalla temperie culturale del Medioevo, si appropria di modi rappresentativi "proibiti" ed "empi", tratti dalleredità figurativa del mondo pagano. "Latlante, nella sua base materiale di immagini, vuole essere innanzitutto solo un inventario delle preformazioni anticheggianti che caratterizzano, concorrendo a plasmare lo stile, la rappresentazione della vita in movimento nelletà rinascimentale. Una prospettiva comparatistica siffatta, soprattutto per lassenza in questo campo di lavori preparatori che forniscano un quadro sistematico e riassuntivo, ha dovuto limitarsi allo studio dellopera di pochi tipi principali di artisti, ma in compenso ha dovuto tentare di comprendere con unindagine socio-psicologica di una certa profondità il senso di questi valori espressivi conservati nella memoria come funzione di una tecnica intellettuale significativa". Mnemosyne si configura dapprima semplicemente come un inventario per immagini, uno strumento che aiuta nella comprensione della formazione dello stile e delle raffigurazioni rinascimentali tramite lutilizzo di forme anticheggianti. In realtà si tratta di un lavoro pionieristico, basato su un metodo comparativo che considera la permanenza del valore espressivo delle immagini non soltanto da un punto di vista storico-artistico ma anche socio-psicologico, soffermandosi su "pochi tipi principali di artisti", indagando soprattutto sui presupposti e sulle conseguenze del loro operare artistico, fondamentale per la memoria storica e per il destino culturale dellOccidente. "Nella regione dellesaltazione orgiastica di massa va cercata la matrice che inculca nella memoria le forme espressive della massima esaltazione interiore esprimibile nel linguaggio gestuale, con unintensità tale che questi engrammi dellesperienza emotiva sopravvivono come patrimonio ereditario della memoria e definiscono esemplarmente il contorno creato dalla mano dellartista quando i valori massimi del linguaggio gestuale vogliano pervenire alla luce delle forme in virtù di quella stessa mano. Gli esteti edonisti si guadagnano il consenso a buon mercato del pubblico amante dellarte spiegando tali alternanze di forme con la piacevolezza decorativa della linea più grande. Chi vuole, potrà pur contentarsi di una flora fatta delle piante più profumate e più belle ma da essa non si ricava una fisiologia vegetale della circolazione delle linfe, poiché questa si svela solo a chi esamini la vita nel suo intreccio sotterraneo di radici. Il trionfo dellesistenza prefigurato plasticamente dallantichità, si presentò in tutta la sconvolgente antitesi tra laffermazione della vita e la negazione dellio dinanzi allanimo dei posteri, che vedevano sui sarcofagi pagani Dioniso nel corteo barcollante del suo seguito orgiastico e sugli archi romani della vittoria il corteo trionfale dellimperatore. [
] La rigida educazione religiosa medioevale che aveva sperimentato nella divinizzazione degli imperatori il suo acerbo nemico, avrebbe distrutto un monumento come larco di Costantino se agli eroismi dellimperatore Traiano non fosse stato permesso di conservarsi sotto il mantello di Costantino attraverso linserimento successivo di alcuni bassorilievi". Il modulo di lettura fondamentale delle tavole di Mnemosyne è il concetto di Pathosformel, cioè di identificazione nellimmagine di forma e contenuto in una superiore unità di valenza espressiva al di là delle modificazioni stilistiche, che si può definire con una analogia linguistica come "gesto al grado superlativo", e trova proprio in quella forma - non in altre - la sua rappresentazione esemplare. Lintensità emotiva che si fa forma diventa engramma, esperienza che si incide nella memoria culturale e che viene a far parte di un patrimonio ereditario che non si limita al segno esteriore, pur godibile da un punto di vista estetico, ma va indagato più in profondità, con uno sguardo da "biologo" (o da "entomologo", come nella metafora crisalide-farfalla = ninfa nella corrispondenza di Warburg con André Jolles). La massima esaltazione interiore si esemplifica con particolare evidenza gestuale nellambito dellesaltazione orgiastica di massa: il corteo di Dioniso e quello trionfale dellimperatore divengono entrambi simboli del trionfo dellesistenza (è il medesimo concetto di "vita" caro a Burckhardt), anche se di segno opposto, come affermazione e negazione dellindividuo. Qui, ancora una volta, loscillazione di significato è fondamentale per Warburg, e si concreta storicamente nel processo di conservazione dei monumenti antichi, come nel caso dei rilievi traianei dellarco di Costantino, che non furono distrutti solo grazie alla risemantizzazione del "pathos imperiale in pietà cristiana": lantitesi e la continuità tra mondo pagano e cristiano è un altro tema fondamentale che innerva tutto il percorso di Mnemosyne. "Caratterizzare la restituzione dellantichità come risultato della nuova consapevolezza della fattualità storica e di unempatia artistica dalla coscienza libera, resta un evoluzionismo descrittivo insufficiente se non si osa al contempo cercare di scendere nella profondità dellintrico istintuale che lega lo spirito umano alla materia stratificata acronologicamente. Solo lì si scorge la matrice che conia i valori espressivi dellesaltazione pagana che sorgono dallesperienza orgiastica quotidiana il tiaso tragico. [ ] Ora il Rinascimento italiano cercò di assumere interiormente questa eredità di engrammi fobici, ma con una particolare ambivalenza. Essa da un lato, per i nuovi liberti dal temperamento intramondano, fu un gradito incitamento che a chi lottava contro il destino per la propria libertà personale diede il coraggio di comunicare lindicibile. Ma poiché questo incitamento avveniva come funzione mnemica, vale a dire già depurato attraverso forme pre-determinate grazie alla creazione artistica, la restituzione restò un atto che prescriveva al genio artistico il suo luogo spirituale tra la rinuncia istintuale allio e il consapevole lavoro formale sulla limitazione, cioè appunto, tra Dioniso e Apollo, il luogo dove egli poteva tuttavia dare unimpronta autonoma al suo linguaggio formale più personale". La restituzione dellantichità da parte degli artisti rinascimentali non fu soltanto frutto di consapevolezza storica o di empatia stilistica, ma anche di una profonda consonanza istintuale con lesperienza del tragico, tipica dellesaltazione orgiastica pagana. Gli inquietanti engrammi del tiaso tragico in cui si esprime "lumano fobicamente sconvolto" furono assimilati dal Rinascimento in modo ambivalente, fornendo coraggio allartista che - credendo nella propria libertà e contro il destino - voleva comunicare lindicibile, ma nello stesso tempo limitando allintervallo tra Dioniso e Apollo (secondo lopposizione in cui Nietzsche fa consistere lessenza dellantichità) lambito spirituale in cui poteva svilupparsi in modo personale e autonomo il proprio linguaggio formale, allinterno di forme già depositate nella memoria. "Lobbligo a confrontarsi col mondo formale di valori espressivi predeterminati - vengano questi dal passato o dal presente - segna la crisi decisiva per ogni artista che voglia affermare la propria individualità. Aver scoperto che questo processo ha per la formazione degli stili del Rinascimento europeo unimportanza di rilievo straordinario e finora ignorato, ha condotto al presente tentativo di Mnemosyne. Esso, nella sua base di materiale iconografico, vuole essere anzitutto un inventario delle preformazioni documentali che hanno richiesto al singolo artista il rifiuto o lassimilazione di questa massa dimpressioni che simponeva duplicemente". Mnemosyne è il risultato della scoperta che fu fondamentale per la formazione degli stili nel Rinascimento: il confronto degli artisti con le preformazioni espressive, confronto capace di metterne in crisi lindividualità, ma a cui essi non poterono sottrarsi, anche se questo non significò semplicemente sottoporsi passivamente alla tradizione ma essere in grado di assimilarla o di rifiutarla. Lo stile pittorico monumentale del Rinascimento italiano ad esempio, dipese dallaccettazione del linguaggio eloquente delle opere legate al nome dellimperatore Costantino, linguaggio capace di farsi coercitivamente canonico e di "calpestare" le pur innovative e antiretoriche proposte di Piero della Francesca, superate dagli affreschi delle Stanze di Raffaello. "Il nuovo linguaggio gestuale patetico derivato dal mondo delle figure pagane non era penetrato nellatelier del pittore semplicemente per lapprovazione che gli avevano riservato un raffinato occhio dartista e un gusto antiquario consonante ed eletto. La caratterizzazione del mondo pagano come un modulo olimpico dalle forme chiare fu conquistata piuttosto dopo un periodo di forte resistenza da parte di coloro che, nonostante la loro barbarica anticlassicità nellaspetto esteriore, poterono considerarsi a buon diritto custodi fedeli e autorevoli delleredità antica. Queste due maschere di origine assai eterogenea che coprivano quellumana chiarezza di contorni del mondo degli dèi greci erano da una parte i simboli mostruosi sopravvissuti dellastrologia ellenistica e dallaltra il mondo delle figure antiche alla franzese che si presentava nel realismo bizzarro dellepoca contemporanea, incentrato sulle espressioni del volto e sullabbigliamento". La riscoperta dellantichità nel Rinascimento, oltre a concretarsi nel recupero degli autori classici, restituisce agli dei e ai personaggi del mito laspetto loro dovuto da un punto di vista stilistico, non tanto per motivi estetizzanti o di gusto antiquario, quanto come reazione a una trasmissione fortemente disomogenea della classicità, incatenata a una tradizione che ne minava profondamente la valenza espressiva e contenutistica. Lacquisizione di una nuova prospettiva nei confronti dellantico fu una vera e propria conquista: il mondo pagano infatti subì due "smascheramenti" fondamentali prima di essere visto nella sua chiarezza "olimpica": la prima nei confronti delle creature mostruose sopravvissute nellastrologia ellenistica orientale, la seconda nei confronti delle figure antiche abbigliate in costumi contemporanei alla francese. Queste "maschere" avevano costituito due veicoli di trasmissione che, per quanto anticlassici nella forma, erano sempre stati fino ad allora considerati legittimi e scrupolosi custodi delleredità antica, ma che venivano ora sentiti come camuffamenti inaccettabili: altra tematica fondamentale di Mnemosyne è proprio quella di sottolineare le tappe di questo processo di stratificazione sulla forma originaria dellantico. "La storia della cultura, a dire il vero, non è avvezza a considerare insieme la concezione orientale pratica, quella nordica cortese e quella italiana umanistica dellantichità come elementi convergenti nel percorso della formazione dello stile. [ ] Limpeto con cui irrompe il linguaggio gestuale anticheggiante si spiega dunque in modo indiretto con questa energia reattiva, doppiamente sollecita, che pone lesigenza di ristabilire i valori espressivi nettamente contornati dellantichità liberandoli dalle catene di una tradizione priva di omogeneità. Se perciò si considera la formazione di stili del punto di vista dello scambio di tali valori espressivi, allora sorge la necessità imprescindibile di studiare la dinamica di questo processo in riferimento alla tecnica dei suoi mezzi di trasporto. Il periodo tra Piero della Francesca e la scuola di Raffaello è unepoca in cui inizia unintensa migrazione internazionale di immagini tra Nord e Sud, la cui violenza elementare tanto sul piano della forza dimpatto quanto sul piano dellestensione territoriale resta coperta allocchio dello storico degli stili europei come vittoria ufficiale del Rinascimento maturo romano. [
] La tendenza a ristabilire la chiarezza di contorni del linguaggio gestuale, solo in apparenza puramente esteriore e artistica - condusse da sé, cioè in conformità con la logica interna della rottura delle catene, a un linguaggio formale adeguato al fatalismo dellantichità tragica e stoica già sepolta". In Mnemosyne la concezione orientale, nordica e italiana dellantichità vengono considerate per la prima volta allunisono nella formazione dello stile rinascimentale, che è il risultato di uno scambio di valori espressivi la cui migrazione internazionale tra Nord e Sud va studiata sia da un punto di vista intensivo sia da un punto di vista estensivo, nonostante la predominanza ufficiale del Rinascimento maturo romano. I "mezzi di trasporto" dei valori espressivi furono, per la loro mobilità e riproducibilità, larazzo fiammingo e il foglio con immagini a stampa, ma anche e soprattutto i quadri su tela, per la novità dei modi di espressione. Da un punto di vista contenutistico, inoltre, alladeguamento formale ai temi antichi si accompagnò la consapevole nostalgia di una spiritualità pagana, che già in precedenza le formule classiche "camuffate" avevano veicolato, allegorizzandola in senso cristiano. "Questa contraddittorietà della coscienza individuale sul piano dellespressione esteriore richiese dalla visione del tardo medioevo, sempre legato alla rappresentazione, un confronto etico parallelo tra il modo di sentire la personalità pagano-battagliero e quello cristiano-remissivo. Va annoverato tra i processi creativi propriamente artistici delletà del cosiddetto Rinascimento il fatto che, quando si trattava di raffigurare il movimento della vita umana, la superiorità della chiarezza dei contorni dei singoli antichi gesti trionfali dellepoca traianea rispetto alla confusa epica di massa degli epigoni di Costantino fosse non solo sentita distintamente, ma anche messa esemplarmente in circolazione addirittura come formule del pathos canoniche per il linguaggio formale del Rinascimento europeo dal XV al XVII secolo". Ancora una volta, Warburg sottolinea che la reintegrazione di forme classiche come veicoli di valenze espressive che investono i poli-limite dellemozione umana, "dalla accettazione passiva fino allalacrità vittoriosa", portò sotto il profilo storico allinevitabile confronto etico tra una visione del mondo pagana e una cristiana. A partire dallItalia, dove le testimonianze antiche visibili mantenevano vive le medesime vibrazioni dellanimo e il contrasto - ma anche lintegrazione - con i monumenti cristiani fu più evidente, ci fu un peculiare riconoscimento della superiore chiarezza della gestualità antica nella resa della vita in movimento, che fece del linguaggio gestuale classico il linguaggio canonico del Rinascimento europeo dal XV al XVII secolo, messo in circolazione tramite le formule di pathos. I brani di Warburg sono tratti dalla Presentazione del Bilderatlas del 1929, secondo la traduzione pubblicata in Mnemosyne. L'Atlante della memoria di Aby Warburg, a cura di Italo Spinelli e Roberto Venuti, Roma 1988 |