"La Rivista di Engramma (open access)" ISSN 1826-901X

85 | novembre 2010

9788898260300

Elisa Bastianello
Nota alla nuova edizione e ai criteri di trascrizione del trattato Spectacula di Pellegrino Prisciani
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Il testo del trattato Spectacula di Pellegrino Prisciano è conservato in un unico testimone, un manoscritto di pugno dell’autore: il Ms. Lat. 466= alfa X.1.6 della Biblioteca Estense di Modena. È del 1992 l’edizione Aguzzi Barbagli che presenta la prima trascrizione integrale del testo (Pellegrino Prisciani, Spectacula, a cura di D. Aguzzi Barbagli, Modena, Franco Cosimo Panini, 1992) dopo quella parziale di Battisti del 1970 (Eugenio Battisti Il manoscritto sugli “Spettacoli” di Pellegrino Prisciani, in «Necropoli» 8, 1970, pp. 47-49) e che andrà quindi considerata l’editio princeps. La necessità di una nuova trascrizione di Spectacula nasce dall'esigenza di poter accedere al testo in una forma che renda conto della vitalità linguistica del linguaggio ferrarese del tempo, senza le normalizzazioni e le uniformazioni (non sempre esplicitamente dichiarate) adottate nella precedente trascrizione di Aguzzi Barbagli 1992.

Il manoscritto presenta, per il vero, delle oggettive difficoltà di interpretazione, dato che la forma grafica di alcune lettere le rende facilmente interscambiabili: le r, le t a corpo basso, le e con occhiello aperto superiormente o inferiormente, le c prive del tratto inferiore orizzontale e, come le i, spesso legate in alto alla lettera successiva, sono praticamente indistinguibili tra loro e con m ed n, come si può osservare dagli esempi seguenti di fatto illeggibili al di fuori del contesto.

circulare fecero

In alcuni casi l'autore stesso, rileggendo, sembra incapace di riconoscere quanto aveva precedentemente scritto e riscrive sopra le lettere quasi per sciogliere il dubbio a se stesso.

Diventa perciò spesso arbitrario distinguere tra lezioni alternative dei verbi al passato, essendo provonno e provoreno due plausibili interpretazioni del medesimo grafema. La presenza di suna maggiore estensione dell'attaccatura superiore prima della n finale è il motivo per cui, anche nei casi più dubbi, ho preferito la seconda lettura.

provoreno/provarono e tre diverse scritture per cavoreno/cavarono

Non solo la grafia ma anche l'ortografia delle parole è non univoca: ad esempio colonna compare almeno un paio di volte in alternativa al più usato colomna (o columna); lettera e letera sono presenti nelle stesse righe indistintamente in alternativa alla forma abbreviata l̃ra per la quale lo scioglimento in litera è comunque una scelta arbitraria, dettata da una più frequente occorrenza nel testo di questa forma.

La lettera j è stata sempre trascritta come i; in particolare nelle finali ij, a volte erroneamente interpretabili come y, si è scelta sempre la lezione ii (Corynthij trascritto Corynthii).

Per quel che riguarda lo scioglimento di abbreviature e segni tachigrafici, essi sono stati sciolti nel testo senza alcuna segnalazione per consentire una lettura più fluida del testo : perciò, ad esempio, l̃ra diventa 'letera' e non 'lra', come anche sono state sciolte le iniziali di nomi (L. in Lucio) ed i numerali con numero arabo (2da nel testo è secunda) .

Tra i segni tachigrafici i· per id est, molto usato nel testo per introdurre la corrispondenza tra un termine moderno e un termine antico, compare a volte con il puntino legato; a volte è sostituito da una tilde ~ o da un trattino, a separare termini tra loro alternativi.

corona id est cornice portico id est ambulatione

Si è scelto di restituire criticamente, ovvero in osservanza delle norme ortografiche in uso per l'italiano e per il latino, le maiuscole, gli accenti, la punteggiatura, tranne nel caso di titoli o parole che compaione nel manoscritto interamente in maiuscolo e che sono stati fedelmente riprodotti.

Sono normalizzati secondo le regole della trascrizione interpretativa i termini disgiunti (tuta via ricomposto in tutavia) e congiunti (depse diventa d'epse, laltra - l'altra).

Sono state omesse le parole biffate e così espunte dal testo che si presenta pieno di revisioni autografe, effettuate sia durante la stesura (nel qual caso la parola corretta appare immediatamente a seguito della parola biffata), che in un secondo momento (e in questo caso la parola corretta appare sovrascritta o integrata a margine con la segnalazione del punto di inserimento nel testo): tutte le correzioni d'Autore sono state direttamente integrate nel testo, senza indicazione dei ripensamenti.

Le parentesi rotonde nel testo sono tutte di mano dell'Autore, mentre sono segnalate tra parentesi quadre lacune dovute alle mutilazioni delle carte o testo illeggibile, con le eventuali ipotesi di integrazione.  Tra parentesi quadre compaiono inoltre le note a margine che non siano riferibili a frasi da inserire nel testo, segnalando in corsivo le annotazioni di carattere editoriale. Le correzioni non biffate ma comunque emendate dall'Autore (ovvero quando a un termine sovrascrive un termine alternativo senza però cancellare il precedente) compaiono tra parentesi graffe, mentre l'indicazione <sic!> sottolinea quelli che paiono errori di scrittura.

Nella presente edizione non sono state trascritte le didascalie e le annotazioni, di pugno dell'Autore, interne alle immagini presenti nel testo.

In generale è stata rispettata la paragrafatura, sono stati segnalati i fine pagina, mentre si è ritenuto di non segnalare i fine riga e la presenza di inchiostri di diverso colore.

Le carte presentano una doppia numerazione, una antica, in inchiostro, in alto a destra, e una seconda moderna, a matita, in basso a destra: questa seconda è il frutto di una recente cartulazione bibliotecaria e riporta una nuova numerazione dei fogli conseguente alla cucitura in un unico voliume  di Spectacula con il trattato latino Orthopasca, sempre del Prisicani. Segnalo qui soltanto la cartulazione antica.  

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Notes about transcription rules adopted in this new edition of Pellegrino Prisciani's Spectacula

The treatise Spectacula by Pellegrino Prisciani only survived in a manuscript handwritten by the author and now in Modena Estense Library as Ms. Lat. 466= alfa X.1.6. Only in 1992 a printed edition appeared by Aguzzi Barbagli with a complete transcription of the content (Pellegrino Prisciani, Spectacula, edited by D. Aguzzi Barbagli, Modena, Franco Cosimo Panini, 1992; an older transcription in 1970 by Eugenio Battisti was only about few sheets: Eugenio Battisti Il manoscritto sugli 'Spettacoli' di Pellegrino Prisciani, in «Necropoli» 8, 1970, pp. 47-49) and can be considered the editio princeps, despite the editor adaptation of the original text. Therefore a new transcription was needed to give a better idea of the Ferrarese language of the time.

There are actually several difficulties in trascribing this text, because the graphic aspect of some letters, like the r, the t with a short body, the e with open eyelet, the c missing the inferior stroke and often connected with a joining stoke, as are the i, with the upper part of the letter right after them are hard to tell apart each other and from m and n out of the context. 

circulare fecero

Sometimes is the author himself who seems unable to understand his own handwritings and add over the word a new interpretation.

Since both provonno and provoreno can be considered a licit interpretation of the same group of minims, the -reno suffix for past tense was chosen almost arbitrarily because of the small joining stokes that seems to appear before the last n, even when this is not showing clearly.

provoreno/provarono              cavoreno/cavarono

Even the spelling of a word change in the document, so we read colonna and colomna (or columna). For lettera and letera, that appear one near the other in the same period, there is also the abbreviation lr̃a which as been transcribed as letera that seems to appear more frequently.

Abbreviation were integrated directly, in order to achieve a better reading, thus lr̃a is not "lra". Abbreviated names were also given in complete form (L. is Lucio) like numerals with Arabian numbers (2da becomes secunda).

The j has been transcribed always as i, especially in word endings ij, that sometimes may be mistaken for y (Corinthij in manuscript is Coryntiiin trascription - see above).



Among tachigraphical abbreviations, i· for id est appears frequently when the author is comparing ancient and contemporary tech speech, and may look like a tilde, with different meanings according to context.

corona id est cornice portico id est ambulatione

Punctuation, accents and capitals letters reflect the standards of modern Italian or Latin, unless all the word was written in capital and has been transcribed accordingly.

This transcription gives no info about words and sentences deleted by the author, who often correct his though while writing it (and the new sentence appears right after) or adding the correction above or in the sides of manuscripts. Curved brackets are by the author, while square brackets indicate lacunae and blanks in the manuscripts, unreadable text  with hypothetical content or side notes without a placeholder in the text. Italics are for editor notes. In side curled brackets are alternatives and corrections added by the author without deleting the original words, while the note <sic!> is added after what seems to be writing mistake by the author.

Up to date this edition has no transcription of notes and annotations by the author inside the pictures.

Paragraphs are generally reflecting the author's, page break are recorded wile line break and coloured inks are not showing.

The manuscript sheets are numbered twice, one older is a number in ink at the top right position of the sheet, while a pencil one on bottom right has been added after the manuscript was sewed together with another Prisciani's treatise, the latin Orthopasca. Only the ancient sheet number has been given.