"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

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Numeri in preparazione 

 
engramma 171 | gennaio/febbraio 2020 | Warburg: inediti e saggi critici 

a cura di Monica Centanni, Anna FressolaMaurizio Ghelardi

call chiusa

engramma 172 | marzo 2020 | Arianna fiosofica (titolo provvisorio) 

a cura di Victoria Cirlot, Daniela Sacco

call chiusa

engramma 173 | aprile 2020 | Teatro, cinema, rappresentazione (titolo provvisorio) 

a cura di Marina Pellanda, Stefania Rimini

call chiusa

engramma 174 | maggio 2020 | Navi della libertà

a cura di Monica Centanni, Danae Antonakou

Ἡ Ἰθάκη σ᾿ ἔδωσε τ᾿ ὡραῖο ταξίδι.
Χωρὶς αὐτὴν δὲν θἄβγαινες στὸν δρόμο.

Itaca ti ha fatto dono del tuo bel viaggio: 
senza di lei non ti mettevi per via.
Costantinos Kavafis


Nel XX secolo, ma anche prima, indietro fino al V secolo a.C., ci sono stati periodi di crisi e di attacchi alla libertà della polis, tempi in cui intellettuali, politici e cittadini militanti hanno scelto di lasciare la loro terra per prendere la via del mare. Da Leningrado-Pietroburgo, da Amburgo, da Costantinopoli, (e prima) da Atene prima e di nuovo, indietro nei secoli e attraverso i millenni, sono salpate le 'navi della libertà' che hanno fatto rotta verso nuovi orizzonti. La democrazia non resta legata alle sue radici, ma spesso veleggia libera sulle onde del mare.

Ἡ Ἰθάκη σ᾿ ἔδωσε τ᾿ ὡραῖο ταξίδι. 
Χωρὶς αὐτὴν δὲν θἄβγαινες στὸν δρόμο.

Ithaka gave you the marvelous journey.
Without her you wouldn't have set out.
Constantinos Kavafis



In the 20th century – but even earlier, tracing back to the 5th century BC – there have been periods of crisis and attacks on the freedom of the polis. Times when militant intellectuals, politicians, and citizens chose to leave their land, taking a sea route. From Leningrad-Petersburg, from Hamburg, from Constantinople, and from Athens (first and again) – through the centuries and the millennia – the 'ships of freedom' set sail, making their way toward new horizons. Democracy does not remain bound to roots: it often sails off, freely on the waves of the sea.

chiusura call: 30 marzo 2020

engramma 175 | giugno 2020 | Gio Ponti (titolo provvisorio) 

a cura di Francesca Romana dell’AglioAnna Ghiraldini

Nel 2019, la ricorrenza dei quarant’anni dalla scomparsa di Gio Ponti ha dato vita a due grandi mostre, a Parigi e Roma, che si sono avvicendate nel celebrare l’architetto del Grattacielo Pirelli, “mediatore” tra passato e futuro, acclamato come uno dei più prolifici architetti italiani del Novecento, determinante per la fluida capacità di interpretare ed esprimere la modernità. Laddove Parigi ha deciso di accogliere l’eclettica produzione di Ponti designer, Roma ha preferito rivelare le architetture che ne hanno affermato il ruolo come figura internazionale.
Engramma propone un numero monografico su Gio Ponti per la primavera 2020 che raccoglie saggi originali sulla sua poetica, l’architettura, il design, il contributo al dibattito critico nell’Italia in costruzione e dell’Italia all’estero. Il lascito di Ponti spazia dal design più tradizionale ai disegni personali resi pubblici nelle sue lettere, senza dimenticare il ‘prodotto’ che ha avuto la risonanza più famosa nel mondo del dopoguerra, la rivista “Domus”.

Two great exhibitions on Gio Ponti occurred in 2019: Paris and Rome both payed tribute to the architect of the famous Grattacielo Pirelli. Ponti was the ‘mediator’ between past and future and one of the most admired and prolific architects of the Italian Novecento, a period during which he played a crucial role thanks to his clever and personal interpretation of modernity. Paris decided to focus on exhibiting Ponti’s eclectic production as a designer for the factory, while Rome preferred to unveil the architectures that established his international role.
For the coming spring, Engramma proposes a monographic issue on Ponti that aims to collect original contributions relating to his poetry, architecture, design and contributions to the critical debate during the years of reconstruction in Italy and abroad. Ponti’s heritage spans from the most traditional designs to intensely personal drawings –which became famous due to the publication of his letters– without forgetting the main ‘product’ of his that achieved the highest recognition in the aftermath of the war, Domus magazine.

chiusura call: 30 marzo 2020

engramma 176 | luglio/agosto 2020 | Gertrud Bing (titolo provvisorio) 

a cura di Monica Centanni, Maurizio Ghelardi

chiusura call: 15 maggio 2020

a seguire (con possibilità di slittamenti e cambi nell’ordine di programmazione)

Rembrandt, secondo Mnemosyne

a cura di Maurizio Ghelardi 
 

chiusura call da definire

Giorgio Colli e la cultura italiana (titolo provvisorio

a cura di Alice Barale e Monica Centanni

Di Giorgio Colli (1917-1979) è nota, a livello internazionale, l’edizione delle Operedi Nietzsche (F. Nietzsche, Werke. Kritische Gesamtausgabe, De Gruyter, 1967 ss.), curate in collaborazione con Mazzino Montinari e tradotte in Italia da Adelphi (1964 ss.). Molti altri sono, però, gli aspetti della cultura italiana su cui Colli ha esercitato un’importante influenza, dall’edizione dell’Organondi Aristotele, alla traduzione della Critica della ragion puradi Kant, ai volumi sulla Sapienza grecae all’Enciclopedia di autori classici. Tuttavia il profilo e l’azione intellettuale di Colli è rimasto in ombra: poco citato e poco studiato nell’ambito della cultura accademica, quasi del tutto scotomizzato[dimenticato?] il suo pensiero filosofico, sviluppato a partire da Nietzsche e dalla filosofia antica con grande forza e originalità. Di questa, silente ma efficace, damnatio memoriae sono da indagare cause ed effetti. “La Rivista di Engramma” dedica un numero monografico alla relazione tra Giorgio Colli e la cultura italiana, nella convinzione che il pensiero, lo stile di ricerca, e le stesse vicende editoriali delle opere di Colli siano in grado di illuminare diversi aspetti della riflessione filosofica ed estetica contemporanea.

chiusura call da definire

Nota sulle procedure di invio dei contributi e fasi redazionali

Engramma si avvale di un Comitato scientifico composto da studiosi di fama internazionale di Humanity Studies: scienze dell’antichità, storia dell’arte, architettura, filosofia, antropologia, storia del teatro e del cinema. I contributi pubblicati da Engramma (edita con cadenza mensile/bimestrale), sono selezionati dalla Redazione mediante call for papers, inviti individuali e proposte degli autori e, dopo il primo giudizio redazionale, sono sottoposti a valutazione mediante peer review in cieco. Le proposte di saggi da pubblicare in Engramma vanno inviate a classica@iuav.it o all’indirizzo email dei curatori redazionali dei numeri in programma.

I saggi devono essere consegnati in un formato conforme alle Norme redazionali per gli autori. Dopo la consegna, il saggio è sottoposto alle Procedure e alle fasi di redazione. La pubblicazione avviene secondo le norme del Codice etico adottato dalla Rivista.

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