"La Rivista di Engramma (open access)" ISSN 1826-901X

Numeri in preparazione


engramma 175 | settembre 2020 | Gio Ponti (titolo provvisorio)

a cura di Francesca Romana dell’Aglio e Anna Ghiraldini

Nel 2019, la ricorrenza dei quarant’anni dalla scomparsa di Gio Ponti ha dato vita a due grandi mostre, a Parigi e Roma, che si sono avvicendate nel celebrare l’architetto del Grattacielo Pirelli, “mediatore” tra passato e futuro, acclamato come uno dei più prolifici architetti italiani del Novecento, determinante per la fluida capacità di interpretare ed esprimere la modernità. Laddove Parigi ha deciso di accogliere l’eclettica produzione di Ponti designer, Roma ha preferito rivelare le architetture che ne hanno affermato il ruolo come figura internazionale.
Engramma propone un numero monografico su Gio Ponti per la primavera 2020 che raccoglie saggi originali sulla sua poetica, l’architettura, il design, il contributo al dibattito critico nell’Italia in costruzione e dell’Italia all’estero. Il lascito di Ponti spazia dal design più tradizionale ai disegni personali resi pubblici nelle sue lettere, senza dimenticare il ‘prodotto’ che ha avuto la risonanza più famosa nel mondo del dopoguerra, la rivista “Domus”.

Two great exhibitions on Gio Ponti occurred in 2019: Paris and Rome both payed tribute to the architect of the famous Grattacielo Pirelli. Ponti was the ‘mediator’ between past and future and one of the most admired and prolific architects of the Italian Novecento, a period during which he played a crucial role thanks to his clever and personal interpretation of modernity. Paris decided to focus on exhibiting Ponti’s eclectic production as a designer for the factory, while Rome preferred to unveil the architectures that established his international role.
For the coming spring, Engramma proposes a monographic issue on Ponti that aims to collect original contributions relating to his poetry, architecture, design and contributions to the critical debate during the years of reconstruction in Italy and abroad. Ponti’s heritage spans from the most traditional designs to intensely personal drawings –which became famous due to the publication of his letters– without forgetting the main ‘product’ of his that achieved the highest recognition in the aftermath of the war, Domus magazine.

call chiusa

engramma 176 | ottobre 2020 | Gertrud Bing e Edgar Wind (titolo provvisorio)

a cura di Maurizio Ghelardi e Daniela Sacco

call chiusa

engramma 177 | novembre 2020 | Being on the Border. History and Theory of Cut in the Humanities and the Social Sciences

a cura di Linda Bertelli e Maria Luisa Catoni

Il concetto di taglio è legato ad alcune delle idee cruciali della tradizione di pensiero occidentale, come quelle di stile, composizione, dettaglio, montaggio, intervallo, cornice, selezione, inclusione/esclusione, percezione, sguardo sulle quali si fonda una lunga storia di pratiche e di ipotesi teoriche estetiche e sociali. Se taglio è, nelle pratiche artistiche, scelta innanzitutto (e non solo) del bordo dell’immagine e limite concreto dello sguardo e del gesto dell’autrice o dell’autore, nella dinamica percettiva, legata o meno all’immagine come suo oggetto, il taglio sembra funzionare come ciò che dà origine alla possibilità di relazione con il percepito e i suoi significati, nel gioco, anche, con ciò che cade fuori, e con le ipotesi e scelte di integrazione di ciò che manca, e dunque con la capacità di chi percepisce di produrre nuovi tagli.

La nozione di taglio è una di quelle nozioni in grado di funzionare da operatore concettuale valido e produttivo per molte delle discipline che fanno parte delle scienze umane e sociali. Questa circostanza la rende un soggetto ideale per uno studio interdisciplinare che tenga conto, contemporaneamente, del suo interesse storico e della sua valenza teoretica. Nel novembre 2019 l’unità di ricerca LYNX Center for the Interdisciplinary Analysis of Images della Scuola IMT Alti Studi Lucca ha raccolto in una Winter School internazionale una serie di studiose e studiosi per interrogarsi sui molteplici aspetti di questa nozione, sulle varie pratiche che la mettono a lavoro, su diversi momenti storici e casi in cui essa diviene particolarmente evidente.

Fatta propria la lezione warburghiana, la proposta di questo numero va nella direzione di fare un primo punto dei risultati raggiunti durante la Winter School e, allo stesso tempo, tenta di compiere un piccolo passo ulteriore.

call chiusa (numero a inviti)

engramma 178 | dicembre 2020 | Danae (titolo provvisorio)

a cura di Maddalena Bassani, Alessandra Pedersoli

chiusura call: 30 settembre 2020

engramma 179 | gennaio 2021 | Iconologia e storia dell’arte: l’onere della prova (titolo provvisorio)

a cura di Fabrizio Lollini, Giacomo Confortin, Maria Bergamo

chiusura call: 20 ottobre 2020

 

a seguire, in via di programmazione

Rembrandt, secondo Mnemosyne (titolo provvisorio)

a cura di Maurizio Ghelardi

chiusura call da definire

Giorgio Colli e la cultura italiana (titolo provvisorio)

a cura di Alice Barale e Monica Centanni

Di Giorgio Colli (1917-1979) è nota, a livello internazionale, l’edizione delle Operedi Nietzsche (F. Nietzsche, Werke. Kritische Gesamtausgabe, De Gruyter, 1967 ss.), curate in collaborazione con Mazzino Montinari e tradotte in Italia da Adelphi (1964 ss.). Molti altri sono, però, gli aspetti della cultura italiana su cui Colli ha esercitato un’importante influenza, dall’edizione dell’Organondi Aristotele, alla traduzione della Critica della ragion puradi Kant, ai volumi sulla Sapienza grecae all’Enciclopedia di autori classici. Tuttavia il profilo e l’azione intellettuale di Colli è rimasto in ombra: poco citato e poco studiato nell’ambito della cultura accademica, quasi del tutto scotomizzato[dimenticato?] il suo pensiero filosofico, sviluppato a partire da Nietzsche e dalla filosofia antica con grande forza e originalità. Di questa, silente ma efficace, damnatio memoriae sono da indagare cause ed effetti. “La Rivista di Engramma” dedica un numero monografico alla relazione tra Giorgio Colli e la cultura italiana, nella convinzione che il pensiero, lo stile di ricerca, e le stesse vicende editoriali delle opere di Colli siano in grado di illuminare diversi aspetti della riflessione filosofica ed estetica contemporanea.

chiusura call da definire

Nota sulle procedure di invio dei contributi e fasi redazionali

Engramma si avvale di un Comitato scientifico composto da studiosi di fama internazionale di Humanity Studies: scienze dell’antichità, storia dell’arte, architettura, filosofia, antropologia, storia del teatro e del cinema. I contributi pubblicati da Engramma (edita con cadenza mensile/bimestrale), sono selezionati dalla Redazione mediante call for papers, inviti individuali e proposte degli autori e, dopo il primo giudizio redazionale, sono sottoposti a valutazione mediante peer review in cieco. Le proposte di saggi da pubblicare in Engramma vanno inviate a classica@iuav.it o all’indirizzo email dei curatori redazionali dei numeri in programma.

I saggi devono essere consegnati in un formato conforme alle Norme redazionali per gli autori. Dopo la consegna, il saggio è sottoposto alle Procedure e alle fasi di redazione. La pubblicazione avviene secondo le norme del Codice etico adottato dalla Rivista.

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