"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

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Numeri in preparazione

 

engramma 163 | marzo 2019 | Arianna, estasi e malinconia (titolo provvisorio

a cura di Monica Centanni e Micol Forti

call chiusa

engramma 164 | aprile 2019 | Behrens Maestro e Gestalter del XX secolo (titolo provvisorio)  

a cura di Giacomo Calandra di Roccolino, Hartmut Frank, Christian Toson

Trascorso il centocinquantesimo anniversario della nascita del grande architetto tedesco, Engramma si propone di fare il punto sugli studi che riguardano il Maestro dei Maestri del XX secolo. La figura di Peter Behrens (1868-1940) sarà indagata ponendo particolare attenzione al suo ruolo di “guida” e “precettore” di architetti, ma anche attraverso la recezione delle sue opere dentro e fuori dall’Europa.
Le proposte di contributi possono arrivare fino al 3 marzo 2019.

For the 150th anniversary of the birth of the great German architect, Engramma plans to take stock of the studies regarding the teacher of the twenties’ century Masters of architecture. Focus will be placed on the role of Peter Behrens (1868-1940) as a “guide” and “tutor” of architects, and also on the reception of his works inside and outside Europe.
Applications and proposals will be accepted until March 3, 2019

chiusura call: 5 marzo 2019

engramma 165 | maggio 2019 | Studi Warburghiani (titolo provvisorio

a cura di Monica Centanni e Maurizio Ghelardi

chiusura call: 31 marzo 2019

engramma 166 | giugno 2019 | Ivrea: la città-ideale di Adriano Olivetti (titolo provvisorio

a cura di Sara AgnolettoOlivia Sara Carli, Nicolas Martino

Nella città di Ivrea, tra il 1930 e il 1960, architetti e urbanisti diedero forma a un progetto industriale e socio-culturale innovatore, nato dalla volontà di Adriano Olivetti di dare una risposta alternativa, e di eccezionale qualità, ai quesiti posti dal rapido evolversi dei processi di industrializzazione e dall’organizzazione capitalistica della società che prospettava una non più risarcibile frattura tra ‘vita’ e ‘lavoro’. Il numero in programma vuole quindi esplorare i diversi temi che l’esperienza di Ivrea coagula attorno alle sue eccezionali architetture, tanto più importanti perché materializzazione delle teorie sociali e politiche elaborate da Adriano Olivetti nell’ambito del ‘Movimento Comunità’.

Da un lato dunque la questione dello sviluppo urbanistico e architettonico della città industriale che, a partire dai primi edifici progettati da Luigi Figini e Gino Pollini, ha portato il complesso Olivetti a crescere perfettamente integrato con la città preesistente e il territorio (fino a coprire una superficie di circa 70.000 ettari) e contare il contributo progettuale di alcuni tra i più noti architetti e urbanisti italiani del XX secolo: Roberto Gabetti e Aimaro Isola, Marcello Nizzoli, Annibale Fiocchi, Gian Antonio Bernasconi, Pietro Porcinai, Gino Valle, Iginio Cappai e Pietro Mainardis, Ignazio Gardella.

Ma sarebbe anche interessante poter indagare la grande varietà tipologica e tecnologica dei singoli edifici i quali, per rispondere all’esigenza di definire una ‘comunità’ Olivetti, comprendono non solo stabilimenti produttivi, uffici e residenze per dirigenti e operai ma anche numerosi servizi quali l’asilo nido e la scuola, la mensa, la biblioteca e i centri ricreativi, e definiscono così, nel loro complesso, un modello industriale e sociale all’avanguardia la cui espressione architettonica si è conservata intatta - nella forma, nella struttura e nei materiali – mantenedo integri i propri caratteri costruttivi e architettonici.

A corollario del tema architettonico si vorrebbe però anche considerare la concezione Olivettiana della società che è cardine ed elemento propulsore della costruzione della sua città ideale; per questo saremo felici di accogliere contributi che vogliano approfondire le implicazioni politiche e sociali scaturite dal ‘Movimento Comunità’, fondato a Ivrea nel 1947 e ispirato alla proposta di riorganizzazione dello Stato elaborata da Adriano Olivetti nel testo L’ordine Politico delle Comunità ove, guardando al pensiero di Emmanuel Mounier e Jacques Maritain, l’autore mirava al connubio tra produzione industriale, dimensione umana e sociale, architettura, design e ambiente, per mettere al primo posto il benessere economico, sociale e culturale della comunità dei lavoratori, e anteponendolo così alle ragioni d’impresa.

chiusura call: 30 aprile 2019

in preparazione (con possibilità di slittamenti e cambi nell’ordine di programmazione)

engramma 167 | luglio/agosto 2019 | Pink Floyd a 40 anni dal Concerto di Venezia (titolo provvisorio

a cura di Michela Maguolo, Alessandra Pedersoli

engramma 168 | settembre 2019 | Studi iconologici (titolo provvisorio) 

a cura di Fabrizio Lollini, Maria Bergamo

engramma 169 | ottobre 2019 | Astrologi in Europa tra XV e XVII secolo (titolo provvisorio

a cura di Elisa Bastianello

engramma 170 | novembre 2019 | Gio Ponti (titolo provvisorio) 

a cura di Anna Ghiraldini

Nota sulle procedure di invio dei contributi e fasi redazionali

Engramma si avvale di un Comitato scientifico composto da studiosi di fama internazionale di Humanity Studies: scienze dell'antichità, storia dell'arte, architettura, filosofia, antropologia, storia del teatro e del cinema. I contributi pubblicati da Engramma (edita con cadenza mensile/bimestrale), sono selezionati dalla Redazione mediante call for papers, inviti individuali e proposte degli autori, e sono sottoposti a valutazione mediante peer review in cieco. Le proposte di saggi da pubblicare in Engramma vanno inviate a classica@iuav.it o all'indirizzo email dei curatori redazionali dei numeri in programma.

I saggi devono essere consegnati in un formato conforme alle Norme redazionali per gli autori. Dopo la consegna, il saggio è sottoposto alle Procedure e alle fasi di redazione. La pubblicazione avviene secondo le norme del Codice etico adottato dalla Rivista.

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