"La Rivista di Engramma (open access)" ISSN 1826-901X

Numeri in preparazione

 
engramma 177 | novembre 2020 | Gertrud Bing erede di Warburg

a cura di Monica Centanni e Daniela Sacco

call chiusa

engramma 178 | dicembre 2020 | Danae (titolo provvisorio)

a cura di Maddalena Bassani, Alessandra Pedersoli

 call chiusa

engramma 179 | gennaio 2021 | Being on the Border. History and Theory of Cut in the Humanities and the Social Sciences

a cura di Linda Bertelli e Maria Luisa Catoni

Il concetto di taglio è legato ad alcune delle idee cruciali della tradizione di pensiero occidentale, come quelle di stile, composizione, dettaglio, montaggio, intervallo, cornice, selezione, inclusione/esclusione, percezione, sguardo sulle quali si fonda una lunga storia di pratiche e di ipotesi teoriche estetiche e sociali. Se taglio è, nelle pratiche artistiche, scelta innanzitutto (e non solo) del bordo dell’immagine e limite concreto dello sguardo e del gesto dell’autrice o dell’autore, nella dinamica percettiva, legata o meno all’immagine come suo oggetto, il taglio sembra funzionare come ciò che dà origine alla possibilità di relazione con il percepito e i suoi significati, nel gioco, anche, con ciò che cade fuori, e con le ipotesi e scelte di integrazione di ciò che manca, e dunque con la capacità di chi percepisce di produrre nuovi tagli.

La nozione di taglio è una di quelle nozioni in grado di funzionare da operatore concettuale valido e produttivo per molte delle discipline che fanno parte delle scienze umane e sociali. Questa circostanza la rende un soggetto ideale per uno studio interdisciplinare che tenga conto, contemporaneamente, del suo interesse storico e della sua valenza teoretica. Nel novembre 2019 l’unità di ricerca LYNX Center for the Interdisciplinary Analysis of Images della Scuola IMT Alti Studi Lucca ha raccolto in una Winter School internazionale una serie di studiose e studiosi per interrogarsi sui molteplici aspetti di questa nozione, sulle varie pratiche che la mettono a lavoro, su diversi momenti storici e casi in cui essa diviene particolarmente evidente.

Fatta propria la lezione warburghiana, la proposta di questo numero va nella direzione di fare un primo punto dei risultati raggiunti durante la Winter School e, allo stesso tempo, tenta di compiere un piccolo passo ulteriore.

call chiusa (numero a inviti)

a seguire, in via di programmazione

 
engramma 180 | febbraio 2021 | La ninfa e altre figure (titolo provvisorio) 

a cura di Seminario Mnemosyne

chiusura call 15 dicembre 2020

engramma 181 | marzo 2021 | Sul ruolo del Dramaturg, in Italia con testi a fronte (titolo provvisorio)

a cura di Piersandra Di Matteo

chiusura call 15 gennaio 2021

engramma 182 | aprile 2021 | Pasolini (titolo provvisorio)

a cura di Andrea Cortellessa, Silvia De Laude

chiusura call: da definire

engramma 183 | maggio | Per insufficienza di prove (titolo provvisorio)

a cura di Fabrizio Lollini, Giacomo Confortin, Maria Bergamo

chiusura call da definire

 
engramma 184 | giugno | Bunker (titolo provvisorio)

a cura di Michela Maguolo, Alessandra Pedersoli

chiusura call da definire

engramma 185 | luglio | pots and plays (titolo provvisorio)

a cura di [curatori da definire]

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a seguire

Rembrandt, secondo Mnemosyne (titolo provvisorio)

a cura di Maurizio Ghelardi

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Giorgio Colli e la cultura italiana (titolo provvisorio)

a cura di Alice Barale e Monica Centanni

Di Giorgio Colli (1917-1979) è nota, a livello internazionale, l’edizione delle Operedi Nietzsche (F. Nietzsche, Werke. Kritische Gesamtausgabe, De Gruyter, 1967 ss.), curate in collaborazione con Mazzino Montinari e tradotte in Italia da Adelphi (1964 ss.). Molti altri sono, però, gli aspetti della cultura italiana su cui Colli ha esercitato un’importante influenza, dall’edizione dell’Organondi Aristotele, alla traduzione della Critica della ragion puradi Kant, ai volumi sulla Sapienza grecae all’Enciclopedia di autori classici. Tuttavia il profilo e l’azione intellettuale di Colli è rimasto in ombra: poco citato e poco studiato nell’ambito della cultura accademica, quasi del tutto scotomizzato[dimenticato?] il suo pensiero filosofico, sviluppato a partire da Nietzsche e dalla filosofia antica con grande forza e originalità. Di questa, silente ma efficace, damnatio memoriae sono da indagare cause ed effetti. “La Rivista di Engramma” dedica un numero monografico alla relazione tra Giorgio Colli e la cultura italiana, nella convinzione che il pensiero, lo stile di ricerca, e le stesse vicende editoriali delle opere di Colli siano in grado di illuminare diversi aspetti della riflessione filosofica ed estetica contemporanea.

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Nota sulle procedure di invio dei contributi e fasi redazionali

Engramma si avvale di un Comitato scientifico composto da studiosi di fama internazionale di Humanity Studies: scienze dell’antichità, storia dell’arte, architettura, filosofia, antropologia, storia del teatro e del cinema. I contributi pubblicati da Engramma (edita con cadenza mensile/bimestrale), sono selezionati dalla Redazione mediante call for papers, inviti individuali e proposte degli autori e, dopo il primo giudizio redazionale, sono sottoposti a valutazione mediante peer review in cieco. Le proposte di saggi da pubblicare in Engramma vanno inviate a classica@iuav.it o all’indirizzo email dei curatori redazionali dei numeri in programma.

I saggi devono essere consegnati in un formato conforme alle Norme redazionali per gli autori. Dopo la consegna, il saggio è sottoposto alle Procedure e alle fasi di redazione. La pubblicazione avviene secondo le norme del Codice etico adottato dalla Rivista.

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