"La Rivista di Engramma (open access)" ISSN 1826-901X

numeri in preparazione

 

engramma 180 | marzo 2021 | all art has been contemporary

a cura di Vittoria Magnoler, Lucrezia Not

call chiusa

engramma 181 | aprile 2021 | La ninfa e altri fantasmi (titolo provvisorio) 

a cura di Vittoria Magnoler e Lucrezia Not

 call chiusa

 

a seguire, in via di programmazione

engramma 182 | maggio 2021 | Pasolini, vedere (titolo provvisorio)

a cura di Andrea Cortellessa, Silvia De Laude

numero a inviti

engramma 183 | giugno | immagine e parola, in greco (titolo provvisorio)

a cura di Monica Centanni, Maurizio Harari

chiusura call: 30 aprile 2021

engramma 184 | luglio/agosto | Per insufficienza di prove (titolo provvisorio)

a cura di Maria Bargamo, Giacomo Confortin, Fabrizio Lollini

numero a inviti

engramma 185 | settembre | Bunker (titolo provvisorio)

a cura di Fernanda De Maio, Michela Maguolo, Alessandra Pedersoli

bḁ′ṅkë/ bùṅkër Il Bunker, oggetto dei seminari specifici promossi dalla Rivista di Engramma, ha evidenziato l’irriducibilità ad una particolare tipologia costruttiva, ad una specifica funzione, a una forma univoca. Immagine familiare, evocatrice di solidità, impenetrabilità, sembra refrattaria a una definizione precisa. La matrice della parola – contenitore, deposito- suggerisce una possibile evoluzione di significato verso il generico riparo – di materiali, oggetti, persone – ma osservando ciò che con bunker si designa e le definizioni che ne vengono date, il suo senso diventa molteplice: una nuvola di significati. Da un lato sta la sua prima comparsa come parola in un dizionario in una specifica lingua e la sua successiva migrazione verso altre lingue rimanendo identico nella forma ma molteplice nell’agganciare sinonimi e sfumature semantiche differenti per le varie lingue, dall’altro lato stanno le sue declinazioni entro lo spazio abitato. Nel passaggio da sostantivo ad aggettivo il termine resta immutato nella forma (aula bunker, casa bunker, isola bunker… bunker architecture, bunker island, bunker archeology…) ma “colora” in modo differente le parole a cui si accosta muovendosi tra il concetto di rifugio e il concetto di ostacolo. Proprio la polarità degli aggettivi attraverso cui è possibile descriverlo – offensivo/difensivo, evidente/ nascosto, introflesso/ estroflesso, ipogeo/epigeo, puntuale/ continuo, decontestualizzato/ parte del contesto, sradicato/ rizomatico, intimorente/ protettivo, minaccioso/sicuro, funzionale/simbolico, forma/assenza di forma, materialità/virtualità – insieme alla impossibilità di individuarne caratteristiche identificanti – forse il solo materiale di costruzione è ciò che accomuna i bunker – induce a considerarlo come concetto labile, fluido, che trova spesso anche nell'approccio metodologico una polarità, fra iperspecialismo e vaghezza. Una sua cristallizzazione che privilegi un aspetto anziché un altro può essere legittima e in molti casi è stata attuata, ma tuttavia non sufficiente a spiegarne la complessità e in definitiva il successo di diffusione che dalla seconda metà del novecento ad oggi il termine ha assunto (riferimento al grafico) nella cultura di massa. Indagare il bunker nella sua complessità, come oggetto e come concetto, come luogo fisico e mentale o come metafora, assumendo come punto di osservazione il presente, è l’obiettivo di questo numero monografico dedicato al bunker e dei seminari che lo hanno accompagnato. Rivelato al mondo dell’arte e della cultura nella sua ambigua e cupa bellezza di manufatto militare “moderno” da un saggio e da una mostra di Paul Virilio nei primi anni settanta del novecento, la sua perturbante natura si radica ad ancestrali soluzioni di difesa e struttura per invenzioni spaziali, urbane, sociali, artistiche, quantomai attuali nel momento che stiamo vivendo.

chiusura call: 15 giugno

engramma 188 | ottobre | Atlas Mnemosyne: il metodo (titolo provvisorio)

a cura di Seminario Mnemosyne

chiusura call: 15 luglio

engramma 187 | novembre | Riviste di Architettura. Storia, evoluzione, rivoluzione (titolo provvisorio)

a cura di Michela Maguolo, Anna Ghiraldini, Fernanda De Maio

[ITA] La Rivista di Engramma dedica un numero al mondo delle riviste di architettura, con l’obiettivo di fornire una valutazione di un settore, comprensivo anche delle riviste dedicate alla storia dell’architettura, che appare in espansione. Quali sono le direzioni di questa crescita? Quali sono i problemi legati alle riviste di architettura? La digitalizzazione e le risorse online hanno in qualche modo interessato/influenzato/migliorato la conoscenza dell’architettura e la sua diffusione? In che modo le riviste tradizionali hanno accettato la sfida del passaggio dal supporto cartaceo a quello digitale?
Invitiamo gli studiosi a presentare proposte (300 parole al massimo) riguardanti la storia di questo particolare genere di periodici e le trasformazioni che questi hanno subito nel passaggio dal formato cartaceo a quello elettronico.
Scadenza per l’invio degli abstract: 28 febbraio 2021.
Scadenza per l’invio dei paper: 30 giugno 2021.

[ENG] La Rivista di Engramma will dedicate an issue to the world of architecture journals. The aim is to provide an assessment of a sector, including magazines devoted to history of architecture, that seems to be expanding. In which directions? What are the problems of an architecture journal? Has digitization and online resources somehow affected/influenced/improved architectural knowledge and updating? How have traditional journals accepted the challenge of the transition from paper to digital medium?
We therefore invite scholars to submit proposals (300 words maximum) concerning the history of this particular kind of periodicals, and the transformations they underwent in the passage from paper to electronic format.
Deadline for abstract submission is February 28th, 2021.
Deadline for papers submission is June 30th, 2021.

 
engramma 189 | dicembre | Oscar Wilde  “hardly a Christmas present"(titolo provvisorio)

a cura di Eliza Bizzotto, Massimo Stella

chiusura call: 30 giugno 2021

 
Nota sulle procedure di invio dei contributi e fasi redazionali

Engramma si avvale di un Comitato scientifico composto da studiosi di fama internazionale di Humanity Studies: scienze dell’antichità, storia dell’arte, architettura, filosofia, antropologia, storia del teatro e del cinema. I contributi pubblicati da Engramma (edita con cadenza mensile/bimestrale), sono selezionati dalla Redazione mediante call for papers, inviti individuali e proposte degli autori e, dopo il primo giudizio redazionale, sono sottoposti a valutazione mediante peer review in cieco. Le proposte di saggi da pubblicare in Engramma vanno inviate a classica@iuav.it o all’indirizzo email dei curatori redazionali dei numeri in programma.

I saggi devono essere consegnati in un formato conforme alle Norme redazionali per gli autori. Dopo la consegna, il saggio è sottoposto alle Procedure e alle fasi di redazione. La pubblicazione avviene secondo le norme del Codice etico adottato dalla Rivista.

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