in fieri | numeri in preparazione
engramma 237 | luglio 2026 | Dell’ironia in architettura
a cura di Renato Bocchi, Anna Ghiraldini, Sissi Cesira Roselli
Un prezioso saggio di Manfredo Tafuri, pubblicato nel 1989 nel catalogo della grande mostra su Giulio Romano a Mantova, al titolo Giulio Romano: linguaggio, mentalità, committenti, propone esplicitamente l’interpretazione delle molte eccezioni stilistiche introdotte da Giulio Romano nella lingua classica rinascimentale dell’architettura di Palazzo Te a Mantova come deliberate forme di ironia, collegabili anche col concetto di sprezzatura così come enunciato dal Cortegiano di Baldassarre Castiglione.
Sulla scia di questa intuizione, il numero monografico proposto – facendo tesoro dei risultati di un seminario su Architettura e Ironia tenutosi a cura di Renato Bocchi e Sissi Roselli presso il dottorato “Architettura. Teorie e progetto” della Sapienza Università di Roma nel settembre 2025 e con riferimento anche al numero monografico su Architecture and Irony, curato da Emmanuel Petit, per la rivista “AR – Architectural Research”, Lubiana, 2024 – intende indagare quanto il contributo di un approccio ironico nell’ideazione e nella progettazione possa dimostrarsi fecondo e connotante anche per le esperienze dell’architettura contemporanea; nonché quanto tale approccio ironico o satirico possa talora informare la critica dell’architettura e dell’urbanistica contemporanee. In questo senso si intende ampliare il raggio di indagine già oggetto di recente interesse riguardo alle esperienze dell’arte contemporanea (visiva, installativa, performativa) da critici quali Francesco Poli (L’ironia è una cosa seria. Strategie dell’arte d’avanguardia e contemporanea, Johan & Levi, Milano 2024) o Lorenzo Balbi e Caterina Molteni (catalogo della mostra al MAMbo, Facile ironia. L’ironia nell’arte italiana tra XX e XXI secolo, Allemandi, Torino 2025).
Il numero monografico di Engramma invita perciò studiosi, ricercatori e architetti a proporre contributi (orientativamente contenuti entro un max di 30000 caratteri e con un numero di illustrazioni calibrato sulla lunghezza del saggio) relativi alle seguenti linee di ricerca:
(1) i concetti di ironia e sprezzatura e le loro applicazioni al progetto d’architettura tra il secolo XVI e il secolo XVIII;
(2) il ruolo della componente ironica nell’architettura contemporanea, con particolare riferimento alle espressioni radical e post-modern;
(3) l’uso dell’ironia e delle sue tecniche retoriche nell’attuale progettazione architettonica quale dispositivo spiazzante e inaspettato, capace di rompere la rigidità degli schemi “canonici”.
Una speciale sezione (4) sarà dedicata a progetti di ricerca, redatti in forma di fanzine scritto-grafiche, di cui verrà fornito uno specifico template, che riflettano “ironicamente” sui temi sopraindicati.
Specificare nell’invio dell’abstract la sezione per la quale si propone il contributo.
scadenza per invio proposte (titolo e abstract di max. 1500 caratteri, ita o eng) da inviare a Anna Ghiraldini (aghiraldini@iuav.it) | 27 febbraio 2026
comunicazione accettazione dei contributi | 16 marzo 2026
scadenza per invio contributi | 2 maggio 2026
procedure redazionali | norme redazionali per gli autori
A valuable essay by Manfredo Tafuri, published in 1989 in the catalogue of the major exhibition on Giulio Romano in Mantua, entitled Giulio Romano: linguaggio, mentalità, committenti, explicitly proposes the interpretation of the many stylistic exceptions introduced by Giulio Romano into the classical Renaissance language of the architecture of Palazzo Te in Mantua as deliberate forms of irony, which can also be linked to the concept of sprezzatura as enunciated by Baldassarre Castiglione in Il Cortegiano.
In the wake of this interpretation, the proposed monographic issue – drawing on the results of a seminar on Architecture and Irony held by Renato Bocchi and Sissi Roselli at the PhD programme “Architettura. Teorie e progetto” at Sapienza University of Rome in September 2025 and with reference also to the monographic issue on Architecture and Irony, edited by Emmanuel Petit, for the journal “AR – Architectural Research”, Ljubljana, 2024 – aims to investigate the extent to which an ironic approach to design can prove fruitful and significant for contemporary architectural experiences, as well as the extent to which such an ironic or satirical approach can sometimes inform the critique of contemporary architecture and urban planning.
In this sense, we intend to broaden the scope of research that has recently been the subject of interest regarding contemporary art experiences (visual, installation, performance) by critics such as Francesco Poli (L’ironia è una cosa seria. Strategie dell’arte d’avanguardia e contemporanea, Johan & Levi, Milan 2024) or Lorenzo Balbi and Caterina Molteni (catalogue of the exhibition at MAMbo, Facile ironia. L’ironia nell’arte italiana tra XX e XXI secolo, Allemandi, Turin 2025).
The monographic issue of Engramma therefore invites scholars, researchers and architects to submit contributions (indicatively limited to a maximum of 30,000 characters and with a number of illustrations calibrated to the length of the essay) relating to the following lines of research:
(1) the concepts of irony and sprezzatura and their applications to architectural design between the 16th and 18th centuries;
(2) the role of irony in contemporary architecture, with particular reference to radical and post-modern expressions;
(3) the use of irony and its rhetorical techniques in current architectural design as a surprising and unexpected device, capable of breaking the rigidity of “canonical” patterns.
A special section (4) will be dedicated to research projects, written in the form of written-graphic fanzines, for which a specific template will be provided, which reflect ‘ironically’ on the above-mentioned themes.
Please specify in your abstract submission the section for which you are proposing your contribution.
deadline for submitting proposals (title and abstract of max. 1500 characters, in Italian or English) to Anna Ghiraldini (aghiraldini@iuav.it) | 2026 February 27
notification of acceptance of contributions | 2026 March 16
deadline for submitting contributions | 2026 May 2
Policy and Editorial Procedures | Editorial Guidelines for Author
engramma 238 | agosto 2026 | Charis. Studi di Iconografia e arte cristiana
a cura di Maria Bergamo, Marina Vicelja
Émile Mâle wrote, in his seminal studies on medieval art, that Christian art is a symbolic language whose grammar must be learned. An entire century of historical scholarship and art theory has engaged around the semiotic and grammatical value of iconography, and of sacred iconography in particular: on the one hand, the rejection of normativity in favour of pure aesthetics or the freedom of artistic creation, on the other, the dissolution of the very notion of a unified linguistic code into historical and contextual relativism. Some contemporary approaches apply to mediation. Without abandoning the idea of iconography as a regulated intelligible system, they are emphasizing its historicity, mobility, and dependence on practices of reception, thereby restoring to the sacred image a grammar that is no longer normative, but culturally negotiated. Yet, in today’s secularized and multi-religious societies, a new iconographic illiteracycan be observed. With the loss of mediation provided by the superficial shared tradition — that of Western Christianity — the knowledge and the capacity to read sacred images in their original, literal, and properly iconographic meaning have been largely eroded.
The issue will bring together experts to address and discuss these questions from new theoretical, historical, and analytical perspectives. We invite contributions that focus on, but are not limited to, the following topics:
> theory and history of sacred images;
> symbolism and metaphysics of art;
> value and function of images in Christian art;
> reflections on sacred art in the contemporary world;
> comparisons between Christian art and other religious traditions;
> iconographic case studies;
> practices and examples of contemporary Christian art
mvicelja@ffri.uniri.hr e mbergamo@iuav.it
20 February – Notification of acceptance
20 April – Full paper submission (max 20.000 chars)
30 April – Editorial review and dispatch to referees
May – Peer review
June – Author revisions
July – Final editing
Scriveva Émile Mâle, nei suoi celebri studi sull’arte medievale, che l’arte cristiana è un linguaggio simbolico di cui occorre apprendere la grammatica. Attorno al valore semiotico-grammaticale dell’iconografia — e in particolare dell’iconografia sacra — si è misurato un intero secolo di studi storici e di teoria dell’arte: se da un lato si è rifiutata la norma a favore della pura estetica o della libertà dell’atto artistico, dall’altro l’idea di un codice linguistico unificato si è dissolta nel relativismo storico e contestuale. Una parte della critica è oggi a una mediazione: senza rinunciare all’idea di un’iconografia come sistema regolato e intelligibile, ne ha rivendicato la storicità, la mobilità e la dipendenza dalle pratiche di ricezione, restituendo all’immagine sacra una grammatica non normativa, ma situata e culturalmente negoziata. Tuttavia, nell’attuale società secolarizzata e multireligiosa, si assiste a un analfabetismo iconografico di ritorno. Venuta meno la mediazione di una pur superficiale tradizione condivisa — cristiana occidentale — si è perduta la conoscenza e la capacità di leggere le immagini sacre nel loro significato primario, letterale, iconografico. Il numero invita a contributi che affrontino criticamente questi nodi, secondo prospettive teoriche, storiche e analitiche.
In particolare, si sollecitano articoli su:
>teoria e storia delle immagini sacre
> simbologia e metafisica dell’arte
> valore e funzione dell’immagine nell’arte cristiana
> riflessioni sull’arte sacra nel contemporaneo
> confronti tra arte cristiana e altre tradizioni religiose
> esempi e casi di studio iconografici
> pratiche ed esperienze di arte cristiana contemporanea.
engramma 239 | settembre 2026 | Simultan. Ingeborg Bachmann: il centesimo anno
a cura di Matteo Iacovella, Camilla Miglio, Bernardo Prieto
Nel centenario della nascita di Ingeborg Bachmann (1926-1973), Engramma, in collaborazione con classicA-Iuav e l’Università Sapienza di Roma, dedica un numero alla sua dimensione mediatica, intesa in senso ampio e interdisciplinareA partire dal titolo del suo famoso racconto Simultan, oggetto dell’esplorazione sono la natura simultanea e relazionale dell’arte e della vita, mettendo in dialogo scrittura, lingue, traduzione, musica, arti visive e media. Invitiamo a proporre contributi sui seguenti temi:
• Lingua, lingue, traduzione, poesia
• Musica e poesia
• Poesia e arti visive
• Scrivere e abitare lo spazio
• Scritture, oralità, performance e radiofonia
• Medialità del corpo, Bachmann icona mediatica
• Materialità della scrittura, frammentarietà, refuso, lapsus, cancellatura
Gli studiosi interessati sono invitati a proporre un loro contributo nella loro lingua madre – ITA, ENG, DE, FR, ES
deadline per la presentazione delle proposte (titolo e abstract, max 1500 caratteri) a camilla.miglio@uniroma1.it | 30 aprile 2026
accettazione dei contributi | 30 maggio 2026
deadline per la consegna dei contributi | 20 luglio 2026
pubblicazione del numero | 17 ottobre 2026 (anniversario della morte di I.B.)
procedure redazionali | norme redazionali per gli autori
On the centenary of the birth of Ingeborg Bachmann (1926-1973), Engramma, in collaboration with classicA-Iuav and Sapienza University of Rome, dedicates an issue to her medial dimension, understood in a broad and interdisciplinary sense. Taking its cue from the title of her well-known short story Simultan, this issue explores the simultaneous and relational nature of art and life, bringing into dialogue writing, languages, translation, music, the visual arts, and media. We invite contributions on the following topics:
• Language, languages, translation, poetry
• Music and poetry
• Poetry and the visual arts
• Writing and inhabiting space
• Writing, orality, performance, and radio
• The mediality of the body; Bachmann as a media icon
• The materiality of writing: fragmentation, typographical error, slip, erasure
Scholars are invited to submit contributions in their mother tongue – ITA, ENG, DE, FR, ES
deadline for submitting proposals (title and abstract of max. 1500 characters, in Italian or English) to camilla.miglio@uniroma1.it | April 30th 2026
notification of acceptance of papers | May 30th 2026
deadline for submitting papers | July 20th 2026
publication date | 17 October 2026 (anniversary of I.B.'s death)
Policy and Editorial Procedures | Editorial Guidelines for Author
engramma 240 | ottobre 2026 | Letteratura artistica (titolo provvisorio)
a cura di Fabrizio Lollini, Angelo Maria Monaco, Giulia Zanon
Nel solco della riflessione inaugurata da Julius von Schlosser sulla Kunstliteratur – intesa come il vasto campo di indagine di scrittura sull’arte, comprendente fonti, descrizioni, traduzioni, riscritture, rimediazioni – con questo numero di Engramma si intende interrogare la nozione di “traduzione” come principio euristico per ripensare, oggi, lo studio dell’opera artistica. Traduzione sia dunque la chiave interpretativa per i problemi di ricezione, di critica, di tecnica artistica, di pratica curatoriale e performativa. Nella consapevolezza dello scarto che essa ineluttabilmente implica – il tradimento che s’annida nel suo nome – la traduzione non sia uno strumento per mettere in forma istanze di omologazione, tanto meno esclusivamente linguistica, ma il grimaldello per aprire varchi di indagine metodologica, operazioni costitutivamente instabili, attraverso le quali le opere d’arte si offrano a letture differenziate, generate dalla loro frizione con tempi, linguaggi, sguardi, contesti culturali e orizzonti critici diversi.
Alcuni possibili assi tematici:
• Tradurre la storia dell’arte | problemi di lessico, di stile, di anacronismo e trasferibilità del concetto;
• Traduzione come processo tecnico | la trasposizione delle opere da una tecnica all’altra come dispositivo di traduzione
• Traduzione come translatio e come deductio | il passaggio da un luogo all’altro come ridefinizione di senso – collezioni, musei, pratiche curatoriali;
• Traduzione come atto performativo e poietico | riadattamento, riscrittura, messa in scena, riattivazione e negazione della tradizione.
Studiosi, provenienti da diversi ambiti disciplinari e impegnati nella riflessione sulla letteratura artistica e sulla storia dell’arte lato sensu, sono invitati a presentare contributi originali che si confrontino con questo specifico orientamento interpretativo.
deadline per la presentazione delle proposte (titolo e abstract, max 1500 caratteri) a fabrizio.lollini@unibo.it, angelomaria.monaco@unive.it, gzanon@iuav.it | 15 maggio 2026
accettazione dei contributi | 30 maggio 2026
deadline per la consegna dei contributi | 10 settembre 2026
procedure redazionali | norme redazionali per gli autori
i contributi sono accettati in lingua italiana, inglese, francese, spagnola, tedesca
engramma 241 | novembre 2026 | archeologia aria acqua
a cura di Maddalena Bassani, Jacopo Tabolli
call e scadenze in via di elaborazione
engramma 241 | dicembre 2026 / gennaio 2027 | Mnemosyne. Atlante come oggetto e come progetto
a cura di Monica Centanni e Giulia Zanon
Engramma 241 è dedicato all’Atlante Mnemosyne di Aby Warburg come oggetto – nella stagione della sua nuova fortuna, dagli anni Novanta, nella sua stagione di nuova fortuna in varie mostre ed esposizioni. Engramma 241 è dedicato all’Atlante Mnemosyne come progetto – machine à penser, modello epistemologico e filosofico, testo metodologico di riferimento per lo studio della psicostoria della tradizione classica.
Engramma 241 ruota intorno alla presentazione di un esito significativo delle ricerche sul Bilderatlas che il Seminario Mnemosyne coltiva e che Engramma pubblica fin dai suoi primi numeri: la pubblicazione, per i tipi di Carocci nei primi mesi del 2026, della prima edizione commentata dell’Atlante Mnemosyne, a cura di Maurizio Ghelardi e di Monica Centanni, e di un Lemmario che raccoglie le voci di oltre quaranta termini chiave per la lettura di Mnemosyne.
Gli studiosi che lavorano all’analisi dell’Atlante Mnemosyne, al suo metodo e alla sua eredità viva per le discipline umanistiche, artistiche, curatoriali, sono invitati a proporre un loro contributo (ITA, ENG, DE, FR, ES)
Engramma 241 is devoted to Aby Warburg’s Mnemosyne Atlas as an object – in the season of its renewed fortune, from the 1990s onwards, in the context of various exhibitions and displays. Engramma 241 is also devoted to the Mnemosyne Atlas as a project – a machine à penser, an epistemological and philosophical model, a methodological reference text for the study of the psychohistory of the Classical tradition.
Engramma 241 centres on the presentation of a significant outcome of the research on the Bilderatlas pursued by the Seminario Mnemosyne and published in Engramma since its earliest issues: the publication, by Carocci in the early months of 2026, of the first annotated edition of the Mnemosyne Atlas, edited by Maurizio Ghelardi and Monica Centanni, together with a Lemmario collecting more than forty key entries for the reading of Mnemosyne.
Scholars working on the analysis of the Mnemosyne Atlas, on its method, and on its living legacy for the humanities, the arts, and curatorial practices are invited to submit a contribution (ITA, ENG, DE, FR, ES).
abstract submission deadline | 15 February 2026
(to be send to centanni@iuav.it and gzanon@iuav.it)
contributions submission deadline | 15 April 2026
submissions may be in English, Italian, Spanish, German or French
procedure redazionali | norme redazionali per gli autori
Policy and Editorial Procedures | Editorial Guidelines for Author
engramma 242 | febbraio 2027 | Pasolini e lo spazio dell’alterità
a cura di Lisa Gasparotto e Paolo Desogus
Il volume è la sintesi di una riflessione, condivisa dagli autori in sedi diverse (convegni, seminari, Scuola Pasolini), attorno al tema dell'alterità e dello spazio nell’opera pasoliniana. I saggi indagano l’opera di Pasolini con particolare attenzione agli scritti teorici sulla poesia popolare, alle opere letterarie (poesia, romanzi e racconti di viaggio) e alla produzione cinematografica, ai documentari, da cui è possibile estrarre gli strumenti per analizzare le forme espressive della scoperta pasoliniana dell'altro da sé, come ad esempio i dialetti, le parlate, gli artifici stilistici e le forme narrative (regresso, discorso indiretto libero, appunti). Da questi scritti emergeranno sia le connessioni poetiche, politiche ed esistenziali che Pasolini ha intrattenuto con le classi popolari (i contadini, friulani, i borgatari romani, i gruppi sociali dei paesi del terzo mondo) e sia i modi e le forme attraverso cui tale rapporto con l'alterità e la spazialità è stato coltivato sotto l’influsso degli studi demologici, etnografici e antropologici.
numero a inviti
Nota sulle procedure di invio dei contributi e fasi redazionali
Engramma si avvale di un International Advisory Board composto da studiosi di fama internazionale di Humanity Studies: scienze dell’antichità, storia dell’arte, architettura, filosofia, antropologia, storia del teatro e del cinema. I contributi pubblicati da Engramma (edita con cadenza mensile), sono selezionati dal Comitato editoriale mediante call for papers, inviti individuali e proposte degli autori e, dopo il primo giudizio redazionale, sono sottoposti a valutazione mediante peer review a doppio cieco. Le proposte di saggi da pubblicare in Engramma vanno inviate a classica@iuav.it o all’indirizzo email dei curatori dei numeri in programma.
I saggi devono essere consegnati in un formato conforme alle Norme redazionali per gli autori. Dopo la consegna, il saggio è sottoposto alle Procedure e alle fasi di redazione. La pubblicazione avviene secondo le norme del Codice etico adottato dalla Rivista.