"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

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Numeri in preparazione

 

engramma 165 | maggio 2019 | Warburgian Studies (titolo provvisorio

a cura di Monica Centanni, Anna FressolaMaurizio Ghelardi

call chiusa

engramma 166 | giugno 2019 | Olivetti: comunità, conflitti, intelligenze, forme di vita

a cura di Sara AgnolettoOlivia Sara Carli, Roberto Masiero

curatore scientifico Nicolas Martino

Nella città di Ivrea, tra il 1930 e il 1960, architetti e urbanisti diedero forma a un progetto industriale e socio-culturale innovatore, nato dalla volontà di Adriano Olivetti di dare una risposta alternativa, e di eccezionale qualità, ai quesiti posti dal rapido evolversi dei processi di industrializzazione e dall’organizzazione capitalistica della società che prospettava una non più risarcibile frattura tra ‘vita’ e ‘lavoro’. Il numero in programma vuole quindi esplorare i diversi temi che l’esperienza di Ivrea coagula attorno alle sue eccezionali architetture, tanto più importanti perché materializzazione delle teorie sociali e politiche elaborate da Adriano Olivetti nell’ambito del ‘Movimento Comunità’.

Da un lato dunque la questione dello sviluppo urbanistico e architettonico della città industriale che, a partire dai primi edifici progettati da Luigi Figini e Gino Pollini, ha portato il complesso Olivetti a crescere perfettamente integrato con la città preesistente e il territorio (fino a coprire una superficie di circa 70.000 ettari) e contare il contributo progettuale di alcuni tra i più noti architetti e urbanisti italiani del XX secolo: Roberto Gabetti e Aimaro Isola, Marcello Nizzoli, Annibale Fiocchi, Gian Antonio Bernasconi, Pietro Porcinai, Gino Valle, Iginio Cappai e Pietro Mainardis, Ignazio Gardella.

Ma sarebbe anche interessante poter indagare la grande varietà tipologica e tecnologica dei singoli edifici i quali, per rispondere all’esigenza di definire una ‘comunità’ Olivetti, comprendono non solo stabilimenti produttivi, uffici e residenze per dirigenti e operai ma anche numerosi servizi quali l’asilo nido e la scuola, la mensa, la biblioteca e i centri ricreativi, e definiscono così, nel loro complesso, un modello industriale e sociale all’avanguardia la cui espressione architettonica si è conservata intatta – nella forma, nella struttura e nei materiali – mantenedo integri i propri caratteri costruttivi e architettonici.

Il numero comprenderà poi una serie di interviste a olivettiani, più o meno vicini, per indagare alcuni dei temi cari alla teorizzazione di Adriano, per rileggerli criticamente e in chiave dialettica in rapporto alla contemporaneità.

chiusura call: 5 maggio 2019

engramma 167 | luglio/agosto 2019 | Pink Floyd a 40 anni dal Concerto di Venezia (titolo provvisorio

a cura di Michela Maguolo, Alessandra Pedersoli

chiusura call: 15 giugno 2019

engramma 168 | settembre 2019 | Studi iconologici (titolo provvisorio) 

a cura di Fabrizio Lollini, Maria Bergamo

chiusura call: 30 giugno 2019

in preparazione (con possibilità di slittamenti e cambi nell’ordine di programmazione)

engramma 169 | ottobre 2019 | Astrologi in Europa tra XV e XVII secolo (titolo provvisorio

a cura di Elisa Bastianello

chiusura call: 15 luglio 2019

engramma 170 | novembre 2019 | Gio Ponti (titolo provvisorio) 

a cura di Anna Ghiraldini

chiusura call: 15 settembre 2019

engramma 171 | dicembre 2019 | Giorgio Colli e la cultura italiana (titolo provvisorio

a cura di Alice Barale e Monica Centanni

Di Giorgio Colli (1917-1979) è nota, a livello internazionale, l’edizione delle Operedi Nietzsche (F. Nietzsche, Werke. Kritische Gesamtausgabe, De Gruyter, 1967 ss.), curate in collaborazione con Mazzino Montinari e tradotte in Italia da Adelphi (1964 ss.). Molti altri sono, però, gli aspetti della cultura italiana su cui Colli ha esercitato un’importante influenza, dall’edizione dell’Organondi Aristotele, alla traduzione della Critica della ragion puradi Kant, ai volumi sulla Sapienza grecae all’Enciclopedia di autori classici. Tuttavia il profilo e l’azione intellettuale di Colli è rimasto in ombra: poco citato e poco studiato nell’ambito della cultura accademica, quasi del tutto scotomizzato[dimenticato?] il suo pensiero filosofico, sviluppato a partire da Nietzsche e dalla filosofia antica con grande forza e originalità. Di questa, silente ma efficace, damnatio memoriae sono da indagare cause ed effetti. “La Rivista di Engramma” dedica un numero monografico alla relazione tra Giorgio Colli e la cultura italiana, nella convinzione che il pensiero, lo stile di ricerca, e le stesse vicende editoriali delle opere di Colli siano in grado di illuminare diversi aspetti della riflessione filosofica ed estetica contemporanea.

chiusura call: 30 ottobre 2019

Nota sulle procedure di invio dei contributi e fasi redazionali

Engramma si avvale di un Comitato scientifico composto da studiosi di fama internazionale di Humanity Studies: scienze dell'antichità, storia dell'arte, architettura, filosofia, antropologia, storia del teatro e del cinema. I contributi pubblicati da Engramma (edita con cadenza mensile/bimestrale), sono selezionati dalla Redazione mediante call for papers, inviti individuali e proposte degli autori e, dopo il primo giudizio redazionale, sono sottoposti a valutazione mediante peer review in cieco. Le proposte di saggi da pubblicare in Engramma vanno inviate a classica@iuav.it o all'indirizzo email dei curatori redazionali dei numeri in programma.

I saggi devono essere consegnati in un formato conforme alle Norme redazionali per gli autori. Dopo la consegna, il saggio è sottoposto alle Procedure e alle fasi di redazione. La pubblicazione avviene secondo le norme del Codice etico adottato dalla Rivista.

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