"La Rivista di Engramma (open access)" ISSN 1826-901X

numeri in preparazione

 
 
engramma 188 | gennaio/febbraio 2022 | Riviste di Architettura. Storia, evoluzione, rivoluzione (titolo provvisorio)

a cura di Fernanda De MaioAnna Ghiraldini e Michela Maguolo

[ITA] La Rivista di Engramma dedica un numero al mondo delle riviste di architettura, con l’obiettivo di mettere a fuoco un settore – comprensivo anche dei periodici dedicati alla storia dell’architettura – in evoluzione e oggetto di dibattito. Nell’attuale momento storico in cui le piattaforme digitali consentono una sorta di “felice anarchia” per una informazione senza filtri della cultura architettonica e in cui ciascun architetto, studio o gruppo, può, senza grossi vincoli di budget e di tempo, costruire la comunicazione della propria esperienza nel campo professionale cosa resta delle riviste di architettura? Quali obiettivi si pongono: l’informazione, la comunicazione, la critica dell’architettura, o altro ancora? Quali difficoltà devono affrontare? In che modo hanno accettato la sfida del passaggio dal supporto cartaceo a quello digitale? Che ruolo ha la grafica in questo passaggio? La rivoluzione digitale ha interessato/influenzato/migliorato la conoscenza dell’architettura e la sua diffusione?
Non vi è dubbio che su piattaforma o su cartaceo quello delle riviste di architettura appare un settore in movimento, a giudicare dalle nuove testate che affiancano quelle che ancora esistono tra le “storiche”.  Ma qual è la domanda reale di riviste di architettura a fronte di una offerta che appare crescente? E la nascita di piccole riviste “di nicchia” è una risposta all’esigenza di spazi per la formazione del pensiero e della critica dell’architettura?
Luoghi di informazione tecnica, di aggiornamento professionale, ma anche di discussione e confronto critico per sviluppare idee intorno ai modi di abitare le città, i luoghi pubblici e le case, le riviste si sono date, in alcuni casi, l’obiettivo di orientare in forma diffusa il gusto e lo stile, in altri, come riflesso di avanguardie culturali, hanno inciso fortemente sulla nascita di alcuni settori industriali di alta specializzazione e qualità estetica.
Originate da spinte sociali, economiche e culturali le riviste di architettura hanno anche rappresentato delle esperienze collettive e delle volontà militanti. Per un certo periodo, alcune di loro sono state luogo di formazione, in cui i progetti culturali proposti, di grande forza e talvolta tendenziosità, erano alternativi a quelli prodotti da accademia e università, da cui i loro direttori – architetti impegnati come professionisti e come intellettuali – erano spesso messi ai margini. Quanto di tutto questo è ancora vivo nel panorama attuale? Cosa è cambiato?
Vorremmo raccogliere testimonianze, storie, riflessioni per costruire un quadro e provare a individuare direzioni di sviluppo.
Si invita a presentare proposte (300 parole al massimo)


call chiusa

[ENG] La Rivista di Engramma dedicates an issue to the world of architecture journals with the aim of focusing on a sector – including magazines about the history of architecture – which seems to be in movement and object of debate. In the current historical moment – where digital platforms allow a sort of “happy anarchy” for unfiltered information of the architectural culture and each architect, studio or group can build the communication of their own experience in the professional field without great constraints of budget and time – what remains of architecture journals? Which is their goal: information, communication, critics of architecture or else? What kind of problems are they facing today? Have they accepted the challenge of the transition from paper to digital? If so, how? And which is the role of graphics in this transition? Has the digital revolution affected/influenced/improved the knowledge of architecture and its diffusion?
The number of architecture journals is increasing, both on platform and on paper, and new magazines join those still existing among the “historical” ones. But what is the real demand for architecture journals in the face of an apparently growing supply? And is the flourishing of small “niche” journals the answer to the need for a space for growing a critical architectural thought?
As places for technical information, but also for discussion and critical comparison with the aim to develop ideas about ways of inhabiting cities, public places and homes, architecture journals used sometimes to be aimed at orienting and spreading an idea of taste and style. Some other times, they have been a reflection of cultural avant-garde, which strongly influenced the birth of some highly specialized and aesthetic quality industrial sectors.
When originating from social, economic and cultural motivations, architecture journals have also represented collective experiences and militant wills. They have been a place of education, where strong cultural projects, sometimes tendentious, were proposed as alternatives to the ones produced by academia and university and their editors – architects committed as professionals and as intellectuals – were often marginalized.
How much of this is still existing in the current panorama? What has changed?
We wish to collect witnesses, stories and reflections in order to build a framework and identify possible directions of development.

We accept submission (300 words maximum)



 

engramma 189 | marzo 2022 | Il Medioevo secondo Pasolini

a cura di Silvia De Laude, Paolo Desogus, Lisa Gasparotto, Stefania Rimini

numero a inviti
 

engramma 190 | aprile 2022 | Aby Warburg and his Method

a cura di Maurizio Ghelardi, Giulia Zanon

call chiusa

engramma 191 | maggio 2022 | Testo con figura

a cura di Monica Centanni, Piermario Vescovo 

Il numero di Engramma “Testo con figura” accoglie una serie di casi di studio in cui sia chiaro un rapporto univoco tra un testo e un’immagine, sia in una direzione che nell’altra, in combinazione e interrogazione complessa. Ovvero: non una figura a fronte che esaurisca la sua funzione nel carattere di illustrazione, né una figura con testo a fronte che si riduca al ruolo di didascalia. Non è necessario uno svolgimento interpretativo articolato, come di consuetudine per le indagini sul significato delle immagini, che ricorra a un plurimo riferimento a fonti letterarie e alla ricognizione esaustiva della bibliografia critica per costruire una spiegazione o una riconduzione al soggetto di un’immagine. Attendiamo proposte di accoppiamenti, non troppo giudiziosi.

chiusura call con invio abstract: 30 gennaio 2022
consegna saggi: 15 marzo 2022

 

 
Nota sulle procedure di invio dei contributi e fasi redazionali

Engramma si avvale di un Comitato scientifico composto da studiosi di fama internazionale di Humanity Studies: scienze dell’antichità, storia dell’arte, architettura, filosofia, antropologia, storia del teatro e del cinema. I contributi pubblicati da Engramma (edita con cadenza mensile/bimestrale), sono selezionati dalla Redazione mediante call for papers, inviti individuali e proposte degli autori e, dopo il primo giudizio redazionale, sono sottoposti a valutazione mediante peer review in cieco. Le proposte di saggi da pubblicare in Engramma vanno inviate a classica@iuav.it o all’indirizzo email dei curatori redazionali dei numeri in programma.

I saggi devono essere consegnati in un formato conforme alle Norme redazionali per gli autori. Dopo la consegna, il saggio è sottoposto alle Procedure e alle fasi di redazione. La pubblicazione avviene secondo le norme del Codice etico adottato dalla Rivista.