"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

50 | luglio/settembre 2006

9788898260966

titolo

Nota sui 'contorniati'

a cura del Centro studi classicA

La diffusione dei cosiddetti 'contorniati', medaglie caratterizzate da un solco che segue il contorno di entrambe le facce, è un fenomeno circoscritto: localizzato nell’ambito dell’urbanitas romana, è limitato, anche da un punto di vista cronologico, a un periodo che va dalla seconda metà del IV secolo d.C. fino alla metà del V secolo. 

Si tratta di medaglie che, per le particolari tipologie iconografiche che ne caratterizzano il recto, sono state definite come "pseudomoneta": prive cioè di un valore economico corrente, ma destinate a usi specifici e celebrativi. Infatti la maggior parte dei contorniati riporta sul recto non tanto i profili degli imperatori del Basso Impero sotto cui vennero coniati (tipo iconografico peraltro presente in parte delle medaglie), quanto piuttosto altri particolari soggetti: Alessandro Magno oppure la madre Olimpiade con i serpenti; capita di imperatori del passato (in particolare Nerone e Traiano); aurighi o venatores del circo; divinità e personificazioni (da Serapide alla dea Roma); personaggi della cultura letteraria e filosofica (è stato riconosciuto un 'canone' formato da sei intellettuali greci e sei romani, da Omero ad Apuleio).

        

da sinistra:
Alessandro Magno; Augusto, Nerone; Traiano, Apuleio 

        

da sinistra:
Omero; Apuleio

Anche il verso dei contorniati è caratterizzato da iconografie, spesso correlate per tema a quelle raffigurate sul recto (alcuni esemplari presentano invece il rovescio liscio): figurazioni legate alle vicende di Alessandro Magno; immagini di ludi; figure divine e allegoriche; letterati e intellettuali della cultura greco-romana; miti legati all'esaltazione della casa imperiale e alle origini della città di Roma.

       

da sinistra:Olimpiade sulla kliné con i serpenti; Ratto delle Sabine; Corsa di quadrighe al Circo Massimo; Personificazione di Roma

Al repertorio di miti, spesso iconograficamente rari, presenti sul verso dei contorniati si ascrivono vari episodi di ispirazione virgiliana connessi all'ascendenza 'troiana' di Roma, come Enea in fuga da Troia con Anchise sulle spalle e il piccolo Ascanio per mano (Virgilio, Aen. II, 721 ss.). Frequente è poi nei contorniati la raffigurazione di Scilla con la nave di Odisseo (Virgilio, Aen. III, 424 ss.); Odisseo torna anche sul verso delle medaglie come protagonista dell'episodio di Polifemo, ancora una storia collegata, come Scilla, al ciclo delle imprese di Ulisse, e quindi indirettamente al ciclo troiano (vedi, in questo stesso numero di Engramma, la Nota sul ciclo di Sperlonga).

    Descrizione: http://www.engramma.it/engramma_revolution/50/img/013_9.4_scilla.jpg

da sinistra: 
Enea in fuga da Troia con Anchise sulle spalle e Ascanio per mano; Scilla con la nave di Ulisse (al recto: Alessandro Magno); Ulisse aggrappato all'ariete, in fuga dall'antro di Polifemo (al recto: Caracalla)

Al ciclo troiano si ascrive anche la raffigurazione di Laocoonte (sul recto: Traiano, Vespasiano, Nerone).

Tutta da chiarire resta la funzione di queste medaglie, la cui iconografia ha dato adito a diverse ipotesi: la ricorrenza di temi ludici ha fatto ipotizzare che si trattasse di premi per i giocatori, souvenirs o tessere di ingresso per gli spettacoli, ovvero amuleti legati al contesto circense, o ancora fiches usate per giochi di società. 

Su questa linea legata al tema dei ludi si pone anche l’intepretazione di Santo Mazzarino, che definisce i contorniati "quasi commentario monetale delle grandi ferie e ludi romani, e della cultura tradizionale": secondo lo studioso, i contorniati si potrebbero identificare con la pecunia spectaculis menzionata in un editto del Basso Impero, che prevedeva la distribuzione di tale 'gratifica' ai cittadini romani per gli spettacoli urbani. Sulla base di questa ipotesi interpretativa Mazzarino vede nel gusto retrospettivo dell'iconografia dei contorniati il riferimento a un patrimonio tradizionale comune, condiviso tanto dalla popolazione ancora 'pagana', quanto da quella convertita alla nuova religione cristiana. 

Con questa lettura lo storico si contrappone a una precedente interpretazione dei contorniati proposta da Andras Alföldi, che considera invece la diffusione delle medaglie tra il IV e il V secolo come il "mezzo della propaganda senatoria contro l'impero cristiano", proprio nel periodo di transizione che vede l'affermarsi della cultura cristiana come vincente rispetto al paganesimo. A partire dalla valenza apotropaica della raffigurazione di Alessandro Magno nei contorniati, Alföldi conclude che queste medaglie, con i loro nostalgici riferimenti a una Roma ancora 'ellenistica', avessero il valore di amuleti e munera benauguranti diffusi a Roma dalla classe senatoria in occasione delle feste dei Saturnalia per l’inizio del nuovo anno, in funzione propagandistica di un "movimento criptopagano". 

L'ipotesi di Alföldi è ripresa e rilanciata anche da Riccardo Di Giuseppe, che vede nei contorniati l'espressione della paideiatradizionale dei gentili ormai in declino, ma che rivendicano ancora orgogliosamente i propri valori e le proprie coordinate culturali mediante la diffusione 'in effigie' di miti, di figure e di immagini esemplari del passato. Secondo Di Giuseppe le immagini dei contorniati, in quanto "segni di memoria", testimoniano che il patrimonio della tradizione è ancora un riferimento forte e attivo, un 'emblema di partito' contro le nuove immagini e le nuove parole d'ordine del vincente cristianesimo. In altre parole, traducendo nei nostri termini, all'epoca di Giuliano e di Simmaco, almeno nella prospettiva di una parte della classe dirigente romana dell'età post-costantiniana, 'pagano' equivaleva a 'classico'.

Riferimenti bibliografici essenziali

Andras Alföldi, Die Kontorniat-Medaillons, 3 voll., Berlin 1976 (2a edizione); in particolare per la figura di Laocoonte v. vol. I (Katalog), tavv. 63, 74, 78, 79, 104, 121; vol. II, pp. 60-61, 158
Riccardo Di Giuseppe, Sugli dèi, il mondo e gli affari umani, in Salustio, Sugli dèi e il mondo, Milano 2000, pp. 11-63
Santo Mazzarino, Contorniati, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Classica e Orientale, vol. II, Roma 1959, pp. 784-791.

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