"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

102 | dicembre 2012

9788898260478

titolo

Mese di Marzo - Ariete

Marco Bertozzi

>Mese per mese

Francesco del Cossa e bottega, I due registri superiori del mese di Marzo

I figli dei pianeti: le tessitrici

Fascia superiore

Tutela di Pallade Atena (Minerva), dea della sapienza, della guerra, delle scienze e delle arti. La divinità tutelare celebra il suo trionfo su un carro trainato da liocorni e ornato da velature, che ondeggiano al vento. L’astuta figlia di Zeus e Metis è qui rappresentata nelle vesti di dea della giustizia, cioè di saggia e prudente amministratrice della città, e (come Atena Ergane) di protettrice delle arti e delle attività femminili (la tessitura).

A sinistra, la rappresentazione di figli e discepoli della dea: medici, artisti, poeti, giuristi, appartenenti allo studio ferrarese. Tra questi personaggi, è riconoscibile Leon Battista Alberti (il cui “ritratto” è stato identificato da Ranieri Varese). A destra, tre tessitrici al telaio, attorniate da un gruppo di eleganti dame, mostrano quale sorte toccherà ai nati sotto il segno dell’Ariete.

Atena è collegata alla tessitura tramite il mito di Aracne. Le tre figure femminili, in primo piano, rappresentano le tre Moire (Parche), che scandiscono l’eterno svolgersi del destino.

Da notare che, nella fascia inferiore, è raffigurato Borso d’Este, mentre amministra saggiamente la giustizia. L’architrave interno del palazzo, in cui si trova Borso, reca l’inequivocabile scritta “IUSTICIA”. I benefici influssi di Atena si riflettono, dunque, nella maggiore virtù del magnifico principe di Ferrara: la complessa tessitura dei dipinti è destinata a esaltarne il giusto governo, oltre che la prevista e attesa nomina papale a duca della città estense.

Fascia mediana - I tre decani, accompagnati dal segno zodiacale dell'ariete

I tre decani con il segno zodiacale dell'Ariete

Primo decano dell'Ariete

Primo decano (Ariete I)

Il primo decano dell’Ariete è un uomo di pelle scura, occhi rossi, robusto, con giacca e pantaloni bianchi, stracciati. Sta in piedi, in atteggiamento minaccioso, è cinto in vita da una corda, di cui tiene un capo con la mano sinistra.

La rappresentazione deriva dalla sfera indiana del trattato di Albumasar. Warburg volle, con tenacia, scorgervi la metamorfosi dell’antica costellazione greca di Perseo, qui disarmato, i cui attributi non sono più riconoscibili, se non nell’atteggiamento aggressivo del decano (Warburg [1912] 1966). Più probabilmente, la figura risale ad una costellazione fantasma, che si trova in zona di confine, tra Pesci e Ariete. Manilio (Astr. V, 645-655), che scrive il suo poema astrologico nel primo secolo d.C., attribuisce una curiosa sorte ai nati sotto tale configurazione astrale, quella cioè di arrampicarsi in funamboliche evoluzioni su una fune tesa verso il cielo. La fune di questo fantomatico acrobata si riferisce al lungo nastro che collega i due Pesci della costellazione omonima (Bertozzi 1999, pp. 38-45; Bertozzi 2007).

Primo decano dell'Ariete

Secondo decano (Ariete II)

Una donna dai capelli biondi, accovacciata; indossa un elegante vestito rosso, con panni svolazzanti sulle spalle.

La figura riproduce, solo in parte, la descrizione della sfera indiana di Albumasar: “una donna che indossa vestiti di colore rosso, ha un solo piede e la sua immagine è simile a quella di un cavallo” (Bertozzi 1999, p. 46; Jaffé [1932] 1999, p. 115). L’aspetto regale e l’abbigliamento sfarzoso alludono alla sovranità di Cassiopea, collegata (secondo il mito astrale) alle costellazioni di Cefeo, Perseo, Andromeda e Cetus (il mostro marino).

Primo decano dell'Ariete

Terzo decano (Ariete III)

Un giovane, di bell’aspetto, dai capelli biondi, lunghi e arricciati, elegantemente vestito. Tiene una freccia nella mano destra e un cerchio con la sinistra; da entrambi i polsi scendono lunghi lacci.

La descrizione si ritrova nella sfera indiana di Albumasar (Bertozzi, 1999, pp. 46-47; Jaffé [1932] 1999, p. 115). Gli attributi - cioè la freccia (corrispondente alla frusta), il cerchio e i lacci pendenti dai polsi - alludono ad Enioco, la costellazione dell’Auriga menzionata da Manilio (Astr. V, 67 ss.): la costellazione di Enioco (l’Auriga), che si leva al quindicesimo grado dell’Ariete, trasmetterà (ai nati sotto la sua influenza) quelle straordinarie qualità di cocchiere che lo resero degno, agli occhi di Giove, di essere assunto in cielo.

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