"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

30 | gennaio/febbraio 2004

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Le pietre di Pikionis

Presentazione della mostra: Tra terra e cielo: i sentieri di Pikionis di fronte all'Acropoli di Atene, Treviso, Palazzo Bomben, Fondazione Benetton Iniziative Culturali, 8 novembre 2003 / 18 gennaio 2004

Monica Zanettin

L'esposizione nasce in seguito alla XIV edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, che nel 2003 ha premiato il progetto di sistemazione dei sentieri alle pendici dell'Acropoli e del colle di Filopappo ad Atene (1954-1957) ad opera di Dimitris Pikionis (1887-1968). La mostra, organizzata dalla Fondazione Benetton Iniziative Culturali, con l'esposizione di materiali fotografici, opere grafiche e disegni originali provenienti dall'archivio Pikionis di Atene, presenta i percorsi che l'architetto greco meditò negli anni '30 e realizzò vent'anni dopo; pavimentazioni e sentieri che evidenziano la ricerca del dialogo tra l'architetto, la rovina e il paesaggio. Pikionis affermerà di collocare la propria filosofia del progetto tra i due poli dell'Oriente e dell'Occidente, chiavi per comprendere la creatività come dualismo e lotta, come strategia per risolvere il conflitto tra il pathos orientale e il rigore occidentale. Ispirato alla conservazione dell'"alfabeto primordiale" attraverso la forza organizzativa del Numero (come aveva scritto in Topografia estetica del 1935), l'architetto confessa di aderire per forma mentis all'Oriente e dimostra di sfruttare entrambi i poli come dialettica di innovazione. L'allestimento che ha fatto giungere assieme ai disegni originali veri alberi d’ulivo, si presta ancor più a rendere la deambulazione creata attorno all'Acropoli, ai Propilei, all'area di San Dimitrios Loumbardiaris, con le zone per sostare e gli scorci aperti sulla campagna ateniese. Numerose foto e bozzetti illustrano un percorso di ricerca che dà prova di una linea espressiva unitaria e fluida: assieme sentieri e punti di ristoro; siti archeologici lungo il cammino e pietre abbandonate in modo sparso, ma non casuale. In particolare, sono i sassi e le pietre sul bordo del sentiero con le loro differenze cromatiche, le forme sbozzate o il taglio netto, la messa in opera verticale o orizzontale, a descrivere con varietà un pensiero che, alludendo all'architettura antica e ai suoi resti, attraverso un tono arcaico e primitivo diventa estremamente moderno. In questo rapporto con l'antico e i suoi luoghi, Pikionis dimostra di saper potenziare il circuito attorno all'Acropoli come un potente organo della memoria, di recuperarne le tracce ben oltre l'accezione di classico percepita da Winkelmann, poiché la coerenza dei materiali lapidei e il loro primitivismo formale, fanno sì che l'antico sia ancora più vicino alla soglia mnestica del "patrimonio ereditario inalienabile" (Warburg, Introduzione all'Atlante Mnemosyne, 1929).

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