"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

88 | marzo 2011

9788898260331

titolo

La fortuna di Alessandro, dall’antichità all’età moderna

Nota su Alessandro Magno in età moderna, a cura di Franco Biasutti e Alessandra Coppola

Maddalena Bassani

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Nell'ambito del recente revival  di studi dedicati ad Alessandro Magno e alla sua fortuna in età antica e post-antica (in questo stesso numero di Engramma, vedi il contributo di Claudia Daniotti) merita di essere segnalato un interessante volume miscellaneo edito nel 2009 ma in circolazione dall'anno scorso, che costituisce l'esito conclusivo di un programma di ricerca finanziato dall'Ateneo di Padova nel 2006. L’obiettivo della ricerca era quello di indagare la continuità e le trasformazioni del mito del Macedone dal Rinascimento alla prima metà del Novecento e nel libro viene dato spazio in particolare a quattro ambiti di indagine: la teoria filosofica; i componimenti storiografico-letterari; il recupero in ambito teatrale, librettistico e musicale; la produzione iconografica.

Circa la ripresa del mito di Alessandro nell'elaborazione filosofica, il volume offre cinque contributi che affrontano il tema in diversi periodi storici: Romana Bassi tratta delle dissertazioni tardo cinquecentesche-secentesche di Francis Bacon sul Macedone, valutato prevalentemente in chiave positiva; Filippo Magnini, invece (Paura, superstizione e tirannide. Alessandro Magno in Spinoza), dimostra come per il razionalissimo filosofo olandese Alessandro costituisca l'emblema storico del nesso paura-superstizione, laddove la smania di allargare i confini dei territori posseduti a tutta l'orbe è letta da Spinoza come sintomo di incertezza e timore. Se al re di Macedonia guardavano pure i Lumières settecenteschi, come ha ben dimostrato il saggio di Michel Delon, Franco Biasutti presenta la rivalutazione di Alessandro da parte di Friedrich Hegel nell'ambito della sua Philosophiegeschichte, sottolineando l'importanza che rivestì la classicità nella formazione giovanile e matura del filosofo tedesco. Chiude i contributi filosofici il saggio di Giuseppe Cantillo, dedicato al ruolo della figura del Macedone nello storicismo tedesco del XIX secolo.

Quanto alla produzione storiografica e letteraria, il libro presenta i lavori di Patrizio Tucci (Dall'Alessandro medievale all'Alessandro umanistico (Villon, Montaigne)), di Achille Olivieri (Alessandro Magno creatore di saperi: fra '500 e '700), di Jean-Marie Roulin (Chateaubriand: Alexandre à la lumière de la Révolution et de Napoléon) e di Alessandra Coppola: seguendo un percorso cronologico dal Medioevo al primo Novecento, sono messe in evidenza alcune stimolanti riflessioni su contesti geografici e periodi storici di particolare rilevanza, nei quali la centralità del Macedone non è disgiunta dal consapevole (e talora arbitrario) recupero dell’antico nella sua complessità.

Anche nel settore musicale la fortuna di Alessandro fu enorme, come attestano alcuni saggi di grande ricchezza documentaria: quello di Claudia Corti, sull'influenza dell'Alessandro eroico-erotico nella drammaturgia inglese; quello di Carla Ravazzolo, dedicato alla riscoperta del Macedone da parte dell'architetto-artista-scenografo veneto Girolamo Frigimelica Roberti; infine i contributi di Mercedes Viale Ferrero, che sviluppa il tema dei mirabilia della saga alessandrina nella scenografia teatrale, nonché quello di Alessandro Taverna, che illustra al lettore il recupero in chiave favolosa delle storie orientali di Alessandro da parte di Richard Wagner.

Ma forse ancor più suggestivi sono i lavori iconografici di Pietro Boitani, di Giulio Bodon e di Barbara Steindl, i quali, con approcci metodologici differenti, forniscono un panorama denso e articolato della fortuna che il Macedone ebbe nelle arti visive. E se il saggio di Boitani affronta il problema dell'utilizzo del mito di Alessandro dall'età medievale all'età moderna analizzando quadri noti e meno noti, Bodon presenta una nuova lettura del ciclo cinquecentesco di Giambattista Zelotti nella Villa Godi a Lonedo (Lugo Vicentino), avanzando interessanti ipotesi iconologiche sul ruolo di Alessandro nel ciclo pittorico del salone della residenza, mentre Steindl rilegge l'iconografia alessandrina nella Roma del XIX secolo.

Dalla lettura dei contributi, tutti di importante spessore scientifico, si conferma una volta di più la variata vitalità della fortuna di Alessandro: come le rappresentazioni e le rivisitazioni dei fatti storici, mitologici e favolosi che coinvolsero il Macedone si riproposero nei secoli con valenze via via differenti, a seconda dei contesti culturali e delle fonti di partenza utilizzate. Ed è proprio con le fonti antiche che si chiude il volume, in senso – si potrebbe dire – circolare, con una ricca e corposa Appendice di Paolo Moreno intitolata Iconografia di Alessandro nell'arte antica: qui lo studioso, che da tempo si occupa dell'argomento con lavori raffinati e di altissimo livello scientifico, ripercorre, aggiornandoli e rivistandoli, temi e problemi già trattati in altre sedi che abbracciano l'intera vita dell'Argeade. Attraverso l'analisi accurata del repertorio figurativo ellenistico-romano e delle fonti letterarie antiche, essi spaziano infatti dall'Annunciazione dell'origine divina di Alessandro, alla sua ascesa al fianco del padre 'putativo' (Filippo) e alla sua incoronazione, per trattare poi le principali azioni di conquista e di dominazione dell'orbe, fino all'utilizzo del Macedone da parte degli impertori romani.

Grazie a questa ampia panoramica iconografica sulla produzione artistica relativa ad Alessandro, meglio si comprendono le origini della fortuna – storica, filosofica, letteraria, musicale e iconografica – che il più grande conquistatore del mondo antico ebbe in età moderna: una fortuna che affonda e trova i suoi variegati motivi in quella messe di storie e leggende già sviluppate nel teatro delle arti antiche, di cui il Macedone fu primo protagonista. 

English abstract

The vast literature on Alexander the Great and the fortune of his myth from Antiquity to modern times has recently been enriched by a miscellaneous volume edited by Alessandra Coppola and Franco Biasutti, entitled Alessandro Magno in età moderna (Cleup, Padova, 2009). The volume contains 17 contributions of high scientific level by Italian and foreign scholars, who face the rediscovery of the Macedonian king between the Humanism and the 19th century, dealing with philosophical, historiographic-literary, musical, theatrical and iconographic issues. In order to better explain the persistent appealing of the Macedonian in post-classical age as an exemplum of Virtue, Value, Wisdom and Good governance, a voluminous work of Paolo Moreno is presented as an Appendix. Through the reading of artworks and ancient Greek and Roman literary sources, Moreno gives the reader an effective framework which helps to contextualise the enormous artistic production on the glory of Alexander not only throughout his life, but also after his death.

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