"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

81 | giugno 2010

9788898260263

titolo

Peter Behrens e gli stabilimenti della AEG

Presentazione di Alessandra Moro, Peter Behrens. La ricerca della bellezza, Il Poligrafo, 2010

Marco Paronuzzi


Come spiega Alessandra Moro nei capitoli indroduttivi del suo lavoro, a seguito del forte sviluppo del capitalismo industriale avvenuto in Germania dalla seconda metà dell'Ottocento, emerge nei primi anni del secolo scorso una profonda riflessione sul concetto di 'civilizzazione'. In particolar modo sarà il politico nazional-liberale Friedrich Naumann a sostenere che proprio l'industria e la Kultur sarebbero stati i 'valori' capaci di elevare la Germania e il popolo tedesco.

Nel solco di questo dibattito politico-culturale, nell'autunno del 1907, l'illuminato imprenditore Walther Rathenau, amministratore della Allgemeine Elektricitäts Gesellschaft (AEG), incaricherà Peter Behrens di realizzare un imponente programma di riorganizzazione dell'immagine aziendale. Il suo lavoro spazierà in molteplici campi, dal disegno dei manifesti pubblicitari, ai prodotti di consumo, fino alla progettazione degli impianti industriali di produzione.

Proprio da questo punto prende l'avvio il lavoro di Alessandra Moro, teso ad analizzare le strategie progettuali-compositive dell'architetto tedesco, attraverso l'analisi di tre opere realizzate per la AEG nel lasso di tempo compreso tra il 1908 e il 1916. La Turbinenhalle (1908-1909), la Kleinmotorenfabrik (1910-1913), e la Nationale Automobil Gesellschaft (1913-1916), vengono prese quale pretesto per verificare la validità dei temi e delle scelte progettuali con le quali Behrens si avvicina al difficile compito di  dare forma al moderno edificio industriale.

Secondo la tesi dell'autrice l'opera di Peter Behrens affonda le proprie radici nella tradizione dell'architettura classica greca e romana, attraverso l'utilizzo di archetipi portatori di significati universali e atemporali. Ma la lezione compositiva non si limiterà al semplice revival delle forme del passato, al contrario tenderà a un loro costante richiamo 'concettuale', per analogia di significato, capace di conferire dignità al tema dell'edificio industriale, per renderlo appropriata espressione della Kultur di un popolo in un determinato periodo storico-culturale.

Questa la chiave di lettura con la quale possiamo cogliere l'analogia della Turbinenhalle, un maestoso corpo di fabbrica in ferro e vetro, con l'immagine di un tempio greco, o rintracciare nella facciata in mattoni rosso-blu della Kleinmotorenfabrik il tipo dello stoà, o ancora leggere un doppio ordine 'romano' nel fronte strada della Nationale Automobil Gesellschaft.

Come ricorda Stanford Anderson nella prefazione al volume:

[...] la validità della tesi e della lettura interpretativa che la Moro propone delle fabbriche  si trova nel suo evidenziare l'importanza di una 'riscoperta' della tradizione classica. Tale riscoperta viene da Behrens tradotta, in maniera convincente, nel senso di appropriatezza degli edifici al prorprio ruolo e di identificazione degli stessi con la cultura industriale emergente.

English abstract

An Introduction to Alessandra Moro, Peter Behrens. La ricerca della bellezza, published by Il Poligrafo, 2010. According to the opinion of the author, Peter Behrens’s activity sinks his own roots in the tradition of  Classical Greek and Roman architecture, through the use of archetypes bearers of universal meanings. But the planning lesson of the German architect is not limited to the simple revival of the forms of the past, on the opposite it stresses out a constant conceptual reminding, for analogy of meaning, able to confer dignity to the topic of industrial building, in order to render it as appropriate expression of the culture of people in a determined  historical and cultural period.

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