"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

60 | dicembre 2007

9788898260058

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Il recupero del passato nel primo Novecento. Il caso Ottorino Respighi

Martina Buran  | Università degli Studi di Padova

Ottorino Respighi (1879-1936) è testimone del gusto per l'antico che domina le arti nella prima metà del XX secolo. Fondamentali le sue trascrizioni di opere altrimenti ignote, significativo il suo contributo alla storiografia musicale e fertile lo studio degli stilemi arcaizzanti che risuonano nelle sue opere originali.

Nel periodo storico che va dalla fine del secolo XIX alla Seconda Guerra Mondiale, in ambito artistico, letterario, poetico e musicale si assiste alla nascita di un nuovo gusto che guarda al passato. Questo interesse arcaicizzante si rivolge con rinnovata attenzione all'epoca medievale, al Rinascimento e al periodo barocco. In Germania Johann Sebastian Bach si potrebbe definire come un ‘passato immanente’ nella coscienza musicale della nazione. In Italia, invece, il recupero di Monteverdi (forse il primo grande autore del passato che venga riscoperto) esula dalla tradizione per diventare piuttosto occasione di progresso, rappresentando un nuovo slancio compositivo, storico ed estetico, che cerca di riportare alla luce la polifonia cinquecentesca e la civiltà strumentale barocca sepolte dal melodramma del Sette e Ottocento.

La figura di Ottorino Respighi (Bologna 1879 – Roma 1936) si colloca perfettamente in questo momento storico ed estetico e altrettanto bene aderisce al modello di musicista e intellettuale che dai primi anni del Novecento si rivolge ai grandi musicisti del passato per riportarne alla luce le musiche. Negli anni di studio a Bologna Respighi segue le conferenze-audizioni di Oscar Chilesotti, che nei primi anni '90 del XIX secolo pubblica presso l'editore Breitkopf di Lipsia due raccolte di trascrizioni di musiche liutistiche.

Il giovane Ottorino studia con Giuseppe Martucci e Luigi Torchi, autore quest'ultimo di alcune importanti trascrizioni in notazione moderna di opere strumentali e brani polifonici del passato, facendo poi pratica nella realizzazione del basso continuo a sonate per violino e ad altre composizioni vocali e strumentali del Sei e Settecento. Il periodo creativo di Respighi coincide con il movimento di rinascita monteverdiana culminato in Italia con la pubblicazione delle opere complete a cura di Gian Francesco Malipiero. Grazie a questa impresa editoriale (cui si interessò personalmente D'Annunzio) poterono fiorire studi più approfonditi intorno a Monteverdi.

Seconda opera di Claudio Monteverdi dopo l'Orfeo, Arianna (1608, su libretto del poeta fiorentino Ottavio Rinuccini) fu scritta per le feste nuziali del Principe Francesco Gonzaga con Margherita di Savoia. Purtroppo l'unica parte rimasta dell'opera è il Lamento, che da allora ebbe tanta popolarità in tutta Italia ed Europa. Respighi trascrive il Lamento di Arianna, che viene eseguito a Berlino, sotto la direzione di Arthur Nikisch, con la famosa contralto Julia Culp, nel 1908.

Respighi si avvicina a Monteverdi anche con l'orchestrazione dell'opera Orfeo: ecco cosa dice il Maestro:

Altri esempi di musiche che Respighi trascrive: Preludio e fuga in re maggiore di Johann Sebastian Bach; Le astuzie femminili di Domenico Cimarosa; Sonata in re maggiore di Antonio Vivaldi; Follia di Spagna di Arcangelo Corelli.

Passaggio fondamentale nella vita e nell'opera del Maestro è l'incontro con Elsa Olivieri-Sangiacomo, sua allieva di composizione al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, che diventerà sua moglie nel 1919: dalla giovane allieva verrà l'amore e l'appassionato interesse per il Canto Gregoriano. Come Pizzetti, anche Respighi – nel tentativo di riportare la musica alle sue origini diatoniche – cerca (e trova) nel canto gregoriano la vera espressione romantico-sacra della musica. Le opere che meglio rispecchiano questo gusto sono: Tre Preludi su melodie gregoriane (La fuga in Egitto; S. Michele Arcangelo; Il mattutino di S. Chiara) per pianoforte (nel 1926, con l'aggiunta di un quarto movimento del tutto nuovo – Gregorio Magno – ricava le quattro impressioni sinfoniche dal titolo Vetrate di Chiesa); Concerto Gregoriano per violino e orchestra; Concerto in modo misolidio per pianoforte e orchestra; Concerto all'antica; Cinque canti all'antica; Antiche danze et arie per liuto. Temi gregoriani si possono sentire anche nelle opere La Fiamma e Maria Egiziaca, ne L'Adorazione dei Magi, nel Trittico Botticelliano, nella Lauda per la Natività del Signore.

Ma Ottorino Respighi è anche l'autore di uno dei primi testi di storiografia musicale, l'Orpheus. Iniziazione musicale. Storia della musica, scritto a quattro mani con Sebastiano Luciani nel 1925. “La prima parte di questo lavoro, intitolata Iniziazione musicale, è un compendio di tutte le nozioni tecniche storiche ed estetiche necessarie a chi, conoscendo almeno gli elementi della grammatica musicale, voglia farsi una idea di quello che è, nella sua mirabile complessità, la musica moderna. Non mancano trattati e manuali, in Italia e all'estero, che si propongono lo stesso scopo; senonché tutti i libri apparsi finora considerano separatamente e indipendentemente le varie parti della dottrina musicale: l'acustica, la notazione, la strumentazione, l'armonia e così via. Noi abbiamo cercato invece, e in ciò la novità, di fare una esposizione ordinata e graduale di tutte queste dottrine intimamente connesse che si lumeggiano vicendevolmente”.

In occasione del riordino del “Fondo Ottorino Respighi” depositato presso la Fondazione Cini, è stato analizzato e catalogato con il software Sesamo 4.1 l’intero corpus degli scritti del Maestro, composto dal fitto carteggio con case editrici e personalità di spicco del mondo culturale del primo Novecento, dagli appunti, dalle minute autografe, dai rendiconti finanziari, dalle lettere ufficiali, dai contratti, nonché dalla documentazione degli sforzi compiuti dalla moglie Elsa Olivieri-Sangiacomo nell'opera di promozione e valorizzazione delle musiche e degli scritti del Maestro.

Bibliografia di riferimento

L. Bragaglia, E. Respighi, Il teatro di Respighi, Roma 1978
Novecento musicale italiano, tra Neoclassicismo e Neogoticismo, a cura di D. Bryant, Firenze 1988
A. Cantù, Respighi compositore, Torino 1982
Musica italiana del primo Novecento, “La generazione dell'Ottanta”, a cura di F. Nicolodi, Firenze 1981
E. Respighi, Cinquant’anni di vita nella musica, Cittadella (Padova) 1975
Orpheus, a cura di O. Respighi e S. Luciani, Firenze 1925

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