"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

1 | settembre 2000

9788894840001

titolo

Presentazione della rubrica Saggi

a cura di Giovanna Pasini

“Come l’acqua, il gas o la corrente elettrica entrano grazie a uno sforzo quasi nullo, provenendo da lontano, 
nelle nostre abitazioni, così saremo approvvigionati di immagini e sequenze di suoni e parole
che si manifestano a un piccolo gesto e poi subito ti lasciano”
Paul Valery

Una parte dei risultati della ricerca che la rivista di Engramma propone mensilmente è in forma di saggio, considerato tradizionalmente il luogo esemplare della divulgazione dell'indagine e degli studi. I saggi si aprono alle risonanze culturali tra Rinascimento, Antico e Contemporaneo e intendono essere, oltre che memori della lezione di Aby Warburg, nella maggior parte dei casi, un'applicazione del percorso di ricerca da lui inaugurato.

La difficile lettura a video e la caratteristica velocità di comunicazione in rete hanno dettato come regola del Web la messa in linea di testi brevi. Una norma che poco si adatta alle esigenze di Engramma, dal momento che la presentazione dei risultati di ogni studio approfondito richiede discorsi e frasi distese e non slogan superficiali. Avendo scelto intenzionalmente Internet come mezzo di comunicazione e di diffusione, si è reso indispensabile creare nuove regole per il saggio, in modo tale da accordare le necessità della ricerca a quelle di Internet senza esserne troppo condizionati.

All’autore di ciascuno scritto viene richiesto uno sforzo: cercare di essere chiaro ed esaustivo nello spazio limite delle 10 cartelle. In questa forma – editio minor – deve evitare di citare estesamente le fonti e la discussione critica (documenti d’archivio, brani critici). Frustrazione che può essere ripagata, nell'eventuale stesura dell’editio maior, che chiunque attraverso il servizio di posta elettronica, può richiedere.

Attualmente la struttura del saggio è molto semplice: un breve sunto (abstract) anticipa i punti essenziali del testo, di seguito, il saggio, in un’unica pagina, viene ad assumere una forma che lo fa assomigliare, in parte, al volumen antico. All’interno del testo delle piccole icone frantumano la lettura. Questo che potrebbe apparire come un inconveniente, in realtà si è rivelato utile. Infatti lo scrolling verticale delle videate ha un limite: la continua invisibilità della maggior parte del testo e possibili situazioni di perdita di orientamento dal momento che manca la materialità del testo. Le piccole immagini perciò si sono rivelate degli utili fari guida o “segnavideo” per l’occhio. Il loro vero ruolo è comunque quello di rimandare all’immagine che supporta il saggio: cliccando le piccole icone si apre una finestra con l’immagine ingrandita. Alla fine ogni saggio è dotato di un apparato bibliografico (e qui non si danno limiti, per rendere l'informazione quanto più completa possibile). Internet in questo senso si scopre come una nuova fonte di ricerca, perché la rete può essere certamente usata in modo tradizionale, come si utilizza una biblioteca o un archivio remoto, ma le caratteristiche ipertestuali, multimediali e interattive dei contenuti digitali suggeriscono modalità di indagine che possono arricchire le stesse prospettive della stessa ricerca tradizionale.

Il bello di Internet è la libera circolazione di idee e invenzioni: si può copiare, reinventando. La rete perciò con questa sua peculiarità si inserisce nel gioco secolare della tradizione culturale europea, che tramandando tradisce il modello ricreandone uno assolutamente nuovo.

È per questo che il lavoro di Engramma è messo a disposizione di tutti. A guidare è la convinzione che solo dal miscuglio, dalla libera circolazione e non dalla chiusura in recinti stantii del sapere può nascere la conoscenza e l’elaborazione di nuove idee e di nuovi studi.
Pur essendo contrari al principio di proprietà e di esclusività del sapere, dobbiamo tutelare la paternità del nostro lavoro. Le regole del copyleft hanno offerto la soluzione: due copie vengono stampate e timbrate alla posta come autoprestazione a carico del mittente e poi depositate, una in Fondazione Querini Stampalia, una nella Biblioteca Andrighetti–Marcello.

Peculiarità di Engramma è quella di far interagire esperienza e energia, cultura e fantasia. Forze diverse che incontrandosi producono, scintille stimolanti e significanti. Tra i progetti che il sito intende promuovere in un congiunto sforzo tecnico e teorico vi è quello della creazione di un saggio ipertestuale. Un'evoluzione quindi dell'attuale modalità di presentare il saggio, una forma nuova di organizzazione della comunicazione, come strumento non lineare e non sequenziale sia di lettura-navigazione che di organizzazione di nuovi contenuti. Una forma che si adatta particolarmente bene agli studi affrontati, se si considerano le opere d'arte, o meglio la cultura, come elementi densi di contenuto da offrire in modo non lineare, ma interconnesso, ramificato, appunto in modo ipertestuale.

Se è vero che il Web non ha conquistato un proprio statuto autonomo, è altrettanto vero che la difficoltà a scrivere è dettata dal fatto che non esistono le regole del gioco:

Fondere le parole e le immagini e contemporaneamente, di spezzarle in blocchi ipertestuali, in maniere non banale e non nevrotizzante. Questa è la dote dell’intellettuale del Web, ma è ben chiaro che non esistono corsi né manuali: stiamo tutti partecipando a un esperimento collettivo dove l’alfabettizazione va di pari passo con la creazione dell’alfabeto.

F. Carlini, Lo stile del Web, Einaudi, Torino 1999

Nessuno avrà il potere di decidere cosa sia giusto o cosa sia sbagliato: la sopravvivenza di scelte e di forme sarà come sempre determinata dal darwiniano sopravvivere del più adatto, in un mondo dove la diffusione istantanea e ubiqua rende la selezione veloce come non è mai stata nella storia dell'umanità. Il tutto nel tentativo di costruire e inventare una sorta di discorso per immagini, nel tentativo di ricomporre la frattura tra immagine e parola.

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