"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

41 | maggio/giugno 2005

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Recenti scoperte dai papiri di Ossirinco

Recensione all'articolo di David Keys e Nicholas Pyke su "The Independent" del 17 aprile; ripreso il 19 aprile da Alessio Altichieri per il "Corriere della Sera"

Anna Banfi

Il 17 aprile "The Independent" pubblica un articolo di David Keys e Nicholas Pyke in cui si annuncia una scoperta sensazionale: una nuova tecnica, definita multi-spettro, permette di ricostruire, attraverso la lettura a raggi infrarossi, le lettere prima illeggibili dei papiri. L'articolo viene ripreso il 19 aprile dal "Corriere della Sera" che, attraverso le parole di Alessio Altichieri, riferisce i risultati della ricerca. Al centro della scoperta scientifica ci sono, in particolare, i papiri di Ossirinco, quattrocentomila frammenti trovati a partire dal 1896 da due archeologi inglesi, Bernard Grenfell e Arthur Hunt, in una discarica di Ossirinco, città dell'Alto Egitto fiorente in età ellenistica.

Con la nuova tecnica di lettura e grazie alla collaborazione tra Dirk Obbink, professore di papirologia al Christ Church College di Oxford, e l'università americana Brigham Young dello Utah, ha preso il via una nuova fase di studio dei papiri: le parti illeggibili, perché usurate dal tempo, sono lette dal computer che, sospendendo tra due vetri i papiri e fotografandoli con il nuovo trattamento, aggiunge, intuendole, le lettere smarrite. Questi recenti studi hanno portato alla luce diversi frammenti fino ad ora sconosciuti: alcuni versi di una tragedia di Sofocle dal titolo Epigonoi, alcuni frammenti di Euripide e di Esiodo ("unknown material by Euripides" e "work by the 7th-century BC poet Hesiod", come riporta l'Independent), altri di Luciano e di Partenio di Nicea.

Numerose, ovviamente, le reazioni alla notizia riportata dal giornale inglese. Da una parte, c'è chi sostiene l'eccezionalità della scoperta e ne sottolinea fin da ora l'enorme potenziale e i risultati già raggiunti: indicativo, in questo senso, è l'entusiasmo di Richard Janko, studioso che dall'Inghilterra si è trasferito all'Università del Michigan e che ha accolto la notizia con profondo ottimismo. Non manca chi, però, legge l'articolo dell'Independent come pura propaganda per gli studiosi di Oxford che si apprestano alla pubblicazione del volume 69 dei papiri di Ossirinco. Il progetto di ricerca degli studiosi di Oxford data infatti al 2002, quando già si utilizzavano questi metodi di lettura: perché parlare proprio oggi di questi strumenti come di una novità assoluta, quando invece sono già stati utilizzati per precedenti letture?

I più cauti interpretano l'entusiasmo dei ricercatori inglesi semplicemente come una legittima soddisfazione per alcuni risultati conseguiti: attraverso questa tecnica è stato possibile raffinare precedenti letture e identificare nuovo materiale, sia letterario che documentario. Lo stesso Dirk Obbink è intervenuto in internet, sulla Papy-List, per criticare l'eccessiva enfasi con cui la stampa londinese ha dato la notizia ("reported enthusiastically, if selectively"). Lo studioso ha riassunto così la ricerca: all'inizio di aprile un team della Brigham Young ha ripreso digitalmente, sull'intero spettro di luce dall'infrarosso all'ultravioletto, alcuni papiri di Ossirinco della Sackler Library e il papiro ercolanense della Bodleian Library. Il risultato di queste indagini è tuttora in analisi, ma Obbink è abbastanza ottimista ("The results were of mixed success"; "We made significant - and sufficiently exciting - advances").

Per risultati scientifici più precisi, bisogna attendere il 16 maggio, quando Obbink parlerà ad Oxford dei suoi recenti studi sui papiri. Non ci resta che aspettare. 

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