"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

55 | marzo 2007

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Tracce di Alessandro il Grande a Venezia: nota di aggiornamento bibliografico

Maria Bergamo

Con tagli diversi, che spaziano dall'interpretazione iconografica al romanzo leggendario, alcune recenti pubblicazioni richiamano l'attenzione su alcuni reperti conservati a Venezia in area marciana, tutti in qualche modo collegati al mito del grande Macedone: nuove indagini e suggestioni testimoniano che il Nachleben di Alessandro il Grande perdura nei secoli e nei millenni, trovando di epoca in epoca, e fino ai nostri giorni, nuove stagioni di fortuna.

Il primo numero dei "Quaderni della Procuratoria. Arte, storia restauri della Basilica di San Marco", dedicato alla facciata nord della Basilica di recente restaurata, si apre con il contributo di Mons. Antonio Niero sull'iconografia dei rilievi che ornano la facciata fra i quali, com'è noto, vi è il Volo di Alessandro. L'episodio tratto dal Romanzo di Alessandro ebbe una vastissima diffusione iconografica nella tarda antichità e nel Medioevo: conquistate tutte le terre dell'ecumene, Alessandro si spinge alla conquista dei cieli innalzato in volo su un carro trainato da due grifoni, (Rom. Alex. II, 41). La lastra con il volo di Alessandro, bottino della Quarta crociata del 1204, fu posta in una posizione di rilievo, tra le sculture esterne marciane; sulla linea di altri recenti studi e interpretazioni, mons. Niero dimostra come il valore negativo di hybris dell'ascensione celeste rappresentato nei mosaici normanni non appartenga affatto alla tradizione bizantina mutuata dalla repubblica di Venezia: il mito e il culto di Alessandro trovano spazio infatti nella mistica imperiale di glorificazione, e come tale merita una posizione di prestigio nella decorazione esterna della basilica. Niero sostiene una lettura alta, insieme "dotta e devozionale", della figura del primo kosmokrator e, ad avvalorare questa ipotesi è la presenza dell'immagine dell'imperatore Macedone tra gli smalti della Pala d'Oro. In questo senso si possono aprire nuove ricerche sul valore liturgico e sacrale della figura di Alessandro Magno assimilato a quello dei grandi imperatori della cristianità: una genealogia antica e nobilissima, nella quale il Doge vuole essere iscritto in quanto erede della tradizione costantinopolitana.

La tomba monumentale di Alessandro era posta nel cuore di Alessandria d'Egitto e per secoli era stata luogo di culto del Soma imperiale: la tomba risulta dispersa proprio a ridosso delle prime testimonianze sul culto alessandrino di una 'tomba' di San Marco. La leggendaria translatio delle reliquie marciane da Alessandria a Venezia, e l'ipotesi di una identificazione tra il corpo dell'Evangelista e il corpo di Alessandro, è l'oggetto di altre recenti pubblicazioni: sulla scia delle tesi di Andrew Chugg, Gianni Vianello ne Marco Evangelista. L'enigma delle reliquie, Napoli 2006 con uno stile romanzato che si avvale però della citazione diretta di fonti e documenti, narra delle vicende della traslazione del corpo del Santo da Alessandria a Venezia. Alla lunga storia della ricerca della tomba alessandrina è dedicato da ultimo l'avvincente saggio di Nicholas J. Saunders, Alexander's Tomb. The two-thousand-year Obsession to find the Lost Conqueror, London 2006.

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