"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

127 | maggio/giugno 2015

9788898260720

titolo

Musica per i figli di Marte

Martino Panizza

La traccia è composta montando elementi sonori di diversa natura: pattern suonati al pianoforte, registrati e mixati. Frammenti audio ricavati da filmati di guerra e sezioni del Canto dei lavoratori di Brecht e Eisler. Il software elettronico tiene insieme tutti gli elementi e interagisce con filtri di frequenza, eco, distorsioni.

Quel che caratterizza in maniera particolare il tempo in cui ci troviamo e nel quale ogni giorno più profondamente ci addentriamo, è la stretta relazione che sussiste tra il pericolo e l’ordine.
Ernst Jünger, Der Gefährliche Augenblick, 1931

I colpi dei mitragliatori rappresentano il pericolo. Non solo perché alludono direttamente alla guerra e al rischio della morte, ma perché cadono non regolarmente, senza pulsazione fissa. Trovano un loro ritmo solo se tolti dal contesto, isolati in una sequenza che poi viene ripetuta sempre uguale fino a quando si possa percepire un ritmo riconoscibile, stabile. 

Sentiamo una sequenza di spari: un primo, un secondo, un terzo. Il rimbombo degli spari dietro alla trincea viene allungato, distorto. Le frequenze alte sono separate da quelle basse, tagliate e ripetute singolarmente una dopo l’altra. Si creano altre sequenze. 

In questo paesaggio sonoro di guerra, tre motivi, suonati al pianoforte uno sull’altro, si ripetono a lungo diventando un’unica fascia di suono riverberante che lentamente emerge dal contesto. Voci che inneggiano alla guerra (Ezra Pound), cori cadenzati dei canti dei lavoratori (Brecht/Eisler) e la tristezza delle vedove dei soldati (Kinsky-Brecht).

Martino Panizza, musica per i figli di Marte

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