"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

36 | ottobre 2004

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Panatenaiche del Terzo Millennio

Recensione a: Cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici di Atene 2004

Lorenzo Bonoldi

La grandiosa cerimonia d’apertura dei XLVIII Giochi Olimpici, i primi del nuovo millennio, è stata caratterizzata da una rievocazione per immagini del passato della Grecia. Passato che ­almeno per quanto riguarda l’antichità “classica” ­viene riconosciuto come proprio da tutta la civiltà occidentale.

Dall’arte cicladica all’immagine e alla voce di Maria Callas ­diva greca del XX secolo ­tutti i momenti salienti e significativi della storia ellenica sono stati messi in scena nella grande processione che ha percorso lo stadio Panathinaikos. La Dea cretese dei serpenti e la processione marziale e coreografica al contempo di decine di kouroi, la Parthenos criselefantina di Fidia e la tragedia classica, le steli funerarie del Museo Archeologico d’Atene e la falange macedone di Alessandro il Grande: tutte queste immagini, evocate in tableaux vivants processionali hanno catturato l’attenzione degli spettatori collegati via satellite da ogni parte del mondo, accompagnando i loro sguardi verso il grande momento conclusivo, durante il quale l’immenso lago artificiale creato all’interno dello stadio è stato prosciugato e una pianta d’ulivo è salita trionfante al centro della scena. L’antica contesa fra Pallade e Poseidone per il domino dell’Attica è stata cosi rievocata, sancendo nuovamente il trionfo di Atena. E di Atene.

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