"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

38 | dicembre 2004/gennaio 2005

titolo

Scoprire (on-line) la verità su Babbo Natale

Recensione al sito: St. Nicholas Center. Discovering the Truth about Santa Claus

Lorenzo Bonoldi

Il suo faccione sorridente, la sua barba bianca e il suo vestito rosso bordato di pelliccia sono ormai diventati una costante (stagionalmente variabile) caratteristica dell’Occidente. Ogni anno infatti, già a partire dalla metà di novembre, l’immagine di Babbo Natale inizia la sua usuale campagna di conquista di ogni spazio quotidiano: dagli spot pubblicitari alle stoviglie usa e getta, l’immagine di Santa Claus o chi per lui (leggi: la modella di turno stretta in un abitino rosso e bianco) si impongono senza pietà ­– e spesso senza ritegno ­– su tutto e su tutti.

Qual è il segreto di questo successo? Cosa sta dietro a questa spietata egemonia dell’immaginario natalizio? La risposta sta tutta nella malleabilità e nella versatilità che caratterizzano la figura di Santa Claus. A differenza di altre figure che nella tradizione assolvono al ruolo di dispensatori di strenne natalizie ­– ad esempio Santa Lucia, Gesù Bambino e la Befana –­ Babbo Natale si configura infatti come un mito senza storia: dietro alla sua effigie non esistono né leggende né tradizioni storicamente consolidate che impongano un ‘tipo’ canonico rispetto ad un altro. Sono il cinema e la letteratura per l’infanzia più recente ad aver sfornato decine e decine di ‘vere’ storie di Babbo Natale, diversissime fra loro, creando un panorama ‘mitologico’ a posteriori e una varietà di attributi: renne, elfi aiutanti, casetta al Polo Nord ecc.

Oltre a questo ha giocato a favore di Santa Claus anche il suo stato di outsider rispetto ad aspetti della tradizione legati al culto e alle pratiche devozionali. E, su questa neutralità ‘politically correct’ si è basata anche la fortuna pubblicitaria della figura di Babbo Natale, scelta nel 1931 come testimonial della Coca Cola, la bevanda analcolica più diffusa al mondo. Ma quando inizia il mito? È necessaria un’indagine filologica. Che molto seriamente due signori hanno condotto.

È noto che dietro alla profana figura di Babbo Natale si nasconde un’altra figura: quella cristiana di San Nicola. È quindi interessante osservare come nella trasformazione di San Nicolaus in Santa Claus sia possibile riconoscere, seppur invertito di segno, il processo dell’interpretatio christiana: l’immagine codificata dalla tradizione religiosa viene presa in prestito e tradotta in una nuova figura, in questo specifico caso in un’effigie profana, ovvero non-sacra.

Uno strumento utile e divertente per ripercorrere a ritroso il percorso di questa trasformazione è reperibile sul web: si tratta del St. Nicholas Center, un centro virtuale ma anche reale (109 West 12th Street, Holland, MI 49423, USA)­, dedicato alla figura di San Nicola. Curiosa la genesi del progetto di questo sito: alcuni anni fa, sul sito di e-Bay ­– l’emporio di compravendita on-line più cliccato del web –­ una decorazione natalizia, per la precisione una statuetta raffigurante San Nicola, attirava l’attenzione di due collezionisti accomunati dalla stessa passione, ma divisi dall’Oceano Atlantico: Carol Myers e Jim Rosenthal.

All’epoca dell’incontro Carol Myers, pastore della Chiesa Riformata d’America, aveva già raccolto nella sua abitazione di Holland, nel Michigan, numerose raffigurazioni del santo dispensatore di doni: sospinta da un vivo interesse per le tradizioni natalizie, infatti, già dagli inizi degli anni ottanta si era messa alla ricerca di immagini del vescovo di Myra alter ego di Babbo Natale.

San Nicola in un mosaico dalla Basilica di San Marco a Venezia
San Nicola in una vetrata dalla chiesa di St. Mary the Virgin Parish Church di Limpley Stoke (Inghilterra)

Dal canto suo, Jim Rosenthal, addetto alle comunicazioni della Comunità Anglicana nonché canonico in quattro cattedrali britanniche, andava da tempo collezionando immagini di Santi Vescovi: non esclusivamente San Nicola, ma anche San Patrizio, San Benedetto, San Thomas Becket e altri. A un certo punto, tuttavia, le immagini degli altri santi finirono ad un'asta di beneficenza e gli sforzi collezionistici del canonico anglicano si concentrarono esclusivamente sulla figura di Nicola.

Al primo incontro on-line di Carol Myers e Jim Rosenthal seguì, nell’estate del 2000, un incontro reale presso la cattedrale inglese di Canterbury. In quell’occasione nacque l’idea di dar vita a un luogo –­ fisico e virtuale ­– dedicato alla figura di San Nicola: il St. Nicholas Center.

Oggi il St. Nicholas Center –­ istituzionalizzato come una no-profit corporation dello stato americano del Michigan ­– si configura come luogo dedicato alla raccolta e alla catalogazione delle tradizioni folkloriche e iconografiche legate alla figura del Santo nelle sue varie accezioni: vescovo di Myra, patrono di Bari, dispensatore di doni, nonché protettore dell’infanzia e dei marinai.

San Nicola  in un'illustrazione da un testo sulle tradizioni natalizie
Salvadanaio belga in forma di San Nicola

La sezione del sito ‘Who is St. Nicholas?’ ripercorre la storia della vita del santo, illustrando in maniera puntuale quegli episodi su cui si innestano le singole tradizioni legate alla sua figura. La sottosezione ‘St. Nicholas Symbols’ illustra invece i vari attributi di San Nicola, analizzandone le valenze specifiche. Un’analisi della trasformazione di San Nicola in Santa Claus si trova alla pagina ‘Saint Nicholas and the Origin of Santa Claus’. Infine, nella sezione ‘Gallery’ è possibile accedere a un campionario in continuo aggiornamento delle più svariate epifanie del santo. Passando in rassegna le epifanie del Santo, dalle icone bizantine alle vetrate gotiche, dalle immagini devozionali alle cartoline d’auguri, arrivando fino alle scatole di cioccolatini, è possibile osservare come l’immagine di San Nicola sfugga di continuo all’oblio attraversando secoli, latitudini e contesti differenti, anche a costo di iterare le fattezze dell’alter ego/concorrente Santa Claus.

San Nicola  in una scatola di cioccolatini
San Nicola o Santa Klaus?

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