"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

51 | ottobre 2006

titolo

Histria. Recenti scoperte archeologiche sulla costa del Mar Nero

Intervista ad alcuni membri del gruppo di studio presenti in campo a luglio 2006
(vai al saggio in lingua rumena)

a cura di Irina Baldescu

Con questa intervista si pubblicano relazioni e documentazione fotografica di aggiornamento sullo stato delle ricerche relative al sito archeologico di Histria in Romania.

Il sito dell'antica città di Histria (che nelle epoche di massima espansione raggiungeva una superficie di 60 ha), con continuità di abitazione durante il periodo antico e nei primi secoli dell'Alto Medioevo (secoli VII a.C-VII d.C), è uno dei più importanti cantieri archeologici in Romania, che coinvolge i maggiori istituti di studi archeologici romeni (l'Istituto Nazionale di Archeologia "Vasile Pârvan" dell'Accademia Romena, Bucarest, l'Istituto di Archeologia e Storia dell'Arte di Cluj, il Museo Nazionale di Storia di Bucarest). Oggi il luogo è molto isolato, distante circa 10 km dal più vicino villaggio, sul bordo del lago Razelm; in epoca antica l'attuale lago era un golfo del Mar Nero, che ospitava un importante porto.

mappa A
mappa B

Mappa A. Dobrogea, Romania,
posizione di Histria in rapporto alla rete viaria moderna
(elaborazione sulla base delle mappe Michelin)

Mappa B. Posizione di Histria
(elaborazione sulla base dell'immagine satellitare)

Il sito della città, menzionata nei testi antichi - ricordiamo qui, per esempio, Eusebio, lo pseudo-Skymnos, e due fonti latine del IV secolo, l'Historia Augusta e i Rerum gestarum libri di Ammiano Marcellino - è stato identificato nel 1914 dall'archeologo romeno Vasile Pârvan, che aveva studiato nell'ambito dei discepoli di Mommsen. Gli scavi sono andati avanti quasi ininterrottamente dal 1914 a oggi, con alcune eccezioni nei periodi di guerra.

Il sito di Histria ha un peso culturale notevole nel paesaggio degli studi sull'antichità nel bacino occidentale del Mar Nero; Histria è stato forse il punto chiave per la scoperta, da parte del mondo archeologico tedesco, dell'antichità greca e romana di questa zona.

Molto interessanti in questo contesto gli scavi condotti a Histria durante la prima guerra mondiale (1916-1918, fino al 1916 la Romania è rimasta in stato di neutralità), con i mezzi e le tecniche di allora, da parte di ufficiali dell'esercito tedesco e austriaco di stanza nella zona durante le campagne militari; non si tratta di scavi di saccheggio ma, secondo l'impostazione del tempo, di un interesse che possiamo chiamare piuttosto antiquario che scientifico. Su questi scavi riferisce nelle sue memorie anche l'arcivescovo cattolico di Bucarest dell'epoca, Netzhammer (R. Netzhammer, Arhiepiscop în România. Jurnal de razboi 1914-1918, Bucuresti 1993), interessato egli stesso agli studi classici e alla numismatica. Nel maggio del 1917 Netzhammer ringrazia il maresciallo Mackensen per il rapporto sugli scavi di Histria ricevuto da parte dell'ufficiale Scheunemann. Di Histria si interessa anche l'arciduca Friedrich, in visita a Bucarest.

Interessante notare come gli eventi bellici contemporanei sono visti, con gusto allegorico, nello specchio dell'antica arte della guerra: Mackensen, per esempio, racconta a Netzhammer che nelle lotte di Adamclisi (Tropaeum Trajani, a circa 100 km a sud-est di Histria) si è appoggiato agli stessi punti strategici utilizzati dall'imperatore Traiano nelle sue campagne.

Per tornare agli eventi contemporanei, si deve menzionare che da alcuni decenni a Histria è presente ogni anno, durante il mese di agosto, una équipe dell'Università di Rostock, che scava in una zona sacra di epoca greca (prof. K. Zimmermann; zona Tempio).

La pubblicazione delle ricerche su Histria è iniziata all'epoca di Pârvan, con tre volumi di una serie progettata di sei (1916, 1923, 1925); è andata avanti negli anni con volumi monografici e, dagli anni settanta, anche con il periodico "Histria" (la bibliografia completa, aggiornata al 2005, è inclusa nel volume Histria. Ghid Album, a cura di Al. Suceveanu, M.V.Angelescu, Constanta 2005).

Il sito era già visitabile, senza allestimenti particolari, nella prima metà del secolo XX. Al giorno d'oggi è il maggior sito archeologico di interesse turistico in Romania, aperto in linea di massima tra maggio e settembre, stagione turistica della costa romena. Negli anni ottanta è stato allestito anche l'attuale museo, assai ampio, a sostituzione del deposito antiquario degli anni trenta.

Intervista al prof. dr. Alexandru Suceveanu, Istituto Nazionale di Archeologia, Bucarest, coordinatore scientifico del cantiere

Professore, potrebbe puntualizzare alcuni riferimenti cronologici dell'occupazione del sito di Histria?
Il sito di Histria è abitato dal VII secolo a.C. fino al VII secolo d.C.; in questa zona geografica è l'unico sito archeologico che permette uno studio completo dell'epoca antica, con documentazione consistente riguardante tutte le fasi dell'insediamento, dal periodo greco arcaico - epoca di fondazione della città - all'epoca classica, ellenistica, al primo periodo romano e all'epoca tardoromana (negli ultimi secoli Histria è parte dell'impero romano d'Oriente); altre città antiche nell'area, si vedano Olbia, Tomis, Callatis, Odessos, Apollonia, sono state fondate successivamente oppure sono scomparse prima di Histria.

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Veduta aerea del sito, foto degli anni trenta,
Histria, Museo

La configurazione della città arcaica - che copriva una notevole superficie, circa 60 ha - è oggi, in linea di massima, conosciuta; è stata identificata una delle aree sacre come pure il muro di cinta dell'insediamento civile, in terra cruda, costruito intorno alla metà del VI secolo a.C. Alcune informazioni indicano l'esistenza di una cinta arcaica dell'acropoli.

Rimane in attesa di una coerente spiegazione il problema della cinta difensiva di epoca classica; per il periodo ellenistico, le mura oggi conosciute rappresentano probabilmente solamente un ampliamento della cinta dell'acropoli arcaica, mentre accanto insisteva un insediamento civile, protetto da una cinta in terra cruda (sono documentati attraverso epigrafi restauri della cinta arcaica in epoca ellenistica). L'idea di un sistema a doppia cinta, conosciuto nel mondo greco, trova sicura conferma in epoca ellenistica e si potrebbe estrapolare all'epoca arcaica.

Una delle ragioni della fondazione di Histria è stata la posizione favorevole del sito quale porto sul Mar Nero (la posizione precisa del porto non è stata ancora identificata; persistono diverse ipotesi, tra le quali io tenderei a favorire quella del porto situato a sud, intorno alla zona dell'attuale accesso turistico). Il golfo di Histria nei secoli si è riempito di sabbia, fatto che - schematicamente parlando - ha contribuito alla perdita d'importanza della città, ma si può assumere che il porto era ancora in uso nel VI secolo d.C. (per esempio sarebbe da escludere che i marmi della basilica episcopale siano stati portati per terra e non per mare). Abbiamo, in epoca romana, testimonianze epigrafiche sugli investimenti nella manutenzione dell'impianto portuale (per esempio nel II secolo d.C; al tempo dei Severi - III secolo - compaiono menzioni sulle riparazioni del faro portuale, etc.).

Il periodo che va dal secolo I a.C. al I d.C. rappresenta un'epoca di indebolimento della città (nel contesto dell'avanzamento dei Romani, delle guerre con i Daci di Burebista, etc.); all'epoca di Adriano si assiste a una rifondazione della città, seguita da una mortale decadenza verso il periodo di Marco Aurelio (durante le guerre scitiche, circa 238-265; secondo l'espressione dell'Historia Augusta, è l'epoca dell'"excidium Histriae"). Ammiano Marcellino, per esempio, fa riferimento a Histria quale "quondam potentissima", fatto che indica lo stato della città al suo tempo.

Rimangono però imponenti le mura della cinta del III secolo, costruite di gran carriera.

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Le mura occidentali, III secolo

Il muro sud della Porta Maggiore, III secolo
(a sinistra delle mura nell'immagine precedente);
si notino i rocchi di colonne di recupero impiegati
nella base del muro

All'epoca di Diocleziano e Costantino la città passa attraverso un ampio processo di restauro; compaiono un nuovo quartiere di destinazione economica e il quartiere nord.

Come punto di riferimento per l'inizio del disastro di Histria si potrebbe prendere, simbolicamente, l'uccisione dell'imperatore Valente ad Adrianopoli (378); per esempio non è stata trovata nessuna moneta da riferire alla seconda metà del V secolo (epoca delle invasioni degli Unni), segno che la circolazione monetaria era ormai scomparsa e probabilmente si era tornati al cambio naturale.

Nel VI secolo, sotto l'imperatore Anastasio, è documentata un'apparente fioritura, in effetti del tutto artificiale; si tratta di stipendi offerti dallo stato alla Chiesa, impiegati per costruire edifici monumentali (per esempio la basilica episcopale) di notevoli dimensioni, con un elaborato apparato decorativo, che si alzano però in un ambiente urbano povero e privo di un proprio lustro. Tra i secoli VI e VII si assiste alla completa regressione dallo stato di città a quello di villaggio.

Parlando di estensione sul terreno, che superficie è stata studiata fino a oggi, in che misura è conosciuta ormai l'esistenza di Histria?
Con una certa approssimazione direi che, riguardo alla città arcaica, è stata indagata un'area che rappresenta circa il 10% della sua estensione; per la prima epoca romana, è stata studiato circa il 20% dell'estensione della città, e circa il 40-50% dell'estensione della tarda Histria.

Oltre la storia antica di Histria, la sua storia contemporanea - la scoperta del sito e gli studi svolti - rappresenta in sé una pagina importante nella storia dell'archeologia in Romania. Può puntualizzare le tappe più importanti dell'avanzamento del cantiere?
È merito di Pârvan aver identificato il sito di Histria (nel 1914), anche se già nel XIX secolo Ernest Desjardins aveva ipotizzato l'esistenza di Histria in questa zona. Tra il 1911 e il 1914 Pârvan ha scavato ad Ulmetum (periodo di esercitazione tecnica, si potrebbe dire), poi nell'autunno del 1914 si è trasferito nel sito di Histria e fortunatamente nei suoi sondaggi ha identificato proprio la Porta Maggiore della cinta (strutture che noi, adesso, datiamo al III secolo d.C.).

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Porta Maggiore, III secolo, vista dall'interno

Comunque Pârvan, poco dopo, ha riconosciuto probabilmente in modo assai preciso il percorso della cinta arcaica, la più ampia, perché l'area notata nell'atto di concessione del terreno per svolgere gli scavi, rilasciato dal Ministero della Cultura di quei tempi, corrisponde all'area dell'odierna riserva archeologica.

In due anni Pârvan scavò tutta la cinta di mura dell'epoca tarda (quello che, dal nostro punto di vista, significa in questa zona la completa distruzione del contesto stratigrafico degli ultimi secoli; d'altra parte, ha portato alla luce l'elemento più forte nella percezione visiva, turistica, del sito); secondo le sue parole, cito liberamente, ha rimosso le murature barbare, con legante di terra, per portare alla luce la Histria monumentale. Purtroppo Pârvan, con una mossa di estremo orgoglio, prima della morte ha dato fuoco a tutti i suoi quaderni di appunti.

Tra il 1927 e 1942 hanno condotto gli scavi i coniugi Lambrino. Marcelle F. Lambrino era un'ottima conoscitrice della ceramica greca arcaica e la sua pubblicazione sul materiale rinvenuto a Histria è ancora un valido riferimento. Del resto, si tratta piuttosto di una maratona archeologica senza documentazione, segnata dal dilettantismo, mancante di interesse per il contesto architettonico e archeologico; sono stati presi in considerazione solo gli oggetti rinvenuti e le epigrafi. I quaderni di scavo dei Lambrino sono in corso di pubblicazione, purtroppo in modo lacunoso e spesso distorto.

Dal 1949 e il 1970 responsabile scientifico del cantiere è stato il prof. Emil Condurache; tra i suoi grandi meriti è quello di aver iniziato la pubblicazione dei volumi monografici Histria (I, II), l'ampliamento della ricerca alla necropoli tumulare (secolo VII a.C.-II d.C.), le indagini sul muro della cinta arcaica, i sondaggi nei villaggi circostanti allo scopo di identificare altri punti di interesse archeologico. In questo periodo l'archeologa Maria Coja ha aperto il cantiere di Ulmetum, cittadina satellite di Histria, sito di grande complessità.

Al tempo di Pippidi (1971-1981) è stata regolata l'apparizione del periodico "Histria", con la pubblicazione degli scavi in corso. Negli anni ottanta (sotto la guida di Alexandrescu, 1982-1988) è stata identificata e indagata la basilica episcopale (Radulescu, Suceveanu, Alexandrescu) ed è stato allestito il nuovo museo, per poter esporre alcuni dei rinvenimenti.

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Capitello ionico ellenistico, provenienza ignota,
Histria, Museo

Capitello paleocristiano, provenienza ignota, Histria, Museo

Una delle epigrafi della fila che segna l'accesso al sito

Negli anni novanta si registrano dei passi avanti nel senso della fruizione turistica del sito (all'incirca tra il 1991 e il 1994, il restauro di uno dei complessi termali - Terme II, la rimozione dello sterro deposto dai precedenti scavi all'interno della cinta, etc.).

Dal 1995, quando ho assunto la responsabilità scientifica del cantiere, ho cercato di condurre le campagne di scavo (nei nodi già identificati della città, o come sezioni-sondaggio; uno scavo completo in superficie è impossibile, date le dimensioni estremamente ampie del sito) in modo tale da chiarire alcuni aspetti (per esempio la stratigrafia all'esterno delle mura del III secolo d.C., l'orientamento della rete stradale in varie epoche, etc.).

Quali sono, al momento attuale, i punti interessati dalle campagne di ricerca?
Come ben sai, a Histria si può lavorare solamente tra giugno e settembre, a causa del clima del sito, per cui anche il progresso delle indagini non può essere molto rapido. Si lavora con più squadre; sono in corso le indagini nella sezione est-ovest, dove sono stati già studiati gli strati di epoca romana e ormai si è arrivati all'epoca greca (archeologi Viorica Rusu Bolindet, Alexandru Badescu). Si lavora anche nella zona extra moenia a sud della Porta Maggiore (archeologi Adela Bâltâc, Valentin Bottez) e in una delle zone sacre di epoca greca, la cosiddetta area del Tempio (qui purtroppo gli strati di epoca romana - per esempio la casa dell'epoca di Costantino, in passato uno dei simboli turistici del luogo - sono stati smantellati troppo facilmente). Continuano le indagini di due basiliche cristiane, di cui una scoperta da Pârvan,

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La cosiddetta basilica Pârvan, post IV secolo,
addossata alle mura sud, II-III secolo, vista da est

addossata all'interno del muro di cinta del III secolo, dove in profondità è stato identificato un bothros di epoca greca (archeologo Mircea Alexandrescu, Valentin Bottez), mentre l'altra è la cosiddetta basilica con cripta (archeologo Irina Achim).

 
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La basilica episcopale, vista dall'angolo
sud-ovest verso l'abside

Capitello della basilica episcopale rimasto in situ

I suoi obiettivi per le prossime campagne di scavo?
A breve uscirà finalmente il volume monografico della basilica episcopale.

Per il resto, spero di fare di più nell'ambito degli interventi conservativi e della fruizione turistica, nell'area del muro arcaico in terra cruda, della torre della cinta classica, della cinta ellenistica, di quella del primo periodo romano, delle quattro basiliche cristiane, dei monumenti della zona sacra.

Cosa ci potresti dire, in poche parole, sui recenti rinvenimenti nella zona della basilica con cripta?
Nel settore della basilica con cripta (secoli V-VI)

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La cosiddetta basilica con cripta, post V secolo,
vista da est

La cosiddetta basilica con cripta, post V secolo,
vista da sud

La cosiddetta basilica con cripta, pianta (pubblicata in I. Achim in Mélanges Jean Pierre Sodini, in "Travaux et Memoires" 15, Paris 2005, pp. 85-97)

sono stati condotti scavi in superficie negli anni trenta-cinquanta, questo significa che la stratigrafia, in quelle zone particolari, non era più rilevante. Il proseguimento delle indagini dopo il 2002 ha portato alla scoperta, in profondità, di alcuni elementi estremamente importanti per l'articolazione degli spazi sacri di Histria. Si è visto che la basilica si sovrappone parzialmente a un podio di età greco-romana

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Resti del podio a nord della basilica con cripta

e sono stati identificati due bothroi (pozzi rituali), depositi chiusi, uno con materiali dei secoli I-III d.C., l'altro in corso di scavo, ma con materiali precedenti il V secolo a.C. Questa situazione rappresenta uno dei pochi esempi certi, nella nostra zona geografica, di sovrapposizione di un luogo di culto cristiano a un'area sacra pagana.

La basilica è impostata secondo la direzione canonica est-ovest; l'abside viene eretta sopra il bothros di età romana; la cripta

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Il bothros, I-III secolo, rinvenuto nell'abside della
basilica con cripta, post V secolo

La cosiddetta basilica con cripta,
vista della cripta restaurata negli anni quaranta

(nella forma attuale risultato di un restauro degli anni quaranta) è sita proprio a ovest del bothros, a un livello superiore rispetto ad esso. Sopra il podio, conservato a nord della basilica (forse stilobate di un edificio sacro, con pavimentazione in grandi lastre di calcare, ben conservata), vengono sistemati alcuni ambienti che comunicano con la basilica attraverso una porticina. L'ambiente immediatamente vicino alla navata nord funzionava probabilmente come un atrio (scoperto), come suggerirebbe la presenza di una fontana, costituita nella parte alta da due elementi semicircolari di calcare, modello prodotto da una bottega locale di scalpellini nel V secolo d.C.

Il secondo pozzo rituale (ante V secolo) è situato a un livello inferiore rispetto al podio, a nord-ovest di esso; si conserva solo un elemento in marmo che probabilmente delimitava il bordo. La relazione del bothros classico con le strutture architettoniche contemporanee è ancora da chiarire (le prime constatazioni sulla basilica con cripta sono state pubblicate da I. Achim in Mélanges Jean Pierre Sodini, in "Travaux et Memoires" 15, Paris 2005, pp. 85-97).

Intervista all'archeologo dr. Viorica Rusu Bolindet, Istituto di Archeologia e Storia dell'Arte, Cluj

A Histria in molti luoghi la stratigrafia non è più rilevante, disturbata durante gli scavi di inizio Novecento; l'indagine che stai conducendo ebbe proprio lo scopo di chiarire tali dettagli. Come è stato impostato lo studio?
È stata tracciata una sezione in un'area che, rispetto all'estensione della città in epoca tardoromana ed ellenistica, si presentava all'esterno della mura, essendo invece in posizione centrale nella prima epoca romana; zona non toccata da precedenti indagini, con stratigrafia intatta. Lo scopo è stato proprio chiarire la successione di occupazione dall'epoca greca fino all'epoca tardoromana (sono state trovate tracce di abitazione ininterrotta fino al periodo tra i secoli IV-V, quando nella zona compare una necropoli, da mettere in relazione con la basilica paleocristiana i cui resti si vedono a sud della sezione, l'unica basilica esterna della città tardoromana).

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Resti della basilica extra muros, post IV secolo

Interessante il rinvenimento di un portico (conservato a livello di base di colonna e del primo dei rispettivi rocchi) di epoca tardoellenistica (I a.C.- I d.C.),

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Resti del portico ellenistico

elemento importante per l'immagine urbana della zona. È stato identificato, negli strati più recenti, un edificio con un paramento estremamente curato, in lastre di calcare, al cui interno sono stati rinvenuti frammenti distaccati di intonaco policromo (epoca severiana). Le scoperte attestano il fatto che, dall'epoca ellenistica fino all'epoca tardoromana, l'orientamento della rete stradale rimane lo stesso; le future ricerche chiariranno se tale direzione è già definita in epoca arcaica.

Intervista all'archeologo dr. Adela Bâltâc, Museo Nazionale di Storia, Bucarest

A Histria il muro di cinta tardoromano (scoperto da Pârvan) delimita una città di estensione molto inferiore rispetto alle precedenti epoche. Quali elementi sono stati portati alla luce nella zona esterna del muro tardoromano, a sud della Porta Maggiore?
Il nostro scopo è stato chiarire la situazione della zona sopra la quale sorge la cinta tardoromana; nel plinto del muro di difesa, come si vede, sono stati inseriti elementi architettonici notevoli (fusti di colonna, elementi di architrave o fregio, epigrafi) recuperati da precedenti edifici, greci e romani.

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Le mura occidentali, III secolo

Nella zona presa in esame sono stati identificati percorsi di strade, tagliate dal nuovo muro di cinta, con lastricato conservato (lastre rettangolari di calcare) e con la rispettiva rete di canalizzazione (adduzione e scolo); a quest'epoca (secolo I-175 circa) corrisponde un tipo di abitazione di lusso, carattere che successivamente va perso.

Intervista all'archeologo Valentin Bottez, Museo Nazionale di Storia, Bucarest
Le indagini della basilica cristiana scoperta da Pârvan, addossata alla cinta meridionale, sono state riprese negli ultimi anni. Quali sono le coordinate dello scavo?
In questo settore (il cui coordinatore è Mircea Angelescu) si è provato a chiarire la relazione tra le strutture della basilica detta Pârvan

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La cosiddetta basilica Pârvan, post IV secolo,
addossata alle mura sud, II-III secolo, vista da est

e il muro di cinta (III-VI secolo) a cui essa si accosta, e di raccogliere informazioni sul complesso ecclesiastico, che in epoca tarda arriva a includere anche una parte della vecchia strada pubblica, che in questo momento viene sbarrata da una porta e diventa, in un suo tratto, privata. Si è provato anche a verificare un'ipotesi di lavoro, riguardante l'esistenza di un tempio a cui si sovrappone la basilica (è stato rinvenuto un bothros, probabilmente da assegnare a una divinità taumaturga, un'ipostasi di Apollo, come suggerirebbe un elemento scolpito - una gamba con il piede - trovato tra i materiali). Negli strati profondi sono state identificate, su una parte del settore, anche tracce di abitazioni, che vanno dall'epoca arcaica fino all'epoca ellenistica.

All'indirizzo http://www.cimec.ro/Arheologie/web-histria/index_eng.htm si possono trovare informazioni dettagliate sul sito archeologico: sulla storia (The archaeological site of Histria), sullo status delle ricerche, aggiornato al 2005 (The Histria researches), sull'area geografica (Maps and plans), sul museo fondato nel 1982 (Histria museum), nonché informazioni bibliografiche (References) e una ricca documentazione iconografica sul luogo oltre che sui reperti (Histria pictures ).

 

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