"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

35 | agosto/settembre 2004

titolo

Mnemosyne: l’Atlante della Memoria di Aby Warburg

Pannello introduttivo della Mostra Mnemosyne 2004

"Ho dato inizio al progetto di mettere insieme i risultati delle mie ricerche,
che hanno a che fare con l’influenza dell’Antico nella cultura europea, in un grande Atlante tipologico.
Una pubblicazione di questo genere permetterebbe di fornire una solida cornice,
pur sempre elastica, a tutto il mio materiale".

"Sono riuscito a raccogliere il materiale per un Atlante di immagini, nel quale si può vedere,
proprio grazie alle immagini, la diffusione della funzione del valore espressivo improntato all’Antico
nella rappresentazione dei movimenti della vita esteriore e interiore".
Aby Warburg

Mnemosyne è un atlante figurativo (Bilderatlas) composto da una serie di tavole, costituite da montaggi fotografici che assemblano riproduzioni di opere diverse: testimonianze di ambito soprattutto rinascimentale (opere d'arte, pagine di manoscritti, carte da gioco, etc.); ma anche reperti archeologici dell'antichità orientale, greca e romana; e ancora testimonianze della cultura del XX secolo (ritagli di giornale, etichette pubblicitarie, francobolli).

Nel Bilderatlas, che contiene un migliaio di fotografie sapientemente composte e assemblate, le immagini sono oggetto privilegiato di studio in quanto sono un modo immediato di ‘dire il mondo’. L’immagine è il luogo in cui più direttamente precipita e si condensa l'impressione e la memoria degli eventi. Dotate di un primordiale potere energetico di evocazione, in forza della loro vitalità espressiva le immagini costituiscono i principali veicoli e supporti della tradizione culturale e della memoria sociale, che in determinate circostanze può essere “riattivata e scaricata”. Nell'Atlante la giustapposizione di immagini, impaginate in modo da tessere più fili tematici attorno ai nuclei e ai dettagli di maggior rilievo, crea campi di energia e provoca lo spettatore a un processo interpretativo aperto: “la parola all'immagine” (zum Bild das Wort).

Mnemosyne è dunque una macchina, una sorta di gigantesco condensatore in cui si raccolgono tutte le correnti energetiche che hanno animato e ancora animano la memoria dell'Europa. Obiettivo dell’Atlante è illustrare i meccanismi di tradizione di temi e figure dall'antichità – orientale e greco-romana – all’attualità, con particolare riguardo alla ripresa di moti, gesti e posture che esprimono l’intera gamma dell’eccitazione emozionale (l'aggressione, la difesa, il sacrificio, il lutto, la malinconia, l'estasi, il trionfo, etc.). Si tratta di Pathosformeln – formule espressive dell'emozione – dedotte direttamente in forma artistica dai modelli antichi, o anche riemergenti senza diretto collegamento ai modelli, nella forma di engramma, esito spontaneo dell'istinto gestuale umano.

L’Atlante è l'ultimo progetto di Aby Warburg. A partire dalle raccolte di immagini preparate in vista di conferenze ed esposizioni, Warburg approntò l’opera in forma di un atlante che doveva essere corredato da testi esplicativi e in seguito pubblicato dall'editore Teubner, probabilmente in una collana che già ospitava atlanti figurativi, archeologici e di altro genere. Al momento della morte, nel 1929, Warburg lasciò un menabò incompleto (i 63 pannelli dell'ultima versione), l'abbozzo di una Introduzione e una serie di appunti raccolti poi dalla sua collaboratrice Gertrud Bing. Già nel 1930 l'opera è data come di "imminente pubblicazione" da Fritz Saxl e, in Italia, da Giorgio Pasquali. Ma lo stato di incompletezza dell'Atlante alla morte dell'autore, le vicende storiche – l'avvento al potere in Germania del partito nazionalsocialista nel 1933 e il conseguente trasferimento della Biblioteca e dell'Istituto Warburg a Londra – e, soprattutto, la complessità dell’opera, indussero i collaboratori di Warburg all'abbandono del progetto editoriale. Solo nel 1994 vedrà la luce a Vienna una prima edizione della versione incompiuta dell'Atlante, la ‘versione Daedalus’, che comprende 63 pannelli, i primi tre siglati da lettere (A, B, C) e gli altri numerati con cifre (da 1 a 79, con lacune). Nell'ultimo decennio alla prima pubblicazione hanno fatto seguito altre tre edizioni in lingua tedesca e italiana. Solo recentemente dunque l'Atlante, che per più di mezzo secolo era quasi caduto nell'oblio, è stato riscoperto e, grazie anche ad alcune mostre, conosce oggi una stagione di fortuna critica ed editoriale. 

temi di ricerca

indici

colophon

archivio