"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

26 | luglio/agosto 2003

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Il mito di Arianna abbandonata, dissonanze e assonanze nella parola e nell’immagine

Recensione al sito: Ariane de Catulle, figures d'Ariane, a cura del Dipartimento di Lettere Antiche dell'Académie di Nancy-Metz

Mosè Viero

Fra le tante fonti antiche che raccontano il mito di Arianna celebre è il componimento LXIV del Liber catulliano: l’arrivo di Teseo a Creta, la sconfitta del Minotauro, la fuga dell’eroe con Arianna e il suo abbandono a Nasso sono inseriti come excursus narrativo perché ricamati sulla coltre nuziale, nel più vasto racconto delle nozze fra Peleo e Teti. Catullo raccoglie l’eredità degli autori precedenti, declinando la vicenda in termini prettamente sentimentali e concentrando l’attenzione sulla disperazione della fanciulla abbandonata.

Il sito, a cura del Dipartimento di Lettere Antiche dell’Académie di Nancy-Metz, molto ricco e innovativo se pur ancora in fieri in alcune sezioni, incentra la ricerca sul componimento catulliano, in un’analisi della figura di Arianna nella sua dicotomia: da ragazza minoica a regina delle menadi, da eroina abbandonata a furiosa vendicatrice. Si propone un duplice percorso: uno specificamente letterario, che si sviluppa dal Liber verso altre fonti relative al medesimo mito, e uno figurativo, concretizzato in una sorta di multiforme e ricca 'galleria' contenente esempi di rappresentazioni artistiche del mito di Arianna. Una terza sezione di carattere introduttivo propone un’analisi del mito, una lettura interpretativa dei testi, per proseguire con un’interessante sezione bibliografica che si sviluppa anche nel web: collegamenti ipertestuali (purtroppo non sempre attivi) ai pochi siti specifici su Arianna e ai molti siti sulla mitologia e la cultura antiche in generale.

La sezione letteraria, com’è ovvio, dedica ampio spazio a Catullo, presentando il suo componimento LXIV nel testo originale e in traduzione francese, corredato di note e commenti molto puntuali. Ma ciò che risulta utile e più interessante è il riferimento a tutte le fonti antiche relative al mito di Arianna, in testo originale e in traduzione francese: da Apollodoro a Igino a Pausania, tutti i grandi mitografi dell’antichità compaiono affiancati per una lettura comparata del mito. La complessità della figura di Arianna però si dispiega dalle fonti letterarie all’iconografia: le sue dissonanze e dicotomie, la feroce rabbia o il perdono quasi fatalistico, Arianna furiosa, Arianna clemente si espletano nella duplicità delle sue rappresentazioni figurative tanto che si può dire che Arianna è, iconograficamente, sintesi di due diverse Pathosformeln: l’estasi e la malinconia, la frenesia della ninfa appartenente al corteo dionisiaco e la pensosa depressione della divinità semidistesa. Purtroppo qui si ha la più grossa delusione e l’analisi proposta per la sezione letteraria non prosegue anche a livello rappresentativo. Se pur ogni immagine è corredata di didascalia e talvolta di un piccolo commento – e tutte le immagini sono cliccabili e linkate a siti con ulteriori e più dettagliate riproduzioni dell’opera – la sezione figurativa del sito non offre un percorso ragionato e lascia così i nessi tematici e visivi e la comparazione con la profondità dei testi in soggettiva, mentre la galleria di immagini si limita a una divisione in semplici categorie, gruppi e sottogruppi: le immagini antiche sono articolate in tre gruppi in base al soggetto (Arianna con Dioniso, Arianna con Teseo e Arianna in posture non identificabili) mentre le immagini di epoche successive sono solamente distribuite in due blocchi cronologici. Non ci sono commenti né analisi sulle trasformazioni e sulle eredità iconografiche della figura di Arianna e della sua postura, se pur risultino evidenti anche da un solo sguardo d’insieme, né vengono delineati percorsi interpretativi che allaccino fra loro testimonianze simili o contrarie; in altri termini, al sito manca la componente più propriamente 'iconologica', pur nella ricchezza e puntualità di lavoro.

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