"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

36 | ottobre 2004

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Istantanee sull'Antico

Recensione alla mostra "Il riuso dell'Antico", Roma, Antiche Olearie Papali, 24 giugno - 15 ottobre 2004

Monica Zanettin

La scelta e la cura del resto antico e il destino di ciò che rimane per riapparire nella sequenza cinematografica. A Roma, fino al 15 ottobre, è di scena una bella mostra che testimonia del progressivo adeguamento degli spazi urbani della capitale. Si espongono infatti le immagini della Fototeca Nazionale, nata con Decreto Regio nel 1892, secondo una disposizione che obbligava pubblici e privati a consegnare due positivi per ogni foto scattata.

Un excursus fotografico che contempla il processo della tradizione nelle sue modalità più vaste e più vicine alla realtà comune: il riuso della stele per impreziosire la dimora del collezionista; il recupero dei materiali antichi nella messa in opera della nuova costruzione; il nucleo urbano impostato sui resti della nave di pietra; i ponti e le vedute ottocentesche della capitale. Molto interessanti sono le immagini dei monumenti antichi prima dell’intervento conservativo, o ancora visibili in contesto agreste prima dell’inurbamento attuale – come nel caso delle Terme di Diocleziano – le convivenze più spontanee e pittoresche dell’antico con il nuovo nel Vicolo dell’Atleta, e ancora le foto delle Feste Pallie del 1902, dove romani in costume rimettevano in scena antichi festeggiamenti. Un’ultima sessione è dedicata alla citazione del monumento archeologico nella pellicola cinematografica; visioni dal muto al sonoro, prima sotto forma di fotogrammi e poi saldate in un film vero e proprio proposto quasi a ‘guida itinerante’ della città.

Tutto testimonia una modalità perduta di guardare all’antico non solo per i cambiamenti oggettivi che sono intercorsi da fine Ottocento ad ora, ma anche per la percezione estetica che l’antico stimolava in quegli anni: una sorta di “archeologia della visione”.

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