"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

33 | maggio 2004

titolo

Museo Archeologico di Venezia

Un'ipotesi di Web_esposizione

Claudia Daniotti*

Convegno Luminar 3. Internet e Umanesimo. Web_Musei | Fondazione Querini Stampalia, Venezia, 29-30 gennaio 2004

Frutto di una ricognizione compiuta nei mesi scorsi sul Museo Archeologico di Venezia, l'ipotesi di esposizione sul web che qui si presenta intende proporre un esempio di valorizzazione dei beni culturali grazie alle potenzialità proprie della rete e del digitale.

Ospitato negli ambienti al di sopra della Biblioteca Marciana in Piazza San Marco, quello di Venezia è senza dubbio uno dei musei archeologici più importanti d'Europa e del mondo: esso conserva infatti praticamente intatta una delle più ricche e celebri collezioni rinascimentali di antichità, raccolta dalla famiglia Grimani nel corso del Cinquecento. Si tratta di circa duecento pezzi, spesso di altissima qualità, provenienti da Roma, dal litorale adriatico e dalle isole del Mediterraneo orientale: teste, busti, rilievi e statue marmoree, che vanno dall'età ellenistica a quella romana, cui sono da aggiungere anche dei preziosi originali greci del IV e V secolo a.C.

Come noto, questa collezione celebre e ammiratissima fu visibile e accessibile al pubblico fin dal 1525: è da allora e fino al 1586 che la raccolta Grimani fu ospitata nel Palazzo Ducale, per poi trovare dal 1596 sistemazione nell'antisala della Biblioteca Marciana, dando vita a uno dei primi musei aperti al pubblico del mondo, lo Statuario Pubblico, tuttora esistente e parte del Museo Archeologico.

Internet, che in questi ultimi anni è diventato sempre più necessario anche al settore dei beni culturali, può rivelarsi uno strumento importante e particolarmente adatto per valorizzare una collezione, come quella del Museo Archeologico di Venezia, di eccezionale rilievo artistico e storico, ma purtroppo oggi poco nota e poco frequentata.

Da una parte, non può mancare uno sportello informativo – da tenere continuamente aggiornato, magari scegliendo una veste accattivante – per comunicare tutto ciò che è utile alla visita e fornire alcuni servizi base (come la biglietteria on-line).

Dall'altra, il sito è certamente lo spazio migliore per accogliere, ordinare e rendere accessibili tutte quelle notizie capaci di arricchire e migliorare la visita al museo, ma che nelle sale espositive non possono trovare posto. I materiali di supporto, accompagnamento e integrazione delle opere esposte (pannelli esplicativi e di approfondimento, brochure…) possono godere, infatti, nell'ambiente fisico del museo, solo di una presenza discreta e non invadente. Nello spazio pressoché illimitato del web questa esigenza di essenzialità (e quindi, necessariamente, di limitazione) non ha più ragione d'essere: il sito può diventare quindi un buon contenitore per tutte le suggestioni, gli spunti, gli approfondimenti tematici intorno o a partire dalle opere del museo.

Qui potranno trovare posto le segnalazioni e anticipazioni di eventi, esposizioni, iniziative, in corso o in programmazione, costruendo così un tessuto connettivo precedente e successivo alla visita e aprendo una finestra di collegamento e relazione tra museo virtuale e museo reale: il luogo in cui è possibile un dialogo continuativo con il visitatore, che stimoli in lui il carattere dell’amatore e dell’esploratore e lo attiri a diventare un affezionato (e magari recidivo) fruitore anche dello spazio fisico del museo.

Un esempio di valorizzazione, promozione e divulgazione on-line delle opere conservate nel Museo Archeologico può essere costituito dalla resa in digitale di quello che nella realtà si presenta come ‘esposizione temporanea a tema’; lo spazio virtuale diventa allora il luogo in cui possono prefigurarsi mostre non immediatamente proponibili o praticabili nella realtà fisica delle sale espositive e dei palazzi storici in cui, in molti casi, queste si trovano.

L'allestimento di mostre temporanee, incentrate sulle opere più preziose e celebri del museo, ha la finalità di mettere in luce e far conoscere al visitatore l'effettiva importanza e risonanza di alcuni dei pezzi qui conservati, per secoli copiati, riprodotti, visti e quindi divenuti fonte di ispirazione, di ripresa, di citazione per gli artisti veneziani e non solo. La resa sulla rete potrebbe essere quella di una galleria di immagini virtuale, costruita e ruotante intorno all'opera 'originale', con lo scopo di illustrarne la fortuna; in questo una suggestione importante resta la mostra D’après l’Antique, allestita con questa impostazione strutturale tra ottobre 2000 e gennaio 2001 nelle sale del Museo del Louvre.

Galata in atto di cadere

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1. Galata in atto di cadere, copia romana da originale ellenistico del II a.C. (Venezia, Museo Archeologico)
2. Tiziano, Martirio di San Lorenzo, 1548-1549 (Venezia, Chiesa dei Gesuiti)
3. Giulio Sanuto da Tiziano, Tantalo, 1549 (Londra, British Museum)
4. Tiziano, La Gloria, 1551-1554 (Madrid, Prado)
5. Jacopo Tintoretto, Resurrezione di Lazzaro, 1558-1559 (Minneapolis, Museum of Art)
6. Tiziano, Ratto d'Europa, 1559-1562 (Boston, Isabella Stewart Gardner Museum)

Ara Grimani

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1. Ara Grimani, I sec. a.C. (Venezia, Museo Archeologico)
2. Tiziano, Concerto campestre, 1509-1510 (Parigi, Louvre)
3. Tiziano, Venere e Adone, 1554 (Madrid, Prado)
4. Giovanni Bellini (?), Orfeo, Circe, Pan, Eco, 1510 ca. (Washington, National Gallery of Art)
5. Paolo Veronese, Infedeltà (dalla serie delle quattro Allegorie d'amore), 1575 ca. (Londra, National Gallery)
6. Correggio, Giove e Io, 1531 (Vienna, Kunsthistorisches Museum)
7. Jacopo Bassano, Parabola del seminatore, 1564 ca. (Madrid, Collezione Thyssen-Bornemisza)
8. Tiziano, Diana e Atteone, 1556-1559 (Edimburgo, National Gallery of Scotland)

Vitellio

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1. Busto del cosiddetto Vitellio, prima metà del II sec. d.C. (Venezia, Museo Archeologico)
2. Palma il Giovane, Studi della testa del cosiddetto Vitellio (Venezia, Biblioteca del Museo Correr)
3. Palma il Giovane, Ritratto di Bartolomeo della Nave, 1580 (Birmingham, City Museum and Art Gallery)
4. Jacopo Tintoretto, Studio dal busto di Vitellio (già Rotterdam, Museo Boymans-van Beuningen)
5. Jacopo Tintoretto, Studio dal busto di Vitellio (Parigi, École Nationale Supérieure des Beaux Arts)
6. Jacopo Tintoretto, Studio dal busto di Vitellio (Monaco, Staatliche Graphische Sammlung)
7. Paolo Veronese, Cena in casa di Levi, 1573 ca. (Venezia, Gallerie dell'Accademia)
8. Paolo Veronese, Cena in casa di Simone, 1570 (Milano, Pinacoteca di Brera)
9. Jacopo Bassano, Pellegrini di Emmaus, 1538-1539 ca. (Fort Worth, Kimbell Art Museum)
10. Rubens, Bacco, 1536-1538 ca. (San Pietroburgo, Ermitage)

Con un allestimento pensato per la pubblicazione on-line, le sculture antiche del Museo Archeologico di Venezia potrebbero non solo essere restituite alla loro complessità e alla loro importanza per la storia della tradizione classica, proprio perché verrebbero accostate ad opere che oggi si trovano ancora a Venezia oppure sparse nei musei di tutto il mondo; ma potrebbero anche fungere da spunto e pretesto per la costruzione di nuclei e percorsi significanti di più ampio respiro.

Si pensi ai casi del busto del cosiddetto Vitellio e del Trono di Saturno, che possono aprire l'intera problematica del recupero e del riuso dell'antico nel Rinascimento (ma anche, nel caso del Trono, indicare la chiave di accesso alla nascita del collezionismo europeo); oppure alla serie di statuette votive raffiguranti Demetra e Kore che, insieme al Mitra tauroctono, possono costituire il nucleo per un discorso più ampio sui culti misterici antichi. Le sculture e i rilievi di Dioniso, satiri e menadi permettono di gettare uno sguardo sui soggetti e sui culti dionisiaci, mentre le opere che raffigurano l'incontro tra una divinità, un mortale, un animale, in chiave di symplegmata, permettono di ripercorrere e illustrare il gusto rinascimentale per temi e soggetti amorosi ed erotici.

*A questo contributo hanno collaborato Laura Cavallo, Margherita Lo Tito e Daniela Sacco.

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