"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

35 | agosto/settembre 2004

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Cronologia di Mnemosyne (1929-2002)

a cura del Seminario Mnemosyne 

1928-29

L'elaborazione dell'Atlante Mnemosyne conosce un'importante sistematizzazione a partire dal maggio 1928, quando si fa strada l’idea di una possibile pubblicazione dell'opera.

Tra i materiali dell’incompiuto progetto, conservati al Warburg Institute di Londra, si possono riconoscere almeno tre versioni dell’Atlante.
Una "prima serie" di 43 pannelli risale alla primavera del 1928. A questa segue la cosiddetta "penultima serie" (68 tavole) che raccoglie anche i materiali esposti da Warburg il 19 gennaio 1929 nel corso della sua conferenza alla Biblioteca Hertziana di Roma. La terza e ultima versione, considerata 'ufficiale', è quella cui Warburg mise mano negli ultimi due mesi di vita ed è composta da 63 pannelli.

Amburgo 1937: una versione ‘privata’ (Geburtstagsatlas)

In seguito alla scomparsa del suo ideatore nell’ottobre del 1929, il Bilderatlas, nonostante gli sforzi di Fritz Saxl, Gertrud Bing e di altri collaboratori di Aby Warburg, finisce nel limbo delle opere incompiute.
Nel 1937 Gertrud Bing ed Ernst Gombrich, in occasione del settantesimo compleanno di Max Warburg, realizzano una versione ridotta dell’Atlante (Geburtstagsatlas) ricostruendo 24 pannelli. Dopo questo tentativo, circoscritto alla sfera privata della famiglia, l’Atlante rimane riserva esclusiva di pochissimi studiosi che nel corso degli anni hanno studiato i documenti conservati al Warburg Institute Archive tra file di fotografie e appunti inediti.

Vienna-Amburgo 1993: ricostruzione ed esposizione (versione Daedalus)

Nel 1993, grazie a una mostra tenuta a Vienna e ad Amburgo, i pannelli dell’Atlante, ‘smontati’ dopo la morte di Warburg e testimoniati solo da fotografie, vengono ricomposti e tornano ad assumere l’originaria forma interattiva dell’esposizione.
La mostra propone le tavole dell’ultima versione del Bilderatlas, ricostruita in base alle ricerche del gruppo viennese Daedalus (Marianne Koos, Wolfram Pichler, Werner Rappl, Gudrun Swoboda).

Siena-Firenze-Roma 1998: mostra itinerante

Nel 1998 – grazie alla collaborazione dell’Associazione Mnemosyne di Roma, dell’Università di Siena e della Gesellschaft für Kulturwissenschaften und Bildtheorie di Vienna – l’esposizione giunge anche in Italia, a Siena (Santa Maria della Scala, 29 aprile-1 luglio 1998), Firenze (Galleria degli Uffizi, 19 dicembre 1998-16 gennaio 1999), Roma (Biblioteca Hertziana, 19 gennaio-6 febbraio 1999) e prosegue poi per Tel-Aviv (18 novembre 1999-2 gennaio 2000).

Amburgo 1994-Roma 1998: le prime edizioni dell’Atlante

I materiali raccolti in occasione delle esposizioni degli anni novanta sono pubblicati in un catalogo (Begleitmaterial zur Ausstellung ‘Aby Warburg. Mnemosyne’, Dölling und Galitz Verlag, Hamburg 1994), tradotto e pubblicato in Italia con una diversa selezione di testi, a cura di Italo Spinelli e Roberto Venuti (Artemide Edizioni, Roma 1998).
In occasione dell’esposizione al Santa Maria della Scala a Siena viene organizzato anche un convegno che rappresenta per l’Italia una svolta nello studio e nella ricezione dell’ultimo progetto di Warburg.

Berlino 2000, Torino 2002: l’edizione in volume

Nel 1998 l’Akademie Verlag inizia la pubblicazione dell’opera completa di Warburg: come primo volume della seconda parte delle Gesammelte Schriften, Martin Warnke cura nel 2000 l’edizione ufficiale dell’Atlante (la seconda edizione, rivista, esce nel 2003).
In Italia l’impresa del piano editoriale è assunta da Nino Aragno che nel 2002 pubblica la versione italiana di Mnemosyne, curata e tradotta da Maurizio Ghelardi.

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