"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

165 | maggio 2019

9788894840605

titolo

Aby Warburg negli studi latino-americani

Cássio Fernandes

English abstract

I primi riferimenti, peraltro indiretti, all’opera di Warburg sono riconducibili a Sérgio Buarque de Holanda che, tra il 1929 e il 1931, durante il suo soggiorno a Berlino, si avvicina a due testi che hanno una stretta attinenza con le opere dello studioso amburghese, del quale non erano stati pubblicati ancora i due volumi Die Erneuerung der heidnischen Antike (Berlin-Leipzig 1932). Sérgio Buarque de Holanda legge e studia infatti sia la celebre opera di Jacob Burckhardt su La Civiltà del Rinascimento in Italia (1860), sia il famoso saggio di Johan Huizinga L’Autunno del Medioevo (1919). Entrambe le opere si collocano all’interno degli interessi più generali che lo studioso argentino mostra per la storia della civiltà europea, il Rinascimento e l’influsso della Antichità.

Parallelamente, Buarque mostra uno spiccato interesse anche per l’opera Europäische Literatur und Lateinisches Mittelter (1948) di Ernst Robert Curtius, di cui assimila – come risulta dalla copia conservata nella sua biblioteca – soprattutto la parte sui topoi, cioè su quelle figure relazionate all’interpretazione che allora circolava sul senso e il significato delle Pathosformeln warburghiane. Sebbene Buarque non faccia mai un diretto riferimento a Warburg e utilizzi l’idea di topos per il suo libro Visão do Paraíso. Os motivos edênicos no descobrimento e colonização do Brasil (Holanda 1959), si può cogliere qui, almeno in nuce, l’interesse verso la tradizione rappresentata dall’Istituto Warburg e l’interpretazione che, delle ricerche del fondatore della celebre Biblioteca, avevano divulgato in questi anni soprattutto Gertrud Bing e Fritz Saxl.

Al 1955 risale la prima edizione del testo di Curtius presso la casa editrice messicana Fondo de Cultura Económica (Curtius [1948] 1955), ed è proprio grazie a questa iniziativa che il nome di Warburg compare espressamente per la prima volta nell’ambiente latino-americano. In un saggio pubblicato in Brasile nel 2012 José Emilio Burucúa rivela che sarebbe stato Héctor Ciocchini, legato all’Instituto de Humanidades da Universidad del Sur, il primo studioso ad aver avviato nel 1963 un contatto diretto con l’Istituto Warburg (Burucúa 2012, 252-280). In effetti, attraverso l’insegnamento e il suo libro Iconografia de la imaginaciôn científica (Ciocchini, Burucúa, Bagnoli 1989), Ciocchini ha formato una generazione di ricercatori argentini che si avvicinano agli studi iconologici, letti alla luce delle ricerche di Aby Warburg.

Questa interpretazione sarà sviluppata ulteriormente da Francisco Stastny che nel 1965 in Estilo y motivos en el estúdio iconográfico. Ensayo en la metodologia de la historia del arte, applica il metodo iconologico per mostrare come la tradizione europea fosse stata utilizzata in relazione alla cultura sud-americana (Stastny 1965). Lo studio di Stastny dischiude un modo di leggere l’arte latino-americana che ha avuto ed ha tuttora un grande seguito tra gli storici dell’arte latino-americani.

Bisogna però attendere il 1992 perché sia pubblicata una ridotta scelta degli scritti di Warburg (Bildniskunst und florentinisches Bürgertum del 1902 e Italienische Kunst und internationale Astrologie im Palazzo Schifanoia zu Ferrara del 1912) all’interno di una silloge di contributi che, come recita il titolo Historia de las imágenes e historia de las ideas. La escuela de Aby Warburg. Textos de Warburg, Gombrich, Frankfort, Yates, Ciocchini, comprende anche saggi di Gombrich, Yates, Ciocchini e Frakfort – tutti autori che sono, più o meno indiscriminatamente, accomunati alle ricerche di Warburg (Burucúa 1992). Il 1992 è anche l’anno della traduzione in spagnolo della famosa biografia che Gombrich aveva dedicato a Warburg e che avrà una larga diffusione nell’ambito della cultura latino-americana (Gombrich [1970] 1992).

Per quanto riguarda il Brasile il nome di Warburg è conosciuto soprattutto grazie alla traduzione della raccolta di saggi di Carlo Ginzburg (Mitos, Emblemas, Sinais: morfologia e historia) che appare nel 1991. Il ‘metodo’ warburghiano applicato da Ginzburg aveva trovato una anticipazione nella traduzione – apparsa due anni prima – del suo saggio Indagações sobre Piero, ove l’autore forte del suo metodo ‘indiziario’, propugnava a suo modo uno sviluppo della tradizione warburghiana (Ginzburg [1981] 1989 e Ginzburg [1986] 1991).

Gli inizi degli anni ’90 segnano un altro importante fenomeno: grazie a studiosi come Jorge Coli, Luiz Marques, Nélson Aguiar, il programma post-laurea inaugurato all’Università di Campinas (UNICAMP) permise ai giovani ricercatori brasiliani la prima effettiva conoscenza di taluni modelli di ricerca in parte ricondotti all’opera di Warburg. Grazie a questa iniziativa, segnata anche da un risveglio degli interessi della cultura brasiliana verso la storia della civiltà europea, nel 1997 viene tradotta un’opera fondamentale come A Eloquência dos Simbolos: estudos sobre arte humanistica di Edgar Wind, autore fino allora pressoché sconosciuto nell’ambiente brasiliano (Wind [1983] 1997).

Una tappa ulteriore è rappresentata dalla pubblicazione nel 2003 del libro di Burucúa, Historia, arte, cultura. De Aby Warburg a Carlo Ginzburg (Burucúa 2003) che per la prima volta traccia un filo diretto tra le ricerche dello studioso tedesco e quelle dello storico italiano, ma soprattutto contribuisce a diffondere in America Latina un approccio indiretto, non testuale, degli scritti del fondatore della celebre Biblioteca amburghese. Sebbene basata su una interpretazione che lega direttamente Warburg a Ginzburg, l’opera di Burucúa contribuisce a divulgare il nome di Warburg e soprattutto a designare Ginzburg come uno dei suoi diretti continuatori. Un aspetto molto importante nel libro di Burucúa è la ricostruzione del significato e della disposizione della Biblioteca di Warburg che, secondo l’autore, implica lo sviluppo su tre livelli dell’opera dello studioso amburghese: una specifica idea di Rinascimento come premessa della modernità; una ricerca indirizzata a sondare le pratiche magiche nelle società arcaiche e nel presente; un nuovo metodo di indagine storico-culturale (Burucúa 2013, 13). Non solo: l’autore indica, seppur in modo un po’ schematico, in quale misura l’eredità culturale warburghiana abbia influito e sia stata sviluppata da autori come Andrè Chastel e Robert Klein, Paolo Rossi e Eugenio Garin, Michael Baxandall e Santiago Senstián, Salvatore Settis, e perfino da uno studioso alquanto eclettico (e certamente proveniente da una diversa tradizione di studi) come Jurgis Baltrusaitis, oltre che ovviamente da Carlo Ginzburg.

Nel 1999, nel suo intervento al XXI Colloquio Internacional de Historia del Arte di Città del Messico, lo studioso di origine tedesca Peter Krieger contribuisce a dare un ulteriore impulso alla traduzione in America Latina delle opere di Warburg: nel 2004 appare la traduzione messicana del Rituale del serpente a cui fa seguito uno studio dello stesso Krieger incentrato non tanto sulla iconologia, ma su due concetti chiave della ricerca warburghiana: quello di spazio del pensiero (Denkraum) e quello di ‘formulazione di pathos’ (Pathosformel) (Krieger 1999 e Krieger 2006, 23-250). Un anno dopo la storica Linda Baéz Rubi pubblica un contributo che si propone di illustrare la cultura visiva messicana del XVI secolo proprio sulla base delle suggestioni che le provengono dalla lettura dell’Atlante delle immagini Mnemosyne. Il libro, Mnemosine novohispánica. Retorica e imágenes em el siglo XVI, dedica un intero capitolo alla definizione che di Mnemosyne aveva dato Warburg, per poi affrontare il ruolo della memoria delle immagini nelle opere messicane del XVI secolo (Baéz Rubí 2005). Ma il 2005 è anche l’anno della traduzione dell’edizione in spagnolo dei Gesammelte Schriften di Warburg pubblicati nel 1932. L’introduzione, che riproduce il saggio introduttivo che K. Forster aveva scritto nel 1999 per l’edizione americana, include anche una prefazione di Felipe Pereda. La pubblicazione comprende inoltre il piano editoriale che Saxl e la Bing avevano steso in vista della pubblicazione delle opere di Warburg (Plan de la edición de las Obras Completas, Warburg 2005).

Negli stessi anni, grazie soprattutto agli studiosi dell’UNICAMP, la cultura brasiliana inizia a interessarsi in modo più diretto alle opere di Warburg: nel 2004 viene per la prima volta tradotto in brasiliano il saggio di Warburg sui rapporti tra la borghesia fiorentina e l’arte fiamminga (Bildniskunst und florentinisches Bürgertum, 1902), con l’intenzione di mostrare la continuità tra quest’ultima ricerca e il saggio sul ritratto rinascimentale di Jacob Burckhardt (1898) (Fernandes 2004, 131-165). Sempre sotto questa luce va letto un ulteriore contributo, Jacob Burckhardt e Aby Warburg: da arte à civilização italiana do Renascimento, pubblicato nel 2006 (Fernandes 2006, 127-143).

Fatta eccezione per la traduzione brasiliana della famosa conferenza sul Rituale del serpente (Warburg [1923] 2005, 110-130), centrale per la conoscenza dell’opera di Warburg continuava però a restare l’edizione in spagnolo sopra citata dei suoi scritti. Bisogna attendere il 2001 per leggere il saggio che Laura Molosetti Costa pubblica in Argentina sul tema della circolazione delle immagini, ispirato dalla pubblicazione avvenuta nel 2000 in Germania di una versione del Bilderatlas Mnemosyne (Costa 2001).

Nel 2005 la storica dell’arte argentina Gabriela Siracusano pubblica una ricerca dal titolo De lo material a lo simbolico en las práticas culturales andinas. Siglos XVI-XVIII che guarda direttamente alle ricerche di Warburg, in cui si analizza le raffigurazioni andine del XVI e XVIII secolo (Siracusano 2005). Si tratta di un contributo che tratta le relazioni tra manufatti artistici e i trattati di mineralogia, farmacologia, medicina, alchimia, testi esoterici e di storia naturale che pongono al centro la dimensione pre-ispanica del colore, in quanto fattore costitutivo da cui è possibile riconoscere pratiche sociali, rituali e politiche della cultura andina (Burucúa 2012). In tale contesto merita di essere menzionato lo studio del peruviano Juan Fernando Jara Garay del 2006, Interpretación en la obra de Aby Warburg. Auntes para una refléxion en torno a la historiografía del arte (Jara Garay 2006).

Nel 2009, quattro anni dopo l’uscita in Francia, viene tradotto in Spagna il saggio di Georges Didi-Huberman La imagen superviviente. Historia del arte y tiempo de los fantasmas según Aby Warburg che godrà di una larga diffusione anche in America Latina (Didi-Huberman [2002] 2009). Qui la ricerca di Warburg, basata su una stretta interazione tra archeologia, storia dell’arte e storia della cultura a sfondo sociologico, diventa per l’autore un insieme di idee funzionali alla comprensione delle opere d’arte del passato e del presente. Si tratta in sostanza non tanto di una ricostruzione testuale dell’opera, molto variegata, dello studioso amburghese, quanto di sottolineare come la sua riflessione possa essere utile alla comprensione di contesti temporalmente e spazialmente diversi. Simile, almeno sotto certi aspetti, è il testo di Giorgio Agamben tradotto e pubblicato a Buenos Aires nel 2007 con il titolo Aby Warburg y la ciencia sin nombre (Agamben [1975] 2007 ). Anche in questo caso a una lettura filologicamente attenta del corpus warburghiano si sostituisce una proposta metodologica che l’autore articola su tre livelli: quello dell’iconografia, quello della storia della cultura e infine quello che viene definito come “scienza senza nome”, vale a dire una scienza che può essere applicata ad una analisi dell’uomo occidentale e dei suoi ‘fantasmi’.

Questo approccio trova un indiretto sostegno nella pubblicazione presso la casa editrice AKAL di Madrid del Mnemosyne Atlas (Warburg 2010) che incoraggia la diffusione dell’opera di Warburg come una ‘scienza’ pensata come ‘senza nome’ in quanto fondata prevalentemente su materiali visivi – i pannelli dell’Atlante – e che ignora il senso e l’articolazione complessiva che Warburg intendeva dare alla sua opera, rimasta incompiuta. Mnemosyne diventa insomma un modello per organizzare mostre fotografiche e non uno strumento, laddove il progetto nelle intenzioni dell’autore avrebbe dovuto articolarsi non solo in una sequenza di tavole ma anche nel loro relativo commento.

Non è un caso dunque se nel 2010 la storica dell’arte argentina Diana Wechsel, richiamandosi al Mnemosyne Atlas di Warburg, organizza a Berlino una mostra dal titolo Realidad y Utopia: 200 años de arte Argentino. Una visión desde el presente, in cui ‘il pensare per immagini’ è funzionale alla celebrazione del bicentenario della proclamazione dell’indipendenza dell’Argentina attraverso un panorama del suo sviluppo artistico. La mostra viene presentata di nuovo un anno dopo a Città del Messico nel Museo Nazionale di San Carlos (Wechsler 2010).

Parallelamente Didi-Huberman cura presso il Museo Reina Sofia di Madrid la mostra ¿Cómo llevar el mundo a cuestas? che, a partire da alcuni pannelli di Mnemosyne esposti all’inizio del percorso espositivo, intende mostrare la sincronia di senso tra l’Atlante e alcune opere d’arte contemporanee (Didi-Huberman 2011).

Nel 2012 a cura di Linda Báez Rubi compare una edizione in due volumi del Mnemosyne Atlas (Warburg 2012a e 2012b). Báez Rubi, che diversamente dai suo predecessori si muove con una certa padronanza nel complesso corpus delle opere di Warburg, prende a modello Mnemosyne per studiare l’arte messicana del XVI secolo fornendo utili suggestioni di tipo comparativo.

Tre anni prima era stata pubblicata dalla rivista “Arte e Ensaios” del Programma di Post-Laurea in Arti Visuali della Scuola di Belle Arti dell’Universidade Federal do Rio de Janeiro un numero monografico curato da Cezar Bartholomeu in cui era stato tradotto, oltre al citato saggio di Agamben, l’Introduzione a Mnemosyne di Warburg (Bartholomeu 2009). Nel 2010 è stata invece pubblicata la traduzione del saggio dello studioso amburghese su Dürer e l’Antichità italiana come parte di una edizione contenente studi sul Rinascimento ad opera sopratutto di ricercatori brasiliani (Warburg [1905] 2010).

È solo a partire dal 2013 che, grazie all’iniziativa della casa editrice Contraponto di Rio de Janeiro, si assiste in Brasile a una svolta decisiva nella pubblicazione delle opere di Warburg e di alcuni studi a lui relativi. Non solo viene tradotta l’edizione delle opere del 1932, A renovação da Antiguidade pagã (Warburg 2013), ma anche la traduzione del libro di Didi-Huberman prima ricordato (Didi-Huberman [2002] 2013), nonché il testo di Philippe-Alain Michaud, Aby Warburg e a imagen em movimento (Michaud [1998] 2013). Il volume degli scritti di Warburg comprende anche la prefazione che Horst Bredekamp e Michael Diers avevano scritto nel 1998 per la riedizione tedesca della silloge di testi warburghiani. Inoltre con la versione brasiliana di Michaud sono pubblicati i saggi che lo studioso aggiunge in appendice al suo libro: i due frammenti retrospettivi del viaggio che Warburg aveva fatto in New Mexico alla fine del XIX secolo, Recordações de uma viagem à terra dos pueblos (1923) e Projeto de viagem à América (1927). Nel 2015, sulla scia del saggio di Didi-Huberman, Leopoldo Waizbort cura una raccolta di scritti di Warburg che, oltre ad alcuni testi presenti nell’edizione tedesca del 1932, comprende i due scritti editi da Michaud sopra citati, nonché i saggi di Warburg sulla Sphaera barbarica (1925), sul Déjeneur sur l’erbe di Manet (1928-1929), e l’Introduzione a Mnemosyne (1929) (Warburg 2015).

Nel 2010 Norval Baitello Júnior pubblicava invece A serpente, a maçã e o holograma: esboços para uma teoria da mídia in cui affermava che la più importante eredità di Warburg consiste nelle sue riflessioni sulla comunicazione visuale, vale a dire, ancora una volta, sull’iconologia. Per lo studioso brasiliano Warburg avrebbe stabilito la forza di un ‘etimo’ (per il Nachleben) come simbolo di una trasmissione carica di tensioni che anticiperebbe l’attuale società mediatica (Baitello Júnior 2010). Baitello coordina tuttora un gruppo di lavoro su questi temi presso la Pontificia Università Cattolica di San Paolo.

Un ulteriore esempio di come la diffusione dell’opera di Warburg abbia sostanzialmente favorito l’organizzazione di mostre di immagini, ci è data dalla iniziativa che, promossa dal Museo Jeu de Paume di Parigi, Didi-Huberman ha poi riproposto nel 2018 nel Museo Universitário de Arte Contemporáneo (MUAC) dell’Università autonoma di Città del Messico (UNAM). L’esposizione intitolata Sublevaciones è stata preceduta dal “Simposio Internacional. Warburg (en/sobre) América. Translaciones y proyecciones” che ha avuto luogo nella capitale messicana tra il 6 e l’8 settembre 2017 (Didi-Huberman 2018). In tale contesto va menzionata la mostra organizzata a Buenos Aires e curata da José Emilio Burucúa intitolata Ninfas, Serpientes, Constelaciones: la teoria artistica de Aby Warburg. Organizzata per sezioni tematiche, l’esposizione si era prefissa lo scopo di “confrontare le idee principali di Warburg con opere d’arte europee e pre-ispaniche” (Burucúa 2019, 21). Non solo. Di mostrare anche come si sia sviluppata, soprattutto in Argentina, la produzione artistica negli ultimi 100 anni.

Nel frattempo nel 2017 presso la Pinacoteca dello Stato di San Paolo si era svolto un colloquio su Warburg e la sua tradizione, i cui atti sono stati stampati nel 2017 sulla rivista “Figura: Studies on Classical Tradition” (Ferndandes 2017, 1-287). Sempre nello stesso anno Mauricio Oviedo Salazar dell’Università di Costa Rica ha pubblicato uno studio incentrato sulla funzione che secondo Warburg hanno avuto le immagini provenienti dalla stampa tipografica (Oviedo Salazar 2017). A ciò va aggiunto il libro che lo l’argentino Fabián Ludueña Romandini ha dedicato al soggiorno di Warburg presso la clinica psichiatrica di Kreuzlingen diretta da Ludwig Binswanger (Ludueña Romandini 2017a).

In ultimo, da menzionare è la recente pubblicazione del primo volume di una silloge di scritti di Warburg a cura dello scrivente con una prefazione di Maurizio Ghelardi, intitolata A presença do Antigo: escritos inéditos (Warburg 2018). Scopo di questa iniziativa editoriale che prevede ulteriori volumi è quello di far conoscere il più ampio contesto del lascito dello studioso amburghese, la sua complessa stratificazione e allo stesso tempo la sua intima coerenza intellettuale.

Pubblicazioni delle Opere di Aby Warburg
Lingua Portoghese
  • Warburg [1923] 2005
    A. Warburg, Imagens da região dos índios Pueblo da América do Norte [Bilder aus dem Gebiet der Pueblo-Indianer in Nord-Amerika, 1923], “Revista Concinnitas: artes, cultura e pensamento” 6, Rio de Janeiro 2005, 110-130.
  • Warburg [1929] 2009
    A. Warburg, Introdução a Mnemosyne [1929], trad. de B. Szaniecki, em Dossiê Warburg, org. Cezar Bartholomeu, “Arte e Ensaios” 19 (2009), 125-131.
  • Warburg [1905] 2010
    A. Warburg, Dürer e a Antiguidade Italiana [Dürer und die italienische Antike, 1905], trad de C. Valladão de Mattos, em M. Berbara (org.), Renascimento italiano: ensaios e traduções, Rio de Janeiro 2010, 427-447.
  • Warburg [1905] 2012
    A. Warburg, Dürer e a antiguidade italiana [Dürer und die italienische Antike, 1905], trad. de G. Otto, “Cadernos Benjaminianos” 5 (2012), 69-75.
  • Warburg [1893] 2012
    A. Warburg, “Nascimento de Vénus” e a “Primavera” de Sandro Botticelli [Sandro Botticellis “Geburt der Venus” und “Frühling”. Eine Untersuchung über die Vorstellungen von der Antike in der Italienischen Frührenaissance, Hamburg-Leipzig 1893], trad. de A. Morão, Lisboa 2012.
  • Warburg 2013
    A. Warburg, A renovação da Antiguidade pagã: contribuições científico-culturais para a história do Renascimento europeu, trad. de M. Hediger, Rio de Janeiro 2013.
  • Warburg [1923] 2013
    A. Warburg, Aby. Recordações de uma viagem à terra dos pueblos (1923) in P.A. Michaud, Aby Warburg e a imagem em movimento [Aby Warburg et l’image en mouvement; suivi de Aby Warburg: Souvenirs d’un voyage en pays Pueblo, 1923; Projet de voyage en Amerique, 1927, deux textes inédits traduits par S. Muller; Préface de G. Didi-Huberman, Paris 1998], trad. V. Ribeiro, Rio de Janeiro 2013.
  • Warburg [1927] 2013
    A. Warburg, Projeto de viagem à América (1927) in P.A. Michaud, Aby Warburg e a imagem em movimento [Aby Warburg et l’image en mouvement; suivi de Aby Warburg: Souvenirs d’un voyage en pays Pueblo, 1923; Projet de voyage en Amerique, 1927, deux textes inédits traduits par S. Muller; Préface de G. Didi-Huberman, Paris 1998], trad. V. Ribeiro, Rio de Janeiro 2013.
  • Warburg 2015
    A. Warburg, Histórias de fantasma para gente grande: escritos, esboços e conferências, org. Leopoldo Waizbort, São Paulo 2015.
  • Warburg [1927] 2016
    A. Warburg, De Arsenal a Laboratório [Vom Arsenal zum laboratorium, 1927], apresentação e tradução de C. Fernandes, “Figura: Studies on Classical Tradition” 4 (2016), 163-196.
  • Warburg 2018
    A. Warburg, A Presença do Antigo: escritos inéditos. Vol. I, Prefácio de M. Ghelardi, organização, tradução e notas de C. Fernandes, Campinas 2018.
Lingua spagnola
  • Burucúa 1992
    J.E. Burucúa (org.), Historia de las imágenes e historia de las ideas. La escuela de Aby Warburg. Textos de Warburg, Gombrich, Frankfort, Yates, Ciocchini, Buenos Aires 1992.
  • Warburg 2004
    A. Warburg, El ritual de la serpiente, trad. de J. Etorena Homaeche, con epílogo de U. Raulff, México 2004.
  • Warburg 2005
    A. Warburg, El renacimiento del paganismo. Aportaciones a la historia cultural del Renacimiento europeu, introducción de G. Bing, con la Introducción de K.W. Forster (1999), ed. de F. Pereda, trad. de E. Sánchez, Madrid 2005.
  • Binswanger, Warburg [2005] 2007
    L. Binswanger, A. Warburg, La curación infinita. Historia clínica de Aby Warburg, edición original de D. Stimilli [La guarigione infinita: storia clinica di Aby Warburg, a cura di D. Stimilli, tr. it. di C. Marazia e D. Stimilli, Vicenza 2005], trad. de N. Gelormini y M.T. D’Meza, Buenos Aires 2007.
  • Warburg 2008
    A. Warburg, El ritual de la serpiente, trad. de J. Etorena Homaeche, con epílogo de U. Raulff, Buenos Aires 2008.
  • Warburg 2010
    A. Warburg, Atlas Mnemosyne, ed. de F. Checa, trad. de J. Chamorro Milke, Madrid 2010.
  • Warburg 2012a
    A. Warburg, El Atlas de imágenes Mnemosine. I Vol., edición, traducción y notas de L. Báez Rubí, Coyoacán México 2012
  • Warburg 2012b
    A. Warburg, El Atlas de imágenes Mnemosine. II Vol., edición, traducción y notas de L. Báez Rubí, Coyoacán México 2012.
  • Warburg 2015
    A. Warburg, La pervivencia de las imágenes, prólogo, traducción y notas de F. Santos, Buenos Aires 2015.
  • Warburg [1926-1928] 2015
    A. Warburg, Notas para el Seminario sobre Jacob Burckhardt dictado en la Universidad de Hamburgo (1926-1928), trad. de G. Aguirre y D. Losiggio, “Eadem Utraque Europa. Revista de Historia Cultural e Intelectual” 16, año 11 (agosto 2015), 67-70.
Libri e articoli su Aby Warburg in lingua portoghese
1990-2009
  • Ginzburg [1966] 1991
    C. Ginzburg, De A. Warburg a E.H. Gombrich: notas sobre um problema de método [Da A.M. Warburg a E.H. Gombrich. Note su un problema di metodo, già in “Studi medievali” s. III, VII, 1966, 1015-1065, ora in Miti, emblemi, spie, Torino 1992, 29-106] in Mitos, Emblemas, Sinais: morfologia e história, trad. de F. Carotti, São Paulo 1991.
  • Silva Cravo 2003
    V. Silva Cravo, Aby Warburg 1886-1929: Projecto de uma Cartografia da História, da Arte e da Cultura, “Arte e Teoria – Revista do Mestrado em Teorias da Arte da Faculdade de Belas-Artes da Universidade de Lisboa” 4 (2003), 27-41.
  • Antelo 2004
    R. Antelo, Potências da imagem, Chapecó 2004.
  • Fernandes 2004
    C. Fernandes, Aby Warburg entre a arte florentina do retrato e um retrato de Florença na época de Lorenzo de Medici, “História: Questões & Debates” 41/2 (2004), 131-165.
  • Alves 2005
    C.F. Alves, A imagem depois do ritual da serpente, em XXIX Encontro Anual da Associação Nacional de Pós-Graduação e Pesquisa em Ciências Sociais – Grupos de Trabalho 10: Imagens e Sentidos: a produção conhecimento nas ciências sociais, Minas Gerais 2005.
  • Lehmkuhl 2005
    L. Lehmkuhl, O lugar da imagem na reinstalação warburguiana, “Artcultura” 7/11 (2005).
  • Da Silva 2006
    F.P. Da Silva, A dança e o movimento em Hélio Oiticica, Lygia Pape e Aby Warburg: convergências ou fricções?, em Anais do II Encontro de História de Arte – Instituto de Filosofia e Ciências Humanas Universidade Estadual de Campinas 2006.
  • Fernandes 2006
    C. Fernandes, Jacob Burckhardt e Aby Warburg: da arte à civilização italiana do Renascimento, “Locus-Revista de História” 12/1 (2006), 127-143.
  • Scarso 2006
    D. Scarso, Fórmulas e Arquétipos. Aby Warburg e Carl Jung, em O. Pombo, A. Guerreiro e A. Franco Alexandre (eds), Enciclopédia e Hipertexto, Lisboa 2006, 537-551.
  • Seddon 2008
    G.G. Seddon, Aby Warburg e a Poetização da História da Arte: Um Ensaio, em Anais do IV Encontro de História da Arte – Instituto de Filosofia e Ciências Humanas Universidade Estadual de Campinas 2008.
  • Agamben [1975] 2009
    G. Agamben, Aby Warburg e a ciência sem nome [Aby Warburg e la scienza senza nome, già in “Settanta” (luglio/settembre 1975), ora in “aut aut” 199-200 (1984), 51-66], trad. de R. Andeol, em C. Bartholomeu (org.), Dossiê Aby Warburg, “Arte e Ensaios” 19 (2009), 132-143.
  • Bartholomeu 2009
    C. Bartholomeu (org.), Dossiê Aby Warburg, “Arte e Ensaios” 19 (2009), 118-143.
2010-2013
  • Baitello 2010
    N. Baitello Júnior, A serpente, a maça e o holograma: Esboços para uma Teoria da Mídia, São Paulo 2010.
  • Berbara 2010
    M. Berbara (org.), Renascimento italiano: ensaios e traduções, Rio de Janeiro 2010.
  • Simões 2010
    T.C. de Almeida Simões, Entre o homem aventureiro e o homem histórico: Aby Warburg, 1896-1923, dissertação de Mestrado – Pontifícia Universidade Católica do Rio de Janeiro, Rio de Janeiro 2010.
  • Teixeira 2010
    F.C. Teixeira, Aby Warburg e a pós-vida das pathosformeln antiga, “História da historiografia: International Journal of Theory and History of Historiography” 5, Ouro Preto (MG) 2010, 134-147.
  • Samain 2011
    E. Samain, As “Mnemosyne(s)” de Aby Warburg: entre antropologia, imagens e arte, “Revista Poiésis” 17 (julho 2011), 29-51.
  • Burucúa 2012
    J.E. Burucúa, Repercussões de Aby Warburg na América Latina, “Revista Concinnitas” 21/2 (dezembro 2012), 252-280.
  • Didi-Huberman 2012
    G. Didi-Huberman, Quando as imagens tocam o real [Cuando las imagenes tocan lo real, en www.macba.cat | Museu d’Art Contemporani de Barcelona, 2008], trad. de P. Carmello e V. Casa Nova, “PÓS: Revista do Programa de Pós-graduação em Artes da Escola de Belas Artes – Universidade Federal de Minas Gerais” 2/4 (2012), 206-219.
  • Samain 2012
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  • Barreto 2013
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    P.A. Michaud, Aby Warburg e a imagem em movimento [Aby Warburg et l’image en mouvement; suivi de Aby Warburg: Souvenirs d’un voyage en pays Pueblo, 1923; Projet de voyage en Amerique, 1927, deux textes inédits traduits par S. Muller; Préface de G. Didi-Huberman, Paris 1998], trad. V. Ribeiro, Rio de Janeiro 2013.
2014
  • Da Silva Miguelote 2014
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  • Fernandes 2014
    C. Fernandes, O legado antigo entre transferências e migrações, “Revista Topoi” 15/28 (janeiro/junho 2014), 338-346.
  • Lacerda 2014
    J.A. de Lacerda, O tempo anacrônico nos Atlas de Warburg e Richter, dissertação de Mestrado, Escola de Belas Artes da Universidade Federal de Minas Gerais, 2014.
  • Lissovsky 2014
    M. Lissovsky, A vida póstuma de Aby Warburg: por que seu pensamento seduz os pesquisadores contemporâneos da imagem?, “Boletim do Museu Paraense Emílio Goeldi. Ciências Humanas” 9/2 (2014), 305-322.
  • Mattos, Imorde 2014
    C.V. de Mattos, J. Imorde, As fotografias de Aby Warburg na América: índios, imagens e ruinas, “Anuário de Literatura” 19/1 (2014), 147-157.
  • Mauad, Lopes 2014
    A.M. Mauad, M.F. de Brum Lopes, Imagem, história e ciência, “Boletim do Museu Paraense Emílio Goeldi. Ciências Humanas” 9/2 (2014), 283-286.
  • Oliveira, Peres 2014
    A.P. Oliveira, T.R. Peres, Antropologia e imagem sobrevivente na obra de Aby Warburg, “Iluminuras” 15/35 (janeiro/julho 2014), 44-64.
  • Samain 2014
    E. Samain, Antropologia, Imagens e arte. Um percurso reflexivo a partir de Georges Didi-Huberman, “Cadernos de Arte e Antropologia” 3/2 (2014), 47-55.
2015
  • Abreu 2015
    H.N. Abreu, Estâncias de uma vida póstuma: função memorativa das imagens na arte contemporânea depois de Aby Warburg, dissertação de Mestrado, Escola de Belas Artes da Universidade Federal de Minas Gerais, 2015.
  • Boni, Peres 2015
    P.C. Boni, T.R. Peres, O lugar da fotografia na construção da obra de Aby Warburg: uma perspectiva cultural para a compreensão da criação imagética, “Palabra Clave” 18/3 (2015), 650-675.
  • Campos 2015
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    F.B. Trento, A Hipótese da Pintura Roubada: intersecções especulativas entre Warburg e Kamper, em Anais de XXXVIII Congresso Brasileiro de Ciências da Comunicação, Intercom 37 – Sociedade Brasileira de Estudos Interdisciplinares da Comunicação, Rio de Janeiro 2015.
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    R. Triaca, No labirinto das vozes mortas: considerações sobre a Kulturwissenschaftliche Bibliothek Warburg, tese de Graduação, Universidade Federal do Rio Grande do Sul, 2015.
2016
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    G.M.R. Almeida, Por uma arqueologia crítica das imagens em Aby Warburg, André Malraux e Jean-Luc Godard, “Significação: Revista De Cultura Audiovisual” 43/46 (2016), 29-46.
  • Bárbara 2016
    L.B. Bárbara, Aby Warburg em português, “Discurso” 46/1 (2016), 255-270.
  • Cantinho 2016
    M.J. Cantinho, Aby Warburg e Walter Benjamin. A legibilidade da memória, “História Revista” 21/2 (maio/agosto 2016), 24-38.
  • Campos 2016
    D.Q. Campos, Um pensamento montado: Aby Warburg entre uma biblioteca e um Atlas, “Fênix-Revista de História e Estudos Culturais”13/2, ano XIII (2016), 1-20.
  • Cassirer [1929] 2016
    E. Cassirer, Epitáfio a Aby Warburg (1929). trad. de I. Coelho Fragelli, “Discurso” 46/1 (2016), 271-282.
  • Dall’Bello 2016
    D. Dall’Bello, A componente da teatralidade em Aby Warburg, dissertação de Mestrado em Letras, Universidade de Lisboa, 2016.
  • De Mattos 2016
    C.V. De Mattos, Arquivos da memória: Aby Warburg, a história da arte e a arte contemporânea, “Revista Concinnitas” 2/11 (2016), 130-139.
  • De Oliveira 2016
    J.G. De Oliveira, Arqueologia de interface: Warburg, memória e imagem, “Revista Communicare” 16/2 (2016), 140-162.
  • Felinto 2016
    E. Felinto, Flusser e Warburg: gesto, imagem, comunicação, “Revista ECO-Pós” 19/1 (2016), 20-28.
  • Justen 2016
    D. Justen, Gesto entre imagem e palavra: Walter Benjamin com Aby Warburg, “Scripta Alumni” – Uniandrade, 15 (2016).
  • Nuñez 2016
    C.F.P. Nuñez, Aby Warburg no País das Maravilhas: leitura de uma tela-poema de Max Ernst in Anais do XV Encontro Associação Brasileira de Literatura Comparada – ABRALIC, setembro 2016, 3472-3483.
  • Pimenta 2016
    P.P. Pimenta, Aby Warburg e nós, “Discurso” 46/1 (2016), 251-254.
  • Pugliese 2016
    V. Pugliese, Johann J. Winckelmann e Aby Warburg: diferentes olhares sobre o antigo e seus tempos, “Revista Archai: Revista de Estudos sobre as Origens do Pensamento Ocidental” 18 (setembro 2016), 171-215.
  • Tonin 2016
    T. Tonin, Imagem e herança cultural em Aby Warburg: potencialidades de um debate, em S. Peruchi Moretto, Â.M. Schmitt, A.L. Miranda (org.), Anais do XVI Encontro Estadual de História da Associação Nacional de História – Seção Santa Catarina, julho 2016.
  • Tristão 2016
    W. Tristão, Aby Warburg e a imagem em movimento, Philippe-Alain Michaud. Reseña, “Chasqui: Revista Latinoamericana de Comunicación” 131 (2016), 447-449.
  • Vieira Neto 2016
    S.A. Vieira Neto, O renascimento italiano entre palavra e imagem: uma análise dos estudos de Aby M. Warburg sobre a antiguidade e cultura burguesa florentina no século XV, dissertação de Mestrado em História, Universidade Estadual de Campinas, 2016.
2017
  • Almeida, Marshall 2017
    A.D.S. Almeida, F. Marshall, A Memória do Etnodesing Africano: Pathosformeln e Mnemosyne de Aby Warburg na Coleção Perseverança, em L. Paraguai et al. (orgs.), Anais do XVI Encontro da Associação Nacional de Pesquisadores em Artes Plásticas, Pontifícia Universidade Católica de Campinas, 2017, 4214-4229.
  • Baitello 2017
    N. Baitello Júnior, Idea vincit! Algumas imagens tangenciais à elipse de Aby Warburg, “Figura: Studies on Classical Tradition” 5/1 (2017), 29-44.
  • Bonfiglioli 2017
    C. P. Bonfiglioli, Montagem Mnemosyne, painéis didáticos e cavaletes de vidro: aproximações possíveis, “Prometeica” 14, año IV (2017), 45-57.
  • Campos 2017
    D.Q. Campos, Uma outra ninfa moderna: a pin-up como uma ninfa de Aby Warburg e Georges Didi-Huberman, “Porto Arte: Revista de Artes Visuais” 22/36 (janeiro/junho 2017), 71-83.
  • Carvalho 2017
    V. Carvalho, Ana Mendieta e Aby Warburg: percurso para uma poética da memória, “Cadernos Virtuais de Pesquisa em Artes Cênicas” 1/2 (2017), 65-71.
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    J. Coli, Polaridades e anacronismos no pensamento de Warburg, “MODOS. Revista de História da Arte” 1/2 (maio 2017), 9-21.
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    N. Damas, A história da cultura e a temporalidade das formas culturais: Johan Huizinga e Aby Warburg, “Figura: Studies on Classical Tradition” 5/1 (2017), 197-216.
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  • Fernandes 2017a
    C. Fernandes (org.), Dossiê Aby Warburg e sua tradição, “Figura: Studies on Classical Tradition” 5/1 (2017).
  • Fernandes 2017b
    C. Fernandes, Aby Warburg e o problema da mudança do estilo na arte do Renascimento, “Figura: Studies on Classical Tradition” 5/1 (2017), 71-101.
  • Ghelardi 2017
    M. Ghelardi, De Arsenal a Laboratório: fragmento de uma autobiografia, “Figura: Studies on Classical Tradition” 5/1 (2017), 17-27.
  • Gomes 2017
    R.F. Gomes, Composição em contraponto – Notas sobre a relação entre Aby Warburg e Edgar Wind em seus estudos sobre o Renascimento, “Figura: Studies on Classical Tradition” 5/1 (2017), 249-267.
  • Grillo 2017
    J.G.C. Grillo, Warburg, Pathosformel e a gestualidade na arte grega: algumas reflexões, “Figura: Studies on Classical Tradition” 5/1 (2017), 103-133.
  • Hipólito, Pedroni 2017
    R. Hipólito, F. Pedroni, A Visão de Didi-Huberman sobre Warburg e a contribuição do retorno à “Ciência Sem Nome” para o tratamento com a arte contemporânea, “Art&Sensorium” 4/2 (2017), 242-254.
  • Lopes 2017
    R.F. Lopes, O elemento estético das representações históricas: Johan Huizinga e as imagens na história da cultura, “Figura: Studies on Classical Tradition” 5/1 (2017), 217-233.
  • Ludueña Romandini 2017b
    F. Ludueña Romandini, A Ascensão de Atlas. Glosas sobre Aby Warburg [La ascensión de Atlas. Glosas sobre Aby Warburg, Buenos Aires 2017], trad. de F.A. Vicari de Carli, Florianópolis 2017.
  • Mateus 2017
    S.M. de Sousa Mateus, Warburg e Cultura Pop: pensando um pathosformel na imagem de Beyoncé in Anais de Intercom – Sociedade Brasileira de Estudos Interdisciplinares da Comunicação, XIX Congresso de Ciências da Comunicação na Região Nordeste, Fortaleza 2017.
  • Meneses 2017
    P.D. Meneses, Warburg, a História da Arte e o Quattrocento italiano, “Figura: Studies on Classical Tradition” 5/1 (2017), 135-149.
  • Ribeiro 2017
    D.M. Ribeiro, Iconologia dos intervalos, limiares cartográficos, “Rizoma” 5/1 (agosto 2017), 207-217.
  • Rodrigues 2017
    E. Rodrigues, Dos estilhaços de uma pesquisa, “Interface” 21/61 (june 2017), 469-479.
  • Serva 2017a
    L.P. Serva, A “fórmula da emoção” na fotografia de guerra: como as imagens de conflitos se relacionam com a tradição iconográfica explorada por Aby Warburg, tese de Doutorado em Comunicação e Semiótica, Pontifícia Univerdade Católica de São Paulo, 2017.
  • Serva 2017b
    L.P. Serva, A coleção de fotografias da Primeira Guerra Mundial do Arquivo Warburg: conclusões de uma primeira abordagem, “Figura: Studies on Classical Tradition” 5/1 (2017), 45-69.
  • Takaes 2017
    I. Takaes, “A tract for the times”: As Reith lectures de 1960 por Edgar Wind, “Figura: Studies on Classical Tradition” 5/1 (2017), 269-287.
  • Tonin 2017
    T. Tonin, “Aby Warburg e o Diálogo Entre Estética, Biologia e Fisiologia”, de Vittorio Gallese. Tradução e Introdução [V. Gallese, Aby Warburg e il dialogo tra estetica, biologia e fisiologia, “Ph” 2, 2012, 48- 62], “Revista Eletrônica de História da Universidade de Pernambuco – campus Petrolina” 1/2 (2017), 46-74.
  • Vieira Neto 2017
    S.A. Vieira Neto, Ernst Cassirer em Hamburgo, “Figura: Studies on Classical Tradition” 5/1 (2017), 235-248.
2018
  • Efal [2000] 2018
    A. Efal, A fórmula de pathos de Warburg nos contextos psicanalítico e benjaminiano [Warburg’s ‘pathos formula’ in psychoanalytic and Benjaminian contexts, “Assaph – section B. Studies in art history” 5, 2000, 221-238], trad. de V. Pugliese, “Arte & Ensaios” 35 (2018), 196-211.
  • Lins 2018
    J.W. Lins, O enigma da imagem: a contribuição de Warburg à História da Arte, “DAPesquisa” 4/6 (2018), 338-343.
  • Malinowski 2018
    G. Malinowski, Ato, atalho e vento: as fórmulas de páthos na história do cinema, “Galáxia” 37 (2018), 109-119.
  • Müller 2018
    M. Müller, Conhecimento por montagem: aproximações e diferenças em Didi-Huberman, Warburg e Eisenstein, “Revista da FUNDARTE” 35 (janeiro/junho 2018), 12-29.
Libri e articoli su Aby Warburg in lingua spagnola
1966-1999
  • Ciocchini 1966
    H. Ciocchini, Hipótesis actuales sobre simbolismo iconográfico, “Cuadernos del Sur” 5 (enero-junio 1966), 71-73.
  • Ciocchini, Burucúa, Bagnoli 1989
    H. Ciocchini, J.E. Burucúa, O.H. Bagnoli, Iconografía de la imaginación científica, Buenos Aires 1989.
  • Ginzburg [1966] 1989
    C. Ginzburg, De Warburg a Gombrich, un problema de método [Da A.M. Warburg a E.H. Gombrich. Note su un problema di metodo, già in “Studi medievali” s. III, VII (1966), 1015-1065, ora in Miti, emblemi, spie, Torino 1992, 29-106] en Mitos, emblemas, indicios. Morfología e historia, trad. de C. Catroppi, Barcelona 1989, 38-93.
  • Gombrich [1970] 1992
    E. Gombrich, Aby Warburg. Una biografia intelectual [Aby Warburg. An Intellectual Biography, London 1970], trad. de M. Carrillo, Madrid 1992.
  • Casazza 1995
    R. Casazza, Iconology of the Medieval and Renaissance Iconography of Voluntas, a dissertation of the MA in Combined Historical Studies, The Warburg Institute, University of London, 1995.
  • Krieger 1999
    P. Krieger, Las posibilidades abiertas de Aby Warburg en L. Enriquez (ed.), (In)Disciplinas: estética e historia del arte en el cruce de los discursos. XXII Coloquio Internacional de Historia del Arte, México 1999, 261‐281.
  • Baéz Rubí 1999
    L. Baéz Rubí, Gespenstergeschichten für ganz Erwachsene: Aby Warburg y su biblioteca en los estudios novohispanos del siglo XVI in L. Enriquez (ed.), (In)Disciplinas: estética e historia del arte en el cruce de los discursos. XXII Coloquio Internacional de Historia del Arte, México 1999, 215-245.
2000-2009
  • Burucúa 2003
    J.E. Burucúa, Historia, arte, cultura. De Aby Warburg a Carlo Ginzburg, Buenos Aires 2003.
  • Baéz Rubí 2005
    L. Baéz Rubí, Mnemosine novohispánica. Retórica e imágenes em el siglo XVI, México 2005.
  • Manguel 2005
    A. Manguel, La biblioteca de Mnemosina, “Psicoanálisis” 27/3 (2005), 407-417.
  • Barboza Martinez 2006
    A. Barboza Martinez, Sobre el método de la interpretación documental y el uso de las imágenes en la sociología. Karl Mannheim, Aby Warburg y Pierre Bourdieu, “Sociedade e Estado” 21/2 (2006), 391-414.
  • Jara Garay 2006
    J.F. Jara Garay, Interpretación y explicación en la obra de Aby Warburg. Apuntes para una reflexión en torno a la historiografía del arte, Lima 2006.
  • Krieger 2006
    P. Krieger, El ritual de la serpiente. Reflexiones sobre La actualidad de Aby Warburg, em torno a La traducción al español de su libro Schlangenritual. Ein Reisebericht, “Anales del Instituto de Investigaciones Estéticas” XXVIII/88 (2006), 239-250.
  • Noriega 2006
    S. Noriega, Aby Warburg: ¿Historia del Arte o la Historia de la Cultura? Lección inaugural: iI cohorte doctorado en filosofía, Universidad de los Andes Venezuela, “Revista Estética” 9 (enero/diciembre 2006), 287-297.
  • Agamben [1975] 2007
    G. Agamben, Aby Warburg y la ciencia sin nombre [Aby Warburg e la scienza senza nome, già in “Settanta” (luglio/settembre 1975), ora in “aut aut” 199-200 (1984), 51-66], trad. de F. Costa y E. Castro, Buenos Aires 2007.
  • Burucúa 2007
    J.E. Burucúa, La imagen y la risa. Las Pathosformeln de lo comico en el grabado europeo de la modernidad temprana, Caćeres 2007.
  • Baitello 2008
    N. Baitello, La serpiente, la electricidad y la imagen mediática. Algunas reflexiones para una teoría de la imagen a partir de Aby Warburg, en M.S. Contrera, B.N. Muñoz, R.B. Sartori, Diálogos Culturales II. Interfaces viciadas, comunicación visual y otras mediaciones, São Paulo 2008, 133-144.
  • Bovisio 2009
    M.A. Bovisio, Aby Warburg y Franz Boas: un diálogo entre la historia, la teoría del arte y la antropología en Actas del V congreso internacional de Teoría e Historia de las Artes: Balances, perspectivas y renovaciones disciplinares de la historia del arte – Centro argentino de investigadores de arte, Buenos Aires 2009.
  • Didi-Huberman [2002] 2009
    G. Didi-Huberman, La imagen superviviente. Historia del arte y tiempo de los fantasmas según Aby Warburg [L’Image survivante. Histoire de l’art et temps des fantomes selon Aby Warburg, Paris 2002], trad. de J. Calatrava, Madrid 2009.
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    L. Baéz Rubí, Reflexiones en torno a las teorías de la imagen en Alemania: la contribución de Klaus Sachs-Hombach, “Anales del Instituto de Investigaciones Estéticas” XXXII/97 (2010), 157-194.
  • Checa 2010
    F. Checa, La idea de imagen artística en Aby Warburg: el Atlas Mnemosyne (1924-1929) en A. Warburg, Atlas Mnemosyne, ed. de F. Checa, trad. de J. Chamorro Milke, Madrid 2010, 135-154.
  • Echeto 2010
    V.S. Echeto, Estudios visuales, virtualidad y e-comunicación. Devorando las miradas: iconofagia, y virtualidad en crisis de representación en A. Cuadra (ed.), Vitalidad y Conocimiento, Santiago de Chile 2010, 30-43.
  • Severi 2010
    C. Severi, El sendero y la voz. Uma antropología de la memoria [Il percorso e la voce. Un’antropologia della memoria, Torino 2004], trad. de Y. Daffunchio, Buenos Aires 2010.
  • Settis 2010
    S. Settis, Warburg Continuatus: Descripción de una biblioteca. Con testimonios de F. Saxl y E. M. Warburg [Warburg continuatus. Descrizione di una biblioteca, “Quaderni Storici” 58/a. XX, 1 (1985), 5-38], introducción de F. Checa, trad. de M. López-Vega, Barcelona 2010.
  • Vilar 2010
    M. Vilar, Imágenes paganas ¿Un lugar para la crítica arquetípica?, “Revista Luthor” 1/2 (noviembre 2010).
  • Wechsler 2010
    D. Wechsel (curadora), Realidad y Utopia: 200 años de arte Argentino. Una visión desde el presente, ed. de M. Faillace, catalogo de la expósicion (Berlin, Akademie der Künste, 2 octubre-14 noviembre 2010), Buenos Aires 2010.
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    M.R. Acosta Lopez, El conjuro de las imágenes. Aby Warburg y la historiografía del alma humana, “Estudios de Filosofia” 44 (diciembre 2011), 117–135.
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    J.E. Burucúa, Las tragedias y los desgarramientos de la Historia, “Carta” 2 (primavera/verano 2011), 40-43.
  • Didi-Huberman 2011
    G. Didi-Huberman (curador), Atlas ¿Cómo llevar el mundo a cuestas?, catálogo de la exposición (Madrid, Museo Reina Sofía, 26 noviembre 2010-27 marzo 2011), Madrid 2010.
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  • Baéz Rubí 2012
    L. Baéz Rubí, Introducción, en A. Warburg, El Atlas de imágenes Mnemosine. I Vol., edición, traducción y notas de L. Báez Rubí, Coyoacán México 2012.
  • Baéz Rubí 2012
    L. Baéz Rubí, Introducción: Un viaje a las fuentes, en A. Warburg, El Atlas de imágenes Mnemosine. II Vol., edición, traducción y notas de L. Báez Rubí, Coyoacán México 2012, 11-49.
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    C.R. Cocoma, Entre cristales y auras: el tiempo, la imagen y la historia, “Historia Crítica” 48 (septiembre/diciembre 2012), 163-183.
  • Freedberg [2004] 2013
    D. Freedberg, Las máscaras de Aby Warburg [Warburg’s Mask: A Study in Ideolatry, en Anthropologies of Art, ed. by M. Westermann, New Haven-London 2004, 3-25], ed. y Presentación de L. Vives-Ferrándiz Sánchez , trad. de M. Piñol Lloret, Buenos Aires 2013.
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English abstract

There are several contributions and reasons for the growth of interest in the work of Aby Warburg (1866-1929) in Latin America, in a period of little more than a decade. In this sense, this essay aims to present references to the earliest information of Warburg’s work in the Latin American environment, and the way in which the first direct access to it was given, and the ways in which these readings could open up to the students of the subcontinent; it finally provides a list of publications by and about Warburg in recent years.

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