"La Rivista di Engramma (open access)" ISSN 1826-901X

176 | ottobre 2020

97888948401

La complessa vicenda editoriale di Saturno e la melanconia

Quattro lettere inedite del carteggio Einaudi-Warburg Institute

Lucrezia Not

English abstract

La recente stampa in edizione accresciuta del celebre Saturn and Melancholy: Studies in the History of Natural Philosophy, Religion, and Art di Raymond Klibansky, Erwin Panofsky e Fritz Saxl, curato da Philippe Despoix e Georges Leroux, offre elementi di riflessione anche sulla vicenda editoriale italiana del volume, pubblicato da Einaudi nel 1983.

A partire dalla corrispondenza intercorsa tra l’editrice torinese e il Warburg Institute, conservata presso l’Archivio Einaudi di Torino, è possibile ricostruire frammentariamente l’iter del saggio, rilevando come esso si articolò in un arco temporale di più di trent’anni. Nel corso dei decenni, il manoscritto subì un cambio di collana – inizialmente destinato alla Collana viola di Pavese e De Martino (che fu ceduta alla Boringhieri nel 1957), confluì poi nei “Saggi” –, fitte revisioni e, non da ultimo, il contributo di diversi traduttori: da Roberto Bazlen, a Lorenzo Minio-Paulello, fino a Gabriella Bemporad (Appendice IV). In seguito a questi subitanei passaggi, presumibilmente attorno al 1960, il dattiloscritto venne assegnato alla fidata verifica di Renzo Federici, che ne firmò la traduzione in versione stampata (ASTo, AE, CI, b. 18, fasc. 252, f. 81, Lettera della G. Einaudi Editore a R. Federici, 25 novembre 1960). Proprio da questo momento si riscontra un considerevole diradarsi delle comunicazioni, con una rapida menzione tra gli appunti personali di Giulio Einaudi, che definì la pubblicazione “sub judice” (ASTo, AE, CI, b. 74/1, fasc. 1118/3, f. 976). Soltanto negli anni Ottanta, per merito di Enrica Melossi, responsabile iconografica della Casa, l’Einaudi si attivò nel ricreare le tavole originali delle illustrazioni dell’edizione inglese – nel frattempo pubblicata a Londra nel 1964 – pervenendo quindi alla concretizzazione del progetto (ASTo, AE, CS, 2ª serie, b. 70, fasc. 380, in particolare ff. 113-115, Lettera di M. W. Evans a E. Melossi, 30 settembre 1981. Cfr. R. Klibansky, E. Panofsky, F. Saxl, Saturn and Melancholy: Studies in the History of Natural Philosophy, Religion, and Art, London, 1964).

Per via della natura lacunosa del carteggio e delle articolate vicissitudini, non si intende ripercorrere minuziosamente i compositi umori che animarono la gestazione einaudiana del volume, piuttosto, avvalendosi di quattro lettere inedite (di seguito trascritte in Appendice), si tenterà di mettere in luce i punti fondamentali della vicenda.

Con la “formal authorization” del 16 luglio 1949, il neodirettore del Warburg Institute Henri Frankfort (1897-1954) diede ufficialmente avvio alla traduzione, trasmettendo inoltre delle chiare disposizioni in vista dell’uscita dello scritto (Appendice I). Per cominciare, notificò la volontà di diffondere sul mercato librario, pressoché simultaneamente, l’edizione inglese e quella italiana, armonizzando così l’attività editoriale dell’Istituto con l’orientamento dell’Einaudi che, proprio in quegli anni, stava cercando di imprimere una dimensione europea al suo catalogo generale (Munari 2016, VI). Poche righe dopo, affrontò la questione, solo apparentemente secondaria, della resa italiana della “title-page”. Invero, il titolo dell’edizione einaudiana avrebbe dovuto conformarsi a quello proposto per la versione inglese, nell’assoluto rispetto del “wording” riportato da Frankfort. Inoltre, si affrontava un aspetto più delicato, relativo alla trasposizione italiana dell’espressione “in collaboration with”. Questa specifica istanza, in realtà, sottaceva dei lati spinosi, giacché si legava intimamente alla commisurazione dell’apporto assunto dai tre studiosi tedeschi nel corso della redazione dello studio, iniziata attorno al 1926 – una diatriba che si risolse definitivamente nel 1955, con l’incontro di Klibansky e Panofsky a Princeton (Despoix 2018, 178).

Ma già nel 1949 si era imposta all’Einaudi una condizione, che pesò maggiormente nella trattativa epistolare degli anni a venire: la traduzione preliminare, senza possibilità di contestazione, doveva effettuarsi dalle bozze tedesche. Pur rispettando le istruzioni di Frankfort, l’editrice comunicò lo stato impreciso delle carte, reclamando un raffronto con le bozze inglesi (Appendice II). L’inadeguatezza palesata dall’Einaudi altro non era che l’espressione concreta della tormentata storia del manoscritto, che ricadeva ora sul lavoro editoriale (Despoix 2018, 159-181). Malgrado ciò, la richiesta rimase inesaudita sino al 1956, rallentando così i tempi della traduzione e, al contempo, necessitando di controlli esterni, tra i quali la lettura di Giulio Carlo Argan nell’estate del 1951 (ASTo, AE, CI, b.8, fasc.122, f. 42, Lettera di G. C. Argan a G. Einaudi, 30 luglio 1951).

Il ruolo determinante, per le decisioni che poi furono prese, spettò a Gertrud Bing, autorevole membro del Warburg-kreis. Dal 1950 sino all’anno del suo pensionamento, avvenuto nel 1959, la storica dell’arte tedesca seguì con grande interesse la preparazione del volume (documentata dal 16 agosto 1950 al 4 agosto 1959. Cfr. ASTo, AE, CS, 2ª serie, b. 70, fasc. 380, f. 14, Lettera di G. Bing a G. Einaudi, 16 agosto 1950, e f. 67, Lettera di G. Bing a G. Einaudi, 4 agosto 1950). La sua sensibilità critica e il talento di filologa, che contraddistinsero la sua partecipazione anche in un altro progetto editoriale italiano del periodo – ovvero, i Gesammelte Schriften warburghiani –, la portarono a orientare sensibilmente le scelte einaudiane, fino a esercitare un controllo quasi totale sulla traduzione a partire dal marzo del 1954 (Appendice III). Probabilmente per la spiccata propensione nel ricreare la corretta trasposizione in italiano, Bing richiese ripetutamente l’invio delle parti già completate, giungendo a fissare un incontro con Luciano Foà, nel settembre del 1954, a Torino, per discutere in prima persona della pubblicazione (Appendice III). Da quella particolare occasione, inoltre, sortì un successivo confronto tra Bing e Klibansky, in merito ai termini più adeguatati della titolazione, la cui riflessione fu debitamente recapitata a Luciano Foà:

Professor Klibansky […] raised the point whether the heading “filosofia” would not be more appropriate. He thought that especially in the minds of the Italian public a book largely concerned with the history of philosophy would probably be more specifically laced under that heading than under “storia”(ASTo, AE, CS, 2ª serie, b. 70, fasc. 380, f. 46, Lettera di G. Bing a L. Foà, 13 ottobre 1954).

Lo scambio epistolare Einaudi-Warburg Institute testimonia, in ultima analisi, la costante dedizione di Bing, che si impegnò nello stabilire un dialogo effettivo con la Casa, affinché gli intenti dell’editrice si sintonizzassero sulla linea da lei proposta: un piano che, in realtà, non sfociò nella collaborazione sperata. Ne è la dimostrazione la decisa opposizione, da parte dell’Einaudi, dell’affiancamento a Bazlen di studiosi altamente qualificati – un suggerimento avanzato da Bing, a fronte della specificità degli argomenti trattati nel volume, sin dal principio (ASTo, AE, CS, 2ª serie, b. 70, fasc. 380, f. 46, Lettera di G. Bing a L. Foà, 13 ottobre 1954). Un avvertimento rimasto inascoltato, che scatenò una sorta di effetto a catena: il dattiloscritto tradotto, pervenuto a Londra attorno al novembre del 1953, non fu valutato positivamente (Appendice III); per sopperire a ciò, Bing ingaggiò Minio-Paluello e la consorte, che dovettero apportare cospicue revisioni. Tuttavia, nonostante i grandi rimaneggiamenti e il prolungato lavoro, il manoscritto, ancora nel 1955, si rivelò inadeguato: non solo nell’opinione della Bing, ma anche del filosofo Eugenio Garin (Appendice IV). Pertanto, la traduzione non poteva dirsi conclusa: necessitava di un’approfondita revisione, da compiersi con un raffronto del dattiloscritto italiano con le bozze tedesche “sentence by sentence”. Pare quasi che le parole scritte da Lotte Labowsky a Klibansky, “The Melencolia is a cursed business from beginning to end”, fossero valide anche nel caso italiano (Despoix 2018, 159).

Appendice 
Appendice I | Henri Frankfort, Lettera a Giulio Einaudi del 16 luglio 1949

Dear Signor Einaudi,
On his way through London Professor Raymond Klibansky has discussed with us your proposal to bring out an Italian edition of the Melancolia. I welcome this suggestion, and I am glad that this work will be available to Italian readers. We also agree with your offer of letting us have 100 copies of the Italian edition, which we shall be glad to receive at this Institute for distribution.

Please consider this letter as a formal authorization for going ahead with preparing the Italian edition and for taking the translation in hand. Would you please let us know when you will require the blocks which are being kept here? We need this information at least two months before you intend to use the blocks since we shall have to apply for special permits and licences to send them out of the country. We count, of course, on your returning them with the least possible delay: we wish to publish the English edition more or less simultaneously with the Italian edition, and we would be seriously inconvenienced if the blocks were not available at the right time.

There is one other point I should like to raise. We are very anxious that your title-page should correspond as closely as possible to that of the English edition, and we would propose, therefore, that you adhere to the following wording:

SATURN AND MELANCHOLY
Studies in the History of Religion,
Natural Philosophy and Art
by
FRITZ SAXL and ERWIN PANOFSKY
in collaboration with
RAYMOND KLIBANSKY

The only question is how “in collaboration with” should be rendered in italian. Would you please choose the most appropriate translation from one of the following:
in cooperazione con
in collaborazione con
insieme con
cooperando con
collaborando con

I am enclosing a copy of the Preface which should be incorporated in the Italian edition.

I am very sorry that after Professor Klibansky’s and your own troubles this authorization should have taken such long time to reach you. I am afraid the delay was due to my having taken over the Directorship of this Institute, and I hope you will understand that during the first two months I was very busy.

Yours sincerely,
Professor H. Frankfort

Ill.mo Sig.re Giulio Einaudi,
Corso Umberto 5 bis,
Torino. 

Appendice II | Giulio Einaudi Editore, Lettera a Henri Frankfort del 15 settembre 1949

Dear Professor,
about our Melancolia, we find out no translator is willing to content himself with German proofs we got. They all claim for the English ones, in order better to steer their course. Consider that our German proofs are very incorrect and no one can feel on firm ground without checking on another text.

How far have you gone in the English edition? Won’t be possible to have these English proofs sometime?

Our translator will at least spend a year in this work, so we cannot hope to be ready together or before the English edition. Can’t we use it then?
We are waiting with the utmost concern.

Yours sincerely truly
GIULIO EINAUDI EDITORE

Appendice III | Gertrud Bing, Lettera a Giulio Einaudi, 1° marzo 1954

Dear Signor Einaudi,
You may have been surprised that I did not formally acknowledge the receipt of the typescript of the Italian translation of Saturn and Melancholy, which Professor Franco Venturi handed over to me in November. Its arrival here involved me in a number of questions about which I had to consult Professor Klibansky in Montreal.

One of these was that while my first glance at the Italian text assured me that obviously the translation had been made with great care and understanding, we felt that it should still be checked by someone with knowledge of not only Italian and German, but also the very complicated subject matter concerning Greek and mediaeval philosophy with which such a large part of the book deals. To our great pleasure, Dr. Minio-Paluello and his wife have consented to undertake this task, and I think you will agree that no better persons could have been found. They will start on it as soon as the term in Oxford ends; and according to our present timetable I think I can promise to let you have the approved typescript towards the end of June.

Our second consideration concerned the co-ordination of the printing of the English and the Italian versions. There are certain small amendments which have been made in the English translation and which we should like to go into the Italian version as well, but these concern only bibliographical references and could if necessary be easily inserted in the gallery proofs. The greater difficulty seems to me to be that the blocks will have to be used for both editions. I am going to see the English publishers of the book quite soon, and shall then try to arrive at an agreed timetable for the setting up, etc. , of the text and the printing of the illustrations. If it can be arranged, I think I shall ask them to start first on the printing of the blocks and get that part completely finished. If they agree I would suggest that the printing of the blocks should in your case be the second stage, and the printing of the text should precede it. I shall write to you again on this point as soon as I know exactly what dates the English publishers propose for the different stages of their production.

I should like to take this opportunity of letting you know how pleased I am that an Italian edition of the book will appear, and that I hope your interest and enterprise will result in a handsome and interesting production. I have heard so much about you from our mutual friends that I should very much like to have an opportunity of seeing you in Turin, though my visits to Italy do not normally lead me there.

Yours sincerely,
G. Bing
Assistant Director

Appendice IV | Gertrud Bing, Lettera a Giulio Einaudi, 13 ottobre 1955

Dear Signor Einaudi,
I am afraid the matter of the Italian translation of Saxl Panofsky Klibansky, Saturn and Melancholy, has been in abeyance for a very long time, and I am also afraid that what I have to tell you now will disappoint you. It is briefly that we cannot accept the Italian translation as it stands as an adequate version of the book. As you know, we submitted the translation in the first instance to Dr. Minio-Paluello, who is not only competent to to [sic] judge the translation from a merely stylistic point of view, but whose field of study also makes him a perfectly competent judge of the contents and the way in which they are rendered in the Italian version. His judgment was simply damning. He called the translation childish, and he found many passaged in which the German text had been completely misunderstood. He came to the conclusion that in his opinion it would be better to make a new translation rather than to try and correct the version of your translator. Page 1-17 which he corrected in red ink show the amount of rewriting which he considered necessary in order to make the translation adequate.

Upon receiving this altogether negative judgment, we asked the advice of Professor Garin of Florence, who you know well. Professor Garin, whom the book interests and who is keen that an Italian translation of it should appear, very kindly offered to read the translation and to tell us what he thought of it. His judgement is hardly less negative. He says that your first translator evidently knew German, but had neither a sufficient command of Italian to turn it into a readable book, nor a sufficient knowledge of the subject matter to avoid falling into grave blunders and misunderstandings. The person who corrected his translation tried to improve on the Italian style, but evidently without a sufficient knowledge of the German text, with the result that more blunders were committed. He says that the only way out is now for someone to compare the Italian translation with the German text sentence by sentence, paying attention to the style as well as to the faithfulness of the translation.

This job, you will certainly agree, must be done by a person in whose competence both you and we have perfect confidence. While I was in Italy I made some enquiries as to such a person, and two names were mentioned to me. One is Signorina Gabriella Bemporad, Via Pier Capponi, 24, Florence, and the other is Signora Ragghianti of Florence, who can no doubt be reached through her husband at the Palazzo Strozzi.

I am returning to you under separate cover the German text of the book together with the Italian translation, and hope soon to have your opinion on this whole matter. I hope you will be able to deal with it quickly, because it is quite obvious that publication of the book in Italy, for which many people are now waiting, should no longer be delayed.

Yours sincerely,
G. Bing

Sigle 
  • ASTo
    Archivio di Stato di Torino 
  • AE 
    Archivio Einaudi 
  • CI 
    Corrispondenti con autori e collaboratori italiani
  • CS 
    Corrispondenza con autori e enti stranieri
Bibliografia 
  • Despoix 2018
    P. Despoix, La Mélancolie et Saturne: un projet collectif au long cours de la bibliothèque Warburg, “Revue germanique internationale” 28 (2018), 178.
  • Munari 2016
    T. Munari, L’Einaudi in Europa 1943-1957, Torino 2016.
English abstract

On the basis of four unpublished letters of the correspondence between Einaudi and the Warburg Institute, preserved at Archivio Einaudi in Turin, this paper proposes a preliminary reflection on some key topics related to the publishing history of the volume by Raymond Klibansky, Fritz Saxl and Erwin Panofsky titled Saturno e la melanconia: studi di storia della filosofia naturale, religione e arte. Although it was published in 1983 by the abovementioned Italian publishing house, it appears that its editorial path officially started in the summer of 1949, with the approval of Henri Frankfort, new director of the Warburg Institute after Saxl’s sudden death in 1948. From this moment on, Einaudi encountered remarkable obstacles during the translation process, mainly due to two reasons: first, the complexity of the themes dealt with in the volume, and second, the inadequacy of the German drafts provided by the Warburg Institute. Both aspects created many difficulties, requiring the intervention of several translators and proofreaders. Vicissitudes that probably could have been avoided if the publisher had listened to the incessant proposals of Gertrud Bing, the other Warburgian art historian involved in the course of the matter.

keywords | Raymond Klibansky; Erwin Panofsky; Fritz Saxl; Saturno e la melanconia; Archivio Einaudi; Henri Frankfort; Gertrud Bing; Warburg Institute.

La Redazione di Engramma è grata ai colleghi – amici e studiosi – che, seguendo la procedura peer review a doppio cieco, hanno sottoposto a lettura, revisione e giudizio questo saggio.
(v. Albo dei referee di Engramma)

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