"La Rivista di Engramma (open access)" ISSN 1826-901X

197 | dicembre 2022

97888948401

Quando la storia canta

Presentazione di The Venetian Bride. Bloodlines and Blood Feuds in Venice and its Empire di Patricia Fortini Brown, Oxford 2019

a cura di Maria Bergamo

English abstract

Μοῦσαι δ᾽ ἐννέα πᾶσαι ἀμειβόμεναι ὀπὶ καλῇ θρήνεον (Odissea XXIV, 60). Le Muse cantano, tutte. Alternano le loro belle voci, le scambiano, le intrecciano, si chiamano e rispondono. Clio, la Storia, canta. È difficile far parlare i documenti, ancor più far cantare le storie, le gesta, le emozioni delle persone le cui vite passate sono spesso ridotte a un nome in lunghe e aride liste notarili o stringate in indecifrabili epistole. Difficile è il compito dello storico.

Nel volume The Venetian Bride. Bloodlines and Blood Feuds in Venice and its Empire, pubblicato per i tipi della Oxford University Press nel 2021, Patricia Fortini Brown ci riesce, dando vita a un genere letterario particolare, ibrido, basato su una ferrea ricerca documentaria – da vero saggio – ma con un felice gusto narrativo e un’attenzione peculiare al dettaglio psicologico e all’aneddoto contestuale.

The Venetian Bride è una storia vera di vendetta e intrigo, di trionfo e tragedia, di esilio e rimpatrio. Si raccontano le vicende intrecciate di due importanti famiglie, partendo dall’unione della patrizia veneziana Giulia Bembo – la cui vita merita di essere narrata persino da Francesco Sansovino – figlia di Giovanni Matteo Bembo e nipote di Pietro, con Girolamo Della Torre, un nobile friulano al centro di sanguinose faide tra castellani.

Dai feudi della Pedemontana alle colonie cretesi, la vicenda restituisce uno spaccato concreto della vita di una famiglia, nel XVI secolo in particolare, e poi fino alla fine della Repubblica nel 1797.

What is the significance of the marriage of Girolamo Della Torre and Giulia Bembo? I see it as emblematic of the Venetian experience, with the metropole at the center of a fragmented empire: the union of a Terraferma nobleman and the daughter of a Venetian senator, who raised their family in the stato da mar, in the stato da terra, and in Venice itself. And who, beyond that, established a bloodline that would survive the end of the Venetian republic. In sum, a microhistory embedded in a macrohistory.

Dai riferimenti alla vita intima delle donne, alle condizioni di salute e igiene, fino agli intrighi internazionali e alleanze tra potenti, passando però per il viaggio di Tiziano verso la corte austriaca, la vita quotidiana della nobiltà veneziana nelle colonie delle isole greche, le accademie di intellettuali veneziani, l’equilibrio tra podestà e signori territoriali, l’architettura dei palazzi e dei possedimenti in terraferma, fino al declino di un impero.

Nell’introduzione si dichiara che il libro è ascrivibile alla metodologia della “microstoria” o della storia sociale dell’arte, ma non è solo, non è propriamente così. The venetian Bride viene posto dalla stessa autrice in una linea continua che procede dal suo celebre Venice and Antiquity: The Venetian Sense of the Past del 1998, passando per Private Lives in Renaissance Venice del 2004, e altri studi specifici sulle figure di Giulia Bembo, Alvise Della Torre e sul patriziato dell’entroterra tra Vittorio Veneto e Udine.

 

Il merito più grande di questo libro, quindi, è che dalle sue pagine traspare in modo evidente la passione per il mestiere di storico, la cura per la ricerca e, sopra ogni cosa, l’amore per la materia su cui Patricia Fortini Brown si è impegnata da una vita: Venezia. Con Venezia la studiosa, nei suoi lavori, diversi e importanti, ha stretto un vero patto “nuziale”.

Venere come Sposa, dettaglio da Tiziano, Amor sacro e Amor profano, 1515, Roma, Galleria Borghese.

English abstract

Patricia Fortini Brown in her volume The Venetian Bride. Bloodlines and Blood Feuds in Venice and its Empire, published by Oxford University Press in 2021, succeeds in making documents speak, in making sing the stories, exploits, and emotions of people whose past lives are often reduced to a name in long notarial lists or indecipherable letters. The outcome is a peculiar, hybrid literary genre, based on strict documentary research – like a true essay – but with a happy narrative taste and a peculiar attention to psychological detail and contextual anecdote.

keywords | Patricia Fortini Brown; Venetian Empire; Renaissance.

doi: https://doi.org/10.25432/1826-901X/2022.197.0018